Nel frattempo a casa di Sharon, appena furono tutti usciti, Nina si alzò dal divano e disse:

"Rusty cosa fai?

Rimani qui stanotte oppure vai dai tuoi fratelli?"

"Pensavo di rimanere qui visto che mamma e papà non ci sono. Pranziamo insieme domani vero?"

"Oh caro non lo so. Andrò nella filiale che la mia ditta ha qui a Los Angeles, dobbiamo fare un servizio pubblicitario e ho chiamato Joshua per una consulenza fotografica"

Mentre i suoi cari parlavano, Walter era distratto. Non tanto dal fatto di avere pochi mesi di vita quanto che la moglie volesse sapere cose che lui aveva deciso di non dirle. Non avrebbe dovuto trovare la lettera, innanzitutto.

L'aveva scritta pochi giorni prima e l'aveva messa tra le sue cose convinto fosse al sicuro, non capiva proprio come lei avesse fatto a trovare la lettera.

Inoltre, prima Nina voleva parlare mentre ora cercava di evitarlo.

"Buonanotte allora caro, spero di vederti a colazione" disse la donna baciando il nipote e evitando il marito.

Si chiuse in bagno e preparò la vasca.

Quando fu pronta, chiuse la porta a chiave e si immerse.

Era la prima volta che non condivideva quel momento con il marito in anni di matrimonio.

La sua testa era un sovraffollamento di pensieri.

Cosa c'era scritto in quella lettera che portava la dicitura:

'PER IL MIO AMORE, NON APRIRE PRIMA DEL 30/08/2019'?

Perché era nascosta tra la biancheria?

Una parte di lei era tentata di aprirla (in fondo era indirizzata a lei), l'altra parte invece, quella della direttrice di una ditta farmaceutica multinazionale, voleva rispettare la data indicata.

Mentre l'acqua diventava fredda, Nina iniziò a pensare alla sua vita con il marito e ai suoi figli.

Quando la sorella di Walter e suo marito avevano avuto l'incidente d'auto stavano facendo il trasloco.

Avevano lasciato Jean di 5 anni e Tom di appena 1 da loro. Pioveva e il camion con i mobili slittò sull'asfalto schiacciando la loro auto uccidendoli sul colpo.

Walter e Nina all'epoca non avevano figli e adottarono i due nipoti.

Dieci anni dopo nacque Sharon.

I tre ragazzi erano molto legati tra loro e, pur sapendo la loro storia, Jean e Tom amavano gli zii come se fossero i loro genitori e viceversa.

Tom aveva frequentato Oxford (come desiderio postumo del padre biologico) poi però era entrato nella polizia facendo carriera fino a diventare ispettore capo.

Amava l'Inghilterra e fu lì che conobbe Joyce, sua moglie.

Jean invece aveva studiato per diventare cuoco.

In realtà il nome vero (date le origini tedesche del padre e che non voleva fosse pronunciato perché se ne vergognava un po' ) era Wolfgang ma quando si trasferì in Francia a lavorare e divenne famoso, pensò che forse Jean come nome si adattava meglio a uno chef.

Aveva girato tutta Europa e tutta la Est-Coast.

Quando era andato a lavorare in un albergo in Canada conobbe una ragazza, che sarebbe poi diventata sua moglie.

Aveva la sua stessa ispirazione per la cucina ed era molto brava, i suoi genitori però non erano d'accordo.

Non erano cattive persone o col naso all'insù, volevano che la loro unica figlia continuasse gli studi in medicina, che aveva interrotto per quelli di cucina.

Scoperto dove lavorava, decisero di presentarsi per farle cambiare idea.

Jean aveva riconosciuto i genitori della sua ragazza dalle foto che gli aveva mostrato.

Non l'avvisò della loro presenza in sala ma una volta ricevuta la comanda, le chiese di preparare lei quei piatti.

"Vorremmo parlare con Charlotte se possibile. È nostra figlia" dissero quando Jean andò a servire loro il vino.

"In questo momento c'è un gran traffico come vede il locale è pieno. Appena sarà possibile ve la manderò, abbiamo bisogno di lei ora"

E la discussione finì lì.

I coniugi rimasero sconvolti dalla bontà delle portate che avevano ordinato.

"Potremmo parlare con lo chef?

Vorremmo fargli i nostri complimenti"

"Si signore. Purtroppo dovrete aspettare che tutti siano andati via"

Quella sera anche Walter, Nina e Sharon andarono al ristorante.

"Jean!" aveva esclamato il padre, entrando con moglie e figlia nel ristorante.

"Papà! Mamma! Scricciolo! Sedetevi vi mando subito qualcuno a prendere l'ordinazione.

Che ci fate qui? Che bella sorpresa" disse il ragazzo abbracciandoli.

"Volevamo assaporare qualche tuo piatto, caro Chef"

"Scusate, non abbiamo potuto fare a meno di non sentire. Quindi voi siete lo chef..."

"Io sono Chef Jean ma i vostri piatti li ha cucinati un'altra persona" disse il ragazzo catapultandosi in cucina.

Alla fine della serata, Jean uscì con una telecamera.

"Vi farò parlare con il vostro chef e con vostra figlia ma prima dovrete guardare questo" disse. Nel video si vedeva la ragazza che cucinava per loro.

《Non era una novità che qualcuno filmasse la cucina mentre preparavano dato che era un albergo a cinque stelle.》

La coppia rimase affascinata dalla figlia, si muoveva con leggerezza e aveva un sorriso splendido sul viso, e ciò che aveva cucinato era davvero squisito.

"Jean io...Mamma? Papà? Che... Che ci fate qui? Jean tu lo sapevi?!" esclamò la ragazza uscendo dalla cucina.

"Tesoro..."

"Siete venuti per farmi cambiare idea?!"

"Prima che facciate ognuno il suo punto, vorrei dire una cosa.

Avete apprezzato la cena e come avete visto l'ha cucinata tutta lei.

Ha del potenziale e non lo dico solo perché ne sono innamorato perso"

Così dicendo, Jean uscì con i genitori e la sorella, lasciando la fidanzata a chiarirsi con i suoi, che furono ben felici di lasciarla scegliere del suo futuro.

Una volta uscita dalla vasca, Nina mise una vecchia camicia di flanella del marito, un paio di pantaloni di una tuta e si sdraiò dalla sua parte dando le spalle alla porta.

Appena si fu messa sotto le coperte, Walter entrò nella stanza.

Si mise il pigiama per la prima volta nella vita e si mise accanto alla moglie che fingeva di dormire.

Era la prima volta che non si parlavano e che Nina era arrabbiata con lui, mettere la sua camicia (con il suo odore che la avvolgeva) non era stata una buona idea, ma di solito dormiva in lingerie provocante e il marito era sempre nudo.

Aveva troppa paura di quella lettera e di ciò che potesse esserci scritto.

Walter rimase sdraiato sulla schiena per mezz'ora a fissare il soffitto prima di voltarsi e acarezzarle dolcemente il collo. Non poteva dormire lontano da lei.

Quando la sentì irrigidirsi capì che era sveglia e le si avvicinò mettendosi a cucchiaio dietro di lei.

"Ti amo, voglio che tu lo sappia!" le sussurrò mentre la baciava dietro l'orecchio.

Nina lasciò scappare una lacrima e il suo corpo si rilassò.

L'uomo non riuscì a smettere di baciarla e mentre la voltava sulla schiena, sistemandosi su di lei e prendendo d'assalto la sua bocca, la mano le sbottonava la camicia.

Una volta aperta si diresse al suo collo ma Nina, che fino a quel momento era andata in paradiso contro la sua volontà, rinsavì prendolo per le spalle e alzandolo in modo da guardarlo in faccia.

"Lei chi è?" chiese ansimando.

"Lei chi?" rispose il marito non capendo.

Nina lo spinse via, sedendosi e richiudendo velocemente i bottoni.

"Spero almeno che sia giovane!"

"Hai pensato che ti tradissi?!" chiese inorridito.

"Al diavolo Walter cosa dovrei pensare?! Dopo anni di matrimonio e sesso fantastico nonostante l'età"

"Proprio perché è fantastico..." ma si fermò, realizzando che poteva essere il suo momento. Gli si ruppe il cuore ma pensò che forse era meglio farsi odiare piuttosto che essere pianto per un incidente che non era avvenuto solo perché non voleva dirle di essere malato.

Dirle la verità o farsi odiare per essere pianto meno dopo la sua morte?

Notò che la lettera sul comodino non era ancora stata aperta.

"Nina..."

"Vattene! Per favore, vai di la"

Mogio mogio ubbidì, andando a sedere sulla poltrona in salotto.

Nina si strinse nel lenzuolo a piangere finché non si addormentò.

Verso le tre del mattino la sua mano finì sul freddo e vuoto lato del marito e i suoi occhi si aprirono.

Piano piano si diresse nell'altra stanza e lo trovò addormentato sulla poltrona con una sua foto tra le mani. Aveva passato ore a fissarla (alla luce di una torcia per non svegliare nessuno) come a voler imprimere il suo viso già ben noto nella sua memoria.

La donna sorrise tristemente trattenendo le lacrime al vederlo così.

Nina lo coprì con un plaid e si piegò su di lui, baciandolo al lato della bocca.

"Ti prego. Ti prego. Ti prego non lasciarmi! Ti amo!" sussurrò prima di spegnere la luce e tornare in camera a sdraiarsi nella parte di lui avvolgendosi nella camicia per sentirlo più vicino.