N.B: Batwoman e i suoi personaggi appartengono ai creatori della serie, non è intesa alcuna violazione del copyright.
Ciao! Vorrei davvero ci fosse una specie di redenzione per Alice e guardando gli episodi ho avuto questa idea che continua a ronzarmi in testa quindi ho deciso di trasformarla in una fanfiction, spero vi piaccia e se vi va lasciate un commento. Buon divertimento!
KATE P.O.V.
Ho appena ucciso un uomo, sono in una specie di stato di schock, certo Cartwright era un uomo orribile nessuno lo mette in dubbio ma io non volevo ucciderlo, volevo consegnarlo alla giustizia e poi lui ha iniziato a raccontare quella storia sulla mamma ed io non c'è l'ho fatta a rimanere indifferente, ho perso il controllo ed ho fatto una cosa di cui probabilmente mi pentirò per tutta la vita. Non so cosa fare, non riesco a pensare, complice anche la bottiglia di liquore che mi sono scolata per avere un pò di coraggio liquido, quindi me ne sto goffamente in piedi tra mio padre e mia sorella in attesa di scoprire quale può essere la nostra prossima mossa. A quanto pare è Alice ad elaborare un piano e in effetti avrei dovuto immaginarlo dopotutto è lei quella con più esperienza in questo campo.
A: D'accordo, mettiamoci all'opera, abbiamo un corpo da far sparire
K: No, aspetta, io l'ho ucciso e mi prenderò la responsabilità per le mie azioni, voi dovete andare via, non dovete essere coinvolti, non appena sarete lontani chiamerò i corvi e ...
A: Andiamo, questo è il piano più assurdo che io abbia mai sentito, però aspetta è un piano strabiliante, se vuoi finire in prigione
J: Kate, Beth ha ragione...
K: No, io non posso...
Non riesco a finire la frase poichè improvvisamente nel mezzo del mio balbettare confuso e in preda al panico, la mia visione si oscura ed io non ho ne la forza ne la voglia per combatterlo.
ALICE P.O.V.
J: Alice ma che fai?
Devo dire che un pò me lo aspettavo il suo rimprovero visto che ho appena tramortito Kate e il nostro caro papino l'ha afferrata giusto un secondo prima che toccasse il pavimento, dovremmo ringraziare l'allenamento che ha reso i suoi riflessi così acuti, ma questa volta ho una buona ragione per quello che ho fatto.
A: Sai anche tu che Kate è troppo moralista per fare quello che deve essere fatto e nessuno di noi due vuole che lei finisca in prigione, quindi caro papino sta a noi risolvere questo casino
J: E Kate? Non possiamo lasciarla qui
A: Ho in mente qualcuno che può farle da babysitter fino al nostro ritorno.
Ci mettiamo in macchina con il comandante Kane alla guida, io sul sedile del passeggero che gli fornisco indicazioni su dove andare e Kate che schiaccia un bel pisolino sui sedili posteriori. Dopo un pò dico a papà di accostare e poi lo conduco all'interno del magazzino che all'apparenza sembra abbandonato.
J: Cos'è questo posto?
A: Aspetta e vedrai.
Come mi aspettavo la persona che sto cercando è alla sua scrivania e non è così felice di vedermi, mi chiedo perchè mai.
M: Alice,che ci fai qui? Ti avevo detto di non tornare mai più.
Troppo presa dalla sua sfuriata contro di me, la mia sorellastra Mary non si accorge subito che non sono venuta da sola, però nel momento in cui se ne accorge posso giurare di non averla mai vista impallidire così tanto, ed io le metto una certa paura.
A: Papà, benvenuto nella clinica illegale non più cosi segreta di Mary Hamilton
J: Ma che succede?
M: Io posso spiegare...
Mary fa una pausa cercando qualcosa su cui spostare la nostra attenzione per poter ritardare l'inevitabile interrogatorio del comandante Kane, e trova la scusa perfetta quando regista che tra le braccia di nostro padre c'è una Kate inconscia.
M: Che cosa le è successo?
Dice indicandola con un'espressione incredula.
A: Non credo tu voglia saperlo, siamo qui perchè abbiamo bisogno che la tieni sedata fino al nostro ritorno, abbiamo una faccenda da sbrigare
M: Cosa?
Senza ne rispondere alla domanda che ci ha posto e senza ne darle l'opportunità di porne altre mi dirigo nuovamente verso la macchina. E' ora di trovare una buca per il mio aguzzino, anche perchè preferisco concentrarmi su questo piccolo problema piuttosto che sulle emozioni che ha scatenato in me la tossina della paura. Rivivendo quei momenti terribili con la regina è riaffiorata quella voglia di essere salvata e di avere una famiglia normale che con tanta fatica ho seppellito nel profondo della mia mente ed ora mi sto chiedendo come sarebbe tornare ad essere Beth, ma non posso farlo vero? Non dopo tutto quello che è successo, ci sarebbe qualcuno disposto a perdonarmi, a darmi un'altra chance? Forse Kate? O ha rinunciato a me proprio come tutti gli altri e mi vede solo come una psicopatica che deve essere fermata e non più come sua sorella? Quest'ultimo pensiero è troppo da sopportare, non posso perdere anche lei, così mi scuoto dai miei pensieri e mi concentro su qualcosa di insignificante. Qualche ora è qualche mucchio di terra più tardi, abbiamo portato a termine il nostro compito e ci apprestiamo a ritornare verso la clinica, ponendo fine a questa nostra piccola gita padre-figlia. Sul tragitto papà avvisa Mary del nostro ritorno in modo che lei possa garantire che Kate sia sveglia al nostro arrivo. Per il resto del viaggio nessuno di noi due proferisce parola e non molto tempo dopo ci ritroviamo ad accostare, arrivati a destinazione. Prima ancora di vederla sento Kate che combatte contro Mary che cerca di farla rallentare siccome si è appena svegliata ed ha ancora del sedativo in circolo.
A: Hey sorellina
K: Mi hai stordita Alice, fai sul serio?!
A: E' stato un male necessario.
Mi stringo nelle spalle nel tentativo di dimunuire la portata della mia azione ma Kate sembra solo maggiormente irritata.
K: Perchè l'hai fatto?
A: Umm... vediamo, impedirti di finire in prigione vale come motivo?
K: Che cosa avete fatto?
A: Abbiamo risolto il problema, niente di cui tu debba preoccuparti
K: Alice!
J: Kate, lascia stare, è tutto risolto, non dobbiamo più parlarne.
Sembra alquanto contrariata e si appresta a precipitarsi fuori dalla stanza, ma prima che possa oltrepassare nostro padre, lui la attira in un'abbraccio nel quale si lascia confortare dopo alcuni istanti di esitazione, successivamente lui ci fa cenno di unirci in un'abbraccio di famiglia, lo guardo incredula per qualche momento ma prima che io possa rivolgergli una delle mie osservazioni sarcastiche, Mary si rivolge a me con rabbia.
M: Loro possono anche averti perdonata, ma io non lo farò mai, tu sei solo un'assassina, hai ucciso mia madre!
Posso vedere il dolore insinuarsi negli occhi non solo di Mary ma anche di papà e di Kate alla mensione di Catherine ed è in questo momento che prendo la mia decisione, non voglio vedere il disgusto nei loro occhi ogni volta che mi guardano,non voglio perdere altro tempo lontana dalla mia famiglia, non dopo tutto il tempo che mi è gia stato rubato, voglio essere inclusa negli abbracci di famiglia, voglio tornare ad essere Beth.
A: Andiamo, ho qualcosa da mostrarvi
M: Io non vado proprio da nessuna parte con te
A: Credimi tu sarai la più felice quando arriveremo alla metà di questa nostra piccola gita.
Mary si costringe a seguirmi anche se posso vedere che è malvolentieri, ma poco importa, prevedo che tutto il suo malumore sparirà quando arriveremo dove stiamo andando. Dopo circa un'ora di auto tra silenzio arrabbiato e compagnia forzata parcheggiamo l'auto di fronte ad una piccola casetta sperduta nel nulla. Apro la porta e tutti mi seguono con riluttanza fino a quando giriamo l'angolo che porta dall'ingresso al salone e i miei accompagnatori registrano chi è l'occupante della casa, ovvero Catherine Hamilton in carne e ossa, viva e vegeta. Si congelano tutti compresa Catherine ma poi con la stessa velocità con cui si è congelata Mary si precipita ad abbracciare sua madre che ricambia con la stessa intensità ed io dalla felicità che vedo nei suoi occhi so di aver fatto la scelta giusta. Dopo circa 10 minuti di abbracci e lacrime Mary inizia a parlare rivolgendosi a nessuno in particolare.
M: Non capisco, come fai ad essere qui, io ti ho vista morire...
A: Dopo quello che è successo a nostra madre, credevi davvero che avrei ucciso Catherine? Io volevo solo che provasse quello che ha fatto provare a me quando ha deciso di falsificare i risultati di quel test, volevo che capisse cosa significa vivere lontano da ogni cosa e persona con nessuno che ti cerca perchè tutti pensano che tu sia morta, ma io non le ho torto un capello, non l'avrei mai uccisa
C: Beth dice la verità, non mi ha fatto del male, io ne ho fatto a lei e non importa quante volte le chiederò scusa niente lo compenserà, non ho diritto di chiedere il tuo perdono, ma voglio che tu sappia che impieghero il resto della mia vita a dimostrarti quanto mi dispiace
A: Basta rancore, io ti perdono e perdono anche te Kate e te papà, non voglio continuare con questa stupida vendetta, mi hanno già rubato abbastanza tempo, non voglio continuare a sprecarne, voglio essere felice e dimenticare che tutto questo sia mai successo , voglio tornare ad essere Beth.
Stiamo tutti piangendo a questo punto cosi ci abbracciamo ed io finalmente capisco perchè tutti sono fissati con questi abbracci, aiutano davvero. Alzo la testa quando le mie lacrime si sono calmate abbastanza e mi rivolgo a Kate.
A: Io ho mantenuto la promessa che ti ho fatto su quel tetto, non avrei rischiato che tu rinunciassi a me
K: Lo so adesso, non ho mai rinunciato a te, mi dispiace di aver dubitato
A: Va tutto bene.
Ci sorridiamo e per la prima volta dopo molto tempo sono veramente felice.
M: Promettiamo di non avere più segreti tra di noi.
Annuiamo e poi decido di prendere un pò in giro Kate.
A: A tal proposito Kate, hai qualcosa che vuoi dirci?
K: Beth!
Kate mi lancia un'occhiataccia ma io replico senza importarmene.
A: Hey, non prendertela con me , abbiamo promesso niente più segreti
K: D'accordo, io sono Batwoman.
L'ultima parte la dice a voce cosi bassa che nessuno di noi lo sente, quindi le chiediamo di ripetere.
K: Io sono Batwoman
J: Quindi fatemi capire bene, tu Beth sei appena tornata dal lato oscuro ed eri la leader della banda delle meraviglie, tu Mary gestisci una clinica illegale e Kate tu sei Batwoman.
Annuiamo tutte e tre positivamente e nostro padre scuote la testa in finta disapprovazione mentre un'accenno di sorriso gli adorna il viso.
J: Sapete esistono anche dei lavori normali
A: La normalità è noiosa.
Ridiamo e poi mi scuso dalla stanza andando nel giardino chiedendo a Kate di accompagnarmi. Una volta fuori ci sediamo sulle scale.
A: Sai, io e Catherine abbiamo avuto modo di parlare durante la sua permanenza qui ed ho capito perchè ha fatto quello che ha fatto, voleva solo il meglio per voi
K: Lo so, però fa comunque male
A: Credo che un pò lo farà sempre, però credo anche che meriti di essere perdonata, ha fatto un errore
K: Hai ragione tutti meritano una seconda chance
A: Lei non è nostra madre però forse è arrivato il momento di andare avanti ed essere felici, so che la mamma lo vorrebbe
K: Hai ragione, quindi questo è il nostro nuovo inizio?
A: Si, lo è sicuramente.
Finalmente il mio incubo è finito e posso avere la vita che avrei dovuto avere dall'inizio. Io sono Beth Kane, sorella gemella di Kate e figlia del comandante dei corvi Jacob Kane ed ora con la mia sorellastra Mary Hamilton e sua madre posso avere un nuovo inizio, ho di nuovo una famiglia e questa volta non perderò neanchè un secondo, e chissà magari come nuovo lavoro potrei anche affiancare Batwoman.
