Cold

Era appena uscita da una riunione ristretta di 'Vitale importanza', così l'avevano definita, cellulari spenti, nessun contatto col mondo esterno per almeno tre ore. Detestava quel tipo di riunioni, non era ansiosa né paranoica, ma con tre bambini piccoli c'era sempre, sempre, qualcosa che avrebbe potuto non andare come programmato.

E come volevasi dimostrare, non appena ebbe riacceso il telefono arrivarono una serie di messaggi, l'aveva cercata la scuola di Jack e Reese, poi Rick, che le aveva anche lasciato un messaggio perché non si preoccupasse

Jack ha la febbre, mi hanno chiamato da scuola, vado io, li prendo entrambi. Ti amo

Sospirò mentre componeva il numero del marito, a quest'ora doveva essere già a casa coi gemelli, avrebbe pensato lei a prendere Lily che faceva il pomeriggio

"ehi, sono io, sc..."

"non provare a scusarti, c'ero io, mi hanno salvato da dover inventare l'ennesima scusa per non scrivere..."

"come sta?"

"vorrai dire come stanno? Entrambi con tosse, raffreddore e febbre, lo sai che fanno le cose in coppia altrimenti non sono contenti..."

"oh, ma stamattina erano... sembravano sanissimi"

"infatti, avranno i bacilli ad orologeria..."

"oddio, il nostro week-end!"

Avevano programmato una piccola, innocente, fuga al mare di appena ventiquattro ore, avrebbero lasciato i bambini a Martha e Jim, che erano sempre felicissimi di stare coi nipoti

"ehi, siamo ad inizio settimana, magari staranno meglio e potremmo partire ugualmente"

"io... non lo so, lo sai com'è Reese quando sta poco bene... "

"sì, se non c'è la mamma si sente perso... come il padre del resto..."

"sei un'idiota... tenero, ma idiota. Vado a prendere Lily e sono da voi"

"uhm, ok così mi spiegherai perché i bambini di tre anni saltano sui letti anche con quasi 39° di febbre"

"sei invidioso, vero? tu con 37 sei un cadavere..."

"ah, ah, ah simpatica, davvero, solo perché non ti ammali praticamente mai... fermo Jack no!"

"ok vedo che sei impegnato... a dopo"

Arrivò a casa due ore dopo, insieme a Lily, si erano concesse di passare dal parco, per stare qualche minuto solo loro due, madre e figlia, erano così rari i momenti in cui riuscivano a stare 'tra donne' come amava dire Lily dopo averlo sentito ripetere da una sua eroina dei cartoni animati.

Nessuno venne loro incontro, s'immaginò Castle distrutto per aver sostenuto impari lotte coi gemelli, che già da sani davano il loro da fare, ma da malati erano il corrispettivo di una bomba atomica in salotto, detestavano ogni tipo di sciroppo da ingurgitare e soprattutto, odiavano fare l'aerosol, quell'aggeggio rumoroso tanto amato dai pediatri, ma che per gli occhi di un bambino iperattivo era l'equivalente di una condanna all'ergastolo. Fermo per dieci minuti si seguito nella stessa posizione a respirare una medicina vaporizzata, impossibile.

"mamma, lo senti questo rumore?" fu Lily ad accorgersi del ronzio che proveniva dalle stanze al piano superiore, si sentiva solo quello, nessuna risata, o pianto o giocattolo sbattuto a terra, era strano e inquietante.

Salirono entrambe le scale seguendo il rumore, la prima a capire di cosa si trattasse fu Lily che era andata in cerca del papà, Kate la vide arrestarsi sulla soglia della cameretta dei fratelli, rimanere un po' incerta e poi scoppiare in una fragorosa risata. Kate la raggiunse e non credette ai suoi occhi, si trovò davanti a tre astronauti, tutti rigorosamente con il casco calato sulla testa intenti a pilotare una fantomatica navicella semi-invisibile di cui di notavano solo alcuni comandi fatti con scatole e mestoli trafugati dalla cucina

"oh, capitano Beckett, benvenuta, siamo in missione..." Rick la salutò senza muoversi dalla sua 'postazione' centrale dalla quale teneva sotto controllo i due altri mini astronauti "come vede l'astronauta J e l'astronauta R sono alle prese con una falla nello scafo, manca ossigeno, e così hanno dovuto mettere le mascherine..." le fece l'occhiolino, aveva trovato un modo, tutto suo, per riuscire a far respirare ad entrambi l'aerosol!

I due bambini salutarono madre e sorella, felici di farsi trovare immersi in quell'avventura.

La serata scivolò via tra brodini caldi che nessuno voleva, antipiretici e il primo starnuto di Lily. Kate e Rick si guardarono sconsolati, sapevano benissimo che sarebbe stata questione di ore e si sarebbero ritrovati con tutti e tre i figli ammalati.

Quello che non avevano calcolato, nessuno dei due, è che i bacilli non controllano né l'età, né, tantomeno l'agenda di chi decidono di attaccare, e così, ventiquattro ore dopo, i kleenex erano diventati merce rara, dato che ne stava facendo uso la famiglia al completo.

Non c'è niente di peggio che sentirsi tramortiti da un raffreddore micidiale e non potersi rintanare nel proprio letto al calduccio, dimenticandosi del resto del mondo, perché una microscopica parte di quel resto sono i tuoi figli altrettanto raffreddati con annesso coniuge nella stessa tremenda situazione

Addio tanto agognato fine settimana negli Hamptons a giocare a fare gli sposini, e benvenuto lazzaretto casalingo. Tutti sul divano, più o meno...

"non respiro"

"neanche io tesoro"

"mi cola il naso"

"ho i brividi"

"non riesco a dormire"

"vieni qui ecco mettiamoci così con la coperta"

"ho portato un po' di miele"

"blea"

"vi fa bene, e... e... etcì"

"mi sa che serve a te papà"

"però si sta comodi appoggiati sulla pancia di mamma..."

"mi passi un klennex amore"

"tieni tesoro"

fine

ispirata dal disegno di Pascal Campion Art instagram p/8y7rPwCL8d/