Dopo aver scelto il vestito e le scarpe, Andy salutò Gavin e andò in centrale in tempo per pranzare con Sharon e i suoceri. Poi li accompagnarono a casa e insieme si diressero nel carcere della contea per parlare con Jesse.
"Hey se non te la senti possiamo tornare indietro" le disse, notando che per tutto il tragitto era rimasta in silenzio.
"Ce la faccio. Ho te"
"Per sempre amore mio" disse accarezzandole il polso con il bracciale dell'infinito.
"Capitano, Tenente. Il Direttore vi sta aspettando con il detenuto" disse un agente in guardiola appena arrivarono al carcere.
"Grazie"
"Siamo ancora in tempo ad andarcene!" disse Andy prima che entrassero nella sala colloqui.
"No devo farlo, ne ho bisogno, credo"
"Ok. Sei pronta? Sto per aprire"
"Sono pronta"
Gli strinse forte la mano e lui le sussurrò un ti amo che la fece sorridere.
Quando Sharon vide Jesse alzarsi alla sua presenza, lo fissò e sbiancò pensando a quello che le aveva fatto.
"Hey stai bene?" chiese ancora Andy.
"Si. È che non è facile per me"
"Lo so e mi dispiace tesoro"
"Grazie per essere venuto con me"
Flynn le sorrise mentre il direttore si avvicinava.
"Buon pomeriggio Capitano, Tenente"
"Buon pomeriggio"
"Vi ho chiamato perché il detenuto Jesse Jones dice di conoscerla. È vero?"
"Si è vero purtroppo. Eravamo fidanzati al college"
"Oh.."
"Senta può lasciarci soli?" chiese Sharon.
"Certo sono fuori se avete bisogno"
"Ciao Sharon" disse l'uomo in arancione mentre Andy scostava la sedia per farla accomodare.
"Ciao"
"Quanto tempo è passato dall'ultima volta! Come sta mio figlio?"
"Non c'è nessuno figlio perché l'ho perso a causa tua.
Che cosa vuoi da me?"
L'espressione dell'uomo cambiò radicalmente.
"Voglio chiederti scusa per tutto quello che ti ho fatto"
Sharon scosse la testa incredula.
Sapeva che aveva sviluppato problemi mentali ma così era un po troppo.
"Perché adesso dopo tutti questi anni?"
"Ho un tumore al cervello e mi hanno dato poco da vivere"
"Quanto poco?"
"Abbastanza. Vorrei il tuo perdono"
"Mi hai massacrato di botte e hai ucciso mio figlio, come puoi chiedermi di perdonarti?"
I suoi occhi lampeggiarono ma non si capiva se fosse di lacrime per i ricordo o di odio.
Andy si ricordò di un'occasione in cui Sharon e Brenda avevano preso la deposizione di una collega che veniva costantemente picchiata dal marito. In quel'occasione Sharon aveva gli occhi lucidi e finiva le frasi della ragazza con un trasporto che solo chi aveva avuto lo stesso problema poteva fare.
La voce di Jesse lo riportò alla realtà.
"Lo so e mi dispiace ma per favore devi perdonarmi Shar"
"Devo?"
"Sei cattolica no?"
Sharon rimase sbigottita.
"Amico, non ti azzardare a usare la sua religione contro di lei.
Mi pare che tu l'abbia già fatta soffrire abbastanza.
Sono sicuro che Dio la accetterà in paradiso anche se non ti perdona mentre tu caro brucerai all'inferno per l'eternità. Magra consolazione ma è abbastanza soddisfacente" disse Andy.
Sharon lo guardò e sorrise perche l'aveva difesa senza dire parolacce o agitarsi.
"È il tuo fidanzato? Mi sembra che si prenda un po troppa libertà per un semplice collega"
"Come ti permetti! Sì lui è il mio fidanzato e mi rende felice.
Grazie a dio non è come te che quando non andava bene un esame mi massacravi di botte.
Sono grata di averlo nella mia vita. Addio e stammi bene"
Si alzarono e mentre si avvicinarono alla porta lui le chiese:
"Mi hai mai amato?"
"Non lo so, ma so per certo che dopo quello che mi hai fatto ti ho odiato. Andy! Lui si che posso dire senza mezzi termini che lo amo!"
"Te lo chiedo un ultima volta Sharon, per amore del nostro bambino, perdonami ti prego"
"Agente! Lo riporti nella sua cella. Abbiamo finito"
