AFTER THE STORM
Era sveglia già da qualche minuto, non aveva aperto gli occhi, aveva lasciato che la luce raggiungesse le sue palpebre ancora chiuse, era una luce splendida. Si era immaginata una di quelle mattine in cui l'aria è così tersa che sembra di vivere dentro a un quadro iperrealista, come accade spesso dopo una bufera di pioggia e vento come quella che aveva imperversato per tutta la notte.
Una bufera c'era stata anche dentro di lei, ce ne erano state altre in passato, così devastanti da non lasciarle fiato, stavolta era stato diverso, non si era lasciata sbattere contro gli scogli appuntiti delle sue paure, aveva trovato un ancóra e ci si era aggrappata con tutte le sue forze. Le catene dell'altalena, bagnate e fredde, avrebbero dovuto essere scivolose e sfuggenti, ma lei non aveva lasciato la presa, e mentre la pioggia le entrava fin nelle ossa, la sua mente l'aveva riportata a molti mesi prima, in quello stesso luogo, insieme all'unico vero punto fermo della sua vita. Aveva sentito gli occhi blu di Castle su di lei, come se fosse stato lì, lei avrebbe voluto che fosse lì, desiderava averlo nella sua vita, completamente, e invece lo aveva allontanato, era quasi morta e l'unico pensiero era stato per lui.
Ed ora quella luce cristallina la sentiva dentro di sé, sapeva dov'era e con chi era, ed era l'unico posto dove sarebbe voluta essere.
Rimase con gli occhi chiusi, giocando oziosamente con il resto dei suoi sensi che sembravano non aver ancora dimenticato la notte appena trascorsa tra quelle lenzuola. Sentiva il cotone accarezzarle dolcemente le gambe, assaporò l'odore della pelle di Rick che dormiva profondamente accanto a lei, sentiva il respiro ritmato, ricordò quando era stato molto più concitato, solo qualche ora prima. Il solo pensiero del modo in cui l'aveva toccata come se conoscesse ogni suo angolo nascosto, le scatenava fremiti quasi incontrollabili.
Quando si era presentata alla sua porta sapeva solo che era l'unica cosa giusta da fare, non aveva fatto calcoli, non aveva idea di come avrebbe reagito e forse, fino a quando non se lo era trovato davanti, neanche sapeva cosa gli avrebbe detto esattamente.
Ricordava i tuoni, i lampi, il cuore che batteva all'impazzata, la sua espressione incredula e poi il bacio, le mani nervose e ansiose di scoprirsi, aveva percepito il turbamento di Rick, forse la paura iniziale di assecondare un desiderio che si portava dentro da mesi e che nonostante tutto, non le avrebbe mai imposto, e così era stata lei, lo aveva preso per mano, si era scoperta del tutto, per la prima volta non aveva nascosto più nulla di sé.
Era stato tutto così improvviso, inaspettato e dirompente più della tempesta dei fulmini che aveva corso con loro, giocando con le scariche elettriche che i loro corpi sembravano produrre quando entravano in contatto, c'erano stati tuoni isolati a cui erano seguite scariche che sembravano non finire mai, come se da una ne nascesse un'altra e un'altra ancora, fino a quando i lampi iniziarono a distanziarsi, seguendo, le sembrò, i battiti dei loro cuori accelerati.
Si girò su un fianco, la luce inondava la stanza ma lui sembrava non curarsene, dormiva offrendole la vista di un lato del suo viso, disteso, sereno, a tratti le sembrò anche che sorridesse nel sonno. Si sentì così libera, e per la prima volta, dopo tanto tempo, felice di avere un sorriso di cui prendersi cura, così come lui stava già facendo da così tanto tempo per lei.
Scivolò da sotto le lenzuola, trovò la sua enorme camicia bianca impregnata di quel buon profumo di sandalo che lui amava mettersi senza mai esagerare. Cercò la cucina, le sembrò di stare vivendo un sogno, passare repentinamente dalla disperazione più cupa, ad una felicità che sa di completezza dava i capogiri, per questo puntò sulla concretezza di due fumanti tazze di caffè, salvo poi rendersi conto che neanche quello, per loro era un gesto scevro di qualche significato, al contrario, era stato molto, per tanto tempo, a volte era stato tutto, quella mattina sarebbe stato solo l'inizio.
Lo trovò sveglio, arrossì quando vide il suo volto chiuso in uno sguardo confuso, aprirsi al solo vederla apparire, nessuno le aveva mai mostrato tanto amore solo con uno sguardo, era bellissimo e spaventoso allo stesso tempo, si chiese se fosse mai stata in grado di regalargli le stesse sensazioni, lo stesso amore.
E nonostante lui, per prima cosa, avesse cercato le parole adatte per rassicurarla sulla notte appena trascorsa, le venne spontaneo chiedere di più, e non per insicurezza, ebbe l'impulso di sapere se l'avesse fatto felice, lo guardava mentre le scansava giocoso la camicia dalla spalla, e si perdeva in quel sorriso largo e accogliente, come la quiete dopo la tempesta, anzi, molto, molto di più.
fine
