Big Moon Ever

"Potevi anche tornartene a casa Castle, non eri obbligato a rimanere"

"Uhm, no, non è vero, hai bisogno del mio occhio vigile"

"Ma se ti stavi per addormentare"

"Ok, ho avuto un momento di défaillance è solo che... non pensavo che fosse così noioso fare un appostamento, insomma nei film..."

"Appunto Castle, nei film, fantasia, come le tue storie... nella vita reale le cose sono sempre molto meno attraenti"

"Beh, non tutto" le lanciò un'occhiata volutamente maliziosa

"Che fai flirti con me? Ti ricordo che..." mise la mano al fianco ad indicare una delle sue minacce più frequenti

"Hai la pistola, lo so, e ne sono felice perché qui è tutto molto... sinistro" rabbrividì esagerando come al solito

"È solo buio Castle, non possiamo metterci in bella vista, magari con un cartello sul cofano POLIZIA - TI STIAMO SPIANDO"

"Ah ah, ma quanto siamo sarcastici questa sera"

Si sporse verso il vetro del lunotto, guardando verso il cielo scuro

"Ed ora cosa c'è? Cerchi segni di forme di vita aliena nel cielo?"

"No, è che oggi, c'era la grande luna, sai quelle storie perigeo, apogeo, insomma stanotte la luna sarà grandissima e..."

"E?"

"Ed è nuvoloso" si lamentò

"Non ti facevo così astrofilo" stava per dire 'romantico' ma qualche neurone più solerte aveva corretto in corsa quell'affermazione pericolosa

Vennero interrotti dalla radio che gracchiò una serie di informazioni sul sospetto a cui stavano dando la caccia, non era lì, potevano interrompere l'appostamento, erano liberi.

"vedi Castle, nessuna soddisfazione, siamo stati qui ore, per nulla"

"uhm, in un libro non reggerebbe, deve sempre accadere qualcosa, non necessariamente relativo al caso, ma se metti due persone insieme in un'auto, devi far succedere cose" di nuovo quello sguardo, non poteva resistere alla tentazione di stuzzicarla, perché adorava il modo in cui ribatteva ogni sua battuta

"beh, qui stanotte non accadrà null'altro che un ritorno a casa, ognuno la sua, ovvio" si morse il labbro, la mente andava dove le parole non avrebbero dovuto

"ovvio... sai però, o ho fame, ho visto un chiosco, vicino al parco che abbiamo superato per venire qui"

"ma è tardi sarà chiuso... ok un panino" cedette, che male c'era, tutti hanno il diritto ad alimentarsi e loro non mangiavano da ore in effetti

"ok, un panino!"

Il chiosco era aperto, ed era l'unica fonte di luce che irradiava verso il parco, la serata era fresca, di sedettero su una panchina poco distante con i loro cheeseburger molto farciti.

Improvvisamente una luce anodina li avvolse, disegnando i loro profili, Castle rimase col panino a mezz'aria, folgorato dalla visione di lei, familiare perché, forse aveva abitato qualche suo sogno inconfessato. Beckett non si accorse subito dell'effetto dirompente che aveva provocato nel suo compagno, perché a sua volta era stata rapita dalla luna, grande come non l'aveva mai vista, luminosa al punto da mostrare tutto il parco attorno a loro, da mostrare LORO. Provò una sensazione singolare, quando i suoi occhi si posarono nuovamente su di lui, una sorta di rivelazione, la rappresentazione letterale del detto 'ti vedo sotto una nuova luce'

Durò tutto meno di un secondo, il tempo di un respiro un po' più lungo del solito, si videro correre felici, ridendo, un bosco, un lago una roccia alta e invitante da cui tuffarsi per poi ritrovarsi in acqua, toccarsi baciarsi, al chiaro di una luna impossibile

Impossibile

Una nuvola offuscò leggermente quel bagliore magico

"Ehi a cosa pensavi? Avevi uno sguardo sognante..."

"Eh, no, nulla... ma potrei chiederti la stessa cosa Castle, sembrava avesti visto..."

"... un angelo" pensò

"La luna – rispose - hai visto che meraviglia? Non mi dai mai retta"

Le diede una gomitata a cui lei rispose sorridendo, finirono il panino ridendo tra una battuta e l'altra

Peccato che una luna così capiti poche volte

fine

ispirata dal disegno di Pascal Capion Art instagram com/p/3KpixXCLy7/