Ultimo capitolo del 2019 ma questa storia proseguirà naturalmente per buona parte del 2020! Inoltre, impegni permettendo, sto anche iniziando a scrivere una nuova storia! Approfitto di questo spazio per augurarvi un buon anno nuovo e ringraziare tutti coloro che mi hanno dedicato parte del loro tempo leggendomi, scrivendomi in privato e lasciando le recensioni. Buon 2020 a tutti!


CAPITOLO 100

Provenza guidava velocemente seguendo l'ambulanza. «Allora? Mi vuole spiegare?» chiese in modo piuttosto sgarbato senza neanche rendersi conto di quanto.

«Stavo concludendo il rapporto e poi sarei venuta alla festa del figlio di Julio. Ad un tratto è squillato il telefono ed era Polley. Credevo fosse lontano, ormai soddisfatto di essere riuscito ad ingannarci tutti e non so come ma…nel giro di qualche secondo me lo sono trovato davanti. Ho cercato di chiamare aiuto ma lui ha rotto la parete di vetro e mi ha raggiunta e mi ha aggredita. Ho perso i sensi e quando mi sono ripresa ero legata alla sedia.» Sharon stava raccontando tutto piangendo e con lo sguardo fisso nel vuoto di fronte a sé ma cercando di essere il più lucida possibile «poi…» era molto agitata e i singhiozzi la sopraffarono.

«Calma, con calma…» la tranquillizzò il tenente parlandole stavolta con tono pacato.

«Sì…poi mi ha minacciata con il gancio e voleva uccidermi come tutte le sue altre vittime. Mi disse che aveva pensato a quel momento ogni giorno negli ultimi tre anni. Era me che voleva. Voleva uccidermi.»

«E poi è arrivato Andy» continuò Provenza.

«Sì…Polley l'ha aggredito e hanno iniziato a lottare» le lacrime sgorgavano copiose ricordando quei frangenti «io intanto cercai di liberarmi…e quando finalmente ci sono riuscita ho sparato.» disse quasi come una liberazione.

«E ha ucciso quel verme»

«Sì…ma Andy…»

«Capitano…» si interruppe un attimo «Sharon» per la prima volta Provenza si stava rivolgendo a lei chiamandola per nome «Flynn è forte, è un testone, ha la pellaccia dura, vedrà che si rimetterà prima di quanto pensa.» Provenza cercò di consolarla nonostante lui stesso facesse fatica a credere a ciò che aveva appena detto. Temeva seriamente per la vita del suo migliore amico dopo averlo visto incosciente e sanguinante con un pugnale conficcato nell'addome.

Giunsero finalmente al pronto soccorso ed Andy venne portato via per essere visitato. Gli infermieri non permisero a nessuno di entrare e Sharon e Provenza dovettero rimanere in sala d'attesa.

«Capitano, dovrebbe farsi visitare anche lei.» disse guardandola e indicandole il livido che aveva sulla guancia.

«Sto bene» rispose lei incurante «purtroppo sto bene…»

«Che dice? Perché "purtroppo"?»

«Dovrei esserci io al posto di Andy. È me che voleva quel bastardo! Dovrei esserci io…» Sharon si piegò su se stessa nascondendo il viso in lacrime tra le mani. Provenza, seduto accanto a lei, si sporse e la abbracciò. Lei si lasciò andare ad un pianto ormai impossibile da governare. Neanche lui poteva spiegarsi come gli era venuto in mente di abbracciarla ma era quello che sentiva fosse giusto fare in quel momento. Era la donna del suo migliore amico e doveva darle supporto in quel momento difficile. Andy avrebbe voluto così. Andy avrebbe fatto lo stesso al suo posto.

«Mi scusi, tenente…ho preso il controllo…» disse lei ricomponendosi.

«Non si deve scusare…è normale cedere in queste situazioni…ehm…senta…chiamo Rusty, si starà preoccupando non vedendola tornare»

«Sì…Rusty, sì…» era confusa.

«Non si preoccupi, ci penso io» Provenza si alzò e andò in corridoio a telefonare. Raccontò al ragazzo cosa fosse successo e nel giro di una mezz'oretta lui, le sue due guardie e Jack arrivarono in ospedale.

«Cosa ci fate qui?» domandò Sharon vedendoli avanzare verso di lei.

«Mamma!» Rusty la abbracciò «Come stai?»

«Sto bene…chi è in pericolo è Andy» disse lei.

«Lo stanno visitando?»

«Sì…» Sharon si voltò verso la porta da dove l'aveva visto entrare ma dalla quale non era ancora uscito nessuno ad informarla.

«È grave?» chiese Rusty guardando Provenza.

«Non lo sappiamo…non sono ancora venuti a dirci niente…mi sembra di impazzire qui!» Sharon si alzò e si diresse verso le finestre e guardò fuori. Jack si avvicinò a lei e le mise una mano sulla spalla. «Stai tranquilla, vedrai che non sarà niente…»

«Niente?!» Sharon si voltò «aveva un gancio nell'addome e una ferita alla nuca! Ha perso conoscenza e mi dici che non sarà niente?!» gridò lei verso Jack.

«Io volevo solo…» Jack tentò di scusarsi ma venne interrotto da Rusty.

«Mamma, non prendertela con lui, voleva solo essere gentile…» Rusty la abbracciò e la riportò a sedersi.

Ad un tratto la porta si aprì e uscì un medico col camice sporco di sangue...

Continua…