Si era voltato verso la porta e aveva contato fino a tre a voce alta.
"Ciao Charlotte" disse ridendo girandosi.
"Se la smetti di prendermi in giro possiamo andare a lavorare. Non fare più battute sul mio aspetto"
"Tesoro perché ti arrabbi? Sei bellissima"
"Mi prendi in giro"
"Io?! Sei bellissima" disse spostandole la sedia per farla accomodare a tavola per un caffè.
Sedette accanto a lei e la fissò, aspettando che dicesse qualcosa.
Quando rimase zitta lui le disse:
"Amore mio, mi stai preoccupando seriamente. Avevo deciso di non assillarti e che quando saresti stata pronta avresti tu stessa parlato con me ma... non ti vedo così tesa da quando dovevi annunciarmi di essere incinta di Lincoln, ricordi?"
[INIZIO FLASHBACK]
Nel luogo dove abitavano non nevicava quasi mai e quando lo faceva, era il minimo sindacale. Questo però non aveva impedito a Jean di giocare in giardino con le figlie e il loro cane quel pomeriggio.
"Mamma, cosa c'è?" chiese Astrid che era entrata per andare in bagno, vedendo la madre fissare dalla finestra con aria malinconica.
"Niente tesoro, perché?"
"Sembra che tu stia per piangere"
"Sono solo stanca. Abbiamo lavorato molto mentre eravate dai nonni e ci siamo presi QUESTA settimana di riposo in modo da poter stare con le due ragazze più belle e più in gamba del paese"
La figlia sorrise e la madre l'abbraccio, baciandole i ricci.
La sera, Astrid e Olivia diedero la buonanotte ai genitori e si ritirarono in camera.
"Mi dirai che cos'hai?" chiese Jean alla moglie.
"Niente perché?"
"Charlotte, mi prendi in giro?"
"No caro va tutto bene" disse sistemando una foto della figlia.
"Sono le 23 e stai spolverando. Tesoro ascolta, so che abbiamo lavorato molto in questo periodo e che sei stanca ma..."
"Sono incinta Jean"
"Cosa hai detto?"
"Ho detto che sono incinta" sospirò sconsolata sedendosi sul divano.
Il marito era rimasto in piedi a bocca aperta, fissandola.
Lei scosse la testa senza guardarlo, dicendo:
"Mi dispiace. Ho dimenticato che i medicinali per l'influenza fanno contrasto con la pillola.
Mi dispiace io... mi dispiace"
"Una domanda: di cosa ti stai scusando per l'esattezza?" chiese l'uomo sedendosi accanto a lei.
"Non era previsto. Da quando abbiamo le ragazze non abbiamo mai pensato di avere altri figli. Abbiamo appena aperto il nostro ristorante e un bambino.. mi...mi dispiace Jean"
"Perché? È la cosa più bella che potesse capitarci"
"Come?"
"Mi hai sentito. Abbiamo due splendide figlie ma non significa che non dobbiamo avere altri figli. Voglio dire, non ne abbiamo parlato è vero, ma un figlio? Maschio o femmina che sia? Dio è fantastico"
"Davvero?"
"Certo. Non potevi rendermi più felice. È per questo che eri così cupa in questi giorni?"
"Non sapevo come dirtelo. Avevo paura che..."
Non poté finire perché il marito la baciò appassionatamente.
"Sono così felice che l'hai presa bene" sospirò lei mentre andavano in camera.
"Non potrebbe essere diversamente. Ti amo. Vi amo. A quanto sei?"
"8 settimane. Possiamo aspettare a dirlo? Sai per via dei tre mesi e.."
"Certo. Intanto però questa settimana ti vizio, come già avevo intenzione di fare. Io e le ragazze abbiamo in mente un programma niente male"
"Ma se..."
"Volevano festeggiare la festa della mamma a modo loro. Direi che è appropriato"
"Ti amo Jean"
"Ti amo anch'io bellezza"
[FINE FLASHBACK]
