"Il lavoro come va?"

"Bene. Mio marito è nel settore dei computer, io invece lavoro per una rivista di moda"

"Sei riuscita nella tua vocazione di stilista?"

"Si infatti"

"Sono contento. E tu Regina?"

"Io e mio marito siamo proprietari di un bar in centro, si chiama Roxy. Ecco lui è Robin, mio marito"

"Roxy. Come tua figlia"

"Esatto. Lei è Roxy con i nostri genitori"

"E voi due siete ancora in polizia?"

"Si signore"

"Bene. Mio figlio Mark vuole entrare in accademia quando sarà grande"

"Quanti anni ha?"

"Sei, è questo qui"

"Non so se sarò ancora in giro per dargli qualche dritta" disse Andy provocando risate di tutti tranne che di Provenza.

"Questo è Henry junior. Si chiama come nostro padre"

"È grande!"

"Si. Ha 13 anni"

"Quindi quando ci siamo conosciuti…"

"Ero una madre single con un figlio di 5 anni e questa è la piccola Lana"

"Rebecca tua figlia quanto ha?"

"La stessa età di Henry"

"Louie non mi sembra stai bene. È tutto ok?" chiese Regina mettendogli la mano sopra la sua.

L'uomo si scostò come se si fosse bruciato fissando la porta del bagno: Patrice e Sharon erano lì e avevano assistito.

"Oddio" disse alzandosi e andando verso la moglie.

"Chi sono quelle due?"

"Chi?"

"Louie Provenza …"

"D'accordo d'accordo ok, non è come sembra"

"E come sembra?"

"Noi.. le abbiamo conosciuti tanti anni fa"

"Quando erano in fasce?"

"Ok. Le abbiamo incontrate in un bar..."

"Ma va! Posso sapere in quale circostanza?"

"Sentite c'era anche Andy..."

"Lascia fuori Andy" disse Patrice indicando Sharon con la testa.

"Mi scusi capitano"

"Credo sia il caso di raggiungerlo. Vieni Patrice"

"Andy, Regina ed io vi dobbiamo delle scuse. Eravamo in un periodo triste della nostra vita.

Per motivi vari non ci parlavamo da anni e per un caso abbiamo scoperto che … il padre dei nostri figli era lo stesso uomo.

Aveva due famiglie, le nostre. È stato un trauma. Abbiamo entrambe lasciato i bambini ai nostri genitori per un po e abbiamo cercato di ricucire il nostro rapporto, capendo che era quello più importante che avremmo mai avuto nella vita.

La sera che ci incontrammo eravamo brille, festeggiando di esserci riavvicinate. Siamo contente che siate stati così comprensivi da accompagnarci a casa e prendervi cura di noi senza abusare della situazione quella notte. Siete due ottime persone"

Questo fu quello che Sharon, Patrice e Louie sentirono avvicinandosi al tavolo.

Il vecchio brontolone rimase a bocca aperta senza parole per la prima volta e Patrice non sapeva se riedere dela sua espressione o baciarlo.

Il capitano invece sorrise, mise le mani sulle spalle di Flynn e gli baciò la testa, dicendo:

"Glielo dico sempre"

"Amore, eccoti! Volevo presentarti.."

"Regina? Rebecca?" disse sorpresa.

"Regina! Rebecca!" salutò Charlotte avvicinandosi col marito e baciandole.

"Ciao zii. Ciao Sharon"

"Vi conoscete?" chiese Andy incredulo.

"Sono le mie cugine. Più giovani ma…" disse ridendo.

"Solo perché nostra madre è la sorella più piccola di zia Nina e ci avuto tardi" disse Regina abbracciandola.

"A proposito come stanno zia Cora e zio Henry?"

"Stanno bene. Guardali sono il ritratto della salute" disse Regina facendo vedere alcune foto dei genitori.

"Sono in crociera" disse Rebecca.

"Se li sentite salutatemeli e dite loro che li chiamerò presto"

'Quante diavolo di possibilità c'erano che noi quasi andassimo a letto con le parenti di Darth Raydor?' pensò Louie mentre infilava il cappotto.

"Ragazze si è fatto tardi e domani dobbiamo lavorare. Spero non ci voglia un altro secolo per rivederci"

"Lo speriamo anche noi zia"

"Ma non eravate cugine?" chiese Patrice.

"È più semplice data la differenza d'eta" rispose Sharon ridendo.

Usciti nel parcheggio, Provenza disse:

"Patrice senti…"

"Louie ascolta. Ovvio che hai avuto altre donne. Per dio ti sei sposato sei volte!"

"Si ma due era con la stessa"

"Anche io sono uscita con qualcuno da quando ero rimasta vedova fino prima di incontrarti. Non voglio sapere tutto. Mi fido di te, mi aveva sorpreso l'età e il fatto che tu fossi così terrorizzato che ti vedessi con loro"

"Mi dispiace"

"Ragazzi, che ne dite di venire a casa per una cioccolata calda?"

"Perché no"