CAPITOLO 108
«Agente Stewart, agente Parker, che piacere vedervi!» Sharon si avvicinò e strinse loro la mano.
«Capitano Raydor, anche per noi è un piacere, ci manca moltissimo all'FID»
Lei sorrise «Mi mancate molto anche voi».
Andy era sollevato che gli Affari Interni avessero inviato loro e non altri agenti. Sapeva che Sharon aveva molta stima di quei due uomini, li aveva forgiati lei, lavoravano bene e amavano il loro lavoro come lo faceva lei. In qualche modo erano i suoi pupilli quando lavorava all'FID. Andy, di conseguenza si fidava, sapeva che loro non avrebbero manipolato la sua deposizione per creargli guai come avrebbe potuto fare qualche altro funzionario corrotto e presuntuoso.
«Avanti, agenti, sono pronto a spiegarvi tutto quello che volete sapere.»
«Andy, sei ancora debole, forse si potrebbe rimandare la tua deposizione» rispose Sharon avvicinandosi a lui e prendendogli la mano.
«Capitano…non vorremmo contrariarla ma…sa meglio di noi che siamo tenuti a raccogliere le deposizioni entro 24 ore dai fatti. Sono le regole…»
«Ahahah le regole! Li hai sentiti? Parlano come te ahaha!» Andy rise -con non poca fatica viste le sue condizioni- rivolgendosi a Sharon e trascinando nelle risate anche gli agenti oltre che Nicole e Natalie che erano rimaste in disparte nella stanza.
«Già, le regole…dunque devo lasciarlo nelle vostre mani…» disse Sharon.
«Glielo restituiremo tutto intero, capitano» rispose l'agente Stewart sorridendole.
«Vai, am…ehm» si corresse «…Sharon…sopravvivrò…» la esortò Andy.
Lei lo guardò e poi si rivolse agli agenti «Non fatelo stancare. Deve riposarsi, ha appena subito una difficile operazione» ordinò premurosa lei.
«Non lo faremo, stia tranquilla. Poi dovremo prendere anche la sua deposizione, capitano.»
«Sì…» rispose lei cosciente che avrebbe dovuto rivivere l'orribile momento di quando è stata impotente tra le mani di Polley. «Passate da me in ufficio più tardi»
«Sì, capitano.» rispose Stewart mentre Parker fece solo un accenno di assenso col capo.
«Torno nel pomeriggio a vedere come stai, ok?» si rivolse poi ad Andy «ciao, ragazze» salutò poi anche Nicole e Natalie che ricambiarono.
«Ok…a dopo…» lui la guardò. In una condizione "normale" in quel momento lei si sarebbe avvicinata per baciarlo prima di andare via. Ma quella non era una condizione "normale". C'erano dei colleghi e dunque lavoro. E la regola era non mischiare mai amore e lavoro. Niente bacio. Andy lo sapeva. Allungò la mano cercando quella di Sharon e la strinse delicatamente strofinandole il dorso col suo pollice mentre la guardava dritta in quegli occhi verdi che lo facevano andare in tilt. Quel contatto fu più bello, più dolce e più intimo di qualunque bacio si fossero mai dati. Con uno sguardo riuscivano a dirsi tutto. Solitamente uno sguardo non mente mai. Quello di Sharon però sì; ed era riuscita a nascondere ad Andy il suo vero stato d'animo.
«A dopo…» concluse lei mentre lentamente le loro mani si lasciavano «agenti, a più tardi»
«A più tardi, capitano»
Mentre Andy raccontava l'accaduto agli agendi dell'FID, Sharon era tornata alla Crimini Maggiori. Entrando vide che il suo ufficio era ancora un disastro. La vetrata ancora in frantumi sul pavimento, la scrivania in disordine e sul pavimento era ancora ben visibile una grande chiazza di sangue. Tutto intorno, nastri gialli.
«Capitano, tra poco verranno a sistemare tutto, vedrà che domani il suo ufficio sarà in perfetto ordine.» le disse Provenza che si era avvicinato vedendola impietrita.
«Sì…lo spero…voglio dimenticare questo orribile episodio il prima possibile.»
«Come mai è qui? Credevo sarebbe rimasta con Flynn oggi»
«Torno più tardi da lui, ora ha compagnia…Stewart e Parker dell'FID»
«Immagino che Flynn sarà felice come un ratto in gabbia…» scherzò l'anziano tenente.
«Per fortuna sono loro ad occuparsi del caso, mi fido.»
«Ci credo, li ha plasmati lei a sua immagine e somiglianza»
«Sì e ne sono soddisfatta, sono due elementi eccellenti, lavorano bene e sono onesti ed affidabili. Più tardi passeranno a prendere anche la mia deposizione» disse lei.
«Capitano…una cosa…potrei assentarmi per un paio d'ore? Avrei una commissione importante da fare» domandò Provenza.
«Qualcosa di grave?» chiese lei preoccupata.
«No, cioè sì…ehm…ecco…è una faccenda…personale»
«Capisco…va bene tenente, vada pure»
«Grazie…» rispose lui.
Dato che il suo ufficio era ancora momentaneamente inagibile, Sharon si sedette alla scrivania di Andy.
Provenza intanto uscì con premura e dopo aver terminato la sua commissione passò in ospedale dall'amico Flynn.
«Provenza, che ci fai di nuovo qui?» si sorprese di vederlo «Sharon sta bene?» domandò preoccupato.
«Sì, tranquillo, sono qui perché devo parlarti di una cosa personale.»
«Personale?»
«Sì, sta zitto e guarda!»
Andy rimase stupefatto da ciò che vide tra le mani dell'amico.
Continua…
