Loyalties:
Mass Effect Trilogy è un gioco Bioware. Per qualsiasi riferimento al gioco ufficiale Tutti i diritti sono di proprietà di Bioware. La Fan Fiction "Mass Effect At Dawn Again" è il frutto della mia immaginazione e del mio lavoro, è un libero tributo, appassionato e personale a un grande videogioco. È vietato qualsiasi utilizzo parziale o totale a scopo di lucro e non.
"Che cos'è il Natale? È tenerezza per il passato, coraggio per il presente, speranza per il futuro.
È un fervido desiderio che ogni coppa possa traboccare di benedizioni, ricche ed eterne e che ogni via possa portare alla pace. " (Agnes Mae Pharo)
A tutti voi, i migliori auguri di Buon Natale e di un Anno Nuovo ricco di aspettative realizzate! :)
Capitolo 43
Viaggio di sola andata
"...Sanno che stiamo arrivando... per molti di noi, questo sarà un viaggio di sola andata, ma... non potremo ritirarci, non potremo arrenderci, dovremo proseguire a tutti i costi!..."
Liara cita a memoria, gli occhi stretti come fessure, il cuore veloce. Sente lo stato d'animo di quel giorno ancora vividamente impresso nel suo lato più interiore. Lascia che ogni drammatico dettaglio riaffiori in superficie e riprenda il suo colore originale, come tante indelebili pennellate di emozione, accuratamente restaurate su una preziosa tela. Il suo tono toccante si diffonde attraverso i respiri regolari di Shepard e la guida premurosamente, lungo le tracce di un percorso, mai veramente dimenticato.
L: Mi sembra ancora di sentire la voce risoluta dell'ammiraglio Anderson, che penetrava il silenzio, con scioltezza, come un punteruolo incandescente conficcato nel burro. Si faceva strada con ardita tenacia, in ognuno dei capisquadra. Faceva divampare il vostro spirito di sacrificio, come la benzina gettata intenzionalmente sul fuoco.
Noi dell'Equipaggio aspettavamo in silenzio, appena fuori della porta, che il briefing terminasse. Ogni secondo sembrava un'incisione indipendente scolpita nella trama del tempo. Un continuo fluire, sapientemente scomposto in singole unità indipendenti, in grado di lasciare una traccia indelebile nelle nostre aspettative, come i segni di uno scalpello abilmente scavati su una lastra di ardesia.
"Hurrah! Sissignore!"
La tensione si accumulava lentamente nel mio stomaco, in un grumo, amaro di inquietudine. Quando sentii la tua voce sollevarsi al di sopra di tutte le altre, un brivido di orgoglio e di paura, percorse la mia pelle tesa, facendomi irrigidire come marmo.
Ci credevi, incondizionatamente. La tua missione non era mai stata così ovvia, semplice e lineare. Non arrendersi, andare fino in fondo... niente scuse! Sapevamo tutti di non avere una seconda occasione. Dovevamo raggiungere il Condotto, ad ogni costo, in un unico e disperato tentativo. Solo due opzioni davanti a noi: vittoria o... annientamento!
Ci siamo uniti a te, subito dopo il briefing, desiderosi di ricevere i nostri ordini. Aspettavamo tutti insieme, che parlassi con noi. Si respirava un'aura di solennità, di eroica predestinazione. Prima hai scrutato dentro te stessa, in silenzio, poi attraverso i nostri occhi risoluti, con lo stesso sguardo assorto. Noi vibravamo nel tuo silenzio, pieni di aspettative da realizzare. Sapevo che stavi frugando accuratamente, in ogni piega della tua anima, passando al setaccio le tue emozioni, per racimolare qualsiasi flebile motivazione e restituircela, sotto forma di una infrangibile promessa.
Finalmente, la nostra attesa si sgretolò al suono fermo e profondo della tua voce. Il tono, caldo e intrepido, pervadeva i nostri sensi, come una marea coraggiosa. I tuoi occhi, luminosi e sicuri, scorrevano lentamente sopra ognuno di noi. Quando indugiarono per un momento in fondo ai miei, rimasi impigliata nella magia del tuo sguardo, così bello e sincero da togliermi il respiro!
Le tue parole sapevano avvolgere il cuore di ognuno di noi, come un'onda, che lambisce lo scoglio. Come una stretta decisa, che non ti lascia cadere nel vuoto. Ci sentivamo così profondamente uniti, da sembrare una persona sola. Uno stesso pensiero disseminato in milioni di teste, governate da una medesima volontà incrollabile e inesauribile. Ci sentivamo come un unico scudo, invincibile, eretto a barriera vivente, contro la più mortale delle nostre paure!
"...l'amore, l'amicizia, sono variabili imprevedibili e ingovernabili, che i Razziatori non potranno mai riuscire a decifrare! Fatevi coraggio, guardatevi attorno, non combatterete da soli! Affronteremo il nemico uniti e uniti lo sconfiggeremo!"
Le tue impavide parole, suscitavano continui brividi sulla pelle in ognuno di noi. Rafforzavano la nostra speranza, centuplicavano la nostra determinazione. Avevamo mille ragioni per non arrenderci. Ci sentivamo parte di un unico disegno, di un'unica colossale reazione, che ci rendeva incredibilmente più forti, orgogliosi, invincibili. Tutti noi avevamo un futuro ancora da scrivere, pronto per essere raccolto. Era nostro, ci apparteneva di diritto e noi lo volevamo ardentemente, disperatamente. Per averlo, eravamo disposti a sacrificare tutto, con il coraggio della nostra convinzione.
Nonostante la terribile situazione, in quel preciso momento, mi sentivo estremamente fortunata, perché il futuro per cui stavo combattendo... eri Tu! Mi concentrai totalmente su ciò che dovevo fare, con l'anima palpitante. Non pensavo a nient'altro e non c'era nulla che desiderassi di più! Volevo soltanto che l'insopportabile attesa finisse!
S: OK gente! Anderson ci ha affidato l'incarico di supportare quei Carri. Dobbiamo garantire loro un percorso sicuro verso il Condotto. I Razziatori hanno lasciato un corridoio leggermente sguarnito, poco a ovest di qui, attraverso il cuore della città. È da lì che passeremo.
Hai spiegato con piglio sicuro, nell'attenzione generale. Facevi sembrare tutto semplice e ordinario, come se stessimo per affrontare una missione di routine. Tuttavia, il tuo atteggiamento diventava sempre più autoritario.
S: Kaidan, tu e IDA tornerete sulla Normandy. Hai il comando. Voglio che ti unisca a Sword e ti mantenga in costante contatto radio. Ti chiamerò per l'estrazione il prima possibile.
Kaidan spalancò gli occhi, mentre la sua mascella si contraeva e modellava il suo viso con un'espressione di pura sofferenza.
K: Cosa... no! Aspetta, Shepard... io voglio esserci! Sai che sono pronto per questo! Perché non incaricare Garrus o Miranda?
Balbettò, con voce bassa e dolente, senza nascondere l'enorme delusione.
S: Certo che lo so, Kaidan!
Hai risposto asciutta, guardandolo dritto negli occhi, con intensità.
S: Tuttavia, ho bisogno del meglio in ogni posizione. Davvero pensi che ti affiderei la mia Nave, in un momento come questo, se tu non fossi la mia opzione migliore?
K: Io... beh, immagino di no...
Kaidan, convenne, rilassando involontariamente le spalle e rendendo evidente il suo sgomento.
S: Bene. Allora è deciso!
Hai detto perentoriamente, fingendo di non preoccuparti della delusione del Maggiore. Anche se in quel momento lo nascondevo, soprattutto a me stessa, conoscevo perfettamente le tue ragioni. Kaidan era uno Spettro e un valoroso soldato dell'Alleanza. Quindi, stavi lasciando la tua Nave in eredità, nel caso in cui non fossi tornata!
Kaidan ti strinse la mano come fanno i marines. Nel momento in cui, ti ha fissato profondamente negli occhi, senza parole, fui certa, che lo sapesse anche lui.
Il maggiore sospirò. Poi, lanciò a IDA un'occhiata d'intesa, mentre cercava di nascondere il suo stato d'animo.
K: Forza milady, muoviamoci. Sembra che la nostra Nave ci stia aspettando! Ehi, ragazzi, ci vediamo a bordo... in bocca al lupo e... mandateli all'inferno, una volta per tutte!
Abbiamo salutato i nostri amici calorosamente, con affettuose strette di mano e bene auguranti pacche sulla schiena, prima di tornare definitivamente con la testa alla missione.
S: Vega, con Javik e Tali proteggerete il fianco sinistro del Convoglio. Cercate di attirare l'attenzione su di voi, ma con cautela. Ripiegate se inizia a fare troppo caldo. Garrus, Miranda e Liara, voi con me! Ci occuperemo del fianco destro. In bocca al lupo, amici miei. Ci vediamo al Condotto!
Nel momento esatto in cui l'attesa finì, mi resi conto di quanto mi mancasse. I razziatori avevano dispiegato in massa le loro forze di terra. Stavano sciamando ovunque, come una miriade di insetti affamati e velenosi. Mutanti, cannibali e predatori lasciavano dietro di loro soltanto una scia di fuochi, macerie e morte. Anderson orientava gli schieramenti. I soldati a piedi affrontavano il nemico, creando un diversivo, mentre Hammer avanzava.
Il campo di battaglia era ovunque. Molti dei nostri alleati cadevano, per aprire un varco, in modo che altri di noi potessero avanzare. Stavamo per attraversare una zona calda, brulicante di nemici. Quindi, noi della squadra procedevamo in avanscoperta.
Camminavamo attraverso il fumo e i detriti. I nostri sensi perennemente in stato di massima allerta. Dopo tutto quello che avevamo passato, non avevamo nessuna intenzione di finire i nostri giorni in una maledetta imboscata. Ovunque, avvertivamo, inconfondibile, l'odore nauseabondo dei razziatori. Sapevamo che ci stavano aspettando. La loro ostile presenza appestava l'aria e graffiava le nostre narici, penetrando attraverso di esse, come un dardo avvelenato. Dietro a ogni pietra, in ogni angolo, nel fumo scuro, che si accumulava nelle sale degli edifici abbandonati, poteva nascondersi una trappola mortale.
"...Ci stanno bersagliando dai piani alti, richiediamo supporto!"
La voce incalzante che si riversava nei nostri comunicatori, fece suonare il mio cuore, come un tamburo di guerra. Parecchi razziatori si erano asserragliati in un edificio abbandonato e stavano decimando uno dei Convogli dall'alto.
S: Merda! Dobbiamo coglierli di sorpresa, subito!
Hai sospirato, con frustrazione crescente.
M: Shepard, se riuscissimo a sgattaiolare attraverso quel seminterrato, non ci vedrebbero arrivare.
Miranda suggerì, razionalmente.
S: Garrus...
Hai detto a bassa voce. Nessuna istruzione, solo un'occhiata d'intesa al nostro compagno di squadra. Avevamo appena terminato uno scontro furioso contro un numero considerevole di truppe d'assalto dei razziatori e avevamo preso posizione dietro un grosso pezzo di cemento fumante. Ci appiattimmo, come spettri in attesa, all'ombra di rovine rarefatte. Restammo in silenzio, mentre Garrus controllava scrupolosamente il perimetro, con il cannocchiale del suo fucile di precisione.
G: Sembra che quel predone laggiù fosse l'ultimo, Shepard. Nessun movimento. Sembra sgombro.
S: Bene. Voi ragazze state pronte con le barriere. Forza, amico, guardami le spalle. Sto per aprire quella porta!
G: Oh, certo che si!
La tensione saliva, respiro dopo respiro, un battito dopo l'altro, alimentata dal fremito guerriero, che vibrava nella voce del nostro amico e nella tua.
Entrammo. Il seminterrato era ampio e sembrava completamente deserto. Tuttavia, la puzza di mutante era soffocante. Il mio sguardo fu attratto dalle lame di luce, che filtravano attraverso le aperture sul soffitto e rendevano lugubre l'ambiente e la mia anima inquieta. Prima di rendermene conto, mi ero avvolta in una barriera biotica, istintivamente. Tu e Miranda avete fatto lo stesso.
Come al solito, tonnellate di mutanti saltarono fuori dal nulla, ansimando e urlando come esseri infernali. Cercarono in tutti i modi di circondarci. Ciononostante, li eliminammo alla svelta. Purtroppo, avevo rilevato alcuni bruti, che impedivano l'accesso alla scala per i piani superiori.
L: Sembra che ci stiano aspettando, Shepard. Quella scala è la nostra unica via possibile, poiché l'ascensore è stato distrutto.
Sospirai, mentre sostituivo la clip esausta della mia pistola pesante. Quella della tua Scorpion echeggiò, rotolando sul pavimento con un tonfo sordo.
L: Suppongo che sarà... pericoloso.
Ho ipotizzato, tra ironia e sguardo preoccupato.
S: Oh, sì! Ma io ho intenzione di essere più pericolosa!
Hai sibilato nella penombra. I sensi in allerta e una smorfia golosa, come un cobra che fiuta la sua preda. Il bagliore che scintillava nei tuoi occhi era di pura intimidazione.
G: Fico. Ci sarà da divertirsi!
Fu lo scontato punto di vista di Garrus.
L: Ti stai divertendo, Garrus?
Chiesi, scuotendo la testa con rassegnazione. Il turian strinse con cura il suo fucile d'assalto. Le dita indugiavano delicatamente sul grilletto, mentre cercava di coprire la propria emozione, dietro un largo sorriso imbarazzato.
G: Beh, diciamo che ho un'eccellente ragione per arrivare a quel Condotto. Stavo solo pensando di divertirmi un po' lungo la strada!
L: Oh, davvero ?! E pensare che la tua "eccellente ragione" mi ha appena raccomandato di tenerti d'occhio!
Feci del mio meglio per non mostrare la mia preoccupazione, mentre lo dicevo. Mi sentii sollevata nel vedere che anche tu eri d'accordo. Tuttavia, non tanto quanto avevo sperato.
S: Ehi, Liara ha ragione e Tali lo ha chiesto anche a me! Quindi, non correremo più rischi del necessario. Mi hai sentito, Garrus?
Per un momento, hai fissato Garrus neglio occhi, con il tuo sguardo da Comandante. Tuttavia, avevo la sensazione che ti stessi godendo la tipica diplomazia turian.
S: Ma... ti divertirai lungo la strada. Promesso!
G: Bene! Mi fido di te.
Gli scontri erano appena iniziati, eravamo pieni di energia, vigore. Affrontare i Bruti con la giusta combinazione di agilità e proiettili pesanti, fu relativamente facile. Fortunatamente, riuscimmo a sbarazzarci dei pericolosi bestioni senza cervello, abbastanza rapidamente e per lo più incolumi.
Quando finalmente raggiungemmo i piani superiori, i razziatori erano troppo occupati a sparare sul nostro Convoglio, per accorgersi di noi. Tu e Garrus avete lanciato alcune granate in mezzo a loro, mentre io e Miranda ci prendevamo cura dei superstiti con i nostri poteri biotici. Grazie alla Dea, la colonna fu in grado di proseguire senza ulteriori perdite. Ma il raggio era ancora lontano!
Proseguivamo a rilento. I nemici erano ovunque e ci costringevano ad avanzare con molta cautela. Di tanto in tanto, alzavo lo sguardo verso il cielo scuro e rabbrividivo. La lama di luce, che tagliava in due la notte, si stava facendo sempre più larga e minacciosa.
Giungemmo in vista di un delizioso ristorantino alla moda, gravemente danneggiato negli scontri. La vetrata, ridotta in pezzi delle più svariate dimensioni, era sparpagliata disordinatamente sul marciapiedi, assieme a grossi blocchi di intonaco e cemento, ancora fumanti. Alcuni tavolini e sedie, rimasti miracolosamente intatti, erano stati scaraventati a terra alla rinfusa e giacevano tra le macerie, come congelati.
Gettai un'occhiata assorta a quella vista malinconica, mentre immaginavo lo stesso locale rimesso a nuovo. Noi due piacevolmente sedute a un tavolino di legno scuro, in un angolo un po' in disparte. Un'atmosfera accattivante di colori caldi, riflessi tutt'intorno dalla luce fioca delle candele colorate. Musica dolce in sottofondo e i nostri abiti molto eleganti. Mi sembrava di sentire il profumo delle fragole e del cioccolato e provai distintamente l'emozione di ricevere il tuo sorriso gioioso, che brillava d'amore.
Ti cercai istintivamente con lo sguardo, proprio mentre il tuo braccio destro si sollevava verso il cielo. Mentre io mi distraevo, avevi notato del movimento, proprio dietro la finestra distrutta del piccolo ristorante. La tua mano stretta a pugno ci ordinava di fermarci e segnalava un pericolo immediato.
Io e Miranda ci appiattimmo all'istante contro il muro, mentre Garrus rotolava silenziosamente a terra a ore nove e trovava copertura dietro un'automobile fracassata. La realtà si spalancò bruscamente davanti ai miei occhi, con la veemenza di uno schiaffo in pieno viso e faceva male. Mi aggrappai più forte all'impugnatura della mia Locust, mentre trattenevo tutta l'aria nei polmoni, per cercare di rallentare il galoppo disordinato del mio cuore.
L'adrenalina scorreva nelle mie vene come un fiume. Affinava i miei sensi, acuiva il mio istinto di sopravvivenza. Esaltava le mie abilità nel combattimento e, grazie alla Dea, teneva sotto controllo la mia paura!
"...Bravo e Delta segnalano ingenti perdite, nessuna notizia per Echo e Charlie. Echo Foxtrot India in posizione!"
Il fragoroso rapporto tuonò nei nostri comunicatori con l'impeto di un temporale. Ti ho sentito imprecare sottovoce, mentre cercavi di migliorare la comunicazione.
S: Maledizione! Echo... Charlie... mi sentite? Qui è il Comandante Shepard, qualcuno mi riceve? Segnalate la vostra posizione. Siamo in grado di fornire supporto!
Purtroppo, più ci avvicinavamo al raggio e maggiore era l'interferenza che disturbava il nostro segnale radio. Ci trovavamo, nei pressi di un incrocio, dove convergevano diverse strade. Dovevamo uscire allo scoperto per attraversare, ma i razziatori ci stavano aspettando nell'unica direzione possibile. Iniziarono a sparare da dietro ogni porta, da sotto ogni finestra distrutta. Dovevamo muoverci velocemente, prima che i nemici diventassero troppi!
S: Ci faremo strada attraverso quel Ristorante. Echo e Charlie si trovano dall'altra parte!
Hai urlato sopra il rumore della battaglia, con voce ferma e magnetica, capace di catalizzare completamente la nostra attenzione.
S: Stanno subendo fuoco pesante, per proteggere i missili Thanix. Mietitori e truppe terrestri hanno circondato entrambe le Compagnie. Dobbiamo raggiungerli prima di subito e fornire supporto. Andiamo! Ora o mai più!
Abbiamo iniziato a correre al tuo segnale, sparando selvaggiamente. Io e Miranda mantenevamo l'intera squadra avvolta in una cupola biotica, che ci riparava dal fuoco nemico. Davanti a noi, tu e Garrus, schiena contro schiena, eravate concentrati a togliere di mezzo cannibali e mutanti, che uscivano dalle coperture e si lanciavano contro di noi, nel tentativo di attirarci in scontri corpo a corpo.
Quando arrivammo a pochi passi dalla porta, due Bruti uscirono ringhiando da una breccia laterale e rimasero fermi a scrutarci, come congelati. I pugni conficcati nel pavimento, gli occhi iniettati di sangue, che scintillavano come tizzoni ardenti. Era chiaro che erano determinati a sbarrarci la strada e a farci a pezzi, nel contempo! Il loro cupo ruggito, faceva vibrare l'aria di un furore ancestrale.
Abbiamo avuto a malapena il tempo di fermarci, prima di riconoscere l'inconfondibile grido raccapricciante, che si avvicinava alle nostre spalle. Un paio di Banshee stavano sopraggiungendo dietro di noi, levitando minacciosamente per bloccarci la ritirata. Mi resi subito conto, che eravamo ufficialmente finiti in una maledetta trappola!
M: Liara, pensi di riuscire a mantenere la barriera da sola? Proverò a scappare e a tirarmi dietro quei bestioni!
La voce impassibile di Miranda mi colse di sorpresa. Ogni parola mi avvolgeva di disagio, fin dentro alle ossa, come nebbia gelida e provocava una piccola ferita dolorosa nel mio spirito impreparato. La nostra amica e compagna aveva intenzione di sacrificarsi, per permettere al resto di noi di proseguire. Ero terrorizzata al solo pensiero e ogni cellula del mio corpo si ribellava furiosamente a una tale prospettiva!
L: S-Si... credo... penso! Ma... ma non dici sul serio... vero?
Riuscii a malapena a balbettare, mentre la mia barriera rischiava di estinguersi.
S: Non se ne parla, Miranda! Ti farai ammazzare, ancor prima di fare un passo!
Hai reagito prontamente e con decisione, mentre fissavi Miranda con enormi occhi spalancati. Potevo sentire nella tua voce la mia stessa disperazione in un'opposta reazione.
M: Shepard, non possiamo affrontare quei Bruti, senza avere addosso tutti gli altri in un baleno!
Miranda ha sottolineato con voce glaciale e misurata, come se stesse discutendo di astratte teorie, che non la riguardavano minimamente.
S: Ho detto di no! Troveremo un altro modo!
Hai ribadito, alzando il tono, mentre continuavi a sparare a un gruppetto di Mutanti, che si avvicinava minacciosamente alla barriera.
M: Non c'è un altro modo e tu lo sai, Shepard! Moriremo tutti prima ancora di raggiungere la porta. Se invece seguiranno me, il resto di noi può attraversare la breccia e trovare copertura. Una volta ripulito il Ristorante, raggiungerete Echo e Charlie. Abbiamo un dannato bisogno di ogni maledetto missile, Shepard! Non possiamo permetterci di lasciarne nessuno nelle grinfie dei Razziatori!
Miranda ha diligentemente sottolineato. Il suo modo calcolato e pianificato di parlare, risuonava nelle nostre teste con la forza di una tempesta di neve. Ogni parola si conficcava nei nostri cuori e lasciava una gelida ferita, come un ago di ghiaccio acuminato. Non volevamo ascoltare! Ci ostinavamo disperatamente a non volerlo ammettere. Tuttavia, sapevamo che l'analisi lucida e chiara di Miranda era la dolorosa realtà.
S: Maledizione, Miranda, non voglio lasciartelo fare!
Hai sussurrato con un gemito da dietro il tuo fucile, con occhi luccicanti di dolore. Lo sguardo gelido di Miranda sussultò per una frazione di secondo, mentre permetteva al tuo stato d'animo di penetrare fin dentro al suo cuore. Speravamo disperatamente, che accadesse qualcosa. Una qualsiasi dannatissima cosa, in grado di impedire alla nostra amica di sacrificarsi per noi! Ma i proiettili dei mietitori continuavano a piovere su di noi, dolorosi come grandine. I secondi continuavano a percuoterci, dolorosi come pietre. Non potevamo più aspettare.
M: Non dipende da te, Shepard e ho preso la mia decisione!
La voce di Miranda risuonò perentoria, tra le pareti sottili del nostro rifugio biotico. Quindi, divenne profonda, dolce, commossa. La nostra amica, fece qualcosa di apparentemente insignificante, eppure, in quel momento preciso, così preziosa. Ti sorrise calorosamente e poi, ti chiamò con il tuo nome.
M: Emily... se non dovessi tornare, promettimi che terrai d'occhio Oriana. Dille che le voglio bene! Vai ora, prima che sia troppo tardi!
Potevo percepire chiaramente il tuo incredibile sforzo per trattenere le lacrime.
S: Glielo dirai tu stessa! Buona fortuna, Miranda. Ti voglio bene, amica mia! Grazie di tutto!
Ti sei fermata un'istante, la mano dolcemente posata sulla spalla di Miranda. I tuoi occhi profondi fissavano i suoi, con uno sguardo pieno di gratitudine, dolcezza, emozione. La tua voce era ferma e affettuosa, piena di speranza e di calore.
S: Te lo prometto!
Potevo sentire le mie lacrime sollevarsi come una marea, la voce che si spezzava per l'emozione. Volevo dire a Miranda quanto mi importasse di lei. Quanto profonda era diventata la mia gratitudine e l'amicizia che sentivo. Invece, ero furiosa con me stessa, perché non riuscivo a scacciare il grumo di dolore, che mi soffocava la gola e rendeva così difficile dire qualsiasi cosa.
L: Buona fortuna, Miranda e... non azzardarti a farti ammazzare!
Finalmente riuscii a dire, con voce spessa e una grinta che non mi aspettavo. Mentre la mia barriera stava diventando più luminosa.
G: Che gli Spiriti siano con te, Miranda Lawson. È stato un piacere! Ricordati la Base dei Collettori. Vedrai, rispetto a saltare attraverso il Portale di Omega4 ti sembrerà una passeggiata nel parco. Ci vediamo sulla Normandy. Temo di doverti ancora quella bottiglia di Bourbon, ricordi?
Eravamo selvaggiamente grate a Garrus, per l'impulso di ottimismo di cui avevamo un disperato bisogno.
M: Cavoli! Ricordo perfettamente ogni scommessa che vinco! Sarà un piacere, Garrus, a presto!
Senza dubbio, Miranda più di tutti noi!
Grazie alla Dea, Miranda è una donna con un numero imprecisato di talenti. Alcuni dei quali estremamente utili in combattimento. Possiede abilità strategiche di un livello superiore, quindi ci aspettavamo che avesse pianificato ogni sua mossa, fin nei minimi dettagli.
La conferma arrivò puntualmente, quando si voltò rapida, rotolando agilmente a terra per uscire dalla barriera proprio dietro di noi. Per un breve istante, sfruttò la nostra cupola biotica come copertura, per estrarre la pistola e mirare.
Prima che i Bruti avessero il tempo di puntarla, sparò nei loro occhi un paio di brevi raffiche di proiettili incendiari. Mentre i due pachidermi erano ancora intontiti, Miranda balzò davanti a loro come un gatto. Un altro paio di colpi sparati, stando in piedi allo scoperto e urlando parole di sfida, in faccia ai Bruti, fecero il resto.
M: Ehi brutti idioti, sono qui! Perché non provate a prendermi?
Come Miranda aveva previsto, l'ultima raffica attirò l'attenzione delle rozze creature, che la puntarono inferocite. Il loro ringhio cupo faceva vibrare il terreno sotto i nostri piedi e rendeva l'aria maleodorante.
Miranda voltò le spalle ai Bruti e iniziò ad allontanarsi da noi, correndo più in fretta che poteva nella direzione opposta. Rotolava e cambiava spesso direzione, con l'intenzione di confonderli. I due energumeni caddero nel tranello e iniziarono a darle la caccia, come predatori affamati. Esattamente quello, che la nostra amica sperava di ottenere, in modo che avessimo la possibilità di muoverci verso il Ristorante.
S: Forza tutti dentro, via, via!
Hai gridato forte, da sopra la spalla, mentre continuavi a sparare. Garrus mi garantiva copertura, mentre lanciavo una singolarità contro un gruppo di mutanti, che stava per raggiungerci. Il branco si agitava nell'aria, mentre noi correvamo a tutta velocità verso la breccia. Una collezione completa di proiettili fischiava sopra le nostre teste, in tutte le direzioni, come una pioggia mortale e disegnava macabre scie infuocate nel cielo tetro. Alcuni si schiantarono rumorosamente sui nostri scudi, mentre ci tuffavamo avventurosamente attraverso lo stretto passaggio nel muro.
L'ultima volta che abbiamo visto Miranda, stava correndo con movenze feline verso la carcassa carbonizzata di un grosso trasporto. I Bruti dietro di lei guadagnavano pericolosamente terreno. L'urlo delle Banshee si faceva più acuto e strideva nell'aria imbevuta di fumo. Miranda si fermò di colpo, a due passi dal veicolo fumante e si girò con calma verso i due animali da preda. Le sue labbra disegnarono un sorriso beffardo e inaspettato. Poi, all'improvviso, scomparve nel nulla!
I Bruti si fermarono contemporaneamente. Si guardarono intorno increduli, annusando l'aria e ruggendo la loro selvaggia delusione. La loro preda era inspiegabilmente svanita e non riuscivano a capire dove fosse finita.
L: Dea! Ha usato il sistema di occultamento per svanire senza lasciare traccia. Quella donna è un genio! Oh, Shepard, sto iniziando a credere, che Miranda possa farcela davvero!
Esclamai in un impulso incontrollato di euforia.
S: Oh, al diavolo! Se c'è qualcuno che può farcela, quella è Miranda Lawson!
Hai annuito, con grande sollievo.
G: Allora... che ve ne pare del Bourbon... scommettiamo?
Garrus voleva sapere.
L: Brandy Serrice Ice...
Ho sottolineato con un sorrisetto d'intesa.
G: Okay, andata!
Il nostro amico sorrise di rimando, mentre attraversavamo il Ristorante.
"Shepard, mi ricevi? ... Qualcuno può sentirmi? ... Qui è Miranda Lawson. Sono circondata da truppe pesanti dei Razziatori. Ho perso il contatto con Hammer. Richiedo assistenza. Sto inviando la mia posiz..."
Una sfera di energia colpì in pieno il trasporto abbandonato al crocevia del Ristorante. Sinistri aloni di luce tingevano la nebbia di malinconiche ombre bluastre. Due Benshee galleggiavano a mezz'aria gonfie di rabbia, sfogando la loro furia omicida su ciò che rimaneva della carcassa. I loro gemiti striduli graffiavano la notte, come frammenti di vetri rotti strofinati contro la pelle nuda. Occhi vacui e selvaggi annunciavano inquietanti presagi e mettevano a dura prova il proverbiale autocontrollo di Miranda.
Le due Asari corrotte si scambiarono uno sguardo arido e buio, fatto di gelo e di tenebre. Sembravano in grado di comunicare senza parole, in una sorta di malata connessione mentale. Evidentemente, si aspettavano di trovare un'umana tremante da impalare, nascosta da qualche parte dietro alla rumorosa ferraglia rovesciata. Invece, tutto ciò che riuscivano a vedere era nient'altro che polvere, silenzio e macerie desolate.
Tuttavia, le malvagie creature sapevano che quell'umana non poteva essere andata molto lontano, perché i bruti la stavano ancora fiutando. Miranda aveva pochi secondi, prima che le crudeli arpie capissero il trucchetto e si avventassero su di lei. Se voleva sopravvivere, doveva riuscire a separare le spietate cacciatrici dai loro famelici cani da caccia e doveva farlo subito.
Come un'ombra silenziosa, si materializzò alle spalle degli stupidi bestioni, trattenendo il respiro. L'astuta umana lanciò due granate adesive sulle loro schiene, con chirurgica precisione. Prima che i Bruti potessero reagire, colpì le granate con i poteri biotici, per innescare le esplosioni.
La potente deflagrazione cancellò l'oscurità, arroventando tutta l'aria circostante. I bruti caddero pesantemente a terra. I loro grugni si schiantarono brutalmente sul pavimento, come se fossero stati investiti da un treno. L'astuta donna umana usò di nuovo l'occultamento tattico, appena prima che le Banshee fossero sopra di lei. Una di loro fu abbastanza sciocca da avvicinarsi ai bruti per verificarne lo stato. Miranda apparve alle sue spalle, silenziosa come un serpente e le scaricò in testa una raffica di munizioni deformanti.
Prima che l'abominio avesse il tempo di rigenerarsi, Miranda danneggiò pesantemente la sua barriera, con un attacco biotico deformante. L'Ardat-Yakshi corrotta cadde sulle proprie ginocchia, sofferente, indifesa, terrorizzata. Gelidi occhi blu, nessuna pietà, nessuna emozione, l'ex Cerberus sparò un'altra raffica di munizioni deformanti nella testa della feroce creatura. Nel momento in cui stava per finire il suo letale nemico con uno schianto biotico, avvertì una sorta di disagio nei suoi poteri biotici e realizzò che l'altra Banshee, doveva essere alle sue spalle.
Miranda svanì completamente, mentre si lasciava cadere a terra d'istinto. Per qualche miracolo, la sfera di energia passò sopra di lei e colpì in pieno la Banshee ferita, uccidendola. Purtroppo, non c'era tempo per crogiolarsi, perché l'altra Benshee era furibonda e lanciava le sue sfere mortali alla cieca, nel tentativo di colpire Miranda, che non era mai stata così felice di aver integrato un sistema di occultamento nella sua armatura. Senza il quale, non sarebbe mai riuscita a sopravvivere alla micidiale creatura. Un brivido pungente le correva lungo la schiena, al solo pensiero.
Tuttavia, per peggiorare le cose, uno dei bruti era arrivato pericolosamente vicino e aveva iniziato a fiutarla. Il bestione si lanciò di colpo contro il nulla, fidandosi del suo istinto e del proprio naso. Miranda scartò di lato, cercando di rotolare a terra il più lontano possibile. Il colosso mancò il bersaglio, ma rimase indifeso per una manciata di secondi. La donna sfruttò l'occasione per lanciargli in faccia una granata accecante e scaricargli addosso, a sangue freddo, gli ultimi colpi della sua M11.
La clip termica cadde a terra esausta, con un piccolo sbuffo di condensa perlescente ricamata nella notte scura. La selvaggia creatura giaceva sul terreno polveroso, con la testa a penzoloni. Occhi vuoti e inanimati fissavano Miranda, senza nessuna traccia di vita. La coraggiosa ragazza tirò un sospiro di sollievo, ma il caricatore delle munizioni pesanti era quasi vuoto. Guardò con preoccupazione la sua cintura. Le rimanevano soltanto due granate e un'ultima clip termica.
"Non è mai finita, finché non è finita. Che io sia dannata... non è per niente finita!"
Le parole risuonavano nella testa di Miranda come un mantra. Tenevano insieme la sua forza, la mantenevano lucida e contro ogni probabilità, tenevano la fiamma ancora viva.
Sotto il peso della sua determinazione, la donna sollevò lo sguardo. Un sottile cuneo di luna illuminava debolmente il suo percorso. Sembrava sgombro. Con un po' di fortuna poteva riuscire a raggiungere il Ristorante.
La sua mente geniale aveva attentamente studiato ogni centimetro di terreno e calcolato accuratamente la traiettoria migliore. Ciononostante, era follemente rischioso. D'altro canto, Miranda sapeva bene, che rimanere senza munizioni faccia a faccia con l'altro bruto, sarebbe stato fatale. In quel preciso momento, avrebbe dato 40 anni di vita per un dannato integratore! I suoi poteri biotici avevano estremo bisogno di ricaricarsi, ma quella Benshee assassina, non sembrava disposta ad aspettare.
Pertanto, l'instancabile combattente agì nell'unico modo possibile. Alzò la testa, il suo percorso era sgombro. Con un po' di fortuna, poteva farcela. Il calcolo delle probabilità invase ogni cellula della sua mente, che cercava disperatamente di congelare la paura.
Con la protezione del dissimulatore, la donna umana uscì allo scoperto. Ogni passo silenzioso e preciso, la avvicinava lentamente al suo obbiettivo. Respiri profondi, sensi al culmine, cuore congelato. Passo dopo passo. Ancora e ancora.
"Non è finita finché non è finit..."
La letale sfera di energia colpì Miranda all'anca. Il suo corpo si sollevò all'istante, come una piuma. Immediatamente dopo, cadde pesantemente a terra, come un sasso. Il dolore fu istantaneo e bruciante.
"Mi dispiace, Ori... ho fatto del mio meglio... ti voglio bene... Addiii..."
L'impatto calciò tutta l'aria fuori. Nient'altro che nero negli occhi. Nel cuore soltanto un leggero soffio di blu.
"Andiamo, brutta stronza... fai un fottuto respiro!"
Nonostante la spiccata attitudine a sputare volgarità, che ostentava abitualmente, ogni volta che voleva mascherare la propria paura, il disagio o qualche forte emozione. La giovane donna sembrava terribilmente preoccupata, quasi sofferente. L'esile figura tatuata chinata sopra il corpo inanimato, si muoveva febbrilmente. Le agili mani erano intente a rilevare anche il più esile segnale di pulsazione cardiaca.
J: Coraggio, Cheerleader dei miei stivali! Non puoi crepare sul serio, proprio adesso che iniziavi a piacermi!
Per un attimo, il tono dell'eccentrica ragazza si fece intimo, dolce, quasi affettuoso. Tuttavia, ben presto divenne di nuovo pungente, stridulo, nervoso. L'insegnante alzò la testa e rivolse al giovane studente, in piedi accanto a lei, uno sguardo severo e di rimprovero.
J: Ehi, Ramirez, vuoi piantarla di guardarle le tette? Potrebbe essere tua madre!
Qualche timido sorriso e un silenzio goffo e imbarazzato si nascosero a malapena, nel buio fumoso della notte. Poi, un lieve bagliore blu, proprio in mezzo al petto di Miranda, provocò un movimento involontario del torace. Un istante dopo, un battito, un respiro tossito fuori dall'anima e finalmente, di nuovo la luce.
J: Forza Rodriguez, datti una mossa con quel medigel! E voialtri laggiù, tenete viva quella dannata barriera! Potrebbero essercene altri, che strisciano dietro ogn'una di queste pietre schifose.
M: J-Jack? S-Sei tu?!
Le palpebre intontite di Miranda sbattevano azzurri riflessi di imbambolato stupore nel cielo notturno, mentre fissava ancora incredula il buio imperscrutabile, che dimorava negli occhi profondi di Jack.
M: Grazie! Diamine! Sei piovuta dal nulla, come la manna dal cielo! Non avrei mai pensato di essere così felice di vederti!
Miranda aggiunse d'un fiato, con la voce piena di gratitudine e sollievo, senza lasciare a Jack neanche il tempo di dire una parola. Stranamente, non provò nemmeno a controllare il tremito di gioia nella gola, mentre si rendeva conto di essere ancora viva.
J: Già! E io non pensavo, che sarei mai stata così felice di salvare il tuo bel culetto! Stai bene?
Jack volle sapere, con malcelata apprensione. Sebbene la letale sfera di energia, l'avesse soltanto sfiorata, un dolore intenso stava divorando l'anca destra di Miranda, si arrampicava ostinatamente fin dentro al torace e la pugnalava ad ogni respiro. Ciononostante, la notte sembrava più chiara, mentre sorrideva a Jack, con sincera emozione.
M: S-Si, credo. Solo un paio di costole rotte e un'anca lussata. Devo essere svenuta, ma... niente unghie rotte... quindi, starò bene!
Jack annuì un sollievo trattenuto. Un sorriso si sporgeva dalle sue labbra divertite, mentre allungava la mano verso l'ex agente di Cerberus, ancora seduta per terra, con la testa molto frastornata. Il buio disperato in fondo agli occhi di Jack, sembrava ormai definitivamente tramontato. Entrambe le donne avevano un'espressione genuina di soddisfazione mentre le loro mani si stringevano. Braccia riconoscenti avvolsero Jack di gratitudine. Solo un leggero vuoto nello stomaco, prima che l'ex Soggetto Zero, inaspettatamente condividesse l'abbraccio, con lo stesso livello di coinvolgimento.
M: Ti devo la vita, Jack! Grazie a te e ai tuoi ragazzi! Ho pensato che fosse finita. Avevo finito le munizioni e perso il segnale radio. Non riesco a immaginare come diavolo hai fatto a trovarmi, ma questo si chiama tempismo perfetto!
J: Figurati. Io e i miei ragazzi ci siamo divertiti un casino! Beh, in effetti il segnale radio era veramente sparito. Nessuno tranne il nostro David poteva raccogliere la tua richiesta di supporto. È lui che devi ringraziare!
Jack sollevò il mento per indicare con orgoglio il ragazzo. Miranda si avvicinò a David e quasi non lo riconobbe. Il giovane era molto cambiato. Il suo drammatico passato aveva profondamente toccato il cuore di Miranda e, se Shepard non glielo avesse impedito, avrebbe piantato un proiettile in mezzo agli occhi del fratello di David.
A bordo della Stazione Atlas, le condizioni del ragazzo sembravano davvero disperate, ma era sopravvissuto. Difficile credere, che avesse completamente superato un trauma davvero terribile, tanto per il corpo, quanto per la mente. Tuttavia, aveva un bell'aspetto e occhi abbastanza tranquilli.
M: Grazie, David. Ti sono davvero molto grata per il tuo aiuto! E, davvero felice di vedere che stai bene!
Le parole di Miranda venivano dal cuore e David lo percepì chiaramente. Quindi, per un momento smise di contare.
D: Ciao, Miranda Lawson. Sei un'amica di Shepard. Lei lo ha fatto smettere. Mi ricordo di te. Eri gentile con me! Posso potenziare il segnale, per te.
La voce misurata di David trasmetteva gratitudine e condivisione. Miranda si sentiva profondamente commossa per essere accolta nel mondo di David, come un'amica.
J: OK, Cheerly, se riesci a camminare, è ora di muoversi!
La voce amichevole di Jack irruppe con urgenza nei pensieri di Miranda, riportandola alla dolorosa realtà con effetto immediato.
M: Oh, ci puoi scommettere!
Miranda annuì caldamente, voce ferma e determinata. Le sue dita esperte inserirono una clip termica nel Suppressor, già impostato per le munizioni deformanti.
M: Mi chiedevo se, casualmente, puoi prestarmi un integratore.
J: Rodriguez!
Jack lanciò un'occhiata da sopra le spalle, pronunciando il nome ad alta voce. Le due donne si scambiarono uno sguardo d'intesa, mentre il gruppo iniziava a muoversi. Nessun razziatore nei paraggi. La strada verso il Ristorante era finalmente sgombra. Miranda camminava al fianco di Jack, con orgoglio e con il cuore meno congelato.
J: Bene. Muoviamoci. Con l'aiuto di David, contatteremo Shep.
Continua...
