"Ora sei tu che distrai" disse lei in un sussurro.
"Che vuoi farci? Ho imparato da te!
Non puoi fare certe mosse e pensare di passarla liscia.
Ma se vuoi posso smettere"
Lei lo circondò con le gambe, tirandolo a sé mentre approfondivano il bacio.
"Non ci provare!"
Poco dopo, prendendo fiato, lui disse:
"Chissà quanto dura la pausa pranzo qui"
"Forse dovremmo andare in un posto più appartato" replicò lei indicando la porta a vetri poco distante.
"È per questo motivo che sei il capitano, sei troppo intelligente"
"Tesoro lo faccio per egoismo. L'ultima volta che lo abbiamo fatto sul pavimento abbiamo avuto il mal di schiena per due giorni, e questo significa niente coccole"
"Non sia mai per carità" Si alzarono e Sharon iniziò a fare dei piegamenti per sgranchirsi un po.
"Ti piace la vista?" chiese quando dallo specchio notò che lui si toccava l'orecchio fissandole il sedere.
"Oh si" le andò dietro e le mise le mani sui fianchi, attaccandosi di più mentre lei era ancora piegata. Sentendolo dietro, scattò diritta come una molla, col rischio di dargli una testata.
Si voltò tra le sue braccia e iniziarono a baciarsi appassionatamente, mentre finivano a spintoni nello spogliatoio.
"Sei troppo vestito!" ansimò lei.
"Senti chi parla..." rispose baciandola nel collo, attaccandola agli armadietti.
Una volta finiti i loro esercizi di ginnastica preferiti, sentirono il campanello della porta suonare.
La pausa era finita e iniziavano le sessioni pomeridiane.
Si rivestirono appena in tempo, prima che qualcuno entrasse.
Salutarono gli allenatori e, invece di tornare in camera, decisero di continuare ma in separata sede.
Andy riprese a fare il sacco, mentre Sharon ritornò al tapis roulant.
La palestra era di nuovo piena di giovani, diversi da quelli della mattina.
"Ehi vuoi compagnia?" chiese un tipo palestrato a Sharon, che per quindici minuti buoni le aveva fissato il sedere.
Lei si voltò ma non lo vide nemmeno.
I suoi occhi andarono su Andy, che veniva avvicinato da una bruna tutta curve.
"Ciao mister muscolo, posso allenarmi con te?"
Flynn si voltò e vide la ragazza ma si concentrò su Sharon dall'altra parte della stanza.
Si fecero l'occhiolino a vicenda e parlarono con chi avevano vicino.
"Non credo che mio marito apprezzerebbe"
《Oddio l'aveva davvero definito suo marito?!
Era stato così naturale dopo una settimana passata a essere per tutti (e in intimità) la signora Flynn. Sharon Flynn. Suonava così bene!》
"Se ti lascia tutta sola..."
"Non ci conosci! E poi è al sacco"
"Oh vuoi dire il vecchietto che sta rimorchiando mia sorella?"
"Nel senso che è lei che rimorchia lui"
"Scommettiamo una cena che se ne vanno via insieme?"
"Caro, potresti essere mio figlio. Inoltre odio le scommesse"
"Di che hai paura? Se è come dici tu non hai niente da perdere, ma se ho ragione vieni a cena con me"
"Ma se vinco io ci lasciate in pace per tutta la settimana!"
"Affare fatto"
