Una piccola premessa. Come avrete notato, a causa di impegni/problemi personali ho dovuto ridurre la frequenza dei capitoli. Purtroppo ultimamente ho meno tempo per scrivere e di conseguenza ho dovuto rallentare un po' con le pubblicazioni. Spero di tornare il piu presto possibile a pubblicare due capitoli alla settimana. Per il momento sono costretta a continuare con uno per qualche tempo (probabilmente manterrò il sabato come giorno di pubblicazione). Ringrazio coloro che mi dedicano il loro tempo leggendo la mia storia, coloro che commentano e che mi scrivono. Grazie a tutti.
CAPITOLO 114
«Papà…» Ricky guardava il padre con una tale delusione che perfino per Jack sembrava un colpo troppo forte. Il ragazzo lasciò cadere sul pavimento dell'ingresso il borsone che portava in spalla. Continuava a guardare il padre con disprezzo mentre lui si sentì impacciato, stanato.
«Ragazzo mio! Che bello vederti! Da quanto tempo eri lì?» cercò di far finta di niente sperando che il figlio non avesse ascoltato tutto e con un fintissimo sorriso provò a far scivolare via l'imbarazzo per togliersi dall'empasse.
«Abbastanza per sentire le atrocità che hai detto e vederti cercare avidamente del liquore…» rispose il figlio con tono glaciale.
«Non è come pensi…ti posso spiegare…»
«Cosa puoi spiegare? Che ti auguri che il tenente Flynn muoia sotto i ferri?»
«Come lo sai che parlavo di lui?»
«Ho sentito mamma poco fa, stava andando in ospedale da lui perché deve essere operato urgentemente.»
«Ah…» Jack si guardava intorno cercando un appiglio per rivoltare la frittata a suo favore ma era tutto vano.
«"Ah"? Solo questo sai dire? Da quando hai ricominciato a bere?»
«Non ho ricominciato a bere!» Jack si scaldò.
«No? Già, forse non hai mai neanche smesso!» gli urlò il figlio «e io che ti difendevo! Che stupido sono stato!»
«Richard, figliolo…» Jack lo interruppe.
«Non voglio sentire le tue scuse o per meglio dire le tue menzogne! Di un po', ti sei inventato anche l'amnesia?»
«No, quella era vera.»
«Era?»
Jack si era tradito di nuovo.
«Papà, hai recuperato la memoria?» chiese il ragazzo.
Il silenzio del padre non lasciava spazio a dubbi. «Da quando? Da quando ci prendi in giro!? Sii sincero per una volta nella tua vita!» gli gridò contro Ricky.
Era inutile continuare a mentire. Era stato smascherato e non aveva alcuna possibilità di uscirne pulito. Jack si trovava con le spalle al muro. E il peggio doveva ancora arrivare, lo preoccupava la reazione che avrebbe potuto avere Sharon una volta venuta a sapere la sua menzogna.
«Ecco…in realtà io all'inizio non ricordavo nulla, veramente…poi…già dopo qualche giorno dall'intervento ho iniziato ad avere qualche ricordo sfumato…»
«Cosa!? Già da subito praticamente? E hai preso in giro tutti per tutto questo tempo!?»
«Voi eravate così gentili con me, così premurosi…»
«Ti piaceva e te ne sei approfittato…» concluse con delusione Ricky.
Jack annuì. «A chi non piace avere affetto e premura?»
A questa domanda Ricky non potè rispondere così Jack continuò «Via via che passava il tempo i ricordi si facevano sempre più nitidi fino a qualche settimana fa quando ho avuto una aspra discussione con Flynn»
«E cosa è successo?»
«Ho sentito un fischio nelle orecchie ed un forte dolore alla testa…in quel momento ho ricordato tutto…tutto…»
«Ma hai continuato a mentire…» Ricky mostrava tutta la sua delusione «Perché?»
«Perché era da tanto tempo che non ricevevo attenzioni dalla mia famiglia! Era da tanto tempo che non avevo un così bel rapporto con mia moglie e i miei figli! Ecco perché!» gridò.
«Ma non lo capisci che hai rovinato tutto per l'ennesima volta? Se avevamo recuperato un qualcosa di simile ad un rapporto familiare ora è andato tutto di nuovo a puttane! Come facciamo a fidarci ancora di te?!»
In ospedale l'operazione si era appena conclusa per il meglio ed Andy era già stato riportato in camera ma non si era ancora risvegliato. Nel frattempo Provenza era stato richiamato in centrale per un nuovo complicato caso di omicidio.
Sharon rimase accanto al letto di Andy, tenendogli la mano finché lui aprì gli occhi.
«Ciao…» le disse piano cercando di mettere a fuoco il suo volto.
«Bentornato…» Sharon gli baciò il dorso della mano «come ti senti?»
Lui sospirò stanco «felice di vederti e di essere ancora vivo…»
«Ti sei fatto una bella dormita eh? Il medico ha detto che l'operazione è andata nel migliore dei modi, non ci sono state complicazioni» gli disse a bassa voce, quasi sussurrando.
«Bene…» Andy si sentiva ancora molto assonnato.
«Ora riposa ancora un po'…»
«Sì…credo proprio che…dormirò ancora…un…po'…» si riaddormentò.
Sharon sorrise guardandolo. Era così indifeso e dolce. Lo amava così tanto. Non avrebbe potuto rovinare il loro amore raccontandogli ciò che era successo con Jack. Non avrebbe mai potuto farlo soffrire. In quel momento decise che non gli avrebbe mai rivelato la verità anche a costo di dover convivere con i tormenti della sua coscienza fino alla fine dei suoi giorni...o almeno, quella era l'intenzione.
Continua…
