Sharon fissava fuori dalla finestra quando Andy le chiese se aveva voglia di andare in palestra.

Mano nella mano entrarono, si registrarono e si diressero entrambi alle cyclette.

Tutti li guardarono un po allibiti, nessuno dei presenti era una coppia e nessuno aveva la loro età.

Loro non si accorsero di nulla e parlarono tutto il tempo.

La gente era meravigliata dalla loro resistenza fisica, specie quando passarono al tapis roulant (non potevano immaginare che per loro era allenamento standard dato il loro lavoro).

A mezzogiorno ci fu pausa pranzo per tutti.

Andy e Sharon chiesero se potevano rimanere e, dopo aver chiamato il direttore, i responsabili acconsentirono.

Quando tutti se ne furono andati, Sharon andò a prendere due bottigliette d'acqua e Andy si diresse al sacco.

Per un po rimase a guardarlo in silenzio, concentrata sulla maglietta sudata che si attaccava sempre di più alla sua schiena a ogni movimento, segnandogli i muscoli.

Si morse il labbro inferiore e ringraziò che non ci fosse nessuno.

Avvicinandosi lo abbracciò da dietro, posando una mano sul petto e una sull'addome accarezzandolo.

"Mi stai distraendo!" disse lui fermandosi e tenendo il sacco.

"Ci sto riuscendo?" chiese mentre lui si voltava e le metteva le mani guantate sul sedere.

"Può darsi!"

"Bene!" e iniziò a baciarlo lentamente.

"Curiosità: Perché mi baci?"

"Perché sei dannatamente sexy quando lo fai" disse indicando il sacco.

Mormorò in dissenso quando lui si staccò.

"Toglimeli" disse indicando i guanti.

"Non continui?"

"Più tardi forse, ma con questi non ho una bella presa" disse rimettendo le mani finalmente libere sul suo lato b e baciandola.

Poco dopo fu lei a ritrarsi, dicendo:

"Mi insegneresti?"

"Non sai tirare di box? Strano" disse legandole i guantoni.

"Poco e male. Conosco varie tecniche di difesa, ma la box non mi è mai piaciuta. A Las Vegas Jack mi portava a vederla perché ovviamente aveva scommesso. Poi mi lasciava con la scusa di ritirare una vincinta che non c'era mai, mentre andava a farsi le ragazze-cartellone in qualche angolo buio"

"Cosa?!" chiese Andy inorridito continuando a tenerla tra le braccia.

"Una volta lo affrontai perfino. Mi aveva lasciata al casinò e lo trovai il giorno dopo. Pioveva a dirotto e gli urlai contro..."

"Mi dispiace"

"Lo so. Comunque...devo ammettere che.. Ho rivalutato questo sport, chissà perché... " disse sorridendo, strofinando il naso contro il suo.

Andy la baciò forte dicendole sulla bocca quanto l'amasse e poi la voltò.

"Allora per prima cosa..."

"Sei bravissima" le disse quando smise di tirare pugni.

"Questo perché ho un eccellente allenatore.

Mi aiuti a fare due addominali?" chiese mentre toglieva i guantoni.

"Certo, mi piace essere il tuo personal trainer"

Sharon si sdraiò, mettendo le mani dietro la testa e le gambe a squadra.

"Dai tienimi le caviglie"

"Oh ma dicevi sul serio? Intendevi questi addominali..." disse lui posizionandosi in ginocchio accanto a lei.

"Deluso?" chiese sorridendo.

"Un po, ma devo ammettere che la visuale da qui non è niente male" disse mentre lei cominciava l'esercizio, avvicinandosi sempre di più al suo viso e baciandolo ogni volta che arrivava mentre lui le fissava la scollatura del top.

"Immaginavo che la mia idea ti sarebbe piaciuta"

"Vuoi dire...che lo hai...fatto apposta?" chiese tra i baci.

"Può essere! Ne sei deluso?"

"Assolutamente no, e non mi sorprende nemmeno.

Hai sempre delle idee meravigliose."

Iniziò a massaggiarle le caviglie e lei smise di fare su e giù.

Rimase sdraiata a occhi chiusi, concentrandosi sul movimento rotatorio dei suoi pollici contro l'osso interno delle caviglie.

Nel mentre, Andy le allargò le gambe e si mise su di lei, poggiando il peso sulle braccia ai lati della sua testa, e iniziò a baciarla lentamente.