La vendetta di Jack – parte quarta -
"Ti accompagno a casa."
"Non ce ne è bisogno, Provenza. Vado a casa mia, tanto lei non mi vuole parlare."
"E' solo arrabbiata, le passerà. Hai provato a chiamarla?"
"Non risponde alle chiamate e ai messaggi."
"Prova di nuovo."
"Ok." Andy prese il cellulare e chiamò Sharon. Questa volta lei rispose, scusandosi per non aver risposto alle sue chiamate e ai suoi messaggi. "Sharon posso venire a casa tua, noi dobbiamo parlare." Silenzio. "Ho bisogno di parlarti, ti prego." Silenzio. "Ok, grazie arrivo tra 10 minuti."
Chiuse la chiamata e disse sorridendo: "Provenza vado da lei!"
"Va bene. Non dire cosa stupide Flynn!"
"Ciao Provenza ci vediamo domani in ufficio." Flynn era già andato via e non aveva sentito la raccomandazione di Provenza, che lo guardò andare via felice come un bambino. Sperò che le cose si potessero risolvere tra loro. Dopo che Flynn era andato via decise anche lui di andare a casa.
Flynn si presentò a casa di Sharon dopo 10 minuti, era volato ed era passato con qualche semaforo rosso. Quando lei aprì la porta, lo fece entrare, era ancora arrabbiata con lui.
"Sharon tesoro …" Mormorò lui.
"Vieni Andy." Disse lei aprendogli la porta e andando in soggiorno. Lei rimase in piedi.
"Allora di cosa dovevi parlarmi?"
"Sharon ascolta, io non ho toccato Jack, devi credermi!"
"Ascolta Andy, mi dispiace per aver discusso con te, ero molto arrabbiata e sconcertata, ma non avrei dovuto trattarti in quel modo." Disse lei con calma.
"Non importa Sharon, abbiamo discusso, come discutiamo altre volte. Non ti devi scusare, anch'io ho risposto male alle tue obiezioni. Ma tu sei arrabbiata ancora con me, vero?"
"Sì. Sono arrabbiata per l'incidente della camicia di Jack, anche se tu dici che è andata in maniera diversa, perché Jack …"
"Dimostrerò la mia innocenza!"
"Senti Andy, l'incidente con Jack è chiuso, non ne voglio più parlare, lui non sporgerà denuncia, quindi andiamo avanti." Silenzio. "Però non è solo questo. Andy, non riesco proprio a capirti. Jack vuole fare ammenda con i suoi figli, perché non gli vuoi dare questa possibilità? Vuole scusarsi con la sua famiglia, perché non vuoi che riallacci i contatti con i suoi figli? Si è scusato anche con me."
"Perché io non credo a una sola parola di quello che dice Jack, conosco il tipo. Sta facendo leva sul tuo legame con i tuoi figli, sul il tuo senso di colpa per come lui si è comportato con loro."
"Smettila Andy, parli così perché sei geloso!"
"Sì è vero, sono geloso!" Lui si avvicinò a lei, erano l'uno vicino all'altro. "Perché diciamo la verità Sharon: tu ti senti in colpa perché lui se ne è andato, ma chi si deve sentire in colpa è lui. I tuoi figli li hai cresciuti da sola, perché lui ti ha abbandonato! Se ne è andato e a lasciato tutto e …"
"Basta! Taci!" Gridò lei.
"Sai benissimo che lui vi ha abbandonato!" Lei lo schiaffeggiò. Silenzio. "Taci, ti prego." Sussurrò con le lacrime agli occhi, non voleva crollare proprio ora, non davanti a lui.
"Mi dispiace Sharon, però questo è quello che penso." Disse lui sottovoce. "Non voglio perderti, perché andrei fino all'inferno per te, darei la mia vita. Però se tu mi escludi, io non potrò fare nulla, sento che Jack ci allontanerà. Tu mi stai allontanando da te, invece io voglio solo metterti in guardia da quell'uomo, sta bleffando Sharon, ricordati che Jack è un ottimo giocatore d'azzardo …"
"Sei solo geloso, tenente."
"Sono geloso di te, ok, allora? Ci tengo a te e non voglio perderti. Perché continui a vedere Jack, provi per lui ancora qualcosa?!"
"Sei impazzito?"
"Allora perché gli permetti di confonderti, di lasciarlo entrare nella tua vita?"
"Andy lo sto facendo per i miei figli! Non lo capisci?!" Silenzio. "No, non lo vuoi capire."
"Senti Sharon, non voglio litigare con te. Sono venuto qui solo per dirti che ti amo e non voglio perderti." Silenzio. Lui capì che non poteva forzare la mano, lei era troppo agitata e confusa.
"Adesso è meglio che io vada." Si girò e uscì senza che lei potesse dire qualcosa.
"Anch'io ti amo Andy …" Una lacrima scese improvvisa dai suoi occhi, si accasciò a terra e scoppiò a piangere. Le cadde addosso tutta la tristezza e la frustrazione che aveva provato quando il suo matrimonio era fallito. Stava rivivendo tutti quei sentimenti di dolore e angoscia, era ripiombata in quell'angoscia, in quel senso di smarrimento che l'avevano consumata anni prima. Accettare che il suo matrimonio fosse finito era stata dura, rivivere ancora quell'esperienza le faceva male, molto male, perché lo considerava un suo fallimento personale, nonostante tutti i suoi sforzi, il suo matrimonio era finito e il legame di Jack con i suoi figli si era spezzato. Perché ora stava ancora soffrendo? Perché Andy non la capiva?
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Il giorno dopo Andy era in ufficio di buon'ora, quando arrivò Provenza e insieme andarono in sala ristoro. Provenza gli chiese se si erano chiariti e lui malinconicamente rispose che avevano parlato, ma non si erano chiariti, anzi, lei lo stava allontanando sempre di più a causa di Jack. Parlarono ancora un po' e rientrarono alle proprie scrivanie. Gli altri componenti della squadra arrivarono alla spicciolata e si misero tutti al lavoro sul nuovo caso a cui stavano lavorando. Dopo dieci minuti arrivò anche il capitano Raydor, stranamente aveva gli occhiali scuri ed era corsa subito in ufficio. Andy si alzò e andò a prepararle il thè, sapeva che non aveva dormito. Le portò il thè, sperando di poter parlare un poco, quando entrò da lei, vide subito che aveva gli occhi rossi e si capiva che aveva pianto e dormito poco.
"Le ho portato il suo thè, capitano." Disse Andy timidamente sulla porta.
"Grazie tenente." Disse lei con un sorriso malinconico.
Lui entrò e appoggiò la tazza sulla scrivania di lei. "Hai dormito poco, hai un'aria molto stanca."
"Grazie tenente per il thè." Disse lei abbassando lo sguardo.
"Ok, ti lascio al tuo lavoro." Stava andando via, quando lei disse: "Stasera ci vediamo Andy, per mangiare qualcosa insieme?" Silenzio. "Se ti va?" Chiese lei speranzosa.
"Certo che mi va, finito il lavoro ti aspetto." Disse lui sorridendo. Uscì e tornò sorridente alla sua scrivania, lei lo voleva ancora, non vedeva l'ora che la giornata finisse. La mattinata passò velocemente, la squadra fu chiamata per una nuova scena del crimine e andarono via tutti quanti, tranne il capitano che decise di rimanere in ufficio. Analizzarono la scena, presero le prove, catalogarono gli indizi e rientrarono in centrale. Avevano portato il cadavere di un uomo da Morales e aspettavano i risultati dell'autopsia, pranzarono velocemente e si rimisero al lavoro, quando entrò Jack e si diresse in ufficio dal capitano.
Parlarono un poco, Andy continuava a fissare la porta dell'ufficio del capitano, non capiva perché stavano parlando così tanto insieme. "Allora ci vediamo più tardi da te, Sharon?" Chiese Jack sfoderando un sorriso sornione.
"Certo Jack, ci vediamo più tardi da me."
Jack uscì dall'ufficio del capitano Raydor e andò in sala ristoro, sperava che Flynn abboccasse ancora e infatti, dopo qualche minuto, Flynn entrò in sala ristoro e affrontò direttamente Jack.
"Allora mi vuoi dire che cosa hai in mente?"
"Oh, tenente Flynn, spero non mi strappi anche questa camicia!" Disse Jack prendendolo in giro.
"Divertente! Peccato che io non ti credo Jack. Non credo alle tue parole e al tuo cammino di ammenda, so benissimo come funziona e tu stai solo prendendo in giro Sharon e i suoi figli."
"Sono anche i miei di figli e questo non ti deve interessare. La mia famiglia è un discorso che posso fare solo con mia moglie."
"Ex moglie."
"Se proprio ci tieni a specificare. Resta di fatto che lei tiene ancora a me, quindi Flynn fatti da parte."
"Lo so a che gioco stai giocando e scoprirò presto le tue carte, Jack!" In quel momento entrò Provenza, che quando vide Flynn e Jack che stavano parlando, si intromise, per non far scattare alcun litigio. "Avvocato Raydor perché non torna nel suo ufficio, l'interrogatorio avverrà più tardi."
"Sì, me ne vado, prima che questo idiota mi strappi anche questa camicia …" Disse Jack ridendo e uscendo dalla sala ristoro ripentendo ad alta voce che non voleva che Flynn gli strappasse la camicia, così che tutti potessero ascoltare. Flynn fece per andargli incontro, ma Provenza lo bloccò di peso.
"Dove pensi di andare?!"
"Lasciami andare Provenza! Quel maledetto buffone di Jack, gli spacco la faccia a quel bastardo!"
"Bada di non farti sentire dal capitano e non fare stupidaggini Flynn, sei già nei guai con lei, quindi datti una calmata!"
"Non ho fatto nulla Provenza e lei continua a credergli, non è possibile!"
"Calmati Andy, calmati. Chiariremo anche questa cosa. Adesso ti bevi un caffè e ti calmi, io intanto devo controllare una cosa. Provenza andò alla sua scrivania, prese pistola e distintivo e disse a Julio: "Adesso devo andare a controllare una cosa, torno tra poco."
Provenza salì al terzo piano e chiese del sergente Wilson, fecero una chiacchierata amichevole e poi Provenza lo portò nel bagno degli uomini, dove Wilson gli confessò che Jack Raydor gli aveva offerto 100 dollari per raccontare che Flynn lo aveva aggredito nel bagno degli uomini. Provenza non picchiò Wilson, perché avrebbe peggiorato le cose, però le mani gli prudevano parecchio. Lasciò il sergente e tornò alla Crimini Maggiori, dove si accorse che il capitano era già andato via e anche Flynn.
Continua …
