Incastri

Lui così grande da poterla raccogliere quasi per intero su di sé, avvolgendola con le sue braccia possenti, ma sempre delicate quando toccava la sua pelle. Lei un corpo slanciato, i muscoli allenati alla lotta quotidiana contro i peggiori assassini, diventava il suo perfetto incastro.

Amava l'incavo del suo collo, ci entrava a perfezione, come se fosse stato modellato solo perché lei potesse perdercisi dentro, assaporare il suo profumo, trovare la sua terra d'approdo, ristoro e pace.

C'erano notti in cui sapevano amarsi e darsi piacere reciproco avvinghiando i loro corpi in una spirale infinita di contatti tra pelle e labbra, dita che scorrevano sapienti esplorando le zone più sensibili dei loro corpi, accendendo desideri sempre più crescenti fino al culmine raggiunto sempre in modo diverso ma con intensità che toglieva il fiato, ogni volta e ogni volta attendevano uniti che il piacere si trasformasse in tiepido languore, fino a lasciarli sfiniti, divisi nei corpi, uniti in tutto il resto.

E poi c'erano quelle sere, o mattine, o pomeriggi, in cui bastava quell'incastro perfetto, lei in braccio a lui, le gambe incrociate a farle da sedia, le braccia avvolgenti che si perdono tra i suoi capelli, lei che respira piano facendo vibrare la pelle tra collo ed orecchio, i cuori che lentamente si accordano per battere all'unisono. E sono solo carezze, e baci, in un incastro perfetto.

fine

STORIA ISPIRATA DAL DISEGNO DI PASCAL CAMPION instagram com/p/Bdfv_9mhnFZ/