Erano le sei quando Nina aprì gli occhi e si accorse che suo marito era già sveglio. Non era una novità per lei, quindi non si preoccupò eccessivamente trovandolo che fissava il soffitto.
"Buongiorno" gli disse, ma non ricevette risposta.
"Buongiorno" gli sussurrò all'orecchio dandogli un bacio nel collo.
Ancora nessuna risposta, ma di nuovo non si preoccupò troppo.
Capitava spesso infatti che lui fosse immerso nei suoi pensieri, specie quando qualcosa lo disturbava.
"Non indosso la biancheria" disse per incitarlo a darle retta, accoccolandosi di più al suo fianco.
Quando notò che non le prestava attenzione, fece vagabondare la mano sinistra sul suo corpo sorridendo maliziosamente e strisciando il naso nel collo.
Nessuna reazione. Questo si che era strano!
O meglio la reazione fisica c'era stata, ma ancora non le rivolgeva la parola.
Nina iniziò a preoccuparsi sul serio, dopo tutto non erano più giovanissimi, ma prima volle giocare un'altra carta.
"Ho incontrato William prima di partire!
Ho deciso di lasciarti e andare a vivere con lui" disse sedendosi sul letto.
"Cosaaaa!?" chiese Walter prendendola per il polso.
Nina sorrise e tirò un sospiro di sollievo, ora si che aveva la sua attenzione!
William era stato un loro compagno ad Harvard e aveva provato di tutto per sedurre Nina, ma lei aveva occhi solo Walter.
"Finalmente! Ti ho parlato per un bel po e tu non mi hai considerato!
Per questa volta è uno scherzo ma... Che hai?"
Si era voltata e aveva visto che il marito aveva uno sguardo strano.
"Caro scherzavo, io.."
"Non è per te, sono preoccupato"
"Per nostra figlia?"
"Anche ma... sono in pensiero per Andy"
"Andy?"
"Sì, ieri quando gli ho chiesto di passarmi le stoviglie per apparecchiare aveva, come posso dire, uno sguardo strano"
"Strano come?!"
"Ti ricordi quando Sharon era in ospedale a causa di Jesse e io non andavo a trovarla e mi dicesti che sembrano un cane bastonato?"
"Come dimemticare!
Ma Walter ti sentivi in colpa per averla lasciata sola con quel pazzo!
Eri stanco, non dormivi e ti sei dato da fare per catturarlo.
È merito tuo se è in carcere e giustizia è stata fatta"
"Si ma non ho visto la mia bambina per una settimana. E se avessimo perso anche lei oltre al nostro nipotino, non l'avrei nemmeno salutata.
Comunque intendevo che Andy aveva quel mio stesso sguardo.
Mi sono scusato per ciò che ho detto inerente al compleanno di Sharon e mi ha perdonato ma credo di averlo colpito più profondamente di quanto pensassi"
Walter fece per alzarsi e notò il rigonfiamento sotto il lenzuolo.
"Guarda guarda!"
"Almeno 'qualcuno' mi vuole ancora" disse Nina alzandosi.
"Dove vai?"
"Pensavo che forse potrei aiutarti a non pensare a queste cose brutte" disse chiudendo a chiave la porta.
Si piegò in ginocchio dandogli una dimostrazione del suo decoltè dalla camicia da notte di seta bianca.
"Sdraiati" sussurrò mentre gli baciava il petto.
Lui rimase seduto mentre lei scostava il lenzuolo.
Fin da bambino, Walter aveva sempre avuto la temperatura oltre il normale e per evitare eccessiva sudorazione e disturbi del sonno, dormiva come mamma lo aveva fatto.
Nina lo guardò con un cipiglio severo (lo sguardo di Darth Raydor insomma) e lui, alzando le braccia in segno di resa, sorrise.
Mentre si sdraiava sulla schiena la moglie cominciò a distrarlo, tanto che presto con una mano l'uomo stringeva il lenzuolo e con l'altra dava i pugni nel materasso. Intanto lei sorrideva.
"Nina fermati!" le disse con tutto il fiato che riuscì a recuperare.
Non l'aveva mai interrotta prima, e lei si spaventò.
"Walter che succede? Stai male? Ho fatto qualcosa di sbagliato?
Ti ho .. Fatto male?" chiese sedendosi sul letto.
In una frazione di secondo, la tirò sul materasso e si posizionò su di lei.
"Ti odio, mi hai fatto spaventare!" disse mentre il cuore le batteva a più non posso e lui la baciava nel collo.
"Ho dovuto farlo! Hai detto che saresti andata da William"
"Sai bene che era uno scherzo!"
"Bene allora siamo pari" mentre le mani vagavano sotto la camicia da notte e le baciava la parte superiore del seno.
"Walter..." miagolò la moglie quando il marito si fermò.
"Piccola bugiarda! Mi hai mentito"
"Cosa?!" oramai lei non capiva più nulla, persa dell'estasi più totale.
Lui le sussurrò:
"Mi avevi detto di non avere la biancheria"
"Allora mi avevi sentito... Cosa intendi fare al riguardo?" chiese con un filo si voce.
"E chi lo sa!" rispose sogghignando, svanendo lentamente sotto di lei.
