Finalmente a casa, Charlotte si era messa comoda, guardando foto di famiglia.
"Mi dirai cosa c'è che non va?" le chiese Jean uscendo dal bagno dopo essersi fatto una doccia.
"Che vuoi dire?"
"Tesoro, stiamo insieme da talmente tanto che so quando qualcosa ti turba. Cosa c'è?"
"Niente"
"Quindi sfogliare le foto nel mutismo più totale è normale?"
"Mi dispiace"
"Perché?"
"Ti sto rovinando il San Valentino"
"Senti, solo perché oggi è la festa degli innamorati non vuol dire che dobbiamo fare sesso selvaggio fino a domani, anche se non mi dispiacerebbe. Io ti amo e voglio sapere cosa c'è che ti preoccupa"
"Mi mancano" disse tristemente accarezzando una foto dei genitori.
Jean sospirò e l'abbraccio.
"So quanto sia stato doloroso perderli entrambi a distanza di poco tempo.
Ero lì e ricordo bene come l'hai presa male, sia tu che le ragazze.
Almeno hanno conosciuto la piccola Allie" disse guardando la foto della suocera con in braccio una bambina bionda vicine a un cavallo.
"Grazie Jean"
"Per cosa?"
"Per tutto. Per avermi sostenuto sempre quando volevo studiare cucina, per avermi dato due ragazzi meravigliosi e una vita piena. Per aver accettato quando ti ho chiesto di adottare Astrid! Tu amore mio sei l'uomo migliore che abbia mai avuto la fortuna di incontrare"
"E ne hai incontrati molti?" le chiese per stuzzicare.
"Jean sono seria. Senza di te e la tua famiglia non sarei qui. Olivia è felicemente sposata, con due bambini meravigliosi, e una carriera che le piace. Certo quando da professoressa di chimica dell'università ci disse che sarebbe diventata modella ero terrorizzata"
"Si lo ricordo, ma Joshua è un ottimo fotografo e sinceramente sono contento che abbia pensato alla sua bellissima moglie per avere una modella, invece che passare le giornate con qualche altra ragazza"
"Già, anche se si sono sposati DOPO che lei è diventata la sua musa"
"Ma ci hanno comunque regalato due bellissimi nipoti"
"Si è vero, Allie e Henry sono adorabili. Perché ridi?"
"Ho ricordato che ti è venuto un colpo quando Olive si è tinta i capelli di rosso"
"Certo che si! Ma è bellissima comunque, sembra tua madre"
"Vero"
"I tuoi genitori sono fantastici. Amano tanto i nostri ragazzi. Sono così felice che abbiano accettato anche Astrid" disse guardando le foto dei suoceri con la ragazza in questione al suo fidanzamento con il loro figlio maschio.
"Charlotte te l'ho già detto. Astrid è nostra. Proprio come io sono di Walter e Nina"
"Oh Jean mi dispiace. Mi sento ancora peggio adesso"
"Perché?"
"Tu hai perso i tuoi quando eri un bambino e io..."
"Ma ne ho guadagnati altri due che amano me e mio fratello senza riserve. E amano te e i nostri tre figli. Chi l'avrebbe detto che Lincoln e Astrid.."
"Infondo non ci sono legami di sangue"
"Non credere che io abbia dimenticato che qualcosa ti turba signora" disse fissando la moglie.
"Ti amo Jean"
"Meno male perché ti amo anch'io"
"Te lo dirò prometto ma ora mi interessa di più la parte sul sesso selvaggio"
"Fortunato me, credevo non mi stessi ascoltando"
L'album e la triste notizia furono presto accantonati.
Il mattino dopo, Charlotte era nella vasca, piangendo.
La notte di passione col marito l'aveva aiutata a dimenticare momentaneamente il problema del suocero ma ora, alla luce di un nuovo giorno, era terrorizzata.
Walter e Nina erano così innamorati, così uniti, proprio come lei con Jean.
Ripensando alla loro vita insieme, il pensiero che potesse succedere qualcosa al marito la distruggeva e quindi si immedesimava in quello che Nina avrebbe provato.
Erano una coppia fantastica, nonni e bisnonni ancora migliori, e li avevano sempre appoggiati in ogni cosa. Come avrebbe reagito Jean se suo padre...?
Decise che non glielo avrebbe detto. Non poteva.
Si sarebbe odiata probabilmente ma se Walter si fosse confidato con lei invece che con Andy, sicuramente le avrebbe chiesto di mantenere il segreto. La lealtà non è maggiore dell'amore ma vanno a braccetto.
"Ehi che succede?" chiese preoccupato il marito entrando e trovandola raggomitolata a piangere nella vasca tra l'acqua fredda.
La fece alzare e le avvolse l'accappatoio per scaldarla.
"Mi dirai che succede?"
"Pensavo a quando Olivia ha avuto l'incidente"
Jean sospirò. Non poteva essere per quello che la moglie stava male dal giorno prima ma decise di non fare ulteriori pressioni, se avesse voluto glielo avrebbe detto a tempo debito.
《Effettivamente a febbraio anni addietro, Olivia venne coinvolta in un incidente. Stava attraversando la strada persa nei suoi pensieri, felice di aver appena appreso di essere incinta, quando un auto la prese in pieno sulle strisce pedonali.
Ovviamente aveva perso il bambino e questo aveva scosso un po tutti in famiglia, ma i dottori le avevano detto che doveva essere felice di avercela fatta.
Olivia non era più stata la stessa per circa due anni, lasciando perfino Joshua.
Faceva una vita da reclusa e non voleva vedere nessuno della famiglia, nemmeno i genitori.
Andandola a trovare, usando i mezzi a disposizione, Sharon le raccontò i suoi aborti e aveva funzionato. Le disse che a differenza sua aveva un marito che l'amava e le sarebbe stato accanto.
Dopo un bel pianto, Olivia tornò alla sua famiglia, chiedendo scusa a tutti e accettando finalmente la proposta di Joshua di sposarlo.
Dopo un anno era arrivata Allie e dopo cinque il piccolo Henry.》
Più tardi, Jean tornò dall'aver fatto la spesa e trovò la moglie pronta per andare al ristorante.
Lui era uscito in tuta, senza radersi, e sembrava un barbone allegro mentre lei pensava che tirandosi a lucido non si notasse che aveva pianto.
"Non è possibile. Una visione! Non può essere mia moglie. Ora mi volto e se ne va" disse serio, prendendola in giro spudoratamente per alleggerire l'umore e magari spingerla a dirgli cosa la tormentava.
