Two Months Memories

"Beckett"

La voce di Ryan la distolse da uno di quei momenti di profonda tristezza in cui la sua mente vagava in cerca di risposte, mentre il suo corpo dissimulava, per tutti, il suo reale stato d'animo.

Sembrava assorta a spuntare una lista di persone da contattare, era arrivata a tre quarti senza ottenere nulla, come del resto era accaduto il giorno prima e anche l'altro, da ormai più di un mese. In realtà Ryan aveva appena interrotto una delle proiezioni mentali con cui si torturava spesso, lo scenario terribile in cui Castle era vivo, segregato chissà dove, in balia di gente senza scrupoli

"Dimmi Ryan"

l'irlandese appoggiò un piccolo disco rettangolare sulla sua scrivania

"questi sono i dati che sono riusciti a tirare fuori dai computer di Castle, hanno estratto anche i file cancellati, per l'FBI non c'è nulla, ma magari per te qualcosa può avere qualche significato che a loro è sfuggito

"Grazie" tentò di restituirgli il sorriso con cui lui aveva lasciato quel piccolo oggetto, ma non era sicura di esserci riuscita

Ryan si allontanò incerto, era sempre così, da settimane, la lasciavano in pace e si chiedevano se invece, non avesse avuto bisogno di un qualche conforto che non avrebbe mai chiesto.

Da quando era spuntato quel video che aveva ribaltato la percezione di quello che poteva essere accaduto a Castle, l'avevano vista in pezzi, non sapevano come aiutarla, il dubbio lacerava tutti, compresa lei, ed era sempre peggio

Kate sospirò posando una mano sull'hard disk, avevano rivoltato il loft in cerca di indizi, scavato nella vita privata di Castle andando a ritroso, ed ogni volta lei si sentiva inopportuna, invadente, anche se stava per sposarlo non era quello il modo in cui avrebbe voluto conoscere di più suo marito, ed ora c'era quel disco con i suoi file.

Rick scriveva per vivere, e probabilmente lo faceva anche per diletto, o per appuntarsi idee, temeva di fare incontri che non avrebbe voluto, sempre rosa dal dubbio instillato dagli uomini dell'FBI e da quel video in cui lui, dopo la scomparsa, metteva dei soldi in un cassonetto, gli stessi soldi che sarebbero dovuto servire al loro viaggio di nozze "e se si fosse allontanato volontariamente?" "quanto conosce veramente Richard Castle, detective?"

Ogni volta che ci pensava era come se vivesse una scissione, Beckett poliziotta pronta a dubitare a trarre conclusioni direttamente da quegli indizi, e Kate la donna, innamorata alla follia del suo uomo, convinta che doveva esserci una spiegazione plausibile a tutto quella storia.

Lo prese, lo mise nella borsa, e tornò a casa.

Per ore non ebbe il coraggio di tirarlo fuori da lì, aveva rimandato, si era anche stesa a letto nel tentativo vano, come sempre, di dormire.

Poteva esserci qualcosa che forse, avrebbe aiutato a capire, non poteva non tentare anche quella strada.

Si alzò al buio, arrivò alla borsa, lo cercò a tastoni, si sedette al tavolino su cui era poggiato il suo notebook, accese, e iniziò l'esplorazione.

Passò tutta la notte ad aprire uno ad uno tutti i file, non voleva lasciare nulla di intentato, c'erano foto di viaggi, molte li ritraevano insieme, altre erano più vecchie, quasi tutte con Alexis o Martha, qualcuna degli Hamptons, poi bozze di copertine, una serie infinita di appunti per i romanzi, ma nulla che potesse aiutarla a capire cosa fosse accaduto.

Erano rimasti i file recuperati dalla cancellazione, per lo più scampoli di testi, file temporanei, poi l'occhio le cadde sul titolo di un file di word che era stato cestinato e poi cancellato anche dal cestino, ma spesso rimane traccia anche di file che pensiamo d'aver eliminato, e i software della scientifica erano in grado di recuperare fino all'80% di file simili. Lesse il titolo 'per starti vicino' sembrava qualcosa che aveva a che fare con la poesia, non sapeva che Rick ne scrivesse, aprì incuriosita ma dopo aver letto alcune righe, dovette fermarsi, era rimasta senza aria

oggi è un mese

ho trascorso ogni singolo giorno ad aspettare che mi chiamassi, a chiedermi come stessi, ad augurarmi che qualcuno si prendesse cura di te, ad odiare il fatto di non poter essere io quel qualcuno, sì è così, ho invidiato Josh e sperato che sapesse come fare a sollevare il tuo spirito.

Da oggi non aspetto più che il telefono squilli, ho capito

guardò la data di creazione del file 18 giugno 2011, e capì, un mese esatto dal giorno in cui le avevano sparato, lui aveva tentato di farle scudo, le aveva detto d'amarla mentre la teneva esanime tra le braccia, e lei, sopravvissuta, forse solo grazie a quelle parole, gli aveva mentito, detto che non ricordava, liquidato con "ti chiamo io, ok?"

25 giugno

Non sai le volte che ho messo la mano sulla maniglia della porta di casa, con le chiavi in mano, determinato a raggiungerti, ad importi la mia presenza, sono sempre tornato indietro, per la prima volta da quando ti conosco ti sto dando ascolto, seguo il tuo desiderio, che è chiaro, non mi vuoi tra i piedi. Spero ancora che non sia per sempre, mi manca la tua rughetta imbronciata, i tuoi occhi alzati al cielo quando fai finta di perdere la pazienza con me, perché facevi finta, vero? Ora torno a scrivere la fine del romanzo, è difficile sai, scrivere la fine, sempre, ma stavolta di più.

1 luglio

Oggi fa caldo qui, immagino che da te, in montagna ci sia almeno aria fresca, spero che tu abbia messo il naso fuori dalla baita di tuo padre, conoscendoti starai rintanata, invece il sole ti farebbe bene, anche all'anima.

Sì lo so, più su ho scritto che non avrei aspettato più la tua chiamata, ma lasciando queste parole sul notebook mi illudo di parlare con te, anche se so che non leggerai mai queste frasi sconnesse

Se non lo faccio impazzisco, è una fortuna che tu non ricordi nulla di quel giorno, perché io lo rivivo tutte le notti, eri così fragile tra le mie braccia, avevo paura di spezzarti. Lo sai, quando ti ho detto che ti amavo, prima che tu chiudessi gli occhi, ti è scesa una lacrima, ero convinto m'avessi sentito. Il suono fisso del monitor cardiaco mi tormenta, ancora oggi, ti ho vista morire, sono morto anche io dentro quell'ambulanza, ho pensato e penso ancora che sia tutta colpa mia.

Forse è anche per questo che non vuoi più avere a che fare con me, ti capisco e forse Josh ha fatto bene a sbattermi al muro quella sera.

Non riusciva a staccare più gli occhi da quello schermo, anche se ormai le lettere si deformavano, coperte dal velo di lacrime che aveva iniziato a riempirle gli occhi dopo il primo capoverso. Ne avevano parlato, quando finalmente tutto aveva trovato un posto, si erano chiariti dopo quel momento tremendo in cui lui sembrava impazzito, aveva seguito quel pazzo detective che l'aveva quasi fatto ammazzare, e la hostess... ma ora ricordava, che era lei ad aver parlato, spiegato le sue scelte, le sue debolezze, lui non le aveva mai raccontato quello che aveva passato in quei mesi, l'aveva lasciato in sottofondo, un giorno le aveva detto che non era importante, che si era immerso nella scrittura per non pensare.

Dopo che lei si era dichiarata e aperta con lui, doveva aver pensato che rinvangare quei momenti sarebbe stato solo un modo per riaprire vecchie ferite. Aveva sempre immaginato che anche per lui non fosse stato facile, ma un conto è pensarlo in astratto, un conto era leggere quelle frasi e sentire quasi la sua voce dentro la testa.

Si ritrovò seduta a terra, con le ginocchia raccolte al petto, a piangere come non aveva ancora fatto da quando Rick era scomparso, singhiozzava, le mancava l'aria, temette di svenire.

Rimase lì a terra, al buio, la stanza illuminata solo dalla luce azzurrognola del monitor che impietoso continuava a mostrarle le parole, le frasi di Rick.

Decise di leggere tutto, fino alla fine, non sapeva neanche lei se per una forma di masochismo, o perché in fondo era come se le stesse parlando in quel preciso momento, anche se era il Rick di qualche anno prima, ferito e addolorato, come era lei in quel momento

Si alzò tirando su con il naso, si rimise a sedere, prese il mouse con le mani tremanti e mosse leggermente la rotellina per fare in modo che il testo scorresse

12 luglio

È arrivato il tuo nuovo capitano, mi ha cacciato dal distretto. Sono arrabbiato perché avevamo delle piste da seguire, voglio trovare chi ti ha sparato, perché desidero che tu ti senta al sicuro e non un bersaglio, è il minimo che possa fare. Ora sarà tutto più difficile, se non impossibile.

Più passa il tempo e più è dura immaginare cosa stai facendo, mi sembra di non avere neanche il diritto di pensarti, ormai le ferite saranno guarite e ti starai dannando l'anima per tornare in forma, tu sei tosta ce la farai, anche prima del tempo forse.

Sai quel detto 'lontano dagli occhi, lontano dal cuore' beh ho scoperto che è un'enorme stronzata, citerò per danni l'ideatore di quella frase insulsa. Sarebbe più consono 'lontano dagli occhi ti strappa via il cuore', sì lo so, sto diventando melodrammatico, dovrò cestinare tutta questa roba, prima o poi lo farò, magari domani o quando tornerai a New York e ti saprò al sicuro, coi tuoi amici e colleghi.

31 luglio

Ho finito il libro, magari sarà anche l'ultimo di Nikky Heat, che senso avrebbe continuare senza la mia musa?

Sì lo so, ho materiale per altri dieci libri più o meno, ma non scriverei più ispirandomi a te se tu non volessi.

Oddio Kate, uh qui ti posso chiamare per nome senza rischiare una pallottola, figo, non c'avevo pensato! Insomma Kate, dio solo sa quali battaglie starai combattendo, e so che preferisci affrontarle da sola certe situazioni, ma sono passati due mesi e mezzo quasi, se hai scelto di non chiamarmi devi aver preso decisioni drastiche nei miei confronti.

Sono arrabbiato, frustrato, eppure non posso fare a meno di pensare a cosa starai facendo adesso, se ridi, o piangi, sei hai freddo o invece caldo, perché non riesco a levarmi di dosso il desiderio di ridere con te, o asciugarti quella lacrima, di metterti una coperta sulle spalle o bagnarti col tubo del giardino.

Mi manchi Kate

12 settembre

Ieri ho iniziato il giro delle librerie per la promozione del libro, so che sei tornata a New York, vuol dire che stai meglio, sono felice per te.

Spero che non ti scontrerai subito col nuovo capitano, è tosta, esattamente come te, farete scintille ma dalle una possibilità.

Chissà magari ci incontreremo per le strade di questa grande città. Fa male, ma almeno so che ci sei, che respiri la mia stessa aria, che puoi ancora ridere, correre, acciuffare criminali, ci sei, da qualche parte, ma ci sei. Cerco di non rispondere al quesito di cosa avrei fatto se tu fossi morta quel giorno, perché temo la risposta.

Credo che questa cosa finisca qui, oggi, domani rileggerò tutto, mi vergognerò dei miei stessi sfoghi e cestinerò il file, regalandogli il giusto oblio

Qui posso scriverlo un'ultima volta Ti amo Kate Beckett!

Chiuse il notebook, si trascinò stancamente fino in camera da letto, si lasciò cadere sulle lenzuola già sfatte dal primo tentativo. Aveva ancora gli occhi che le bruciavano per le troppe lacrime, li strizzò, ne uscirono ancora, deboli.

Stavolta scivolò nel sonno quasi subito, come non le era mai capitato, c'era riuscito di nuovo, era stato lì per lei, e lei adesso era sicura, non aveva più dubbi, lo avrebbe ritrovato, avrebbe fatto di tutto per riportarlo indietro.

"ti amo anche io Rick, ovunque tu sia, resisti"

fine