La vendetta di Jack - parte terza -
Quel tardo pomeriggio l'avvocato Jack Raydor ha incontrato il capitano Raydor per un interrogatorio per conto del Procuratore Distrettuale. Lui aveva accettato ben volentieri di andare ai Crimini Maggiori per l'interrogatorio e quando si trovò ai piani bassi, per salire ai Crimini Maggiori e vide il tenente Flynn con Provenza, rimase a guardare cosa stessero facendo.
Flynn disse a Provenza che sarebbe andato a lavarsi le mani e Provenza lo avrebbe aspettato alla reception, mentre faceva delle telefonate. Jack vide Flynn entrare in bagno e lo seguì. Entrò e lo vide mentre si lavava le mani, in bagno non c'era nessuno. Flynn era concentrato a lavarsi e Jack camminò andandogli addosso, per provocarlo.
"Ehi ma che modi!" Disse Flynn alzando lo sguardo "Jack, che ci fai qui ?!" Disse sorpreso.
"Sono un avvocato, tenente Flynn, il mio cliente necessita del mio aiuto per difendersi da voialtri difensori della legge." Rispose lui con sarcasmo.
"Sì certo. Comunque sta attento, mi sei venuto addosso!" Disse Flynn scocciato.
"Allora, stai parlando con il tuo capitano, da quanto ho capito." Disse Jack con sarcasmo, voleva provocare Flynn.
"Non sono affari tuoi."
Jack si mise a lavarsi le mani nel lavandino accanto a quello di Flynn e continuò: "Sai che ti lascerà, vero? Adesso fa tanto la gatta calda, ma presto si stuferà di te e ti lascerà, diventando la regina ghiaccio."
"Smettila Jack, non sono affari che ti interessano." Disse Andy, cominciando ad arrabbiarsi.
"Oppure stai per il culo? Sei famoso per le tue cazzate Flynn! Scopandoti il tuo capo, rimedia ai tuoi errori ... ahahahaha ..." Disse Jack ridendo.
"Attento a quello che dici, Jack." Disse Andy a denti serrati.
"Tanto lo so che quella puttana della mia ex ti lascerà, allora tornerai a bere, perché sei un povero fallito!" Disse Jack ghignando.
"Devo andare, prima di prenderti a pugni." Disse Flynn a denti serrati e furioso per quello che aveva appena sentito.
"Ti tiene proprio al guinzaglio ?!" Disse ridendo Jack e spingendo Flynn che gli aveva dato le spalle, perché se ne stava andando.
"Va al diavolo Jack! Non ti metto le mani al collo perché ... argghhh ..." Disse Flynn e furioso uscì dal bagno, dove fuori aspettava Provenza che gli chiese il perché del suo furore. Si allontanarono e Flynn raccontò a Provenza dell'incontro con Jack. Salirono alla Crimini Maggiori e Provenza propongono un Flynn di prendere un decaffeinato per calmarsi e lo accompagnò in sala ristoro. Jack uscì dal bagno e incontrò il sergente Wilson, a cui aveva offerto 100 dollari se annunciati dal tenente Flynn, della Crimini Maggiori, gli aveva strappato la camicia. Poi salì sorridente alla Crimini Maggiori, entrò e andò direttamente nell'ufficio del capitano Raydor, che aveva la porta leggermente accostata.
Jack sfoderò il suo miglior sorriso e faccia da poker, entrò e disse: "Ciao Sharon! Scusa Sharon, posso disturbarti un momento?" Lei alzò la testa e lo guardò, sorpresa di vederlo così presto.
"Ciao Jack, manca ancora un po' all'interrogatorio del tuo cliente, sei in anticipo e noi … cosa è successo alla tua camicia?"
Jack arrossì come un ragazzino e imbarazzato balbettò: "Ecco, vedi … sì la camicia si è strappata e non volevo far brutta figura, sai è il mio primo interrogatorio dopo molto tempo, quindi ti volevo chiedere se potessimo spostare l'interrogatorio a domani. C'è stato un piccolo incidente, non ti devi arrabbiare."
"Perché hai la camicia strappata e perché dovrei arrabbiarmi?" Chiese lei incuriosita.
"Lascia perdere Sharon, sono cose che capitano, gli animi si scaldano e se sei un maschio alfa, capisci che …"
"Veramente non ho capito, Jack, mi puoi spiegare cosa è successo alla tua camicia?" Chiese lei in tono risoluto.
"Ma niente, credimi. Non voglio sembrare quello che va a piangere dalla mammina …"
"Allora Jack, vuoi spiegarmi cosa è successo?" Disse lei scocciata.
"Ok, ok. Però mi prometti che non ti arrabbierai, che starai calma?" Disse Jack sfoderando il suo sguardo più innocente che potesse fare.
"Jack!"
"Va bene. Ero in bagno e mi stavo lavando le mani, quando è entrato il tenente Flynn e ha cominciato a stuzzicarmi. Cose che dicono i maschi, sai, quelle sbruffonate, niente di che. Io gli ho detto di lasciarmi in pace e lui si è innervosito e mi ha messo le mani addosso e mi ha strappato la camicia. Non ho voluto reagire e sono uscito."
"Ma non è possibile …" Disse lei sbalordita.
"Chiedi al sergente Wilson del terzo piano, lui era presente e ha visto e sentito tutto. Se non mi credi. Comunque possiamo andare avanti, non è stato nulla di che, non denuncerò il tenente Flynn per aggressione, però vorrei cambiarmi, non mi va di fare un interrogatorio con la camicia strappata, non è segno di professionalità." Disse Jack con tutta calma.
"Jack andrò a fondo a questa situazione. Certo che rimandiamo l'interrogatorio a domani, ci sentiamo più tardi per definire i dettagli." Disse lei imbarazzata.
"Non sei arrabbiata, vero? Incidente chiuso, ti chiamo dopo." Disse lui sorridendo.
"Ok, Jack." Rispose lei imbarazzata.
"Ah Sharon, grazie." Disse Jack avviandosi verso l'uscita dell'ufficio e sorridendo soddisfatto. Lei lo guardò andare via, prese il telefono e chiamò immediatamente il sergente Wilson, che confermò quanto detto da Jack. Lei era scioccata e arrabbiata, non poteva credere che Andy si fosse comportato in quel modo, anche se ultimamente si era dimostrato geloso nei confronti di Jack. Intanto Provenza e Flynn erano appena rientrati dalla sala ristoro, Andy si era calmato e si era seduto alla sua scrivania per riprendere il lavoro.
"Tenente Flynn nel mio ufficio, ora!" Disse lei affacciandosi alla porta, con sguardo severo.
Flynn guardò Provenza confuso, il suo amico fece spallucce, ignorando il motivo del tono così severo del capitano, però immaginava che ci sarebbero stati solo dei guai.
"Arrivo capitano …" Disse Flynn sentendo che stava per scoppiare una bufera. Entrò nell'ufficio del capitano e chiuse la porta.
"Tenente Flynn mi può spiegare cosa è successo nel bagno degli uomini, diciamo una mezz'oretta fa?" Chiese lei con finta calma.
"Sharon guarda che …"
"Capitano Raydor! Capitano Raydor, tenente Flynn! Aspetto una spiegazione, ora!" Lei alzò la voce, si stava arrabbiando.
"Bene, capitano Raydor. Comunque non è successo niente: Ho incontrato l'avvocato Raydor che mi ha provocato, non ho risposto alla sua provocazione e sono uscito. Tutto qui."
"Sicuro che sia tutto qui?!" Chiese lei arrabbiandosi ancora di più.
"Certo capitano!"
"Tenente Flynn questo è il momento per dire come stanno veramente le cose!"
"Cosa vuole sapere capitano, perché mi sta interrogando come se fossi un criminale? Cosa sta succedendo?" Chiese Flynn scocciato e alzando la voce anche lui, non gli andava proprio di essere trattato come un criminale, soprattutto perché non aveva fatto nulla di male.
"L'avvocato Raydor è venuto da me con la camicia strappata, mi ha detto che lei lo ha provocato, tenente, strattonato e strappato la camicia. Cosa mi dice in merito a queste accuse?" Chiese lei furiosa e puntandogli un dito contro.
"Io … non ho fatto nulla di tutto questo! Jack Sta mentendo! E tu gli credi, Sharon?!" Disse Flynn sbalordito.
"Un testimone, il sergente Wilson, conferma quanto detto dall'avvocato Raydor. Jack mi ha detto che non sporgerà denuncia." Silenzio. "Quindi l'incidente si chiude qui." Disse lei con voce calma.
"Aspetti capitano, lei non vorrà credere che io…"
"Tenente, chiudiamo questo discorso e non parliamone più." Disse lei con tono risoluto.
"No, capitano! Non è andato in questo modo! Lui mi ha provocato e in più ti ha dato della …" Gridò Andy furioso.
"Tenente basta! Silenzio! Non voglio più sentire altro!" Lei alzò ancora di più la voce.
"Invece dovrebbe capitano, dovrebbe voler sentire anche le mie ragioni! Maledizione!" Gridò Flynn alzando la voce.
"Tenente Flynn vada fuori. E' meglio che lei torni alla sua scrivania. Comunque è fuori dall'indagine, non voglio che altri stupidi incidenti rallentino le indagini e il nostro lavoro!"
"Bene! Adesso posso andare capitano!?" Disse Flynn uscendo, senza aspettare la risposta di lei e sbattendo la porta. La loro discussione non era passata inosservata, in quanto i toni si erano alzati parecchio. Flynn andò in sala ristoro per cercare di calmarsi, era veramente furioso.
Lei uscì dal suo ufficio e disse alla squadra: "L'interrogatorio con il Sig. Marven è rimandato. Potete pure andare a casa, grazie a tutti. Tenente Provenza può venire nel mio ufficio? Grazie." Detto questo rientrò e si sedette alla scrivania. La squadra si guardò perplessa per il litigio furioso tra il capitano e il tenente Flynn e alla spicciolata andarono tutti a casa.
Provenza entrò nell'ufficio del capitano, incuriosito sul motivo della disputa. Lei aggiornò Provenza sullo spostamento dell'interrogatorio e quindi di tutti gli altri riscontri, il tutto era rimandato al giorno dopo. Lui cercò di capire perché lei avesse litigato con Flynn, ma il capitano era molto arrabbiata, prese le sue cose e andò a casa. Provenza era perplesso, andò in sala ristoro per cercare Flynn, ma anche lui era già andato via. Lo chiamò al cellulare, ma Flynn non rispondeva.
Ora si stava veramente preoccupando, prese la macchina e andò a cercare Flynn alla chiesa dove c'erano i suoi incontri e lo trovò fuori, seduto su una panchina. Aveva uno sguardo perso, sconvolto, sembrava fuori di senno. Si avvicinò a lui, Flynn non lo riconobbe, era perso nei suoi pensieri, Provenza lo scosse e lo risvegliò come da un incubo.
"Andy, cosa stai facendo? Perché non rispondi al telefono?"
"Lei non mi crede, Provenza, lei crede a quel bastardo di Jack. Le farà del male, lo sento. Lei non vuole che io la possa difendere, la sto perdendo."
"Non dire stupidaggini Flynn, il capitano è persa di te, vedrai che le passerà." Disse Provenza cercando di consolare il suo amico, era distrutto e Provenza temeva che riprendesse a bere. Si sedette accanto a lui e disse: "Raccontami cosa ti ha detto e vedrai che usciremo da questa rogna."
Flynn cominciò a raccontare la discussione che aveva avuto con Sharon e raccontò anche del sergente Wilson che aveva riferito in merito all'incidente avvenuto con Jack.
Ma Flynn sosteneva che non c'era nessun bagno e che non aveva toccato Jack, proprio per non osare dispiacere uno Sharon. Provenza ascoltò attentamente e capì che qualcosa era sfuggito e dovevano agire per sistemare le cose.
Continua ...
