Libertango* I
Personaggi: Milo e Camus (in absentia); menzione en passant per Saga | Cronologia: 1982-1983
A volte, le ore seguivano alle ore, tutte uguali, tra spettri di baci, uccisioni, assenze troppo grandi. I giorni, lenti e lunghi, scorrevano oleosi senza mai passare - né scuse per partire o posta da portare
Pensava allora a Saga, perso chissà dove; pensava a Milos, stretta in mezzo al mare. Fra un assassinio e una decimazione, lavandosi di dosso ancora sangue, fantasticava di poter sparire, d'abbandonare Scorpio come una prigione.
Ma sempre, all'imbrunire, il cosmo di Camus lo richiamava: gli accalappiava il cuore e il bassoventre, gli riportava il senno, la misura - un'intima ragione per restare, più forte del dovere.
Libertango II
Personaggi: Camus e Milo (in absentia); menzione en passant per Isaac e Hyoga | Cronologia: 1982-1983
Mentre gli allievi dormivano - quando la Siberia improvvisamente diventava troppo fredda, la Grecia ancora più lontana, e il cosmo di Milo sanguinava -, si concedeva il lusso dell'attesa, l'indulgenza dell'insonnia.
Nuda, la notte lo guardava nudo, dalla finestra spoglia: gelida, la luce di stelle come spilli segnava il corso delle mani sulla sua pelle fredda; il sogno di riflessi boreali gli ardeva i lombi, scavava dentro al cuore - miraggio di sguardi impudichi, di occhi troppo azzurri.
Così Camus aspettava che il sole tramontasse anche su Atene: con il crepuscolo, scendeva a scacciar le ombre, a spartir la libertà d'un attimo d'amore.
Note:
*Libertango: è un "tango nuevo" di Astor Piazzolla (1974). È oscenamente famoso.
Per me il tango "classico" resta un "pensamiento triste que se baila" - e ho tutte le intenzioni di avere qualche altro tango classico con questo uso. Fedele a Borges, per la passione (magari fra le coltri) io penso di più a una milonga - la mamma del tango, un po' più allegra e un poco scostumata.
