"Bello"

"Che cosa?" chiese Sharon finendo di truccarsi.

"Questo!" disse Andy porgendole la gruccia con un abito grigio fattole su misura da un'amica sarta.

Lei rise.

"Lo trovi divertente?!"

"Si perché è l'unico vestito che ho che odi!"

"Io?! Ma se non te l'ho mai visto indosso"

"Oh hai ragione"

"Ti andrebbe di spiegare?"

"Ti ricordi il tuo compleanno qualche anno fa?"

"Quando mi hai portato Patrick?"

"Esatto"

"Come dimenticare. È stato il più bel compleanno della mia vita. Ma non indossavi quest'abito. Ne portavi uno con i fiori rossi quando siamo usciti noi e la sera a casa ne avevi uno viola"

Sharon sorrise e si morse il labbro, strabiliante dal fatto che quell'uomo si ricordasse come fosse vestita in quel particolare giorno a distanza di anni.

"Ricordi che la notte feci un sogno strano?"

"Oh si, IL SOGNO. Eri andata avanti di qualche mese nella nostra relazione. Avevi persino sognato il braccialetto con l'infinito"

"Si, ecco in quell'occasione ho sognato di indossare questo vestito"

"Oh"

"E tu non ne eri felice. Era troppo accollato per i tuoi gusti"

"Capisco. E lo hai fatto fare per sentirmi imprecare sul serio?"

"Non lo so. Forse era un capriccio"

"Vuoi raccontarmi la parte si sogno che lo interessa?"

Il capitano iniziò ad arrossire e annuì, sedendosi sul letto.

"Te ne racconterò solo una parte..."

[INIZIO SOGNO]

Sharon non ne poteva più.

La pelle le prudeva e le labbra bruciavano.

Continuava a pensare a quando poche ore prima aveva praticamente aggredito Andy in casa sua e lo avevano fatto nel divano.

Ora erano seduti distanti, per non destare sospetti, uno di fronte all'altra ma alle due estremità del tavolo, nella sala operativa come ai tempi di Brenda Lee.

Spesso lei flirtava nel portarsi la forchetta alla bocca e lui mordicchiava lo stuzzicadenti e le faceva l'occhiolino. Quella era una cosa che la faceva impazzire!

Dopo il dolce, con la scusa di portare un plico in archivio, Sharon andò al piano degli archivi.

Sperava che lui la seguisse ma se non l'avesse fatto poteva comunque approfittare della calma per riprendersi.

"Ehila ti sei persa bellezza?!" disse la voce familiare facendola sussultare. Stava rosicchiando uno stuzzicadenti e sorrideva malizioso.

"Mi hai spaventata!"

"Scusa, a cosa pensavi?"

"Che odio questo" disse togliendogli il legno di bocca.

Andy le prese il polso, le tolse l'oggetto e lo lanciò nella spazzatura facendo canestro. "Come mai odi un innocente pezzetto di legno?" chiese tenendole la mano e cominciando a baciarle le dita.

Lei non riusciva a rispondere perché la sensazione della labbra sui suoi polpastrelli le mandava il cervello in tilt.

Flynn nel frattempo sorrideva e la fissava negli occhi continuando tranquillamente a fare ciò che stava facendo.

"Io.. Ah...io..." balbettava non riuscendo a concentrarsi.

Mugugnò delusa quando lui smise quello che stava facendo.

"Sai, vorrei tanto baciarti, ma ..." le sussurrò.

"Ma...?!" chiese sull'orlo della disperazione.

Lui si chinò leggermente sul suo viso, i nasi si toccavano.

"Hai il rossetto!

Hai un gusto così buono, e quando ti bacio voglio sentire il tuo gusto, non quello del rossetto!"

Sharon aveva chiuso gli occhi mentre lui le passava dolcemente il pollice sulle labbra.

Quando stava per togliere la mano, fu lei a prendergli il polso rendendogli il trattamento di baciargli le dita.

Lo fissò e vide il desiderio nei suoi occhi.

"Non mi hai detto perché odi il mio amico?" chiese cercando di distrarre la propria eccitazione, pensando allo stuzzicadenti.

"Perché voglio sostituirlo..."

"Con che cosa?"

Gli sfilò il fazzoletto dal taschino, tolse rapidamente il trucco dalla bocca e lo baciò selvaggiamente.

Si staccarono solo perché lui potesse voltarla e aprirle la zip del vestito, dopodiché tornarono ad avvinghiarsi.

Andy era felice quando aveva scoperto che il reggiseno aveva l'apertura anteriore. La prese e la sollevò, sedendola su un ripiano di uno scaffale.

Le corsie erano strette e lei puntò saldamente i piedi nella libreria di fronte.

Era difficile rimanere in equilibrio ma ci diedero dentro lo stesso.

Quando lei si legò a lui, pensando di aver finito, lui la sistemò sopra una scrivania per il secondo round. Alla fine, Andy si sdraiò su di lei baciandole il naso e le disse:

"Riprenditi! Io vado prima che vengano a cercarci"

Fortunatamente le telecamere di quella stanza erano state scollegate causa manutenzione. Sharon era piacevolmente devastata, le braccia che pendevano dai lati del tavolo e le gambe larghe.

Era con gli occhi chiusi e ansimava ma sorrise quando capì che Andy la stava piano piano rivestendo, rimettendole a posto la biancheria.

A questo punto lei avrebbe sdovuto semplicemente tirare di nuovo su la cerniera.

Flynn uscì dalla stanza e si diresse agli ascensori, chiamandone due, aspettando che lei tornasse.

Quella era l'unica via di accesso agli archivi e non voleva andarsene, altrimenti se fosse sceso qualcuno l'avrebbe trovata in quello stato.

Dopo circa 10 minuti sentì i tacchi nel corridoio.

Quando lei lo vide si fermò di colpo. Non sapeva se fosse il caso tornare in ascensore con lui.

Andy l'aveva capita. Si girò per guardarla, le sorrise e entrò in retromarcia in uno degli elevatori mentre l'altro si apriva.

Sharon sorrise ma poi sgranò gli occhi: quando le porte stavano per chiudersi Andy le aveva fatto l'occhiolino e si era messo in bocca un altro stuzzicadenti, facendolo muovere con la lingua mentre sogghignava.

[FINE SOGNO]