CICA – parte quarta -

Flynn era seduto su una sedia ed era ancora ammanettato. Entrò l'agente Palmer: "Allora tenente Flynn ti si è sciolta la lingua?"

"Tenente Flynn badge 2805."

"So chi sei, lo so benissimo. Sei lo stronzo che ha mollato Martin. Ci dovevi essere tu sul lettino del patologo, non lui. Avevo promesso a sua moglie Debbie che sarebbe tornato intero dal Messico e invece sei tornato tu! Bastardo!" Gli diede un pugno in faccia, che fece cadere Flynn dalla sedia. "Parla bastardo! Dove ha nascosto i soldi quella puttana messicana che ti scopavi?!Dove li avete nascosti, parla!" Gridò Palmer infuriato.

Lo prese per la maglietta, lo rimise sulla sedia e lo colpì con uno schiaffo. Flynn rimase in silenzio, sentiva il sapore del sangue in bocca, i suoi occhi erano freddi e determinati a non lasciarsi intimidire dall'FBI. Entrò l'agente Benson, che quando vide il collega schiaffeggiare ancora Flynn, lo prese di peso e lo portò via. "Lascialo stare, lascialo! Cosa ti salta in mente, coglione! Dovevi solo parlare con lui! Vieni via, vieni via!" Dopo qualche minuto rientrò con del ghiaccio per il labbro rotto di Andy e un caffè.

"L'agente Palmer è un po' agitato, non ti sei offeso vero?!" Disse Benson con fare conciliante.

"Tenente Flynn … badge 2805 ..." Disse Flynn senza fiato.

"Allora mi dici dove sono i soldi?!"

"Tenente Flynn badge 2805."

"Ok, ok. Senti togliamo queste manette e parliamo." Benson tolse le manette a Flynn, che si massaggiò i polsi e si asciugò il sangue, che usciva dal labbro rotto.

"Questo è per il labbro e tieniti la cosa per te. Palmer è un bravo ragazzo, ok?!" Disse Benson porgendo il ghiaccio secco a Flynn, che prese il ghiaccio e se lo mise sulla faccia.

"Ascolta, sei accusato di aver intralciato un'indagine federale, di aver sottratto un testimone e di averne causato la morte, tu sai dove sono i soldi della rapina e ti consiglio di dirlo se non vuoi marcire in una galera federale." Silenzio. "Non dici nulla?! Ti do la possibilità di fare un accordo e sentire le tue ragioni, quando me ne andrò nessuno ti vorrà più aiutare." Concluse l'agente Benson.

"Tenente Flynn..."

"Bevi un po' di caffè, calmati un momento e vediamo di fare un accordo, che ne dici?!" Disse Benson sedendosi accanto a Flynn, quando si aprì la porta ed entrò Gavin.

"Sono l'avvocato Baker, rappresento il tenente Flynn, non risponderà a nessuna delle sue domande e ho qui l'ordine di rilascio immediato firmato dal giudice." Disse Gavin mettendo un foglio sul tavolo.

"Ma come..." Chiese Benson stupito, erano passate solo otto ore, si chiedeva come avesse fatto ad avere un ordine di rilascio firmato da un giudice così in fretta.

"Forza tenente, andiamo!" Disse Gavin prendendo per un braccio Andy e portandolo via. Uscirono velocemente dagli uffici dell'FBI e entrarono in macchina di Gavin e si diressero verso casa di Sharon.

"Grazie Gavin." Mormorò Andy.

"Non devi ringraziare me, ma Sharon." Silenzio. "Se fosse per me ti avrei lasciato marcire in prigione dai federali, ma visto che la mia amica Sharon mi ha chiesto un favore, lo sto facendo solo per lei. E per inciso, lei ha dovuto chiedere dei favori personali anche ad altri, per poterti tirare fuori da questo guaio. Sei un idiota, tenente Flynn e ascoltami bene: se farai soffrire Sharon ti renderò la vita talmente uno schifo, che l'inferno ti sembrerà un parco giochi per bambini, sono stato chiaro?!" Silenzio. "Voglio sentire la tua risposta idiota fortunato." Disse Gavin alzando la voce.

"Sì ho capito, Gavin." Disse Flynn con un filo di voce. Silenzio. "Ascolta Gavin, ho fatto quello che ho fatto, perché Cica …"

"No, ascolta tu Andy. Ascoltami bene. Le tue ragioni tienile per te, a me non interessano. Lo so che amare non è semplice, però tu la stai facendo soffrire. Se l'amassi davvero non la metteresti in difficoltà e non la faresti soffrire così tanto. Quindi risparmiami le tue parole da coglione e vedi di comportarti bene, oppure ti sistemerò io personalmente."

"Ho capito Gavin." Disse Andy.

"Adesso ti porto da Sharon, lei è riuscita ad ottenere il permesso di averti sotto la sua sorveglianza, finchè non si chiarirà la tua posizione e credimi sei in un bel casino. Comunque ti tirerò fuori da guai, non per questo sono il migliore!" Silenzio. "Ti consiglio di chiarire ogni cosa con Sharon."

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"Ciao Sharon, guarda chi ti ho portato." Disse Gavin sorridendo e entrando in casa seguito da Andy.

"Grazie Gavin, ciao Andy." Disse lei felice di vederli.

"Ciao Sharon." Mormorò Andy.

"Senti Sharon, allora ho qui tutti i documenti. Adesso lui è stato affidato a te. Domani mattina ritorno in tribunale dal giudice e incontrerò anche i legali dell'FBI. Non dovrei avere problemi a tenerli sotto controllo. Adesso è meglio che io vada, credo che dobbiate parlarvi. Ciao tesoro, ci sentiamo domani." Disse Gavin dando un bacio a Sharon sulla fronte.

"Grazie Gavin." Disse lei sorridendo.

"Non dirlo neanche per scherzo, tesoro. Buonanotte." Disse sorridendo a Sharon. "Io e te ci siamo intesi." Disse guardando male Andy e andò via.

"Vieni Andy entra." Lei chiuse la porta dietro Gavin. "Vuoi farti una doccia?" Disse lei, vedendo la maglietta e le mani ancora sporche di sangue.

"Ne avrei bisogno." Mormorò lui.

"Cosa è successo al tuo viso?"

"Ho incontrato l'ex collega di Martin, non ha gradito il fatto che sul tavolo di Morales ci fosse il suo collega e non io." Disse Andy con lo sguardo basso.

"Vai a farti una doccia, io intanto ti porto un cambio e del ghiaccio."

"Sharon …io…" Mormorò lui.

"Andy vai a lavarti, parleremo dopo. Intanto preparo un thè caldo." Lui andò in bagno a lavarsi, lei sentì scorrere l'acqua della doccia e si mise a preparare il thè. Andò a prendere un cambio di vestiti per Andy e lo mise in bagno. Dopo una decina di minuti Andy uscì dal bagno, aveva ancora i capelli un po' bagnati e un'aria stravolta.

"Vieni, siediti e bevi un thè. Qui c'è il ghiaccio per il viso."

"Grazie Sharon." Prese il ghiaccio e l'appoggiò sulla guancia e sul labbro rotto, gemette per il dolore. Prese la tazza del thè, ma la sua mano sinistra tremava e le nocche erano rosse.

"Andy cosa hai fatto alla tua mano?" chiese lei preoccupata.

"Niente." Mormorò lui.

"Non riesci a prendere la tazza in mano. Cosa hai fatto?"

"Scusa Sharon se ho disubbidito ai tuoi ordini, ma non ho avuto altra scelta."

"Lascia stare i miei ordini, dimmi cosa hai fatto alla mano?" Chiese lei preoccupata. Silenzio.

"Sono talmente arrabbiato con me stesso, che ho preso a pugni il muro della doccia. La mano mi fa un po' male." Lei prese la mano sinistra di lui, era rossa e si stava gonfiando. Lei prese dell'altro ghiaccio secco e lo mise sulle nocche. Lui gemette al contatto con il ghiaccio.

"Non è stata una grande idea, guarda come hai ridotto la mano." Disse lei preoccupata. Lui la fissava. Silenzio. "Speriamo non te la sia rotta, deve farti male." Silenzio.

"Perché ti sei esposta per me? Non dovevi metterti nei guai." Disse lui con un filo di voce.

"Andy non ti preoccupare, l'importante che adesso sei sotto la mia responsabilità e quella della polizia di L.A. in questo modo potremo difenderti meglio."

"Ho sbagliato tutto Sharon. Ho accettato quella maledetta missione in Messico solo per compiacere il capo Howard e guarda cosa è successo! Ho rischiato la vita, abbiamo litigato, tu sei stata in pena per me, poi è arrivato il capo Swanson, Cica e tutto è finito nel peggiore dei modi!"

"Andy ..."

"Ho messo nei guai te e tutta la squadra e non sono riuscito a salvare Cica dai narcotrafficanti e dall'FBI!" Disse lui alzando la voce.

"Non è colpa tua …"

"Invece sì! Avrei dovuto proteggerla, difenderla e invece non sono stato abbastanza forte, coraggioso! Lei si è presa una pallottola al mio posto, mi ha salvato la vita due volte e io non sono riuscito a ricambiare! Non sono riuscito a salvarla! Non ci sono riuscito!" Gridò lui disperato.

"Andy …"

"Voleva solo una nuova vita, non chiedeva altro! Io non sono riuscito a darle neanche la speranza di poter vivere da persona libera!" Silenzio. "Ho fallito Sharon, con Cica, con te! Ti ho messo in difficoltà e non sono riuscito a concludere nulla, nulla!" Andy si mise una mano sul volto e cominciò a piangere, lei lo abbracciò e lui pianse tra le sue braccia.

"Sssttt stai tranquillo Andy, andrà tutto bene, vedrai. Andy, calmati. Tu sei ancora sotto shock."

"Non sono riuscito a salvarla … Non sono riuscito a salvarla …" Mormorò lui.

Dopo un po' Andy si calmò, lei lo prese per mano e lo condusse in camera da letto. "Sdraiati qui, saremo più comodi."

"Ma Sharon, noi …"

"Andy lo so che noi non stiamo insieme, ma adesso abbiamo bisogno di riposare entrambi, quindi non voglio discutere con te, sdraiamoci e riposiamo."

Si misero a letto, insieme, dopo tanto tempo, lei lo abbracciò. Lui ci mise un po' ad addormentarsi e quando finalmente si addormentò, il suo fu un sonno agitato, angoscioso. Si svegliò di scattò e si mise seduto, era sudato e respirava con affanno. Lei dormiva ancora, quindi decise di alzarsi e di andare in soggiorno per non disturbarla. Si mise sul divano e cercò di calmarsi, il suo cuore batteva all'impazzata, attese un poco, finchè il suo respiro divenne regolare, si mise a guardare il soffitto, cercando di rilassarsi.

"Andy sei qui?" Disse lei, arrivando in soggiorno.

"Scusa non volevo svegliarti. Non avevo più sonno e sono venuto qui."

"Mi sono girata e tu non c'eri. Sono venuta a cercarti, volevo vedere se stavi bene." Lei si sedette vicino a lui e lui l'abbracciò.

"Scusa Sharon, ho combinato un bel casino." Disse lui abbassando lo sguardo.

"Sì Andy, questa volta sei proprio nei guai."

"Sharon mi perdoni?!"

"Sharon ti perdona, il capitano Raydor non te la farà passare liscia tenente. Hai disubbidito ai miei ordini." Disse lei in tono risoluto.

"Lo so, mi dispiace. Hai tutte le ragioni per essere arrabbiata con me."

"Spiace più a me, sarò costretta a darti una sospensione, non posso fare in altro modo. Vedremo come si risolve con l'FBI e decideremo in seguito."

"Hai ragione."

"Hai anche rubato una macchina Andy, come ti è saltato in mente?!" Chiese lei stupita.

"Non potevo fare altro, cause di forza maggiore." Disse lui senza cercare giustificazioni.

"Speriamo che Gavin riesca a risolvere tutto quanto. Adesso torniamo a riposare, ne abbiamo bisogno."

"Si, certo."

Continua …