Capitolo 8: Uniti vinciamo
La Spada della Protezione. Catra era riuscita a rubare l'arma che riuscisse a trasformare Adora nella leggendaria She-Ra, la Principessa del Potere. La lucente lama fece rispecchiare il volto, in preda dalle risate. «Guardi questa spada!» disse lei euforica alla Tessitrice d'Ombre, girata di spalle verso il Black Garnet «Deve ammetterlo Tessitrice d'Ombre, in una sola missione ho inflitto più danni alla Ribellione di chiunque altro! Ho avuto successo per fino dove lei… Ha fallito!». La strega si era già irritata alla sua prima parola: non sopportava che avesse fatto qualcosa in cui lei nemmeno si era avvicinata. Ascoltò comunque tutta l'arroganza della ragazza, mentre ricaricava i suoi poteri attraverso la pietra runica. Fu in quel attimo che uno degli schermi della stanza si accese, mostrando Hordak. «Tessitrice d'Ombre.» chiamò lui con la sua solita voce seria. La gatta era già sul posto per prendersi la gloria che meritasse, ma la donna la batté sul tempo. «Mio signore.» rispose l'anziana al richiamo. «Ti faccio le mie lodi per la cattura della principessa di Bright Moon.» spiegò il leader «Alla regina Angella è stato concesso fino al sorgere della Luna di domattina… Per consegnarsi alle nostre forze.». «Grazie, Lord Hordak.» si inginocchiò la strega «Sapevo che sareste stato soddisfatto del mio lavoro.». Soddisfatta del suo lavoro? Catra voleva utilizzare la spada per dargli una lezione, ma dovette trattenersi. «Mi ha dimostrato il tuo valore… Oggi.» concluse il capo dell'Orda chiudendo la comunicazione. «Il suo valore?» interrogò irritata il Capitano dell'Esercito irritata «Sono io quella che ha portato qui la principessa di Bright Moon, non lei!». «Sei sotto il mio comando Capitano dell'Esercito.» spiegò la Tessitrice d'Ombre, strappando dalle mani della ragazza di fronte a lei l'arma magica «Per questa ragione ogni tuo successo viene attribuito a me.». «Quindi io faccio il lavoro ed a lei la gloria?» domandò la ragazza gatto con rabbia. «A volte è semplicemente così che vanno le cose.» concluse la donna. Catra lasciò perdere la discussione, sapendo che fosse una battaglia persa, e se ne andò irritata dalla stanza. La Tessitrice d'Ombre invece, guardò la cella elettrica ed il suo prigioniero: Glimmer. La principessa riaprì gli occhi a fatica, intontita da talmente tanto tempo era inconscia. La strega oscura apparve di fronte a lei «Benvenuta nella Zona della Paura, principessa.». L'oscurità iniziò ad avvolgere la ragazza.
Nella Sala delle riunioni di Bright Moon, Angella era disperata: cosa doveva fare? Sua figlia era stata rapita e l'Orda voleva un riscatto. Qualsiasi scelta avrebbe fatto, sarebbe stata un male. Adora e Ben la videro dalla soglia della porta, a pensare ad una decisione da prendere. «Vostra maestà…» iniziarono i due, interrotti subito. «Non avrei dovuto permetterle di lasciare questo castello… Ed adesso? Ho davanti una decisione impossibile: come capo della Ribellione, come posso accettare di consegnarmi al nostro nemico… Ma come madre, come posso non farlo?» disse la regina, in preda ad una crisi esistenziale. Prese infine una decisione, quella che nessuno della Ribellione avrebbe mai voluto sentire «Accetterò le condizioni di Hordak.». I due ragazzi, sconvolti, la guardarono alzarsi dalla sua sedia. «Glimmer è tutto ciò che ho.» disse la donna con amarezza. «Non potete! Ci deve essere un altro modo!» esclamò Ben. «Non abbiamo garanzia che l'Orda rispetti l'accordo: potremmo perdere anche voi.» continuò Adora. «Tentare un salvataggio è troppo rischioso. Con She-Ra e Infinite potevamo avere una possibilità, ma senza la Spada della Protezione…» iniziò la donna alata, lasciando in sospeso la frase per non pensare a delle possibili conclusioni indesiderate. «Non ci servono né She-Ra né Infinite!» sbottò il ragazzo «Ci serve solo un modo per entrare nel loro quartier generale!». «Io so come entrare.» dichiarò la bionda, voltandosi verso Benjamin e poi di nuovo verso la regina «Conosco la Zona delle Paura: troverò il modo di riportargli indietro.». «In quale modo intendete farlo?» domandò Angella, che oramai aveva perso ogni briciolo di speranza. I due rimasero un attimo in silenzio: in effetti non avevano un piano. «Noi… Ancora non lo sappiamo, ma escogiteremo qualcosa.» rispose l'ex soldatessa. «Velo promettiamo, gli riporteremo a casa.» disse invece il portatore dell'Ultimatrix. Con quelle parole, il duo uscì dalla stanza. La regina invece, si risiedette sulla sua sedia e continuò a pensare a sua figlia.
Adora e Ben stavano camminando per il corridoio: lui era silenzioso, anomalo per il suo carattere, e lei irritata. Entrambi si stavano incolpando per ciò che era successo alla festa. «È colpa mia! ruppe il silenzio la ragazza «Avrei dovuto immaginarmelo!». «Non ti preoccupare Adora.» gli disse il ragazzo serio «Gli riporterò indietro.». «Gli riporteremo volevi dire, giusto?» corresse la bionda, ora confusa. «Gli riporterò.» sottolineò il portatore dell'Ultimatrix «Tu non verrai.». «Cosa!?» domandò irritata Adora «Come sarebbe a dire che non vengo!?». «Qui sei al sicuro.» rispose Ben. «So difendermi!» ribatté la ragazza. «Non sono dei danni fisici di cui mi preoccupo.» spiegò lui. «Di cosa parli?» domandò l'ex soldatessa calmando il suo tono. Il portatore dell'Ultimatrix rimase un attimo in silenzio, come se cercasse le parole giuste, poi sospirò e continuò «Credi che non ti senta che ti svegli urlando in preda al terrore e piangere nel cuore nella notte?». Adora rimase in silenzio. Era vero quello che stesse dicendo: ogni notte viveva un incubo sulla Zona della Paura. Ogni volta che si svegliava di soprassalto, sperava che il ragazzo non la sentisse… Che non la vedesse debole. La ragazza stava tremando per questa notizia. Benjamin l'abbracciò come gesto di consolazione. «Sei uscita da quell'inferno Adora… Non voglio che ci torni.» gli sussurrò lui. La bionda era sollevata che non la considerasse patetica, ma non poteva lasciarlo andare da solo. «Fammi venire con te Ben.» gli pregò la ragazza, rompendo l'abbraccio. «Adora…» iniziò Ben. «Ti prego!» aggiunse velocemente lei «Non ho intenzione di perdere altri amici.». Il portatore dell'Ultimatrix la guardò in silenzio, sospirò e si arrese «D'accordo… Verrai.». L'ex soldatessa fece il sorriso più grande che potesse fare ed iniziò a tirarlo per un braccio, dirigendosi nella loro stanza per pianificare un piano. Fu andando nella camera da letto che si ritrovarono alla finestra del corridoio tutti coloro che erano stati reclutati nella Ribellione. «Che cosa ci fate qui?» domandò perplessa Adora. «Siamo l'Alleanza delle Principesse…» incominciò Mermista «E l'Orda ha preso una di noi.». «Siamo pronti per la nostra prima missione!» esclamò Perfuma sicura di sé. La bionda gli guardò meravigliati, con Ben che disse «E allora andiamo a riprenderci i nostri amici!».
Nelle celle della Zona della Paura, Kyle stava andando a portare il cibo al prigioniero catturato insieme alla principessa: Bow. Stava scendendo attraverso il ponte, che faceva anche da ascensore, al terzo livello. Giunto al piano, si avvicinò al pod di sicurezza ed alla cella. Mise il codice, facendo schiarire la barriera verde e intravedendo l'arciere. «Razioni per la cena, prigioniero.» disse con serietà il biondo, facendo apparire temporaneamente un buco nello sbarramento elettrico. Il ragazzo di colore lo guardò, con uno sguardo molto serio e senza alzarsi per prendere il vassoio. Anche Kyle lo guardò negli occhi, per poi dover mollare il vassoio per terra essendo che il buco si richiuse. Si beccò una dolorosa fulminata su un dito, lanciando un gridolino. Bow al quel punto, lo guardò con occhi diversi «Ehi, come ti chiami?». «Io? Stai parlando con me?» chiese confuso il ragazzo mingherlino. «Certo.» rispose l'arciere «Non ti sta bene?». «Immagino di sì… Ma nessuno parla mai con me.» balbettò il soldato impreparato, infine rispondendo «Sono Kyle.». «Ciao Kyle.» contraccambiò il prigioniero con il suo solito sorriso «Io sono Bow.». L'arciere, dopo essersi presentato, chiesette «Potresti farmi un favore? Puoi dirmi dove tengono prigioniera la principessa?». «Principessa?» domandò il biondo colto alla sprovvista. «È la mia migliore amica.» spiegò il ragazzo di colore «Nessuno vuole farmi parlare con lei e neanche dirmi se sta bene.». «Sono sicuro che sta bene.» dichiarò il soldato sicuro di sé, rimangiandosi le parole subito dopo «Forse o… Forse no. Non lo so.». «Sai dove si trova?» lo interrogò il ragazzo di colore, alzandosi finalmente ed avvicinandosi all'altro. «No! Queste sono informazioni riservate!» esclamò Kyle, affievolendosi «Non lo direbbero a me.». «Devi aiutarmi a farle avere un messaggio!» pregò Bow. «Meglio… Se me ne vado.» disse il ragazzo biondo, correndo verso l'ascensore ed andandosene. «No, aspetta!» urlò il prigioniero. «Mi piace la tua camicia!» furono le ultime parole del biondo prima di sparire. «Kyle!» lo richiamò l'arciere invano.
La stanza di Glimmer non sembrava la stessa senza di lei… Ma era per questo che Adora, Ben, Mermista, Entrapta, Perfuma e Falco del Mare si trovavano lì seduti in cerchio. Dovevano pianificare un piano per entrare nella Zona della Paura senza farsi beccare, catturare o uccidere. «Ok, questa è la prigione dell'Orda.» iniziò la bionda posizionando uno degli stivali della principessa di Bright Moon al centro «Glimmer e Bow sono rinchiusi lì dentro.». «Entrapta, la boccetta di profumo sei tu. Perfuma, tu sei lo smalto per unghie. Mermista, il rossetto» proseguì il terrestre, affidandogli degli oggetti da usare come pedine nel piano. «Ugh… Sai di cosa è fatta quella roba?» chiese disgustata la Principessa dell'Acqua «Io sarò il pugnale.». «Credo che Perfuma dovrebbe essere la boccetta di profuma.» disse la tecno/principessa «È la scelta più logica.». «Magari io poteri essere un fiore.» si unì la Principessa della Natura facendo apparire una pianta sulla mano. «Io potrei essere questa miniatura di Bow!» esclamò contento il capitano. «No!» dichiarò l'ex soldatessa, prendendo in mano l'action figure e mettendola insieme alle altre di Adora, Ben e Glimmer «Questi sono Bow e Glimmer e questi siamo noi due!». Tutti rimasero in silenzio confusi e scettici: perché avevano dei pupazzetti? «Gli ha fatti Bow.» spiegò Benjamin, tornando al piano «Ora concentriamoci.». «Il punto di accesso sarà qui, al deposito di rottami.» incominciò Adora indicando la punta della scarpa «È vicino alla prigione e poco sorvegliato.». «Perfuma ed Entrapta entreranno nella torre di sicurezza ed aspetteranno il mio segnale per disattivare le luci.» spiegò il piano la bionda «Mermista entrerà nel sistema fognario della Zona della Paura: nuoterà nelle tubature e ci aprirà il portone.». «Scusa… Mermista farà cosa!?» interruppe la principessa di Salineas irritata. «Ok, non sarà piacevole…» iniziò a rispondergli il ragazzo della Terra «Ma, calcolando che il mio Ultimatrix azzecca una trasformazione su dieci, sei l'unica che respira sott'acqua.». La ragazza del mare gli guardò con irritazione, dicendo poi «Torniamo al piano… Che è meglio!». «Falco del Mare, Ben ed io ci posizioneremo all'entrata: noi neutralizzeremo tutte le guardie di pattuglia.» ricominciò l'ex soldatessa, posizionando gli oggetti rappresentativi della squadra vicino allo stivale «Entrapta e Perfuma ci raggiungeranno e la squadra entrerà quando Mermista aprirà il portone.». «Magnifico piano!» esclamò il marinaio «All'avventura!».
Il deposito di rottami, essendo quello che era, era poco sorvegliato, come aveva detto Adora. L'unica cosa a proteggerlo erano due luci a rotazione, per illuminare eventuali intrusi, e due guardie. Alla torre di controllo, dopo che l'illuminazione era passata altrove, Perfuma fece crescere una pianta, che la sollevò verso l'alto, ed Entrapta allungò i suoi capelli per scalare l'edifico, seguendo a ruota l'altra ragazza.
Leggermente distante, Mermista scavalcò un'imponente tubatura, trovandosi per terra il tombino da cui entrare. Sbuffando per quanto fosse disgustosa la sua parte del piano, utilizzò il suo potere per sollevare e lanciare via il tombino. Nel calarsi dentro, esclamò irritata «Super… Schifoso!». La principessa dell'Acqua era ora dentro le fognature. Tra immondizia e odori discutibili, la sua irritazione per questo piano di salvataggio saliva sempre di più. La situazione di certo non migliorò quando qualcuno scaricò dell'altra acqua sporca proprio nel momento in cui stava passando. Mentre era sotto il getto, era sicura di essere sul punto di dare di matto, ma la ventola dietro di lei la fermò, aggiuntogli un altro problema. La ragazza si fece forza per non essere risucchiata e triturata, ma una gigantesca onda d'acqua fermò la sua impresa, sommergendola.
Fuori dall'accesso delle celle, Adora, Ben e Falco del Mare si nascosero dietro una pila di rottami, tenendo d'occhio le due guardie. «Mermista dovrebbe essere già in posizione.» sussurrò la ragazza, prendendo dalla tasca uno specchietto ed iniziando a fare far luccichii verso la torre di guardia.
Perfuma stava controllando sulla soglia della torre che nessuno entrasse. Vide passare di fronte a lei il fascio di luce emesso dai fari, poi un piccolo bagliore in lontananza. «Il segnale di Adora.» disse lei girandosi verso Entrapta, occupata ad analizzare la strumentazione dell'Orda. «Zona della Paura, giorno 1.» disse la tecno/principessa al registratore, guardando con ammirazione tutto «Riesco a malapena a contenere l'eccitazione!». Aprendo la scatola elettronica della illuminazione, la ragazza continuò «L'Orda sta usando un impianto elettrico obsoleto. Funzionerebbe davvero molto meglio se rafforzassi questi condotti e deviassi la corrente qui.». La scienziata iniziò quindi a mettere mano nella vecchia e malmessa tecnologia, ma la principessa di Plumeria dovette stopparla per farla tornare al piano «Entrapta, questo sarebbe il momento di spegnere le luci.». La principessa di Dryl si fermò per guardarla, realizzando che avesse ragione «Oh, giusto.». Con quella frase strappò un cavo, facendo saltare la corrente.
Alla porta delle celle, l'allarme iniziò a suonare. «Che succede!?» domandò una guardia al collega. Nel nascondiglio più vicino, Adora, Ben e Falco del Mare osservarono la scena. «Andiamo al tre. Pronti?» iniziò la ragazza iniziando il conto «Uno…». Non concluse il conto alla rovescia, visto che il capitano salì in piedi sullo Skiff di fronte urlando «All'attacco!» ed il portatore dell'Ultimatrix si trasformò in un piccolo alieno, simile ad una batteria, fulminando i due soldati, che caddero svenuti e fulminati. Avevo detto al tre.» disse con serietà ed irritazione la bionda, mentre usciva dal nascondiglio. «Eccesso di zelo.» si difese il marinaio. «Ci stavi mettendo troppo a raggiungere tre.» disse invece Buzzshock, avvicinandosi assieme al ragazzo all'ex soldatessa. Adora gli lasciò perdere andando al portone e bussando per dare il segnale a Mermista. Ci fu un lungo silenzio. «Dov'è Mermista?» chiese Falco del Mare. «Avrà avuto qualche impedimento.» teorizzò la ragazza «Dobbiamo occuparci delle guardie.». «Consideralo già fatto!» esclamò il Nosedeenian, duplicandosi ed iniziando a fare squadra con i suoi cloni per spostare i due incoscienti. «Ok…» disse balbettando il ragazzo. «Questa è nuova.» disse invece Adora, insicura di ciò che stesse vedendo.
Perfuma scivolò sulla pianta per scendere dalla torre, ma si accorse di essersi persa l'altra ragazza. «Entrapta! Entrapta!» iniziò lei a richiamarla. Non ottenne risposta. La principessa stava iniziando a perdere la pazienza, ma un rumore attirò la sua attenzione. Andò verso la fonte del rumore, dietro ad uno Skiff, e trovò l'altra principessa. «Il soggetto sembra che stia raccogliendo parti di rottami, probabilmente per riutilizzarli.» disse Entrapta al suo registratore, analizzando un piccolo robot raccoglitore. Cercò di toglierli un pezzo tra le sue pinze, facendolo alterare. «Affascinante.» commentò lei. «Entrapta.» la richiamò Perfuma, attirando la sua attenzione «Dovremmo incontrarci con gli altri.». «Lo so.» disse l'altra ragazza, alzandosi in piedi «Ti stavo aspettando.». La Principessa della Natura non fu convinta di quelle parole, visto che era lei ad aspettarla, ma disse comunque «Oh, gentile da parte tua… Andiamo.». La tecno/principessa fu sul punto di seguire l'amica, ma venne di nuovo distratta dal robottino. Cercò di seguirlo, ma Perfuma la prese con una pianta. «Così non ci separiamo.» disse la bionda, iniziando a trascinarla.
Il gruppo di Nosedeenian buttò in un posto nascosto i due soldati messi K.O., ma un rumore attirò la loro attenzione: uno Skiff in avvicinamento. Anche Adora se ne accorse e si lanciò verso i piccoletti per nascondersi. Falco del Mare però, non ci fece caso e rimase a fare la guardia al portone. La banda nascosta fece segno al ragazzo, che si girò nel vedere avvicinarsi Scorpia. Per il pirata era troppo tardi per nascondersi, perciò optò per girarsi e sistemare l'acconciatura, nella speranza che non venisse riconosciuto. «Alt! Chi sei!?» gridò il Capitano dell'Esercito, avvicinandosi all'intruso. «Io?» chiese Falco del Mare girandosi e trovando una scusa «Io sono… L'ispettore. Sono qui per… Ispezionare… L'intera area.». Scorpia fece una faccia molto seria «Lei è l'ispettore?». Il ragazzo si stava iniziando a preoccupare e ad agitare. Il soldato continuò a guardarlo con serietà. Continuarono con questi sguardi per qualche secondo, poi Scorpia esclamò «L'ispettore… Ma certo! Devo essermi dimenticata del suo arrivo!». Adora e Buzzshock, che nel frattempo si era ricomposto in un solo essere, stavano guardando a bocca aperta la scena: ci era cascata davvero? «Da tempo qui c'è bisogno di un'ispezione, devo ammetterlo, ma posso assicurarle che è tutto in regola!» continuò la ragazza scorpione, accompagnando Falco del Mare allo Skiff, che nel frattempo stava scambiando uno sguardo di terrore con gli altri due. I due eroi li videro andarsene ed uscirono dal nascondiglio, ancora la bocca spalancata per ciò che era appena accaduto. «Come è potuto accadere!?» esclamò la batteria vivente, premendo poi il simbolo dell'orologio sul petto per tornando normale. «Ok, questo potrebbe essere un problema.» disse Adora, guardando incredula l'orizzonte dove erano stati visti l'ultima volta i due. «Allora non ero l'unica a non capire più il piano.» si aggiunse poi al discorso Entrapta. I due si girarono, vedendo Perfuma che aveva legato la tecno/principessa. «Dove eravate voi due!?» sbottò Ben. «Ho cercato di arrivare prima, ma un armonioso lavoro di squadra con Entrapta può essere… Una sfida.» rispose la principessa di Plumeria sottolineando l'ultima parola. «Non si tratta di un gioco: è l'Orda!» esclamò poi l'ex soldatessa, spiegando successivamente la situazione generale «Glimmer e Bow sono prigionieri in questo edificio e Falco del Mare se n'è andato!». «Ok… Va bene, va bene. Calmatevi adesso.» disse la Principessa della Natura «Magari potremmo provare un semplice esercizio di respirazione! Dei respiri profondi.». La ragazza pacifista iniziò la meditazione, ma l'allarme della porta suonò improvvisamente. «Venite, entriamo.» disse l'ex soldatessa, avvicinandosi all'entrata con tutta la squadra. Tutti si misero in posizione di combattimento, pronti per il combattimento, ma la persona dall'altra parte fu tutt'altro: Mermista, con un orribile aspetto. «Potreste evitare?» chiese la principessa di Salineas. «Che cosa ti è successo!?» esclamò sorpreso il portatore dell'Ultimatrix. «Le fogne! Basta come spiegazione?» domandò irritata la Principessa dell'Acqua, schiaffeggiando una ciocca dei capelli di Entrapta che si stava avvicinando. «Non sprechiamo altro tempo! Bow e Glimmer hanno bisogno di noi!» interruppe la bionda iniziando a correre con il resto della banda all'interno dell'edificio. «Potrei ricevere un grazie?» chiese Mermista, ancora irritata per la storia delle fogne. «Grazie.» gli dissero impazientiti i due eroi, tornando fuori e trascinandola dentro.
Erano dentro. Erano dentro ad uno degli edifici dell'Orda. Corsero per il corridoio principale, dovendo entrare in uno stanzino a causa dei soldati in avvicinamento. Al sicuro, Adora iniziò a spiegare la seconda parte del piano «Dobbiamo arrivare ad un portale d'informazioni. Hackererò il database e troverò le celle dove sono prigionieri Glimmer e Bow.». Gli altri annuirono, ma poi Mermista fece una domanda assai importante «Ehi, dov'è la tecno/principessa?». Si guardarono tutti attorno, non trovando Entrapta. «Ok! Quella mi sta davvero rovinando l'armonia!» sbottò con irritazione Perfuma, sorprendendo tutti visto il suo normale atteggiamento pacifista. «Non preoccuparti, troveremo Entrapta e Falco del Mare e salveremo Glimmer e Bow!» esclamò Ben, sicuro della vittoria assieme a Adora. «Non lo so… Sembra piuttosto impegnativo.» disse la principessa di Salineas con il suo solito tono annoiato. I due eroi gli lanciarono uno sguardo serio. «Ma voi mi conoscete: a questo punto sono pronta a tutto.» aggiunse la ragazza dell'acqua con lo stesso tono.
Come il formaggio attirava i topi o come il attirava Ben Tennyson, la tecnologia attirava Entrapta. Aveva abbandonato il gruppo appena vide uno dei computer dell'Orda. Ora ci stava giocando sopra, vedendo quanti dati o informazioni potesse dargli. «Zona della Paura, giorno 1: continuazione.» iniziò lei a parlare al registratore «In ogni corridoio ci sono tastiere in grado di fornire aggiornamenti di stato su molteplici sistemi.». Un rumore familiare all'improvviso ì attirò la sua attenzione. Si girò e vide passare il robot raccoglitore visto precedentemente. «Salve piccoletto!» esclamò contenta la scienziata, mettendosi ad inseguire il robottino. Il piccolo androide insetto entrò in una stanza e si fermò ad aspettare la ragazza, proprio come se volesse che la seguisse. La principessa di Dryl lo raggiunse subito, vedendo erigersi dietro un grosso robot da combattimento. Era ufficiale per la tecno/principessa: il piccolo robot se l'era segnate per prima, quando aveva cercato di prendergli il componente. «Salve anche a te.» rise nervosamente Entrapta, sentendosi come quella volta con i suoi androidi infettati.
Glimmer era prigioniera nella stanza della Tessitrice d'Ombre. Il potere del Black Garnet la teneva bloccata in un campo si stasi elettrico, senza via di fuga. Cercò dei segni di vita dalla sua magia provando a schioccare le dita: niente… Il suo potere sembrava morire ancora prima di riuscire ad apparire. Tentò quindi di teletrasportarsi fuori dalla stanza o in qualunque altro posto: di nuovo niente, se non si considerava il dolore provocato da quell'azione. «Ti devo avvisare, principessa: ogni tentativo di teletrasportarti mentre sei prigioniera ti provocherà solo dolore.» ruppe il silenzio la strega avvicinandosi di fronte alla ragazza «Sembra che il mio Black Garnet ed i tuoi poteri non vadano d'accordo.». «Comunque tua madre molto presto sarà qui.» concluse la donna. «So tutto di te e dei tuoi giochetti mentali, Tessitrice d'Ombre: Adora me ne ha parlato. Quindi risparmiali!» gli disse Glimmer con odio «A proposito: lei gli detesta.». «Ma io non faccio giochetti: quello che ho detto sulla regina Angella è vero.» si difese lei che in effetti per una volta aveva ragione «Lei sta venendo qui a consegnarsi… In cambio della tua salvezza. Oh… è un peccato che il prezzo di questa ribellione sia ricaduto sulla tua famiglia: prima hai perso tuo padre ed adesso…». «She-Ra e Infinite riusciranno a fermarti!» interruppe bruscamente la principessa. «Né She-Ra né Infinite esistono più! Abbiamo noi la spada… Non Adora.» spiegò la Tessitrice d'Ombre, facendo apparire la magica arma avvolta tra le sue ombre «Mai più nessuno potrà fermare l'Orda. Tra poche ore, Bright Moon cadrà e saremo noi a governare Etheria!». «Avrete messo a terra Adora, ma non Ben.» dichiarò Glimmer, con un sorriso di sfida «Lui ce l'ha ancora il suo bracciale.». La maga oscura la guardò, scoppiando poi a ridere. «Sai perché non è riuscito ad impedire che tu ed il tuo amico veniste rapiti?» domandò la donna, facendo scomparire il sorriso della ragazza e facendola pensare. «Te lo dico io il perché.» continuò la Tessitrice d'Ombre «Senza She-Ra, lui non può diventare Infinite. Senza Infinite, lui non può rimanere per sempre trasformato.». Glimmer non aveva pensato a questa possibilità… Neanche se la sarebbe immaginata. Di nuovo piena di rabbia, cercò di usare il suo potere di teletrasporto per uscire: tutto inutile. «Fa attenzione, ti prego.» disse la strega iniziando a dileguarsi «Sarebbe un peccato se non avessimo più una principessa da scambiare con la regina.».
Per sorpresa di Falco del Mare, il piano di sistemarsi l'acconciatura stava funzionando bene… Troppo bene. Ora si trovava solo con Scorpia, che stranamente ci era cascata nello stratagemma. Il pirata, per salvarsi il fondoschiena, avrebbe dovuto continuare la farsa dell'ispettore, nella speranza che avrebbe trovato l'intera squadra con cui abbattere l'enorme soldato. «Bè… Devo dire che voi gente dell'Orda siete organizzati proprio bene!» si complimento il marinaio, avvicinandosi a delle tubature «Sembra tutto perfettamente in regola.». Fece a malapena in tempo a finire la frase che, toccando un tubo, quest'ultimo cadde. Si affrettò a prenderlo ed a rimetterlo a posto, nel modo sbagliato, allontanandosi come se nulla fosse. «Sì… proprio così! Intendo veramente in regola!» esclamò il ragazzo sperando che la soldatessa non se ne fosse accorta «Passate a pieni voti!». «Ora, a meno che non abbiate qualcos'altro da farmi ispezionare, meno torno a casa dai miei figlioletti.» aggiunse poi Falco del Mare, sperando di potersene andare e di non rischiare che, tirando per le lunghe la storia dell'ispettore, non venisse scoperto. «Sa, lei ha un'aria familiare.» commentò Scorpia pensierosa. Questo era un grosso problema per il pirata. «Forse mi ha visto…» balbettò il marinaio, sistemandosi i capelli come aveva abitualmente, finendo con una posa attraente «Nei suoi sogni.». «No, non credo.» disse subito il Capitano dell'Esercito tornando a pensare. Rimase qualche secondo a riflettere, poi la soldatessa esclamò «Il Ballo delle Principesse… Ecco dove lo vista! Sapevo che mi sarebbe venuto in mente! Era lì con quella sirena!». «Ha un nome, sa!?» sbottò il ragazzo, cercandosi di rimangiare le sue parole subito dopo «Voglio dire… No, non ero io.». «Tu sei della Ribellione!» affermò irritata la ragazza scorpione, iniziandosi ad avvicinarsi minacciosamente all'altro. «Ora, essendo un ispettore scrupoloso, le minacce non dovrebbero non dovrebbero funzionare con me…» iniziò Falco del Mare indietreggiando e cercando di guadagnare tempo «Ma in questo caso… Forse noi possiamo raggiungere un compromesso.». Fu colpendo qualcosa alle sue spalle che si girò leggermente, vedendo un monitor. «Occhio?» lesse confusamente il pirata. Infantilmente, Scorpia si girò guardandosi attorno ed esclamando contenta «Oh! Dove!?». Il ragazzo non ci fece caso alla soldatessa, ma notò un gancio venirli contro «Agh! Giù!». La ragazza scorpione non fece in tempo a capire di cosa parlasse che fu colpita e scaraventata lontano. Falco del Mare si rialzò, guardando il gancio: si trovò a vedere Entrapta sopra un tetto, intenta a cavalcare un robot. «Ciao!» gridò lei scendendo a terra. «È stato un salvataggio davvero di prim'ordine!» si congratulò il ragazzo. «A dire il vero non ero sicura di chi dei due avrei colpito.» ammise la tecno/principessa.
La squadra dentro l'edificio aveva raggiunto con non poche difficoltà il monitor per le informazioni sulle celle: avrebbero fatto più veloce se Ben si fosse trasformato, ma il ragazzo sapeva che senza Master Control avrebbe dovuto dosare con il contagocce il tempo a disposizione. «Ok, ho trovato la cella di Bow ma…» incominciò la bionda aprendo ogni file del computer «Non riesco a trovare Glimmer da nessuna parte.». «Forse non sarà prigioniera qui.» teorizzò il portatore dell'Ultimatrix. «Non è un buon segno.» commentò l'ex soldatessa. In quel momento una porta si aprì alla loro sinistra: un robot da combattimento uscì. «Che facciamo!?» domandò nel panico Perfuma. «Scordatevi che torni nelle fogne!» minacciò Mermista. «Ci penserà Plusultra.» tranquillizzò Benjamin iniziando a preparare il bracciale Galvan. Tutti erano pronti a combattere, ma Entrapta apparve a fianco all'androide. «Tranquilli! Questa è la mia nuova amica: Emily.» interruppe la scienziata, prendendo in braccio Falco del Mare e consegnandolo alla Principessa dell'Acqua «Lo riprogrammata.». «Dove eri finita?» chiese la principessa di Plumeria con una leggera irritazione nella sua voce. «Tu dove eri finita.» corresse la tecno/principessa. Perfuma era ai limiti della pazienza, ma non c'era tempo per questo. «Non importa.» si intromise Ben «Siamo tutti insieme.». «Infatti… Ora avanti con la missione.» concluse Adora, iniziando a dirigersi verso le celle.
Nella sala comandi delle celle, non volle molto per mettere a terra i due soldati, immobilizzati dalle radici di Perfuma. «La cella di Bow è nella sezione B livello 20.» spiegò Adora ad Entrapta Prima liberiamo lui poi scopriamo dove si trova Glimmer. Entrapta puoi farci arrivare là?». La scienziata non ascoltò molto il discorso, a causa dell'emozione della strumentazione, ma al minimo indispensabile diede retta «Sì, posso… Insomma, forse… Non lo so, ma di sicuro ci proverò!». Partì quindi a cercare di capire come funzionasse il sistema, estendendo un ponte al livello superiore. «Sarà un vero spasso!» scoppiò a ridere la tecno/principessa continuando a giocarci sopra. «Ok, Falco del Mare, Ben, Perfuma: voi con me.» dichiarò la bionda per la prossima parte del piano. «Io resterò qui e terrò d'occhio Entrapta.» disse Mermista «In caso provasse a fare amicizia con altri robot.». «Al salvataggio!» urlò infine il pirata.
Se nella sala di controllo di stava la squadra, nella cella ci stava Bow. Stava cercando di rompere la barriera per uscire, ma niente: era indistruttibile. «Bow! Bow!» lo chiamò una voce, che riconobbe subito. «Kyle?» lo guardò confuso l'arciere nel vederlo avvicinarsi. «Dovrei essere negli alloggi.» spiegò il soldato «Lonnie mi ha fatto pulire le latrine al posto suo.». «Che cosa succede?» domandò il prigioniero, sempre più confuso. «La tua amica è nella stanza del Black Garnet.» rispose il biondo «L'ha rinchiusa la Tessitrice d'Ombre.». Male… Molto male! Dopo tutte le storie che aveva raccontato Adora, sentire che quella strega aveva con sé Glimmer era una pessima notizia. «Non promette bene.» sussurrò Bow preoccupato. «Ah… Sì… È messa male.» aggiunse Kyle «La Tessitrice d'Ombre vuole usarla come ostaggio per scambiarla con la regina.». Ora il ragazzo di colore era confuso «Perché mi stai dicendo tutto questo?». «Ecco, io… N-Non lo so… Immagino… Perché sei la prima persona che mi abbia mai ascoltato forse.» balbettò il cadetto, lanciandogli un sorriso imbarazzato. «Insomma… Sono prigioniero, quindi… Non sapevo di avere una scelta, ma comunque va bene.» concluse l'arciere stranito.
I quattro salirono sul ponte/ascensore, dando l'ok a Entrapta di farli salire. La scienziata mosse una manopola, facendo partire accidentalmente la salita a razzo. I membri sul ponte si fecero scappare delle urla, udite da Lonnie. Le due ex amiche si guardarono sorprese negli occhi. «Ops… Qualcosa non va.» si disse la principessa di Dryl, stoppando la salita. Il ponte si fermò leggermente sopra a Rogelio, Lonnie e due guardie. Si guardarono tutti, con aria di sfida. La ragazza di colore gli guardò con odio, utilizzando il suo amico rettile come trampolino per salire sulla piattaforma. «Entrapta!» urlò Adora. La tecno/principessa guardò il gruppo di persone e, con un urlo, premette un bottone: il ponte tornò a salire. All'improvviso movimento, tutti persero un po' di stabilità: Ben cadde per terra, diventando Idem, e Perfuma volò giù dalla piattaforma. «Perfuma!» urlò Falco del Mare, non riuscendo a prenderla. Rimase in solenne silenzio, ma poi delle radici della principessa si legarono al suo braccio. «Tenetevi!» avvertì la bionda, dovendo schivare un attacco di Lonnie. «Credi di poter tornare qui…» iniziò l'avversaria, provando un secondo attacco «Come se niente fosse?». Continuarono a combattere per qualche momento, trovandosi faccia a faccia. «Devo salvare i miei amici!» mise in chiaro l'ex soldatessa. «NOI… Eravamo i tuoi amici!» sottolineò l'altra ragazza con rabbia, venendo assalita da un paio di ometti neri e bianchi. «Poteri ai piccoli!» esclamarono i vari Splixson, mentre si accalcavano sul nemico.
Rogelio, assieme agli altri due soldati, corse per raggiungere un altro ponte, tolto tempestivamente da Entrapta. Il ragazzo lucertola si stava stancando di questi giochetti, perciò si lanciò verso la sala comandi. Spaccò un vetro, lanciando un feroce ruggito verso le principesse. Le due ragazze urlarono, venendo messe a terra dalla lucertola bipede, che si avvicinò ai comandi per spegnere il tutto: non si aspettò che le due si rialzarono subito, legandogli con capelli e buttandolo sopra a tutti i pulsanti.
Falco del Mare era riuscito a far salire Perfuma, ma qualcosa non andava: erano fermi. Rimasero a guardarsi attorno per qualche secondo, scendendo di colpo giù. Tutti caddero a terra, ma non Lonnie: ebbe la forza di rialzarsi subito, pronta a colpire Adora. «Prendetela!» ordinò Idem ai suoi cloni, che si avvinghiarono velocemente sul soldato. La ragazza di colore cadde dalla piattaforma dove stava il gruppo ad una stessa piattaforma in basso. I cloni avrebbero fatto la stessa fine, ma Perfuma gli prese tutti al volo e gli riportò al sicuro. «Bel colpo, ragazzi!» esclamò il pirata, mentre i cloni iniziavano a darsi il cinque ed a ricomporsi in un solo essere. I festeggiamenti furono brevi, visto che arrivarono i due soldati, pronti con le loro mazze elettriche.
«Nessuno mi aveva mai chiesto aiuto prima d'ora.» spiegò Kyle «Qui nessuno crede che possa fare qualcosa di buono.». Bow stava annuendo senza prestare ascolto seriamente: lo stava facendo da un po' ormai. Inizialmente lo stava ascoltando, ma poi si era messo praticamente messo a raccontargli vita, morte e miracolo. «Non deve essere facile.» commentò l'arciere annoiato. La sua attenzione venne poi riportata allo scontro che stava avvenendo dietro al ragazzo mingherlino, che neanche se ne era accorto: i suoi amici erano venuti a salvarlo! «Perché lo sto dicendo a te?» iniziò a dirsi il cadetto «Non dovrei essere qui e finirò in un mare di guai se mi scoprono.». Iniziò ad andarsene, ma Bow sapeva che avrebbe dato l'allarme se avesse notato la battaglia: non poteva fermarlo con la forza, ma forse invogliarlo a parlare avrebbe funzionato. «Aspetta… Eh… Insomma, stiamo solo parlando.» iniziò a balbettare il ragazzo di colore «In che guai si può finire solo per aver parlato?». Kyle ci cascò nel tranello «Ne saresti sorpreso… Finisco nei guai per qualunque cosa da queste parti!». «Ugh… Questo non mi sembra affatto giusto.» commentò il prigioniero, cercando di stare con un occhio verso il soldato e con l'altro verso il combattimento. «Lo so, ma devi essere molto coraggioso per voler salvare la tua amica…» continuò il biondo, ancora ignorante di ciò che stava accadendo alle spalle «E magari se aiutassi anche io potrei essere tuo amico.». «Oh… Amici? Certo! Decisamente sì!» affermò l'arciere, vedendo che la battaglia era finalmente finita «Possiamo essere amici.». Kyle, con un sorriso stampato sul viso a causa della sua felicità, mise una mano sulla barriera. Bow, amichevolmente, contraccambiò il gesto.
Entrapta non se la stava passando bene ad affrontare Rogelio: era una scienziata, non una combattente! Fu in quel momento che Mermista utilizzò l'acqua di un tubo contro l'avversario. Un'enorme onda travolse la lucertola, ma non abbastanza per buttarla fuori dalla stanza. La tecno/principessa a quel punto gli fece uno scherzetto: gli fece lo sgambetto con i suoi capelli. Il rettile venne scagliato fuori dalla sala comandi, schiantandosi con Lonnie, che era intenta ad aspettare irritata che il ponte/ascensore arrivasse a destinazione. «Ottimo lavoro di squadra, tecno/principessa!» esclamò Mermsita contenta, battendo il cinque con Entrapta.
Dietro Kyle, la squadra sul ponte raggiunse la cella di Bow. Il cadetto non fece in tempo a capire cosa stesse succedendo che Falco del Mare lo buttò giù. «Bow!» esclamò il pirata in preda all'allegria Siamo venuti a salvarti!». Idem si avvicinò poi all'interfaccia della cella, tirandogli un pugno e spegnendo la barriera. Bow uscì dalla sua fredda cella, abbracciando la bionda. «Dicci, dove Glimmer?» chiese preoccupata l'ex soldatessa. «La Tessitrice d'Ombre la tiene nella stanza del Black Garne» rispose l'arciere. La ragazza si allontanò dall'amico appena sentì l'affermazione. «No… No… No!» gemette lo Splixson «Tutto, ma non quella strega pazza!». Fu a quel punto poi che l'allarme risuonò per tutto l'edificio. «Andiamo via!» gridò Adora.
Ogni singola area era illuminata di rosso, con l'allarme che risuonava di sottofondo. Mentre la squadra stava correndo verso l'uscita, il vociferare di un plotone si soldati gli fece girare i tacchi. Arrivarono dentro una grossa sala, con la porta davanti a loro chiusa ermeticamente. Entrapta subito si affrettò verso il monitor per aprire il varco. «Riesci ad aprirla?» chiese in ansia Adora. «Mi serve solo un po' più di tempo.» rispose la scienziata, tornando subito al suo lavoro. «Te lo faccio guadagnare io.» affermò Idem, iniziando a duplicarsi per partire all'attacco. L'impresa venne interrotta dal ticchettio rosso dell'orologio e da un lampo rosso. «Energia Ultimatrix esaurita: avvio funzione ricarica.» dichiarò il bracciale Galvan. «Come non detto.» disse il ragazzo appena tornato umano. Tutti gemettero per la pessima notizia: non avevano She-Ra ed adesso non avevano neanche Infinite. L'ex soldatessa non ci fece però caso, troppo occupata a scrutare il corridoio ed a sentire le voci dei soldati che si affrettavano ad arrivare. L'esultazione della tecno/principessa la riportò alla realtà, pronta a spiegare come procedere ora. «Il sistema di areazione porta alla rimessa dei veicoli, dove ruberete uno Skiff.» iniziò a parlare la bionda, affrettandosi assieme al gruppo per passare alla prossima sala. «Ogni stanza deve essere sigillata prima di spostarsi.» continuò Adora aprendo la seconda porta «Le porte rimarranno aperte pochi secondi quindi tenete il passo.». Tutti proseguirono, ma qualcosa non quadrò a Ben: Adora mancava all'appello. Si girò e vide la ragazza in questione andare dalla parte opposta. «Che stai facendo!?» gridò il ragazzo. «Non preoccuparti per me.» spiegò lei «Vi farò guadagnare tempo e troverò Glimmer.». Il portatore dell'Ultimatrix invece si preoccupava eccome. «Tu non andrai da sola!» dichiarò Benjamin, avvicinandosi. La bionda cercò di ribattere, ma l'amico la batté sul tempo «Ti ho fatto venire con me, Adora… Ora ricambia il favore.». La ragazza lo guardò per qualche secondo. Lo vide lì, prima con una faccia seria e poi con un sorriso: non poté fare altro che ricambiare. Si affiancarono avvicenda sorridendo, dandosi il pugno successivamente. «Ragazzi!» sentirono poi Bow richiamarli e cercare di raggiungerli. «Tranquillo, Bow! Torneremo presto!» gli gridò il portatore dell'Ultimatrix, prima che la porta si chiudesse. «Ragazzi!» gli richiamò ancora l'arciere, sbattendo i pugni contro la porta oramai chiusa. Una luce verde dal soffitto e gli amici che lo guardarono preoccupati gli fecero capire che doveva ormai arrendersi. Mentre la porta alle sue spalle si chiudeva, delle potenti fiamme verde inondarono la stanza.
I due eroi avevano fatto la loro scelta: ora non si tornava indietro. Camminarono fino al bivio del corridoio, trovandosi una ventina di soldati. Alzarono le mani in segno di resa. «Ci arrendiamo. Portateci dalla Tessitrice d'Ombre.» proclamò Adora. I soldati si guardarono, dubbiosi di quelle parole. «Che c'è? Anche i migliori a volte perdono.» commentò Ben, ancora con la sua aria da spavaldo.
Due soldati giunsero alla porta del Black Garnet con Adora e Ben in manette. Avevano uno sguardo serio, trasformato in terrore e preoccupazione appena videro come fosse ridotta Glimmer «Glimmer!». «Glimmer siamo qui! Non preoccuparti, andrà tutto bene! Noi ti salveremo!» continuò ad urlare Adora, mentre veniva legata ad un tavolo assieme al ragazzo. Il portatore dell'Ultimatrix non disse nulla mentre lo legavano: i sensi di colpa lo colpirono. Vedere Catra dall'altro lato della stanza però, gli riaccese il suo parlare. «Che le avete fatto!?» interrogò Ben con rabbia, mentre i tavoli si mettevano in piedi. In quel momento, arrivò di corsa la Tessitrice d'Ombre che si affiancò alla ragazza. «Lasciateci.» disse la strega, facendo allontanare le guardie. «Torna agli alloggi del Capitano dell'Esercito e fai i bagagli.» continuò la donna, girandosi verso la gatta, con tono di allegria nella sua voce «Ora che Adora è tornata, non c'è più alcun bisogno di te.». «Sul serio!?» sbottò il Capitano dell'Esercito appena dimesso «Dopo tutto quello che ho fatto per lei, è ancora Adora quella che vuole!?». «Ho detto va!» urlò la Tessitrice d'Ombre, tirando e spingendo la soldatessa verso alla porta. Catra guardò irritata la vecchia mentore, lanciando poi uno sguardo alla sua amica di vecchia data. Adora in quel momento gli diede uno sguardo supplichevole. La gatta non fece nulla: per lei sarebbe stata una follia affrontare la donna da sola. Lasciò la stanza mentre la porta si chiudeva dietro di lei. La bionda abbassò il capo in segno di sconfitta «Tessitrice d'Ombre, rimarremo qui con lei spontaneamente.». «Ma prima deve lasciare andare Glimmer.» aggiunse in fretta Ben. «Ragazzi… No.» sussurrò la principessa in quel momento, finalmente svegliandosi. «Glimmer! Stai bene!?» gli urlarono i due prigionieri. «Hai in parte ragione, Adora.» interruppe la maga oscura «Tu resterai qui… Il tuo amico no!». I due adolescenti la guardarono confusi. La Tessitrice d'Ombre fece allora apparire la Spada della Protezione, avvolta dall'oscurità, ed il tavolo a cui era legato Benjamin gli fece mettere il suo braccio sinistro in orizzontale: il portatore dell'Ultimatrix aveva una brutta sensazione. «L'unica cosa che resterà di te, giovanotto, sarà il tuo bracciale.» tornò a parlare la strega, iniziando a far volteggiare sul braccio sinistro del ragazzo la magica spada ed a sbellicarsi dalle risate. «Ehi, ti consiglio di non farlo!» avvertì Ben iniziando ad agitarsi. Adora iniziò a tremare al sapere che il suo amico sarebbe stato mutilato: tutto questo per il suo stupido piano! Non trovò nessuna parola da poter dire in quel momento: era troppo occupata a far saltare i suoi occhi tra la spada ed il bracciale. «Se me lo levi farà…» tornò a parlare il ragazzo «Boom!». Ad un millimetro dalla pelle, l'arma affilata si fermò. «Boom? Cosa intendi con boom?» chiese la Tessitrice d'Ombre fermandosi ad avvicinandosi di più al prigioniero. «Boom vuol dire una grossa esplosione, quindi addio alla Zona della Paura.» spiegò il portatore dell'Ultimatrix. Tutti gli altri presenti nella stanza rimasero zitti: erano indecisi se Ben stesse bleffando o no. La Tessitrice d'Ombre avrebbe voluto staccargli il braccio comunque, ma sapeva che non poteva arrischiarsela. Fece allora sparire la spada, facendo lasciare un sospiro di sollievo ai due eroi. «Oh bè… Dovrò far stare entrambi.» iniziò di nuovo a parlare la donna «Cancellandovi la memoria!». Il duo aveva sperato nella salvezza troppo presto. «Non avrete alcun ricordo di She-Ra e Infinite o del tempo trascorso con la Ribellione.» continuò la donna allontanandosi ed iniziando a preparare il suo incantesimo «E riguardo alla principessa… Una volta che avrò finito sarete felici di averla come vostra prigioniera!». Con quelle ultime parole, mise le sue mani, avvolte di un'energia rossa, sulle teste degli adolescenti: l'incantesimo stava iniziando. «No!» gridò Glimmer «Ragazzi!».
Emily si collegò all'ennesima porta per far continuare la squadra a procedere. Come tutte le altre volte prima, tutti iniziarono a correre appena la via era libera, con la porta che si chiudeva subito dopo dietro di loro e con la stanza che veniva inondata dalle fiamme. «Dobbiamo tornare a prendere Glimmer, Ben e Adora!» affermò Bow in testa al gruppo, preoccupato per le condizioni dei tre. «Dobbiamo fare come hanno detto Adora e Ben.» ribatté Perfuma «Riusciranno a scappare e noi saremo pronti con lo Skiff: nessuno verrà lasciato indietro.». L'arciere non molto convinto di quelle parole e neanche il dolce sorriso della principessa di Plumeria lo aiutò a tranquillizzarsi, ma continuò a correre verso l'uscita assieme agli altri.
Glimmer stava guardando con orrore la strega intenta a cancellare le memorie dei suoi amici. Non poteva lasciarglielo fare, ma si trovava bloccata dal Black Garnet. Sembrava che l'unica cosa che potesse fare fosse stare ad ascoltare i due urlare dal dolore. Delle lacrime iniziarono a scendere dagli occhi, seguite da un volto d'ira. La principessa cercò di nuovo di usare il suo potere: il dolore gli percosse tutto il corpo. Lei continuò a provarci, resistendo al dolore: qualcosa scattò. Iniziò a glitcciare tra il suo corpo e la nuvola di scintille, solita quando spariva. Proseguì nel suo intento, glitcciando sempre di più finché… Non scomparve. La Tessitrice d'Ombre non si era accorta di cosa stesse facendo la ragazza, essendo troppo concentrata sui due davanti a lei. Fu per questo che, quando apparve una luce rosa dietro di lei, fu sorpresa di vedersi la principessa di Bright Moon. La donna non poté reagire: fu messa al tappeto dal gancio sinistro di Glimmer. La strega cadde a terra svenuta, con la ragazza dietro di lei a riprendere fiato. «Ragazzi!» richiamò Glimmer subito dopo, girandosi ed accorrendo dai due ragazzi «State bene?». Nessuna risposta gli arrivò visto che gli eroi erano svenuti. Iniziò a slegargli ed a scuotergli, fermandosi di colpo: se avesse fatto tardi? «Sapete chi sono?» chiese preoccupata la principessa. I due amici gemettero mentre aprivano gli occhi. Notarono subito la figura di fronte a loro e, dopo averla inquadrata, sorrisero «Glimmer.». La figlia della regina non poteva essere più contenta di così. Gli abbracciò e gli aiutò a rimettersi in piedi, dirigendosi fuori dalla stanza.
L'ultima porta. La squadra aveva raggiunto finalmente l'ultima porta per uscire da quell'inferno di edificio. «Ce l'abbiamo fatta!» esultò vittorioso Falco del Mare, iniziando a guidare la sua ciurma «Di qua: alla rimessa dei veicoli!». Tutti lo seguirono… Ad eccezione di Emily. Cercò di andare, ma si era bloccata nella presa d'accesso. Nessuno ci fece molto caso. Solo Entrapta udì la sua amica richiedere aiuto. «Aspettate!» gridò lei alla squadra, correndo verso l'androide «Emily!». Tutto il gruppo si fermò e guardò la scienziata. «Entrapta, no!» gli urlò Perfuma. La tecno/principessa non fece in tempo a girarsi che la porta si chiuse e la stanza venne bruciata dalle fiamme. Rimasero pietrificati da quello che a cui avevano appena assistito: Entrpata era morta.
Come quando Bow venne fatto uscire dalla cella, l'allarme risuonò e nell'edificio ogni luce iniziò a lampeggiare di rosso. Adora stava guidando Ben e Glimmer verso un'uscita, chiusa tempestivamente dal sistema di sicurezza. Tutti e tre erano in trappola. La principessa non si diede per vinta e cercò di usare il suo potere, ma qualcosa andò storto: si illuminò di rosa momentaneamente, diventando subito dopo rossa e glitcciando. Quasi cadde per lo svenimento, con il ragazzo alle sue spalle che la sorresse. «Glimmer, che succede?» gli chiese Adora preoccupata. «Non lo so. Non riesco a teletrasportarmi.» rispose l'altra ragazza a fatica. «Non è una buona cosa.» giudicò Ben. In quel momento, uno stridio metallico interruppe la conversazione. Si girarono, trovandosi Catra avvicinarsi con la Spada della Protezione in mano, puntando la lama verso il muro. La guardarono tutti con un tocco d'irritazione, fino a quando l'Ultimatrix non diede un bagliore di speranza «Energia Ultimatrix ripristinata: funzioni disponibili.». «Speravo lo dicessi.» commentò Benjamin sorridendo, trasformandosi in umanoide bianco e duplicandosi. La gatta non ebbe paura di Eco-Eco. Puntò l'arma verso il gruppo, ruotando poi la lama verso di sé: stava invitando Adora a riprendersela. «Che cosa fai?» interrogò la bionda, dubbiosa di quel gesto. «Prendila…» rispose semplicemente la soldatessa «E non è perché ti voglio bene che lo faccio.». La squadra si guardò a vicenda confusa. L'ex soldatessa accettò a quel punto l'oggetto: non era un tranello… Stava parlando sul serio. Adora non sapeva cosa dire «Catra, io…». «Ora…» interruppe subito il Capitano dell'Esercito «Uscite da qui.». La bionda, ancora confusa, alzò la spada ed assieme al Sonorosian urlò «Per l'onore di Grayskull è l'ora dell'eroe!». La stanza venne avvolta nella luce dorata: She-Ra e Ultra Eco-Eco si ersero in piedi. Il robot blu sfondò successivamente la porta con il suo urlo sonico, causando un enorme buco nel muro. Le due ragazze furono sul punto di procedere verso l'uscita, ma la Principessa del Potere si voltò verso il punto in cui si trovava la gatta: se ne era andata. Glimmer richiamò l'attenzione dell'altra principessa, facendola tornare sui suoi passi.
La squadra all'esterno aveva appena rubato uno Skiff per la fuga, quando sentirono un enorme boato. Si voltarono per vedere uno degli edifici con un buco. Guardarono meglio: tre figure, blu, bianca e rosa, uscirono dall'edificio. «Eccoli lì!» gridò Bow indicando le tre persone. Misero in moto il veicolo e cercarono di raggiungerli. A semplificargli il lavoro, il Sonorosian Evoluto prese le due ragazze per le braccia e si alzò in volo. Il gruppo sul mezzo fece a quel punto dietrofront, puntando verso il Bosco dei Sussurri. Atterrando sullo Skiff, Infinite, tornando normale, e She-Ra lanciarono un sorriso. Gli altri non ricambiarono, dopo quello che era successo a Entrapta. Non notando ancora niente, Glimmer saltò tra le braccia dell'arciere. «Glimmer.» sussurrò il ragazzo di colore abbracciando l'amica. In quel momento, i due eroi si accorsero che qualcosa non andava. «Aspettate, dov'è Entrapta?» chiese She-Ra dopo aver guardato l'intero gruppo. Tutti chinarono lo sguardo. Anche la principessa di Bright Moon si mise a vedere i volti tristi degli amici. «Entrapta… Non ce l'ha fatta.» rispose infine Bow. A Glimmer ed Infinite iniziarono ad uscire delle lacrime dagli occhi. «Che vuoi dire?» ridomandò la guerriera iniziando a preoccuparsi. «L'abbiamo persa…» iniziò il ragazzo in armatura «Abbiamo perso Entrapta, Adora.». La spadaccina non voleva crederci, ma vedere tutti i suoi amici la fece ricredere. Cadde in ginocchio, tornando normale ed iniziando a piangere.
