CAPITOLO 110

La giornata lavorativa era ormai giunta al termine, Sharon passò in ospedale a trovare Andy prima di ritornare a casa. Lui la informò di ciò che gli disse il medico durante l'ultima visita del pomeriggio, la situazione era stabile, si stava riprendendo bene dall'operazione all'addome e il medico aveva deciso che l'indomani si sarebbe sottoposto al nuovo intervento per rimuovere il coagulo.

«Torno a trovarti domani, prima che ti portino in sala operatoria, ok?»

«Va bene…» Andy le prese la mano e la massaggiò tra le sue «quanto vorrei poter tornare a casa con te ora…»

Sharon si irrigidì e sospirò. «Tra qualche giorno, quando sarà tutto finito, potrai tornare a casa, vedrai…»

«Sharon…vieni qui…» la tirò leggermente a se e le indicò di sedersi sul lato del letto «amore, dimmi cosa ti succede…ti vedo triste…»

«Non ho niente…è che non riesco a non essere preoccupata»

«Capisco, ma il medico è esperto, mi fido di lui, andrà tutto bene.» cercò di rassicurarla Andy.

Sharon annuì a testa bassa.

«Ehi» le sollevò il mento costringendola a guardarlo «ora mi fai un bel sorriso? Ne ho bisogno…» continuò lui.

Lei esaudì la sua richiesta e gli sorrise dolcemente.

«Ecco, così sì che va bene…» rispose Andy soddisfatto.

Sharon si sporse verso di lui lasciandosi accogliere tra le sue braccia.

«Dai, ora vai a casa, sarai stanchissima, devi riposarti» le disse lui premuroso abbracciandola e massaggiandole la schiena.

«Sì…sono distrutta…a domani» gli diede un ultimo bacio «ti amo, ricordalo sempre» continuò malinconica.

«Anche io ti amo, buonanotte» rispose Andy rimanendo leggermente perplesso dalle sue parole. Non ci fece troppo caso però, attribuiva tutta la malinconia di Sharon e la sua tristezza alla difficile situazione.

Si salutarono e Sharon tornò a casa.

Prima di entrare nell'appartamento si fermò come di consueto a parlare con le guardie di protezione di Rusty per avere gli ultimi aggiornamenti. Era tutto tranquillo da giorni, troppo tranquillo. L'attenzione doveva continuare a rimanere alta. Il fatto che il ragazzo non avesse più ricevuto segnali di minaccia, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, non lasciava presagire nulla di buono.

Sharon fece un paio di grossi respiri prima di entrare in casa, sapeva che non avrebbe potuto evitare Jack all'infinito.

«Ciao cara» esordì lui vedendola varcare la soglia.

Lei non rispose, si limitò a lanciargli un'occhiataccia.

«Noto che sei piuttosto nervosa…vuoi un bicchiere di vino per...rilassarti?» continuò lui alludendo alla sera precedente.

«Jack, domani mattina dovrai essere fuori di qui. Non voglio più vederti in casa mia.»

«Casa nostra…» la corresse lui.

«Casa mia! Ho lavorato anni per riuscire ad estinguere il mutuo che tu avevi acceso! Non azzardarti a reclamare nulla! Ti voglio fuori di qui, hai capito?!» urlò lei.

«Shhh…» le fece segno col dito indice davanti alla bocca «Rusty potrebbe sentirti…»

«Che senta!»

«E non credi che vorrà sapere perché dall'oggi al domani mi cacci via? Davvero gli vuoi dire cosa hai fatto mentre il tuo fidanzatino era sotto i ferri?»

«Non ti azzardare a minacciarmi!» rispose lei a denti stretti guardandolo con aria minacciosa.

«Tranquilla…rilassati, cara…» Jack prese posto sul divano, allungò le gambe e poggiò i piedi sul tavolino «Nessuno lo saprà se non sarai tu a dirlo…te l'ho già detto…tranquilla…» continuò a bassa voce.

Il modo di fare di Jack, così calmo e sicuro di sé era insopportabile e Sharon era arrivata al limite.

«Jack, ti ho detto che…» continuò urlando Sharon.

«Mamma, ma che succede? Perché urli in questo modo?!» la interruppe Rusty arrivando dalla sua camera.

Sharon rimase immobile. Cosa avrà sentito? Da quanto tempo era lì? Si domandò. Inspiegabilmente Jack la tolse dall'empasse.

«Tua madre mi stava ricordando che non devo mettere i piedi sul tavolino…sai…le regole…» disse Jack cambiando posizione «Scusa Sharon…» disse guardandola soddisfatto.

Lei non rispose. Si sentiva come in trappola. Per quanto le pesasse ammetterlo, Jack aveva ragione: se lei l'avesse cacciato di casa in quel modo dalla sera alla mattina, tutti si sarebbero chiesti il motivo di tale repentino gesto.

«Vado a letto, sono stanca.»

«Mamma, tutto ok?» le chiese Rusty.

«Sì, più o meno. Domani opereranno ancora Andy per il coagulo, uscirò presto. Buonanotte.»

«Domani? Di già? Non è presto sottoporlo ad una nuova operazione?»

«Sì ma è una operazione di breve durata, non resterà sedato per molto ed è piuttosto urgente secondo il medico»

«Capisco…vuoi che venga con te?»

«No…grazie…probabilmente ci sarà già Provenza o Nicole…o entrambi, non lo so…»

«Ok, se hai bisogno chiamami» si offrì Rusty.

«Sì, grazie…» lei gli scompigliò affettuosamente il ciuffo e gli baciò la guancia.

Jack aveva ascoltato tutto e quando rimase solo si sentì soddisfatto ed iniziò ad immaginare la sua prossima mossa per riprendersi Sharon…

Continua…