CAPITOLO 109
«Santo Cielo! Non hai badato a spese eh?!» Andy era ancora sbalordito.
«Già…è bello eh?» chiese Provenza soddisfatto. L'anello che aveva appena comprato per Patrice brillava tra le sue mani dentro una scatolina quadrata di velluto blu.
«È veramente bellissimo…ma…sei sicuro? Vi conoscete da pochissimo» Andy era un po' scettico riguardo a questa nuova storia d'amore dell'amico però non poteva non essere felice per lui vedendolo così innamorato.
«Mai stato più sicuro. Lei è quella giusta.» rispose convinto l'anziano tenente.
«Ti ricordo che dicevi così anche delle altre quattro signore Provenza»
«Sì ma lei è diversa»
«Capisco amico mio…io provo lo stesso per Sharon. Non aspettavo l'amore, non lo cercavo, anzi, ne stavo ben alla larga, mi bastava divertirmi ogni tanto qua e là e poi all'improvviso…un uragano mi ha travolto.»
«Già…è proprio così…per me è stata la stessa cosa…stasera le chiederò di sposarmi e se tutto va bene presto dovrai comprarti uno smoking nuovo perché voglio che tu sia il mio testimone di nozze»
«Accidenti, Provenza! Vuoi farmi spendere tremila dollari per un completo e poi magari tra un anno divorzi come fai sempre? Scherzi a parte, ti auguro il meglio, amico mio e…spero anche che me la farai conoscere prima di arrivare all'altare»
«Sei il solito spilorcio!» lo schernì l'amico «affittalo se proprio ci tieni, basta che tu sia lì accanto a me quel giorno e sì, tranquillo che te la farò conoscere presto…ora vado, devo tornare in centrale. La Raydor mi ha dato un permesso di due ore e le ho già sforate…» disse prima di sparire oltre la porta.
Andy rimase qualche secondo a fissare la stanza vuota. Tutto si aspettava da quella giornata tranne che Provenza venisse a portargli una tale notizia. Si ritrovò a sorridere sinceramente felice per l'amico.
Quando Provenza rientrò al lavoro, Sharon si stava congedando dagli agenti Stewart e Parker.
«Tenente Provenza, potrei parlarle un momento?» chiese lei accompagnando alla porta i due agenti.
«Sì capitano, lo so, ho tardato un po' ma è stato per una cosa veramente molto importante.»
«Andiamo in sala ristoro» gli ordinò lei.
Una volta giunti nella stanza si sedettero a un tavolino.
«Tenente Provenza, va tutto bene? C'è qualcosa che la preoccupa?»
«Ehm…no…ecco…in realtà è una questione personale di cui per il momento, per scaramanzia non dovrei parlarne ma…dato che siamo qui…forse il suo aiuto mi può essere utile»
«Il mio aiuto?»
«Beh, sì ecco…lei è una donna raffinata, elegante, sensibile…»
«Tenente? Dove vuole arrivare?» chiese lei perplessa dal fatto che lui le stesse facendo così tanti complimenti.
«Oh…no…non fraintenda…è che…vorrei un suo parere da donna»
«Un mio parere riguardo a cosa?»
Provenza si guardò intorno controllando che nessuno li stesse vedendo, poi estrasse dalla tasca la scatolina di velluto blu. «Riguardo a questo» Aprì la scatolina lasciando Sharon tra l'esterrefatto e lo sconvolto.
«Ehm…tenente? Che significa?» Chiese.
«Che gliene pare?»
«Ecco…è bellissimo…però credo di non capire…»
«No, non sono impazzito…o forse sì…insomma…mi spiego meglio» era emozionato «da qualche settimana sto frequentando una donna meravigliosa…»
A Sharon finalmente la situazione sembrò più chiara. Per un momento ha temuto che Provenza ci stesse provando con lei.
«Si chiama Patrice lei è…tutto ciò che ho sempre aspettato dalla vita e non voglio più aspettare, so che ci conosciamo da poco ma non mi sono mai sentito così sicuro in vita mia, lei è quella giusta, lei è la donna con la quale arriverò alla fine dei miei giorni e…stasera le chiederò di sposarmi»
Sharon si commosse. Mai si sarebbe aspettata che dietro a quell'aspetto così burbero e in apparenza severo, si nascondesse un uomo dolce e innamorato.
«Capitano, dica qualcosa per favore»
«Tenente…mi sorprende sentirle dire queste cose ma sono molto felice per lei, mi fa piacere che stia vivendo questo momento importante nella sua vita. Le faccio i miei migliori auguri»
«Grazie…» rispose sincero «Ehm…capitano, so che spesso abbiamo avuto problemi io e lei ma, voglio che sappia che ho imparato ad apprezzarla e la ammiro. Flynn è un uomo fortunato e io sono sinceramente felice per voi, davvero, nonostante gli alti e bassi»
Il sorriso che Sharon aveva dipinto in volto per un attimo si spense. La sua coscienza era sempre lì, in agguato, pronta a tormentarla. Sospirò.
«Ho detto qualcosa di sbagliato?» domandò Provenza. Sharon non rispose. «Ma certo, che stupido sono…in questo momento così delicato lei sarà preoccupata per l'operazione ma mi creda, conosco Flynn, non l'ha fermato un matrimonio, un infarto, qualche sparatoria, una coltellata e di certo non lo fermerà un piccolo grumo di sangue. In men che non si dica ce lo ritroveremo qui a sparare cazzate come suo solito.»
Le parole di Provenza strapparono un sorriso a Sharon. «Sì…andrà tutto bene» tentò di convincersi lei.
Continua…
