CAPITOLO 102

Il cielo all'alba era limpido e sereno, le nuvole erano scomparse lasciando spazio ad un cielo di color arancione caldo e il sole stava iniziando lentamente a prendere il suo consueto posto come ogni mattina. L'aria fresca entrava dalle finestre aperte della camera facendo muovere come vele le tende sottili e chiare. Loro due, ancora addormentati e nudi, stavano distesi nel letto, abbracciati.

Jack aprì gli occhi e gli parve di sognare. Aveva tra le sue braccia la donna che amava. I suoi capelli scuri e profumati erano sciolti sul cuscino, lui si avvicinò piano alla sua nuca per annusare quel profumo inebriante. Iniziò ad accarezzarle piano la testa per poi spostarsi alla spalla e percorrere con tocchi delicati tutto il suo braccio fino alla mano intrecciando poi le loro dita. Lei iniziò a svegliarsi piano.

Era confusa ma si sentiva bene, benissimo, soddisfatta e rilassata. Tutte quelle piacevoli sensazioni fecero sì che le si dipingesse in volto un lieve sorriso mentre piano piano, ad occhi ancora chiusi, si voltava verso colui che lei riteneva essere l'artefice del suo stato d'animo.

«Buongiorno...» disse lui dandole un bacio sulla spalla nuda.

Quando Sharon sentì la sua voce l'incantesimo si ruppe.

«Jack?!» esclamò con stupore spalancando gli occhi e coprendosi il più possibile col lenzuolo.

Si sentì improvvisamente catapultata in un'altra dimensione. Si sentì smarrita. Quelle meravigliose sensazioni che aveva provato solo qualche istante prima svanirono lasciando spazio ad altre che erano tutto fuorché piacevoli.

«Cos'è successo?»

«Veramente devo spiegartelo?» rispose lui continuando ad accarezzarle dolcemente il braccio. Lei si scansò disgustata dal contatto. Tirò tutto il lenzuolo e si alzò velocemente avvolgendoselo intorno mentre Jack prese un cuscino per coprirsi le nudità.

«Jack! Che diavolo è successo!?» Sharon era visibilmente alterata e spaventata. La situazione non lasciava spazio a fraintendimenti ma lei sapeva che non poteva essere vero, non poteva essere successo davvero.

«Abbiamo fatto l'amore» rispose lui come se fosse stata la cosa più normale del mondo.

«No! No! No! Non è possibile!» gridò lei agitandosi «Non può essere…no…non verrei a letto con te nemmeno se fossi l'ultimo uomo sulla terra! Men che meno mi verrebbe in mente di far l'amore con te!» Sharon si lasciò andare a questo pensiero ad alta voce non pensando a quanto le sue parole potessero essere taglienti per lui.

«Mi spiace che ora tu dica così…solo un paio d'ore fa eri di tutt'altra opinione»

Lei restò in silenzio continuando a negare con la testa cercando di ricordare cosa fosse successo.

«Sharon ora non vorrai accusarmi di averti violentata, vero? Tu eri consenziente, eccome se lo eri! Continuavi a chiedermi di non fermarmi, mi stringevi a te e mi baciavi mentre tremavi di piacere tra le mie braccia…»

«Smettila! Sta zitto!» gli gridò.

Mentre lui parlava, lei era riuscita a ricordare. Erano brevi flash ma significativi. Ricordò che il medico le aveva dato delle gocce per calmarsi dopo lo spavento per Andy, ricordò di essere tornata a casa con Jack e di aver bevuto tutto d'un fiato quel bicchiere di vino. Le braccia di Jack che la avvolgevano, le lacrime, la paura di perdere Andy e la sensazione di rilassamento. Era tutto vero. Si era lasciata andare con Jack ma nella sua mente c'era Andy. Era con lui che stava facendo l'amore. Era a lui che chiedeva di non fermarsi. Era tra le sue di braccia che tremò per il piacere che la stava pervadendo.

«Ero sconvolta e tu te ne sei approfittato.» gli disse una volta messi insieme tutti i pezzi del puzzle.

«L'occasione fa l'uomo ladro, mia cara» rispose Jack con la sua solita arroganza «era la mia occasione, non potevo lasciarmela scappare, sai come si dice…carpe diem…»

Lei lo guardava inorridita.

«Ti assicuro che anche tu volevi, Sharon. Ti pare che potrei farti qualcosa contro la tua volontà? Mi credi così stupido?» continuò lui «sei un poliziotto, hai una pistola nella borsa e soprattutto sei la madre dei miei figli. Non avrei mai potuto farti del male».

Il telefono di Sharon iniziò a squillare sul comodino, distraendola. Lei si avvicinò velocemente per rispondere.

«Rusty!»

«Mamma come stai?» chiese il ragazzo.

«Non importa, dimmi di Andy» rispose lei agitata.

«È uscito ora dalla sala operatoria, il medico ha detto che è andato tutto bene, tranquilla»

A quella notizia Sharon sentì il cuore batterle all'impazzata e le gambe cederle, così si sedette sul bordo del letto.

«Ora lo portano in camera ma ci vorranno ancora un paio d'ore prima che si svegli…»

«Arrivo subito» disse lei.

«Fai con calma, lui ha ancora in corso gli effetti dell'anestesia»

«Ok…ci vediamo dopo» concluse lei terminando la chiamata.

«Allora?» domandò Jack.

Al sentire la sua voce Sharon trasalì dai suoi pensieri.

«È andato tutto bene.» rispose secca lei.

«Visto? Lo sapevo, per questo dovevo approfittare della mia occasione»

«Mi fai schifo Jack!» gli urlò lei alzandosi dal letto.

«Stai tranquilla, nessuno saprà mai quel che è successo. Da me non lo saprà nessuno, te lo prometto.»

«Non so che farmene delle tue promesse. Mi sono fidata di te, ho abbassato la guardia e tu hai approfittato. Sei un essere viscido e meschino»

«Quando ti sarai calmata e penserai con lucidità a quel che abbiamo fatto, ti renderai conto anche tu che è stato un momento bello. Non roviniamolo. Succede spesso di finire a letto coi propri ex, non siamo ne i primi ne gli ultimi…è successo e basta…se tu non lo racconti e io neppure, sarà come se non fosse mai successo…»

Continua…