Andy si era svegliato presto.
Stranamente, nonostante i sensi di colpa e i brutti pensieri della sera prima, era riuscito a dormire bene.
Mentre si vestiva per andare al lavoro, svuotò il borsone con gli abiti che aveva a casa di Sharon e li mise tutti a lavare.
Le parole di Walter ronzavano nella sua testa come la centrifuga della lavatrice.
Come era possibile che lui non si fosse mai chiesto quando cadeva il compleanno di Sharon? Perché NESSUNO (Gavin, Andrea, i ragazzi) glielo aveva detto?
Dannazione, lei per il suo compleanno gli aveva riportato suo figlio!
E lui neanche sapeva quando la creatura più bella della terra e della sua vita era venuta al mondo.
Andy sapeva tutto di Sharon. La musica preferita, il colore preferito, l'opera preferita.
Il film, il ristorante, il piatto.
Sapeva cosa le dava sui nervi, cosa la eccitava e cosa la faceva piangere.
Il suo amore valeva meno solo perché non sapeva la data della sua nascita?
Anche Andy odiava il suo compleanno (per via di Micheal e dei suoi genitori) e lei stessa aveva detto di odiare San Valentino, ma da lì a pensare che fosse nata quel giorno!
Decise di eliminare quei sentimenti negativi.
Ogni volta che lui o Sharon li avevano, finivano per soffrire entrambi.
Il fatto che lui non sapesse quando fosse il compleanno di lei (o non avesse indagato al riguardo) non significava che lui non l'amasse o che lei non fosse il suo mondo.
Non è la data di nascita a rendere speciale una persona, bensì la sua vita e le sue azioni. Inoltre le aveva sempre mostrato con parole e gesti quanto intendesse per lui.
Questa sua mancanza non doveva influire sul loro rapporto e, se lo avesse fatto, doveva dirglielo per mantenere la promessa del dialogo.
Doveva rimediare subito e organizzare insieme ai figli una grande e bellissima festa.
Per il regalo decise di fare una telefonata a Gavin per un consiglio.
"Gavin Backer, come posso aiutarla?"
"Mi dai anche del lei adesso?"
"Oh scusa. Ciao volpe d'argento come va?"
"Bene grazie"
"Che succede?"
"Domani è il compleanno di Sharon e…"
"Lo so che è il suo compleanno e le ho già preso il regalo"
Andy sospirò:
"Grazie per avermelo detto... Sono contento per te. Io non lo sapevo finché i suoi genitori non me lo hanno detto. A proposito sono qui a Los Angeles"
"Cosa?! Sei il suo fidanzato e non sapevi del suo compleanno?!
Lasciamo perdere. Hai detto che Nina e Walter sono qui?
Come è andato l'incontro? Non avrai fatto casini spero!"
"Si sono qui e andiamo d'amore e d'accordo, apparte che non sapevo quando è nata la loro figlia. Ho già i sensi di colpa per favore!
Non ti ho chiamato per questo, ti ho chiamato perché mi devi dare qualche consiglio su cosa regalarle.
Pensavo un vestito e un paio di scarpe che ne dici?!"
"Cosa dico? Dico che è un ottima idea, lei adora i vestiti e le scarpe e credimi ti amerà ancora di più. Se non fosse che siete già una coppia avresti possibilità di entrare nella sua gonna con un regalo del genere"
"Ehi modera il linguaggio è della mia ragazza che stai parlando!"
"Scusa!"
"Scusa tu, sono nervoso ultimamente"
"Tranquillo, vieni qui al mio studio tra 30 minuti e andiamo insieme al centro commerciale"
Intanto Walter si era alzato e stava preparando la colazione.
"Che cos'hai?" chiese la moglie avvicinandosi.
"Cosa intendi? Sto cucinando"
"Lo so ma di solito lo facciamo insieme"
"Non dovrebbe incontrare quello stronzo sono preoccupato per lei"
"Sono preoccupata quanto te ma non possiamo impedirglielo è una sua scelta.
Non ha più 18 anni Walter ormai è grande."
"Certo è una sua scelta che non mi garba.
L'ho quasi persa una volta, non voglio perderla adesso"
"Neanche io voglio perderla ma ci sarà Andy e non permetterà a quell'animale di farle del male.
Io mi fido ciecamente di nostra figlia e del suo compagno tu no?!"
"Certo che mi fido. Solo non voglio che capiti qualcosa di brutto alla mia bambina.
È chiedere troppo?" disse Walter con gli occhi lucidi.
"Lo so tesoro, neanche io voglio che le capiti qualcosa ma dobbiamo spalleggiarla"
"Che ne dici se vado anche io con lei?
L'ho lasciata sola una volta e quel tipo l'ha massacrata e ucciso nostro nipote. Glielo devo"
"No! È escluso. Prima di tutto, lei non vorrà e secondo, se andrai con lei Jesse penserà che non ha il coraggio di affrontarlo da sola.
Quindi tu non ci andrai Walter O'Dwyer.
Guardami, te lo ripeto tu non andrai con lei"
"Ok ma voglio vedere le registrazioni del colloquio"
"Questo non lo devi dire a me ma a lei e a Andy.
Non credo che siano così stupidi, sono poliziotti e sanno affrontare in criminale"
Walter non era molto convinto, ma sapeva che la moglie aveva ragione.
"Ti amo" gli disse mettendogli una mano sotto il mento e sollevandogli la testa per farsi guardare.
Lui le sorrise e le disse:
"Ti amo anche io dolcezza"
