In You

Ti ho trovata seduta sulla sedia impagliata, quella che hai tanto voluto per la nuova cucina. Riprogettata da capo, stravolta al punto da sembrare un piccolo bistrot parigino, calda, più piccola, accogliente.

Eppure eri lì a fissare quel punto preciso, che neanche il legno chiaro di betulla che abbiamo scelto è riuscito a cancellare, perché non è più un punto nello spazio, è rimasto dentro di noi.

Il punto dove abbiamo creduto di morire, dove abbiamo lottato, sperato che l'altro, almeno, sopravvivesse.

Stasera era uno di quei momenti in cui il ricordo riaffiora più potente. Ti ho raggiunta, pensando di riuscire a strapparti da quell'angoscia, magari cercando di allentare la tensione massaggiandoti piano il collo, come ho fatto già cento altre volte.

Ma stavolta ti ho trovata tremante, chinata in avanti, il viso coperto dai capelli lasciati liberi.

Ho seguito l'istinto che mi chiedeva prepotente di cercare i tuoi occhi, mi sono inginocchiato, davanti a te, tu mi hai guardato con gli occhi umidi, tremavi ancora, ma sorridevi, t'ho preso la vita, ho sorriso anche io, senza sapere perché, ma non deve esserci un motivo per sorridere. Quante volte ce lo siamo detto da quando siamo 'tornati'.

T'ho chiesto se avevi paura, tu hai sospirato, ti sei toccata il ventre, hai scosso la testa e sorriso di nuovo.

Mi sono lasciato andare, la testa poggiata sul tuo grembo divenuto lo scrigno prezioso del nostro futuro.

Forse quel punto preciso, in cui tutto stava per finire, poteva diventare il nuovo inizio. Tu ed io, una sedia di paglia, un pavimento di betulla, e una piccola vita di cui avevamo saputo solo qualche ora prima.

fine

ispirata dal disegno di Pascal Capion Art instagram com/p/BbQ8qKBhLU8/