Di Cavalieri e di Castelli
"Lily"
Rick entrò nella stanza annunciandosi con un lieve tocco sulla porta, la sagoma rannicchiata della figlia lo accolse con uno scrollo di spalle. Era triste e un po' arrabbiata con la mamma, c'era da aspettarselo, come si fa a spiegare ad una bambina di quasi cinque anni che a volte gli adulti non possono stare dove vogliono ma dove devono...
"Posso sedermi?" Chiese con voce gentile, sentì che tirava su col naso, aveva pianto e sicuramente non voleva farsi vedere così dal papà, in questo era identica a Kate, in tante cose era una mini Beckett, fisicamente sembrava la sua versione miniaturizzata che non finiva mai di stregare Rick, il carattere era una fusione esplosiva di loro due, conciliava atteggiamenti apparentemente distanti anni luce, ma in lei si armonizzavano diventando quanto di più naturale si potesse osservare e amare in una bambina. Era una bimba intelligente, arguta ma tenerissima, sensibile e capace di voli incredibili nel mondo della fantasia.
Quando la mamma veniva chiamata all'improvviso per lei era sempre un momento difficile, anche se sapeva che la mamma sarebbe voluta rimanere lì con lei, e glielo diceva ogni volta, per lei quel momento di distacco era sempre traumatico.
"la mamma tornerà presto, lo sai" sussurrò Rick accarezzandole la guancia che si vedeva appena, la vide annuire e stropicciarsi gli occhi, poi finalmente si girò verso il papà e lo abbracciò molto forte, le manine sparivano attorno alla vita di Rick, che l'avvolse anche lui in un abbraccio cullante.
Poi si staccò lanciandogli una di quelle occhiate indagatrici che annunciavano domande scomode
"papà, ma la mamma, quando deve correre via, cosa fa?"
Erano stati sempre piuttosto vaghi sul lavoro di Kate, come si fa a dire ad un bambino così piccolo che i lupi cattivi esistono davvero? Rick sospirò e pensò bene a come rispondere
"lo sai, Lily, la mamma è... una specie di Cavaliere che combatte contro i mostri cattivi"
"davvero? Come il cavaliere azzurro che sconfigge il drago sputafuoco?"
"sì, una cosa del genere, e lei è bravissima nel suo lavoro, riesce a prendere tutti i cattivi e metterli in un posto in cui non possono più fare male a nessuno"
"per questo deve correre via, perché deve andare a catturare un mostro cattivo?"
"sì, tesoro"
"ma è pericoloso, deve combattere? Come il cavaliere azzurro? Lui combatte con la spada..."
"a volte sì, ma lei è formidabile e fortissima e non è mai sola, ci sono altri cavalieri sai, che sono sempre con lei"
"zio Ryan e zio Javy?"
"esatto, io lo so che la mamma ti manca quando va via così velocemente, manca anche a me, ma tu devi immaginartela su un bel cavallo che aiuta altre persone a stare bene, in pace, come stiamo noi qui"
"uhm, e tu, papà tu non vai a prendere i cattivi?"
Rick rimase un po' interdetto, da quando era nata Lily aveva praticamente smesso di andare al distretto e si era dedicato alla figlia e alla scrittura, gli mancava quel periodo fatto di indagini e ricerche gomito e gomito con la sua Kate, ma quello che aveva ora era di gran lunga il meglio che potesse sperare per loro. Avevano sconfitto il mostro più grande, la morte, ed ora avevano una principessa da crescere, per Kate tornare al lavoro era servito a sconfiggere le ultime paure e lui l'aveva incoraggiata, tendando ogni volta di fugare i dubbi e le incertezze di neomamma, che si affacciavano spesso a rendere le scelte sempre difficili. Ma Kate era la straordinaria detective che cercava di dare giustizia alle vittime, faceva parte di lei, lui amava anche quella parte di lei e non sarebbe stato giusto che se ne privasse.
"beh ecco, vedi Lily, papà..."
"papà, Lily, è il Castello..." la voce di Kate alle loro spalle li fece girare insieme
"mamma! Sei tornata prestissimissimo!" gridò felice la bambina il cui viso si era aperto in sorriso coinvolgente
"sì tesoro" si sedette anche lei sul letto della figlia regalandole un tenero abbraccio
"papà è la fortezza in cui possiamo stare tutti al sicuro" guardò il marito regalandogli uno sguardo carico di commozione, Rick la ricambiò, e le strinse la mano che teneva poggiata sul letto, c'era qualcosa di diverso in Kate quella sera, una luce negli occhi che lo inquietava e attirava nello stesso momento.
"come il Castello dorato del cavaliere azzurro?" continuò Lily rapita da quella storia in cui la mamma e il papà erano i protagonisti assoluti
"oh, di più, ricordi le mille stanze del castello dorato? Ecco papà qui dentro – e poggiò la mano sul petto di Rick cercando di nuovo i suoi occhi – ne ha mille e mille di più" sorrise ad entrambi, e cercò di nuovo gli occhi di Rick, che vibravano anche loro di sensazioni che stavano andando al di là delle parole
"che stanze mamma? Me lo dici, me lo dici?"
"oh, beh ne ha una grandissima piena di fantasia, poi un'altra un po' magica con la quale spesso aiuta mamma a prendere i cattivi, infine, una immensa piena di amore... che forse dovrà allargare un pochino per farci stare tutti, ma proprio tutti..." stavolta lo sguardo era eloquente come lo fu la reazione di Rick che quasi saltò sul letto
Era da giorni che aveva dei malesseri molto blandi, ma costanti, e quella sera, non appena era arrivata al distretto erano tornati più aggressivi, non si era preoccupata più di tanto, avevano un che di familiare che però non sapeva associare a nulla, poi aveva preso il calendario, fatto due conti e aveva smesso di respirare, era scesa aveva comprato un test e lo aveva fatto immediatamente, quando le due lineette s'erano disegnate sul display, aveva dato le consegne ai suoi uomini ed era tornata al suo Castello.
"vuoi dire che..." il viso di Rick era uno spettacolo, si sarebbe potuto usare come definizione di felicità assoluta, Lily li scrutava poggiata al suo cuscino gigante, aveva capito che era successa una cosa importante che stava facendo sorridere ed emozionare i suoi genitori, si stava emozionando anche lei anche se non sapeva ancora bene per cosa, poi ripensò alle ultime parole della mamma
"il Castello si deve allargare perché arriverà qualcuno vero mamma?"
"uhm, sì tesoro"
"un fratellino o una sorellina? O tutt'e due!" saltò sul letto felice
"tutt'e due non credo tesoro..." l'idea di avere due gemelli le fece accapponare la pelle, secondo lei era riuscita a malapena a gestirne una, figuriamoci due! ovviamente Castle non era dello stesso avviso "ti immagini due fratellini in un colpo solo Lily!?"
"ehi voi due piano frenate la fantasia!"
"potremmo iniziare a scegliere i nomi!" propose Lily seguita dal padre "eh già e poi avranno bisogno di una cameretta"
"avranno, nomi... non sono de gemelli levatevelo dalla testa"
Continuarono così per tutta la serata una della più magiche in assoluto, fatta di progetti, idee, risate e scherzi, niente paure, insicurezze o mostri cattivi, quelli dentro al Castello non potevano entrare.
Fine
ispirata dal disegno di Pascal Campion instagram com/p/Bd6x4U9hQAF/?taken-by=pascalcampionart
