"Sei fredda". "Sei senza cuore". "Sei strana", mi dicono. La verità è che non me ne frega nulla. O almeno, sono riuscita a convincermi che sia così. Vorrei che quelle parole non mi scalfissero, ma so che in verità mi fanno male, anche se quel male cerco di reprimerlo. Ma prima o poi viene fuori comunque. Quel dolore, quello più nascosto, quello che tieni negli abissi del cuore, prima o poi uscirà e ti distruggerà con la forza di uno tsunami. Ed è quello che sta succedendo a me. Tutto il male che mi aveva fatto la gente negli anni scorsi, lo avevo nascosto. Non avevo permesso che mi facesse soffrire, ci passavo sopra. E di certo non mi sarei mai aspettata che in verità quel dolore ci fosse e che mi avrebbe distrutto. Tutti i giudizi, tutte le cose sprezzanti che avevano detto su di me, mi sono tornati in mente in mente in una notte qualunque e hanno iniziato a rodermi dentro. Adesso voglio farla finita. Non voglio più sentirli quegli insulti, non voglio più sentire il resto del mondo. Sono stanca di soffrire per della gente che di me se ne frega. I miei genitori mi hanno sbattuto fuori di casa sette anni fa, all'età di diciannove anni, solo perché volevo studiare medicina e non legge, e da quel giorno non gli ho più visti ne' sentiti. Sono sola. Sono completamente sola. Non ho amici. Non ho nessuno con cui parlare. Non servo a nulla. Tanto vale farla finita qui. Ora sono sul tetto dell'ospedale dove lavoro. Sono laureata in medicina e faccio il medico. Sono una cardiologa per l'esattezza. Ma ormai non ha più importanza. Fra poco non sarò più nulla. Barcollo, sono sul cornicione. È altissimo. Ma tanto è buio, non mi vedrà nessuno. Se ne accorgeranno domani mattina. Ho paura. Ho letto da qualche parte che molte delle persone che si suicidano così, si pentono di essersi buttati nei pochi secondi in cui cadono, prima di sfracellarsi al suolo. Ho paura di pentirmene troppo tardi. Forse avrei dovuto prendere qualcosa prima di salire quassù. Magari qualche farmaco che mi avrebbe stordita. Non avrei avuto tutto questi pensieri e mi sarei buttata tranquillamente. La verità è che non sono sicura di essere pronta a lasciare tutto questo. In fondo mi hanno sempre insegnato che è dal dolore che si può ricominciare. Scuoto la testa e scaccio via questi pensieri. Devo guardare in faccia la realtà. Non ho niente da perdere. Se mi butto, non mi piangerà nessuno. Se non mi butto, nessuno ne sarà felice. Sono stanca di essere considerata una nullità da tutti. Voglio smetterla, voglio farla finita. Mi concentro e guardo in basso. Le macchine che viaggiando sulla strada sotto di me non sono molte, probabilmente se mi butto al momento giusto non mi noterà nessuno. C'è vento, soffia forte. Cerco di rimanere in equilibrio. Poi vedo tutto sfocato. Buio.
