- What if - sulla sparatoria finale di SUCKER PUNCH (2x13). Mi è venuta di getto e l'ho scritta in pausa caffè. - 17/10/2016
Il sangue caldo e viscido ricopre le sue mani mentre tenta invano di fermarlo, sente chiaramente il cuore che sta rallentando i suoi battiti, comprime il torace con forza, finché una mano le si poggia sulla spalla e la invita a desistere.
Le manca il fiato, vorrebbe urlare ma non riesce a fare neanche quello.
È successo tutto con una rapidità incredibile ma la sua mente ha registrato ogni singolo movimento come se fosse stato ripreso al rallentatore ed ora glielo sta riproponendo all'infinito. Castle con la pistola puntata al fianco che scuote la testa, non vuole che lo lascino andare, Roy che alla fine abbassa la pistola, il sorriso sprezzante di Coonan, poi lo scatto improvviso, Coonan che barcolla all'indietro col naso sanguinante, sembra disorientato ma non lo è, punta la pistola verso Rick, lei lo ha visto, ha sparato. I colpi sono partiti nello stesso istante.
Li ha visti cadere insieme, l'assassino di sua madre e l'uomo che l'aiutata a trovarlo. Non è stata rapida abbastanza, ha esitato? Il film si riavvolge, all'infinito ma lei non riesce a capirlo, sa solo che avrebbe voluto sapere chi fosse il mandante, chi c'era dietro Coonan. È stato questo il motivo? per questo ha tardato un prezioso secondo?
Un battito di ciglia può costare la vita di un uomo?
Non poteva permettergli di morire, non mentre le diceva che gli dispiaceva, che era andato troppo oltre, che non sarebbe successo se lui non fosse stato così ingenuo da farsi prendere alle spalle da Coonan.
Era un bene che riuscisse a parlare, doveva rimanere cosciente, lei lo sapeva, ma il sangue usciva senza sosta, troppo sangue. Avrebbe voluto dirgli che non doveva sentirsi in colpa, che senza di lui probabilmente non ce l'avrebbe fatta a trovare il killer di Johanna, ma non poteva, doveva concentrarsi sull'unica cosa importante in quel momento, doveva tenerlo in vita.
Lo aveva invitato a guardarla, ad ascoltare la sua voce, lo pregava di non addormentarsi e lui ci aveva provato, con tutte le forze, ma alla fine lo aveva visto scivolare nell'incoscienza. Non aveva mai staccato le mani dalla ferita, come se avesse potuto realmente fare qualcosa, aveva solo sentito il suo cuore perdere i battiti.
Un mano le teneva la spalla, la chiamava, ma lei si rifiutava di ascoltare.
Apre gli occhi all'improvviso, le manca l'aria, quando si è addormentata? Era con Castle, cercava di fermare i sangue...il soffitto...non è il soffitto del distretto, perché sta guardando un soffitto? Sente di nuovo quella mano sulla spalla, stavolta si gira e lo vede al suo fianco, chino su di lei, le sta parlando ma lei non riesce a capire le sue parole, vede solo il terrore nei suoi occhi blu, cerca di rispondergli ma qualcosa glielo impedisce, ha qualcosa sulla bocca che non le permette di parlare, poi uno scossone li fa oscillare, finalmente mette a fuoco, si stanno muovendo sono su un'ambulanza e lui le sta dicendo che andrà tutto bene.
Un battito di ciglia, tanto era bastato per farle capire che non avrebbe potuto evitare che sparasse diritto al petto di Castle. Si era spostata quanto bastava per intercettare la traiettoria e fare fuoco anche lei. I colpi erano partiti nello stesso istante, aveva visto Coonan cadere mentre anche il suo corpo decideva di cedere, ma lei non aveva toccato il pavimento, c'era lui dietro che l'aveva sostenuta e non l'aveva più lasciata fino all'arrivo dei paramedici.
Le diceva che era tutta colpa sua, che era andato troppo oltre, poi però le sorrideva cercando di tranquillizzarla, sarebbe andato tutto bene, lei doveva solo resistere e lui sapeva che sarebbe stata abbastanza forte per farlo.
fine
