CAPITOLO 106
«Flynn, ti lasciamo riposare ora…» gli disse Provenza «capitano, non me lo faccia stancare subito eh» aggiunse poi scherzando.
«Grazie Louie, grazie a tutti voi per essermi stati accanto…» Andy si rivolse all'amico, a Rusty e a Sharon.
Quando Sharon e Andy rimasero nuovamente soli poterono parlare seriamente del nuovo intervento.
«Hai pensato a cosa fare?» gli chiese lei.
«Sì, ma volevo prima sentire la tua opinione»
«Il medico consiglia l'intervento…la terapia…non so…mi spaventa un po'…» gli confessò Sharon.
«Già…»
«Andy, prenditi un po' di tempo per pensarci…»
«Non ho bisogno di pensarci. Farò l'intervento e vada come vada»
«Non dire così ti prego…»
«Sharon…ti assicuro che non è nei miei progetti morire sotto i ferri…dovrai sopportarmi ancora per un bel po'…abbiamo ancora tanta strada da fare insieme…» quelle parole emozionarono Sharon che lo abbracciò commossa.
Pochi istanti dopo sciolse l'abbraccio e gli diede un bacio delicato sulle labbra.
«Andy, ora riposa un po'…hai subito un intervento difficile, hai perso molto sangue…devi riposarti»
«Sì mamma…» la scherzò lui «però tu stai qui…»
«Sì…resto qui…» Sharon si sistemò accanto a lui e gli accarezzò la testa sentendosi immensamente in colpa «più tardi dovrò passare in centrale…devo ancora lasciare la mia deposizione»
Andy non l'ascoltava più, si era già addormentato sotto al tocco delicato delle sue dita che gli accarezzavano la fronte.
Intanto Rusty tornò al condominio scortato dai suoi angeli custodi. Appena entrato vide Jack sul divano mentre leggeva il giornale.
«Ehi Jack» lo salutò.
«Ciao. Tua madre?»
«È rimasta in ospedale, Andy ha superato l'intervento ma dovrà probabilmente essere operato di nuovo per un altro problema»
Jack drizzò le antenne e si fece curioso «Che tipo di problema?» cercò di indagare.
«Non ho ben capito, sembra che ci sia qualcosa che ostruisce una vena…»
«Mhh…e…è pericoloso?»
«Beh, se non fosse pericoloso non lo opererebbero, tu che dici?»
«Già…»
«Sharon? Ha detto qualcosa?»
«Cosa doveva dire?»
«No… niente…»
«È successo qualcosa? Avete discusso?»
«No…al contrario…»
«Che vuoi dire?»
«Niente, ragazzo, lascia stare…è tutto a posto…»
«Mhh…ok…vado a riposarmi un po', mi si chiudono gli occhi…» concluse Rusty prima di andare in camera sua.
Sharon approfittò del sonno profondo di Andy per scendere nella cappella dell'ospedale. Aveva bisogno di trovare conforto e allevio nella fede.
Entrò e si sedette tra le ultime panche, si inginocchiò e a mani giunte si mise a pregare. Padre Simon, un anziano prete che da anni si dedicava a dare conforto ai malati in ospedale, aveva appena finito di far visita ai degenti quando rientrando nella cappella, vide la donna. Decise di non disturbare le sue preghiere e si mise a preparare l'altare per la messa che avrebbe celebrato da lì a poco. Spesso però il suo sguardo finiva verso Sharon e quando la vide piangere decise di avvicinarsi a lei. Le si sedette accanto, lei sentì la sua presenza e si voltò.
«Padre…»
«Figliola, non volevo interrompere le tue preghiere ma ti ho vista piangere…hai bisogno di confidarti? Il signore ti ascolta e accoglierà le tue preghiere…»
«Grazie, Padre ma purtroppo quello che mi attanaglia non ha soluzione»
«Tutto ha una soluzione figliola, bisogna solo guardarla dalla prospettiva giusta…»
Sharon non rispose e abbassò lo sguardo.
«Sei in pena per un caro?»
«Anche…» rispose lei enigmatica «è che io…ho fatto una cosa irrimediabile che potrebbe fare molto male ad una persona che amo»
«San Paolo ci insegna che l'amore è paziente, è benigno l'amore; non è invidioso l'amore, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.»
Quelle parole colpirono molto Sharon. «L'amore sopporta anche un tradimento?»
«È di questo che si tratta? Hai tradito?»
«Io non volevo. Non sapevo cosa stavo facendo, ero confusa…l'uomo che amo ieri mi ha salvato la vita ma è stato ferito da un malvivente. È stato operato questa notte e per fortuna è andato tutto bene…ma…io ero così confusa, così agitata, nel panico…il medico mi ha dato un calmante e io stupidamente quando sono tornata a casa, per l'agitazione, ho bevuto un bicchiere di vino. Probabilmente l'alcool ha alterato l'effetto del medicinale e io ho perso il controllo di me stessa e…sono finita a letto col mio ex marito»
Fatto. L'aveva detto. C'era riuscita. Si era liberata di quel peso così opprimente anche se solo in parte…
Continua...
