CAPITOLO 105
«Che cosa devo sapere?»
«È meglio che te lo dica lui…io non sono brava coi termini medici…» gli disse prima di andare a cercare il dottore e tornare con lui qualche minuto dopo.
«Signor Flynn, buongiorno, sono il » gli disse il medico avvicinandosi e porgendogli la mano.
«Salve dottore…» Andy lo salutò a sua volta.
«Come si sente?» il medico iniziò a visitarlo guardandogli gli occhi con la luce, poi controllò la ferita sull'addome.
«Starei meglio se non mi schiacciasse le ferite…»
«Andy!» lo riprese Sharon «lascia che il dottore ti controlli».
Il medico rise. «Ha ragione signor Flynn, ho quasi finito» qualche minuto dopo, concluse la visita «dunque…» sospirò.
«È tutto a posto, dottore?» domandò Sharon preoccupata.
«Sì…direi di sì…anche se abbiamo ancora quel problemino da risolvere…» disse il medico.
«Quale "problemino"? chiese Andy.
«Signor Flynn, per quando riguarda la ferita all'addome, nonostante ci fossero lesioni interne, siamo riusciti a sistemare la situazione al meglio. Dalla Tac però è emerso che c'è un coagulo nella carotide.»
«E…?» Andy faceva fatica a capire.
«…e dovremo in qualche modo liberarci di quello sgradito ospite. Le opzioni sono due, ora le spiego come ho già spiegato poco fa a sua moglie»
Andy e Sharon si guardarono mentre il medico continuava a spiegare.
«Potremmo tentare di scioglierlo con una terapia farmacologica a base di warfarin, un potente anticoagulante ma il coagulo sciogliendosi potrebbe frammentarsi e andare verso organi importanti o arterie. Se invece scegliamo la via chirurgica dovremmo entrare con una sonda nella sua carotide e aspirare il coagulo. Sono entrambe opzioni mediamente rischiose ma io personalmente, come ho già accennato alla signora, vi consiglierei la via chirurgica.»
«Capisco…» Andy aveva sentito e appreso tutto ma era un po' frastornato.
«Non deve decidere adesso, ci pensi un paio di giorni»
«Grazie dottore.»
«Per qualsiasi cosa fatemi pure chiamare» concluse il medico prima di sparire oltre la porta.
Andy si voltò verso Sharon. Erano rimasti soli. Le sorrise. «E quindi…adesso sei mia moglie…non c'era bisogno di anestetizzarmi per sposarmi, lo sai che ti avrei detto di sì…»
«Oh…ehm…ecco…è stato un disguido…» iniziò a farfugliare lei «quando siamo arrivati qui eri in condizioni gravi e hanno pensato fossi tua moglie…non ho voluto specificare che non lo ero per paura che magari non mi tenessero aggiornata sulle tue condizioni» si affannò a spiegare.
«Ehi…» lui distese il braccio cercando la mano di lei «non devi scusarti, mi piace che pensino che siamo sposati…mi piace che la gente pensi che la mia è la donna più bella del mondo…la più intelligente…la più dolce…la più sexy…anche se…è anche un po' avara…»
«Avara io?»
«Sì, di baci. Non me ne hai ancora dato uno come si deve»
Sharon rise e si chinò su di lui baciandolo delicatamente e lui ricambiò. «Adesso va molto meglio…»
«Chiamo Provenza, è sceso un attimo con Rusty in caffetteria.» disse Sharon mentre cercava il telefono nella borsa appesa alla sedia. Fece la telefonata e riagganciò. Andy picchiettò sul materasso per invitarla a sedersi accanto a lui, lei con un po' di timore si sedette. «Va tutto bene, Sharon?» la notava nervosa, fingeva di essere calma ma si muoveva nervosamente ed era distratta.
«Sì…»
«Non sai mentire» le disse toccandole il naso con la punta dell'indice.
«È che…» in quel momento fu come se il tempo si fosse fermato. Nella mente di Sharon si facevano largo una miriade di pensieri, emozioni, paure, dubbi. Dirglielo o non dirglielo? Dirglielo o non dirglielo? Dirglielo o non dirglielo?
Le girava la testa.
«Ehi?» la voce di Andy la fece trasalire dai suoi pensieri mentre gli occhi già l'avevano tradita inumidendosi. «Sharon, cosa c'è?»
«Io…io…» si bloccò «ti amo»
Andy tirò un sospiro di sollievo e la guardò con tenerezza «Amore…anche io ti amo» lui tentò di mettersi seduto e si abbracciarono.
«Ho pensato di perderti» gli disse lei tra le lacrime.
«Ehi, guarda che non è mica facile liberarsi di Andrew Flynn!» rispose lui sciogliendo l'abbraccio e prendendole il viso tra le mani.
«Mi hai salvato la vita, non potrò mai ringraziarti abbastanza.»
«Non devi ringraziarmi, Sharon» la baciò di nuovo «anzi, se vogliamo ben guardare, sei stata tu a salvare me, se tu non avessi sparato a quel bastardo probabilmente io ora sarei sul lettino del dottor Morales.»
«Non dirlo neanche per scherzo!» rabbrividì all'idea e si avvicinò ancora ad Andy per baciarlo ancora.
«Toc toc?» disse Provenza sulla porta «Disturbiamo?» aggiunse Rusty.
Andy interruppe il bacio, si voltò verso di loro e rise. «Beh…in effetti…» scherzò facendo l'occhiolino a Sharon.
«Vecchia volpe, hai la pellaccia dura eh! Lo sapevo che ce l'avresti fatta!» continuò Provenza avvicinandosi e abbracciando l'amico.
«Amico mio! Ci vuole ben più di un coltellino per togliermi dai piedi!» rispose Andy sorridendogli. Poi, salutò anche Rusty. «Ehi!»
«Mi fa piacere che sia andato tutto bene, Andy»
«Anche a me, credimi» rispose lui.
«Ho avvisato Nicole e Natalie che ti sei svegliato, tra poco arriveranno» gli comunicò Provenza.
«Oh, saranno preoccupate, hai detto loro che sto bene e che è solo un graffio?»
«Beh, proprio un graffio non è…» aggiunse Sharon.
«Ma così si preoccuperanno per niente!»
«Ecco che è tornato il solito rompiscatole» sentenziò Provenza rivolto al capitano che sorrise distrattamente…
Continua…
