CAPITOLO 119

«Mi casa es tu casa…» disse Sharon varcando la soglia di casa.

«Bell'appartamento, vivi qui da tanto?» scherzò Andy fingendo di non esserci mai entrato, rubando un sorriso alla sua amata.

«Mamma, sei tu?» urlò Ricky dalla cucina.

«Sì, amore!» rispose lei «e c'è anche Andy.»

Ricky e Rusty andarono verso il salotto. «Resterà qui per la convalescenza, spero che non abbiate niente da obiettare.» si rivolse specialmente a Ricky.

«No, niente, benvenuto tenente…» rispose il figlio.

Andy lo ringraziò con un cenno del capo.

«Tenente…come sta?» domandò il primogenito di Sharon.

«Sto bene, grazie ragazzo» Andy gli diede una pacca amichevole sulla spalla.

«Sono felice di vederla, tenente» Rusty lo abbracciò.

«Grazie, grazie a tutti…siete veramente tutti gentilissimi…» rispose Andy dirigendo un particolare sguardo a Sharon.

«Venga, tenente, si sieda sul divano…» lo invitò Rusty.

Andy ringraziò e andò ad accomodarsi. Sharon si sedette vicino a lui, sul bracciolo del divano.

«Ti porto qualcosa? Una tisana?» gli domandò.

«No…grazie amore» le carezzò delicatamente una mano «sono a posto così…» poi spostò lo sguardo verso Ricky e Rusty «ehm…ragazzi, vorrei chiedervi una cosa…»

Loro si mostrarono interessati.

«Ecco…dato che convivremo sotto lo stesso tetto per un po', se per voi va bene, mi piacerebbe che mi deste del tu…»

«Oh, certo…va bene tenen…ehm…Andy» rispose Rusty.

«Va bene anche per te, Ricky?» chiese Andy vedendo il ragazzo non del tutto convinto.

«Sì…va bene…dovrò abituarmi però…va bene…» rispose il ragazzo «ehm…tanto che ci siamo, Andy, vorrei dirti che…mi dispiace per averti giudicato senza conoscerti e…per aver fatto soffrire te e mia madre…io…sono stato uno stupido a credere alle parole di mio padre…credevo…speravo…che veramente fosse cambiato…»

Andy lo interruppe «Tranquillo. È tutto a posto…è tutto risolto.» gli disse sorridendo.

«Grazie» Ricky lo abbracciò e gli diede un paio di pacche sulla schiena in modo amichevole.

Sharon si emozionò constatando il cambiamento di suo figlio.

«Ora lasciamo che Andy si riposi…non deve stancarsi» disse Sharon ai ragazzi «vieni, ti accompagno, a letto starai più comodo» si rivolse poi ad Andy, alzandosi e aiutandolo ad alzarsi a sua volta.

«Grazie, in effetti sono un po' stanco»

«Andiamo, a dopo, ragazzi»

Ricky e Rusty lo salutarono e tornarono in cucina a terminare la partita a scacchi che stavano disputando.

Sharon prese il borsone di Andy che aveva lasciato all'ingresso ed entrò per prima nella camera da letto «Non c'è bisogno che ti dica niente…mi pare che tu conosca già la stanza…»

«Vagamente…» scherzò ancora Andy, poi chiuse la porta, prese il borsone dalla mano di Sharon, lo poggiò a terra e la abbracciò per la vita, iniziando poi a baciarle il collo.

«Andy…»

«Shhh…» lui continuava a baciarla, erano così tanti giorni che desiderava sentire il sapore della sua pelle sulle labbra.

«Andy, hai sentito cosa ha detto il medico, devi riposare e non fare sforzi» gli disse mentre lo coccolava e gli accarezzava i capelli. Anche per lei era difficile separarsi da lui ma la circostanza lo richiedeva.

«Andy…dai…ora basta…» si scostò piano «gli ordini sono ordini, hai promesso al medico che avresti fatto attenzione, e anche io».

«Uff…» protestò lui, deluso.

«Dai, dai, brontolone, ora sdraiati e riposa qualche ora…»

Andy obbedì ed effettivamente si sentiva provato per i giorni che aveva trascorso chiuso in ospedale. Si sdraiò e in qualche minuto si addormentò come un bambino.

Sharon, seduta sul bordo del letto, sorrise guardandolo riposare, era così dolce e bello…il volto rilassato e sereno, sarebbe rimasta a guardarlo per ore senza mai stancarsi. Rusty interruppe i suoi pensieri bussando delicatamente alla porta. Lei si alzò dal letto, andò verso la porta e uscì. «Sta dormendo…» disse al figlio.

«Oh, scusa, non volevo disturbare è che stava suonando il tuo telefono nella borsa…»

«Ah, grazie» Sharon andò verso l'ingresso ed estrasse il cellulare dalla borsa. Guardò le chiamate perse. Era Provenza. Lo richiamò immediatamente.

«Tenente, mi scusi, non avevo il telefono con me, è successo qualcosa?»

«Capitano, la chiamavo per una emergenza. Allarme AMBER.»

Due parole. Solo due parole. Solo quelle due parole avevano il potere di destabilizzare completamente Sharon.

«Arrivo subito.» riuscì solo a dire prima di riagganciare.

Ricky e Rusty avevano assistito -preoccupati- alla telefonata.

«Mamma?»

«Devo andare in centrale, c'è un'emergenza. Un minore scomparso…quando si sveglia Andy ditegli che sono dovuta tornare in centrale. A pranzo deve prendere queste medicine» si stava affannando cercando in fretta le pastiglie «mi raccomando, assicuratevi che le prenda» puntualizzò «io…non so quando potrò tornare, spero prima di sera…mi raccomando, non fate agitare Andy e…»

«Tranquilla mamma, vai, ci siamo qui noi se Andy avesse bisogno di qualcosa» la rassicurò Rusty.

«Grazie…» prese la giacca e la borsa e uscì velocemente di casa…

Continua…