Epilogo

Tre anni dopo…

Svegliarsi la mattina mentre lei dormiva ancora, le accadeva molto spesso e ogni volta rimaneva affascinata nel guardarla dormire beatamente. In quelle occasioni sembrava che tutto quello che avevano dovuto passare fosse stato solo un sogno.

Quando ripensava a qualche anno fa, ricordava il suo viso sempre teso e preoccupato. Dopo Toy, era stata per molto tempo in ansia per la salute della madre, erano state separate per moltissimo tempo, arrivando a non vedersi per settimane intere. In quel periodo lei era impegnata nell'officina del padre mentre Michiru trascorreva tantissimo tempo a casa dei genitori, per prendersi cura della madre. Di quel periodo ricordava perfettamente i suoi occhi sempre preoccupati e stanchi.

Le sfiorò delicatamente la fronte, spostandole una ciocca di capelli, sorridendo quando la vide muoversi lentamente per poi aprire gli occhi.

-Non volevo svegliarti- mormorò, continuando a sfiorarle la pelle delicata della fronte.

-Che ore sono? - le chiese, crogiolandosi sotto il suo tocco.

-Le sette- rispose, lasciando scivolare le dita lungo il viso.

-Devo controllare…-

-Ci ho già pensato io, non preoccuparti- la rassicurò, mentre le dita continuavano a guadagnare terreno sul suo corpo -torna a dormire-

La vide sorridere alle sue parole per poi afferrarle la mano e portarsela alle labbra -Anche per questa dovrei tornare a dormire? - domandò un attimo prima di posare le labbra sulle sue dita e lasciarle un bacio lento e sensuale.

-Michiru…-

Allungò la mano libera per afferrarla dietro la nuca e attirarla a sé -Non devi rispondere- bisbigliò, per poi attirarla sulle sue labbra.

Labbra che iniziarono a baciarla senza darle il tempo anche solo di riflettere.

Labbra, le sue, che si schiusero per accogliere quel bacio appassionato che stava diventando ingestibile.

Facendosi leva sul braccio, la sovrastò, posizionandosi tra le gambe che l'altra subito allargò, permettendole di adagiarsi senza essere pesante. Avvertì le dita di Michiru affondare nei suoi capelli, attirandola sempre più a sé, facendo aderire i loro corpi, portandola a muoversi lentamente per stuzzicarla e stuzzicarsi contemporaneamente.

Non era cambiato nulla tra loro, come succedeva all'inizio, anche ora un semplice bacio diventava subito preludio di qualcosa di più. Avveniva sempre tutto con naturalezza, come se fossero sincronizzate in tutto. Bastava un semplice sguardo, una semplice occhiata per riconoscere il desiderio nei suoi occhi e era sicurissima che lo stesso valeva anche per Michiru.

Mosse leggermente il bacino seguendo il ritmo del loro bacio, strappandole un gemito di puro piacere, mentre si inarcava sotto al suo corpo nel tentativo di avere maggior contatto.

Era così recettiva ad ogni suo tocco e questo la faceva impazzire: sapere di riuscire a scatenare in Michiru reazioni sempre così incontrollate…

Staccò le labbra da quelle di Michiru per iniziare a baciarle il collo, mentre l'altra stringeva forte tra le dita i suoi capelli, continuando a seguire i movimenti del suo bacino, facendo aumentare il desiderio di entrambe. Lasciò vagare le mani lungo le braccia nude, portando con sé le bretelline della camicia da notte, spogliandola. La sentì gemere più forte quando le sue labbra scesero lungo la pelle bollente del collo per fermarsi sul suo seno nudo. La sentì inarcarsi in cerca di quel tocco che bramava ma che lei era decisa a negarle ancora per un po'. Ritornò a dedicarsi al suo collo, facendola gemere di disapprovazione.

-Haruka…- si lamentò, liberandole i capelli per lasciar vagare le mani lungo la sua schiena. Avvertì le sue dita intrufolarsi sotto la maglietta per toccarle la pelle nuda alla base della schiena, per poi risalire lentamente, regalandole brividi in tutto il corpo.

-Cosa? - bisbigliò, afferrandole il lobo dell'orecchio tra le labbra e succhiando mentre lo lambiva con la lingua.

-Non…fai piano…segni…- ansimò, aprendo gli occhi e scostandosi per guardarla negli occhi -sei sempre così irruenta- si lamentò, falsamente infastidita.

Alzò il viso, puntano il naso a pochi centimetri da quello di Michiru per guardarla dritta negli occhi -A te piace quando sono irruenta- affermò, bloccando ogni suo movimento -ricordo perfettamente come ti piace quando ti prendo con irruenza-

Ed era vero.

Le piaceva l'irruenza di Haruka.

Le piaceva lasciarsi andare quando l'altra l'assaliva. Le piaceva lasciarle il controllo del suo corpo tanto quanto le piaceva avere il controllo sul corpo dell'altra.

-Tu però non sai mai quando devi controllarti. Non sai mai dove puoi osare e dove no- protestò, stringendole le ginocchia intorno ai fianchi nel muto ordine di tornare a muoversi.

-Non credo di capirti-

-Sul collo non puoi… devi stare attenta… siamo in estate non posso coprirmi-

Rimase per un attimo a fissarla, elaborando le sue parole.

-Quindi qui posso osare- dichiarò, abbassando il viso, dedicandosi al suo seno.

-Oh cavolo, sì che puoi e non osare fermarti-

E non lo fece.

Non aveva nessuna intenzione di farlo.

Baciò e succhiò i suoi seni godendo dei gemiti di puro piacere dell'altra. Scese lentamente lungo il suo addome, dedicando maggiore attenzione all'ombelico, fermandosi solo quando si era completamente liberata della camicia da notte. Restò a baciarla sulla cucitura degli slip, mentre con le dita le sfiorò la stoffa facendola inarcare al suo tocco.

-Haruka…- tentò di richiamare la sua attenzione -vieni qui-

Raggiunse le sue labbra, impossessandosene per un bacio impetuoso, che l'altra subito ricambiò. Si staccò da lei e si inginocchiò tra le sue gambe, afferrò la sua maglietta e con un unico gesto se ne liberò. Tornò a sdraiarsi sul corpo dell'altra facendo aderire i loro seni -sei pronta? - le mormorò a fior di labbra, mentre la mano s'intrufolò nei suoi slip.

Non ci fu risposta alla sua domanda.

Non ci furono parole.

Ci furono solo sospiri e gemiti quando lentamente e con delicatezza la penetrò, portandola ad assecondare ogni sua spinta con il bacino. Le catturò le labbra tra le sue, invadendola con la lingua a ritmo delle sue spinte. Michiru la strinse forte a sé, muovendosi in sincronia con lei, gemendo ad ogni spinta e incitandola a non fermarsi.

Nel loro rapporto nessuna aveva un ruolo predominante, nemmeno quando facevano l'amore: per entrambe era importante il piacere dell'altra tanto quanto il proprio.

Le afferrò la nuca, proprio come aveva fatto poco prima, e l'attirò a sé, appoggiò le labbra sul suo orecchio e bisbigliò -Nuda…ti voglio nuda-

Le afferrò con prepotenza le labbra in un bacio impetuoso per poi staccarsi completamente dal suo corpo, le afferrò l'elastico degli slip, facendoli scivolare lungo le gambe, fino a sbarazzarsi completamente di quell'ostacolo. Le lanciò uno sguardo per poi afferrare i suoi di slip per liberarsene, quando le dita di Michiru la fermarono.

-Faccio io- dichiarò, spostandosi per farla sdraiare al suo fianco. La sovrastò per ripetere gli stessi movimenti che la bionda aveva fatto poco prima, liberandola.

-Sei stupenda- ansimò, lasciando vagare le dita sulle gambe della bionda, facendole aprire. Si insinuò tra di esse, abbassandosi per baciarla intimamente.

-Oh cazzo! Michiru…- ansimò, inarcandosi violentemente, scossa da una scarica di piacere incontrollato. Chiuse gli occhi, affondando la testa nel cuscino mentre il bacino iniziò a muoversi incontrollato. Avvertiva il piacere montare in lei velocemente, troppo velocemente.

Affondò le dita tra i soffici capelli di Michiru, spingendole delicatamente la testa per avere maggior contatto.

Sentì quella familiare sensazione iniziare a crescere velocemente dentro di lei.

Il corpo iniziare a muoversi incontrollato mentre seguiva il ritmo dettato dalla lingua dell'altra

Le gambe tremare…

Il cuore battere forte, sul punto di esplodere…

E poi…

Spalancò gli occhi quando l'altra si staccò, mettendo fine al suo piacere.

-Che cazzo fai? -

-Non così- dichiarò, spostandosi e facendole chiudere la gambe -non ti ho voluta nuda per questo- continuò, mettendosi cavalcioni su di lei. Le afferrò entrambe le mani portandogliele sopra la testa.

-Che intenzioni hai? - le chiese, guardandola intensamente negli occhi, intuendo già l'intenzione della sua donna. Conosceva quello sguardo.

-Voglio solo fare l'amore con la mia donna- ansò, sdraiandosi su di lei, facendo aderire completamente i loro corpi e iniziando a muoversi, mentre i loro sessi si sfioravano donando a entrambe scariche di piacere.

E chi era lei per negarle qualcosa?

Sorrise, accogliendo le labbra di Michiru che iniziarono a giocare con la sua bocca, seguendo il ritmo lento del suo corpo.

-Lasciami le mani, voglio toccarti- ansimò, con le labbra ancora attaccate alle sue.

Le lasciò andare le mani, sollevandosi, inarcando la schiena quando la bionda iniziò a seguirla con il bacino.

Nella stanza i loro gemiti furono l'unico suono che le accompagnava.

Chiuse gli occhi quando avvertì le dita della bionda sfiorarle la pelle dell'addome in una carezza lenta e sensuale, fino ad afferrarle i seni con entrambe le mani, per poi farle scendere e afferrarle i fianchi, inducendole un ritmo più serrato.

Il suo corpo era ormai al limite, aveva bisogno di afferrare quel piacere che aumentava ad ogni movimento dei loro corpi e che stava urlando per liberarsi.

Con uno scatto, allontanò la schiena dal letto per afferrale la nuca e baciarla, intensificando le spinte mentre ricorreva i movimenti ormai incontrollati di Michiru.

Lasciò vagare il braccio per afferrarla per la vita mentre, facendosi leva con l'altro braccio sul letto, iniziò a spingere sempre più forte e velocemente.

La sentì gemere forte ad ogni affondo…

Avvertì il suo braccio cingerle il collo…

Percepì il momento in cui Michiru raggiunse il culmine, facendole irrigidire tutto il corpo…

La seguì quando il piacere esplose, facendola tremare incontrollatamente tra le sue braccia.

Affondò il viso nel suo collo per attutire il gemito che non era riuscito a trattenere nell'istante in cui anche il suo piacere esplose.

Si lasciò cadere sulla schiena, trascinandola con sé, entrambe prive di ogni forza e con il respiro corto.

Affondò le dita nei capelli soffici, le afferrò il viso e la baciò.

-Sei bellissima- mormorò, specchiandosi negli occhi azzurri di Michiru, che in quel momento sembravano così limpidi e appagati.

-A che ora devi andare a lavoro? -

Ancora nude, erano sdraiate sul letto con Michiru appoggiata sul suo petto. Come ogni volta, dopo aver raggiunto il piacere, amavano scambiarsi carezze e parlare di qualsiasi cosa.

-Non lavoro. Oggi è un giorno speciale-

Le afferrò la mano, intrecciando le loro dita mentre sorrideva alle parole della bionda -Già è un giorno speciale- concordò, stringendo le dita intorno a quelle dell'altra.

-Ti fermi mai a pensare a come tutto è iniziato? - le chiese all'improvviso -certo io qualche anno fa non avrei mai pensato che un giorno sarei arrivata a questo punto- confessò la bionda, sciogliendo l'intreccio delle loro dita, per lasciarle poi vagare tra i capelli dell'altra.

-Se poi pensi al fatto che dobbiamo ringraziare Usagi, la cosa sfiora l'assurdo-

-Usagi? - chiese confusa, spostandosi con il busto per poterla guardare.

-Ricordi cosa ti ha spinta a chiedermelo? -

Odiava fare shopping

Lo aveva sempre fatto fin da bambina, quando la madre la costringeva a seguirla nelle compere.

E quel giorno aveva capito di odiarlo ancora di più se con lei c'era una donna incinta, presa dagli ormoni e incapace di scegliere tra vestini e scarpine.

Usagi le aveva chiesto di accompagnarla e, presa dal senso di colpa verso un'amica incinta, con un pancione ben evidente, si era lasciata convincere ad accettare. E se nei primi negozi tutto era filato liscio, la situazione era degenerata quando erano entrate nei negozi per i corredini. Aveva visto la biondina incapace di scegliere tra due tutine praticamente identiche, solo di due tonalità di rosa diverse. Se poi aggiungevi le commesse che come avvoltoi non facevano altro che mostrarle altre tutine, altre scarpine, mettendola completamente in crisi.

E ora, dopo quasi due ore ininterrotte di shopping e lamentele, era finalmente libera di tornare a casa.

Una cosa però di tutta quella giornata era stata sorprendente: il viso raggiante di Usagi.

Da quando aspettava una bambina, la biondina era diventata estremamente bella. Per non parlare della luminosità che le leggeva negli occhi. Era qualcosa di stupefacente.

E in quell'esatto momento...

Nell'attimo stesso in cui posò gli occhi sulla sua Michiru, intenta a preparare quello che doveva essere il loro pranzo, si ritrovò a chiedersi come sarebbe stata lei con il pancione.

Come sarebbe stato stringerla tra le braccia sapendo che nel suo ventre cresceva una vita.

Come sarebbe stato specchiarsi nei suoi occhi resi splendenti dalla gioia della maternità.

-Come è andata? -

La voce di Michiru la distolse da quei pensieri, riportandola alla realtà.

-Come previsto, un disastro- si lamentò, avvicinandosi a lei per darle un bacio a fior di labbra -Siamo andate in un negozio premaman e non sapeva decidere quale camicia da notte comprare per quando partorirà-

Aprì il frigo e prese una bottiglia d'acqua -Ci credi che ha preteso che le dicessi quale le stava meglio? - le chiese, aprendo la bottiglia per berne un generoso sorso -Ho dovuto farle capire che andava a partorire non ad una sfilata- dichiarò mentre riponeva la bottiglia nel frigo.

-Haruka non bere dalla bottiglia- la rimproverò, continuando a tagliare le verdure.

-Poi siamo entrate in un negozio per neonati e ha avuto inizio la tragedia-

-Dai non essere esagerata-

-Esagerata? - ripeté, avvicinandosi a lei -Si è presa quasi un'ora per decidere tra due tutine completamente identiche, solo perché erano di due tonalità di rosa leggermente diverse-

-Cerca di capirla, lo so che per te può sembrare stupido, ma stai parlando di una futura mamma-

-Appunto una futura mamma deve essere in grado di decidere di comprarle entrambe e evitare di fare tante moine-

Appoggiò il coltello sul tavolo e le si avvicinò -Povera la mia Haruka- mormorò, sfiorandole il viso -almeno c'è qualcosa che si può salvare? -

Le afferrò i fianchi e l'attirò a sé, circondandola con le braccia -In effetti… sai ho notato che la gravidanza ha reso Usagi ancora più radiosa e bella-

-Bella mossa ma non funziona Haruka- dichiarò, staccandosi da lei per ritornare a dedicarsi al pranzo -Non mi renderai gelosa di una donna incinta-

-Non era mia intenzione. Mi sono solo ritrovata a chiedermi come sarebbe stato vedere te con quella luce negli occhi- affermò, facendo qualche passo verso di lei -Come sarebbe stringerti tra le braccia mentre porti in grembo un nostro bambino- continuò, fermandosi a pochissimi passi da lei. La fece voltare e le afferrò il viso con entrambe le mani -Mi sono chiesta come sarebbe stato specchiarmi nei tuoi occhi mentre hai in grembo il nostro bambino-

La vide sgranare gli occhi e deglutire con difficoltà -E quale è stata la risposta? -

-Mi piacerebbe tanto scoprirlo-

-Stai… mi stai dicendo che…-

-Vogliamo avere un bambino, Michiru? -

-È cresciuta molto dall'ultima volta che l'ho vista-

Si voltò per incrociare gli occhi di Judy, ferma al suo fianco che le sorrise per poi tornare a guardare la festeggiata della serata.

Un sorriso si dipinse spontaneamente sul suo volto quando intercettò il suo sguardo e capì a chi si riferisse -Già, sembra crescere ogni giorno sempre di più-

-Sai non l'ho mai vista così- dichiarò all'improvviso Judy, mandandola per un attimo in confusione -Non… quando mi ha informato della vostra decisione, mi sono preoccupata-

La vide spostarsi per fronteggiarla e d'istinto fece lo stesso, trovandosi cosi una difronte all'altra.

-Ero preoccupata che si sarebbe lasciata convincere-

-A cosa ti riferisci? -

-Forse tu non lo sai, ma qualche anno fa, quando ci siamo conosciute ho parlato con Haruka e lei non mi sembrava così convinta ad avere un bambino, mentre…- abbassò lo sguardo, restando in silenzio in evidente imbarazzo.

-Mentre io sì e hai creduto…-

-Ho solo visto l'amore che prova per te e ho pensato…-

-Hai pensato che io l'avrei costretta ad accettare…-

-Non puoi certo biasimarmi- cercò di difendersi l'altra.

-Sai vero che è stata lei a chiedermelo? -

-Haruka me lo ha detto-

-Bene quindi è inutile parlarne ora- puntualizzò, evidentemente ferita dalle sue velate accuse.

-Ascolta Michiru io non ti sto accusando di nulla, e se le mie parole ti hanno fatto capire il contrario, ti chiedo scusa-

-Lascia stare, non ho bisogno delle tue scuse. Posso capire cosa ti abbia spinto ad agire in quel modo- rispose, mentre fissava la bionda a qualche metro da lei che sorrideva a qualcosa che Tetsu e Amy stavano dicendo. La vide sfiorare delicatamente il pancione della donna e dirle qualcosa.

-Lei è sempre stata convinta di non essere adatta- iniziò Judy, spostando lo sguardo sulla cugina intenta a parlare con i suoi amici -Ho cercato più di una volta di farle capire che non era vero, le ho fatto notare come mi fosse stata di aiuto con Samuel, ma lei si ostinava a ripetere che non era la stessa cosa. Quando poi l'ho vista così preoccupata perché non era sicura di riuscire a darti quello che volevi…Mi sbagliavo Michiru-

-Non le avrei mai chiesto di avere un bambino-

-L'ho capito solo dopo quando ho visto per la prima volta come la guardavi mentre la stringeva tra le braccia- mormorò, spostando lo sguardo dalla cugina per affrontare l'azzurro di Michiru -Ti ringrazio Michiru per essere riuscita a donarle quella fiducia di cui aveva bisogno per essere finalmente felice-

Non le rispose.

Non avrebbe saputo cosa risponderle.

Haruka era una donna forte e determinata e non era così sicura di aver fatto quello per cui Judy la stava ringraziando. Lei si era semplicemente limitata ad aspettare, perché in fondo al suo cuore aveva sempre saputo che quel giorno sarebbe arrivato. L'amore che provavano l'uno per l'altra era troppo forte da condividere, era logico arrivare a decidere di regalarlo a un altro essere.

Un piccolo esserino che ora colmava le loro giornate e i loro cuori di un amore infinito.

Aveva trascorso tutta la serata a parlare praticamente con tutti: era stata rapita da sua madre che non faceva altro che ripeterle di quanto fosse felice per lei e Michiru e ogni volta che lo faceva, immancabilmente i suoi occhi si riempivano di lacrime. Aveva scambiato qualche parola con la madre di Michiru che, a differenza della sua, riusciva a controllare le sue emozioni. In tutto quel trambusto non aveva avuto la possibilità di restare con Michiru neanche per un secondo e la sua intolleranza alle persone stava arrivando al limite. Si guardò intorno per cercarla ma non c'era. L'aveva vista parlare con sua cugina, poi però l'aveva persa di vista, richiamata dalla presenza di chi non avrebbe mai immaginato le avrebbe rivolto la parola. Dopo aver dato un ultimo sguardo alla stanza ed essersi assicurata che stesse bene, si allontanò per dirigersi in cucina.

E come aveva immaginato lei era lì. Si avvicinò cingendole la vita.

-Che fai? - le chiese, appoggiandole il mento sulla spalla -Oh che bella- affermò, quando vide la torta che Michiru stava preparando.

-L'ha fatta Makoto. Come sta andando di là? -

-Bene, ma credo sia arrivato il momento di mettere fine a questa cosa- dichiarò, affondando il viso nel collo dell'altra.

-Sei stanca? -

-Non sai cosa è appena successo-

-Tutto bene? - chiese, leggermente allarmata.

-Sì, solo che non… tuo padre mi ha chiesto di aiutarlo con la sua auto-

-Cosa? - si voltò tra le sue braccia per guardarla meglio.

-Si è avvicinato e all'improvviso mi ha chiesto dell'officina dove lavoro. Io gli ho risposto come al solito e lui mi ha chiesto se per caso ci occupavamo anche di macchine d'epoca-

-La sua macchina d'epoca? -

-Già. Mi ha chiesto se la persona che si occupa delle riparazioni fosse di fiducia e io mi sono ritrovata a chiedergli che problema avesse la macchina-

-Lui quella macchina non la fa toccare a nessuno-

-Lo so ecco perché mi sono offerta di dargli un'occhiata. Io era straconvinta che avrebbe rifiutato-

-Ha accettato? -

- "Sarebbe perfetto!" Ha detto con quel suo tono autoritario- affermò, cercando di imitare il tono deciso dell'uomo.

-Questo sai cosa significa? -

-Che mi sono cacciata in un bel guaio-

-Significa che si fida di te- dichiarò con entusiasmo. Il rapporto fra Haruka e suo padre, nonostante fossero trascorsi degli anni, sembrava scorrere ancora su un filo sottilissimo, pronto a spezzarsi. Ora invece sembrava che l'uomo stesse facendo dei passi in avanti.

-Sì che bella fregatura se combino qualche guaio! - si lamento la bionda -se per caso dovessi sbagliare qualcosa, sarebbe davvero la fine-

-Sei bravissima nel tuo lavoro, sono sicurissima che andrà tutto bene- la rassicurò, sfiorandole il viso.

-Se lo dici tu-

-Dai su fammi prendere la candelina che è arrivato il momento di spegnerla- dichiarò, staccandosi dalla bionda per continuare il suo lavoro sulla torta.

-Ci pensi che è già passato un anno? - bisbigliò la bionda, avvicinandosi a lei -un anno da quando abbiamo stretto tra le braccia la nostra bambina-

-Forza Michiru ci siamo quasi-

La voce della dottoressa che incoraggiava la sua donna, intenta a spingere ormai da… non riusciva più a capirlo, divenne improvvisamente un eco lontano, quando il pianto forte e squillante di un bambino invase la stanza.

-È una bella bambina-

Il cuore le batteva furioso nel petto, mentre gli occhi sembravano impazziti mentre si spostavano convulsamente da Michiru al viso della dottoressa, nascosto dietro quella mascherina, mentre l'ansia di vederla per la prima volta divenne improvvisamente difficile da gestire.

Gli stessi occhi che iniziarono ad inondarsi di lacrime quando la dottoressa porse un piccolo fagottino tra le braccia della sua Michiru. In quell' esatto istante riusciva solo ad avvertire le lacrime che le bagnavano il viso e il cuore che rischiava di scoppiare nel cuore.

-È bellissima-

Spostò lo sguardo da quel fagottino per guardare la sua Michiru che come lei aveva il viso rigato di lacrime e la voce incrinata dall'emozione. Senza riflettere, le appoggiò la mano al viso e le sussurrò -Ti amo- e incurante della dottoressa e dell'infermiera, si abbassò per poggiare le labbra su quelle di Michiru.

-Come la chiamerete? - chiese loro la dottoressa.

-Misaki-

-Credi che riuscirà a spegnerla? - le chiese Haruka mentre lei cercava di posizionarla senza fare danni.

-Haruka hai iniziato ad insegnarglielo almeno due mesi fa, credo proprio che ce la possa fare. Basterà che la sua mamma le dica di soffiare-

-Lei però a volte è cosi testarda-

-Chissà a chi assomiglia-

-Cosa intendi? -

-Haruka sarà meglio andare di là- dichiarò, prendendo la torta per uscire dalla cucina.

La seguì in salone dove Michiru si diresse verso il tavolo, lei invece andò a recuperare la loro bambina, intenta a giocare con Usagi e la sua bambina.

Le mise le mani sotto le ascelle e senza difficoltà la alzò -Sei pronta a soffiare la candelina? - le chiese, mentre la piccola le diede uno schiaffetto sul viso. Sorrise al suo sguardo contrariato, evidentemente irritata dall'essere stata interrotta -Non arrabbiarti dobbiamo soffiare la candelina, ricordi? -

-Bavaaaa- iniziò ad urlare la piccola, battendo le mani e ridendo felice.

-Sì brava, ma prima dobbiamo soffiare- le disse, iniziando a soffiare all'aria per ricordarle come fare.

Misaki iniziò così a imitare la mamma, continuando a battere le mani.

Si affiancò a Michiru che aveva messo la torta sul tavolo e si apprestava ad accendere la candelina ma la piccola allungò una mano per afferrarle una ciocca di capelli e tirare, nell'evidente tentativo di richiamare la sua attenzione.

-Ehi, così mi fai male- la rimproverò gentilmente Michiru, afferrandole delicatamente la manina per farle aprire le dita -Dai vieni da me- aprì le braccia e la bambina le si gettò addosso senza esitazione.

-Tota, tota- strillò, allungandosi per afferrare l'oggetto che realmente le interessava.

-Oh… e io che credevo volesse me- mormorò, facendo un passo indietro mentre aggiustava Misaki tra le braccia.

-Su su, mettetevi in posa che vi scatto una foto-

Di fronte a loro Samuel era già pronto con il suo telefono.

-Aspetta- prese l'accendino dalle mani di Michiru e accese la candelina -Forza amore, soffia- bisbigliò all'orecchio della bambina, che sembrava un po' frastornata dalle voci di tutti i presenti che avevano iniziato a cantarle "Tanti Auguri".

In quel momento l'emozione che provava fu qualcosa di inaspettato e di sconvolgente: vedere la sua bambina che si avvicinava alla fiamma della candela e soffiava proprio come lei le aveva insegnato, le riempì il cuore di gioia e di orgoglio. E quando incrociò lo sguardo di Michiru, capì che anche lei stava provando le sue stesse emozioni.

Ci fu un boato generale quando la candelina si spense e la sua bambina iniziò a strillare felice mentre batteva le mani.

-Si è addormentata- bisbigliò Michiru, sedendosi al suo fianco sul divano. Erano andati tutti via e lei si era seduta un attimo sul divano con Misaki, che ne aveva subito approfittato per sdraiarsi su di lei e dormire.

-È stata una serata stressante per lei- mormorò, accarezzandole delicatamente la schiena. Amava averla in quella posizione, tanto quanto la sua bambina amava dormire su di lei -L'ha spenta. Ci è riuscita-

-Avevi qualche dubbio? Nostra figlia è una bambina straordinaria- rispose, sfiorandole il viso leggermente.

-Non svegliarla- borbottò la bionda -sai anche tu che se si sveglia dopo ci vorrà un secolo per farla riaddormentare-

-Allora portiamola di là- si alzò, aspettando che la bionda la seguisse, quando la vibrazione del telefono di Haruka le avvisò dell'arrivo di un messaggio.

-Controlli chi è? - le chiese, aggiustandosi la bambina tra le braccia.

-È Samuel, ti ha inviato la foto- rispose, rimanendo per un attimo a guardarla per poi voltare il telefono e farla vedere anche alla bionda.

In quella foto la sua bambina sembrava veramente felice.

Soffermandosi sul sorriso della figlia, capì di essere stata veramente fortunata ad avere lei e Michiru nella sua vita.

-Questa la dobbiamo incorniciare- dichiarò Michiru, avvicinandosi a lei -sarà la nostra prima foto di famiglia-

Fine

Allora siamo finalmente arrivate alla fine!

Spero davvero che aspettarmi per tutto questo tempo ne sia valsa la pena. Ho cercato con tutte le mie forze di creare qualcosa degno di essere letto e spero davvero di esserci riuscita.

Ringrazio di cuore tutti per essere stati pazienti con me e di avermi sostenuta, nonostante la mia lunghissima assenza.

Dopo questo capitolo ci sarà un extra che è una one-shot che scrissi come regalo di Natale che riprende Haruka, Michiru e la piccola Misaki qualche anno dopo. Ho deciso di inserirla per dare a tutti quelli che non hanno letto la prima versione la storia completa.

Vi ringrazio di cuore e ora che siamo arrivati alla fine, mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate di questa storia.