Andy vide sulla sua faccia diverse emozioni tra cui rabbia, odio e paura. Erano arrivati alla macchina e stava per dire qualcosa quando Sharon lo prese per la giacca baciandolo appassionatamente facendolo sbattere contro l'auto.
Aveva bisogno di quel contatto e lui lo sapeva, in fondo si era apppena scontrata con un mostro del suo passato. Flynn era felice e scioccato del modo in cui lei aveva parlato di lui, e se ora lo baciava selvaggiamente per dimenticare tutto, chi diavolo era lui per fermarla?
"Scusa! Non volevo usarti come sfogo..." disse timidamente staccandosi da lui dopo avergli quasi asportato lingua e labbro inferiore.
"Ehi, non mi dispiace! Posso solo immaginare come puoi sentirti, sono qui per qualunque cosa lo sai"
"Se ti chiedessi di portarmi in centrale lo faresti?"
"Agli ordini capitano!"
"Flynn che diavolo succede?" chiese Provenza una volta che arrivarono in ufficio.
"Niente è solo un po' spaventata e arrabbiata" rispose quando lei si chiuse nell'ufficio chiudendo tutto.
"Quindi cosa pensi di fare?"
"Andrò da lei e cercherò di farla calmare"
"Mi ha raccontato tutto Andy, anche del bambino. Perché non è andata a casa?"
"Voleva tornare al lavoro e tenere la mente occupata. Adesso scusami vado da lei, ha bisogno di me"
Entrò e la vide che guardava fuori dalla finestra.
Le si avvicinò, le mise le mani sulle spalle e lei appoggiò la schiena sul suo petto.
"Che succede?"
"Grazie per prima! Ne avevo bisogno e sono grata che lo hai capito.
Dopo tanto tempo Jesse è rimasto la stessa persona fredda e egoista di un tempo.
Credi che che abbia davvero il cancro?"
"Alcuni cambiano dopo che si sono fatti un bel po' di anni in prigione, anche se lui non mi sembra.
Può darsi, inoltre era già malato da giovane stando a quanto mi avete detto.
Se può farti stare tranquilla posso parlare con il dottore del carcere e con il medico che lo ha in cura in ospedale"
"Si te ne sarei molto grata. Grazie per essere venuto con me oggi e grazie per aver risposto alla sua provocazione con grande classe senza arrabbiarti"
Alla fine della giornata lavorativa, la coppia tornò al condominio.
"Mamma papà sono a casa"
"Finalmente ragazzi. Come mai così tanto tempo ci avete messo?"
"Sono passata in centrale per una cosa"
"Allora che voleva il bastardo da te?" chiese Walter senza mezzi termini.
"Buzz mi ha mandato la copia del colloquio ora ve lo faccio vedere"
"Sono proprio curioso di ascoltare che ha da dire quel verme"
In silenzio guardarono il colloquio e poi il padre sbottò:
"Ti ha chiesto di perdonarlo perché ha un tumore al cervello?
Stiamo scherzando?!"
"Si e come vedi non l'ho fatto"
"E ha chiesto il suo bambino come stava e sottolineo il SUO.
Ha ucciso mio nipote e crede che sia vivo?"
"Walter lui sa di averlo ucciso ma la malattia gli fa dire altre cose.
Inoltre stava già male..." disse Andy ma venne interrotto dal suocero:
"Sharon lo amavi? Dimmi la verità"
"Non lo so papà, davvero non lo so. Ma l'ho odiato, Dio mi perdoni.
Per me Jesse è il passato ora voglio solo pensare al mio presente e al mio futuro con Andy l'uomo che so di amare" disse voltandosi verso Flynn stringendogli la mano e sorridendogli.
"Ok hai ragione.
Cambiando discorso, quando andrete a vivere insieme?"
Andy quasi si strozzò con l'acqua mentre Sharon lo prendeva a patte nella schiena, dicendo:
"Dobbiamo approfondire bene l'argomento"
"Capisco. Che ne dite di cenare ora? Tuo padre ed io abbiamo preparato e poi dopo andremo da Emily e Patrick, vogliono farci vedere la casa"
"Buona idea. Mi cambio e veniamo anche noi"
"No non verrete.
Da quando siamo qui non avete praticamente passato del tempo insieme quindi stasera mi raccomando dateci dentro. Vi bastano 3 ore per 'definire la cosa' qualunque sia?"
"Papà?!"
"Walter"
"Oh andiamo! Che c'è che ho detto?"
