CAPITOLO 118
Passò in fretta una settimana durante la quale Andy non sopportava più di rimanere in ospedale. Più e più volte chiese ai medici di essere dimesso ed ora, constatando che la sua situazione di salute andava via via sempre meglio, decisero di accogliere la sua richiesta.
Lui era in camera, già vestito con una tuta da ginnastica per essere comodo, e quando Sharon arrivò per portarlo a casa lo sorprese mentre stava riponendo le sue cose nel borsone, non senza fatica.
«Ehi! Ma che stai facendo? Non devi fare sforzi» lo riprese lei appena entrò nella stanza.
«Buongiorno anche a te, amore mio…finalmente sei arrivata»
Lei guardò l'orologio e vide di essere addirittura in anticipo rispetto l'orario concordato. «Finalmente? Guarda che sono anche in anticipo»
«Sì, lo so ma non resisto più qui dentro…mi sento in gabbia, voglio tornare a casa»
«A proposito di casa…ecco io…pensavo che…se vuoi potresti venire a stare da me per un po'…»
«Da te? Davvero?»
«Sì…»
«Sarà come…una convivenza? Una prova generale?» chiese lui emozionato.
«Sì…più o meno…»
«Mi farebbe molto piacere, Sharon, ma…sei sicura? Non voglio disturbare…»
«Non disturbi, sennò non te l'avrei chiesto»
«Allora va bene…accetto molto volentieri l'invito»
«Hai tutto? Andiamo?» domandò Sharon.
«No, devo aspettare il medico che mi deve consegnare la lettera di dimissioni»
Qualche minuto dopo, il medico fece capolino sulla porta della stanza.
«Signor Flynn, ha visto che finalmente la lasciamo tornare a casa? La prigionia è terminata» scherzò il medico dopo le continue insistenze da parte di Andy per essere dimesso.
«Sì, finalmente…e sono felicissimo» Andy guardò Sharon, le prese una mano e la intrecciò con la sua.
«È stato un paziente…poco "paziente", vero dottore?» chiese Sharon.
«Eccome!» scherzò il medico «Torniamo seri per un momento…nella lettera di dimissione ci sono scritti tutti i farmaci che dovrà prendere per le prossime due settimane»
«Dottore ma io…» Andy lo interruppe ma venne a sua volta interrotto dal medico.
«No, niente ma. Conosco la sua storia, il suo passato e so che è contrario a seguire una terapia antidolorifica ma è fondamentale che lei segua alla lettera le raccomandazioni e la terapia farmacologica. Ripeto, è fon-da-men-ta-le, sono stato abbastanza chiaro?»
«Sì…» rispose con tono sommesso Andy.
«Ha subito due importanti operazioni a distanza ravvicinata, i medicinali sono imprescindibili per la sua guarigione. Se non prendesse i farmaci potrebbe incorrere in varie complicazioni come infezioni ed emorragie.»
«Va bene, seguirò tutte le terapie ma solo per il tempo minimo necessario.»
«Certo, non pretendo che prenda farmaci a vita, non voglio causarle assuefazione, voglio solo che il suo corpo si riprenda nel migliore dei modi, poi quando tra una settimana verrà qui per il controllo e per togliere i punti all'addome vedremo come modificare la terapia.»
«Va bene dottore…cercherò di essere obbediente…»
«Bene. Mi raccomando, non faccia sforzi, non sollevi pesi e… astinenza per almeno una decina di giorni.»
«Una decina di giorni?» ripetè Andy sconsolato.
«Non c'è problema, dottore, Andy seguirà alla lettera ogni raccomandazione, glielo assicuro io.» rispose Sharon.
«Bene…allora…siete liberi di andare a casa…» concluse il medico.
Si salutarono e lasciarono l'ospedale.
Sharon guidò fino al condominio, lei ed Andy salirono fino al piano e, come di consueto, scambiò qualche parola con le guardie che vigilavano fuori dalla sua porta. Tutto era tranquillo da settimane ormai. Le minacce erano completamente cessate da quando Stroh era stato messo in isolamento, sorvegliato notte e giorno, ininterrottamente, ma lei non voleva abbassare la guardia e farsi trovare impreparata.
Ringraziò i colleghi e aprì la porta del suo appartamento, seguita da Andy.
Continua…
