Capitolo 10: Giorni di un futuro passato
La luce del faro era visibile forse da qualsiasi parte di Etheria: ma perché si era attivata solo ora e non ore fa quando il duo la stava cercando? Non poterono trovare la risposta i due, troppo intenti a dirigersi all'edificio tanto cercato. Catra intanto gli stava seguendo da sopra degli alberi, pronta a fare la sua mossa. I due eroi giunsero ad una pedana che raffigurava la lama di una spada ed il simbolo dell'infinito. Si accese, rivelandosi una rampa per scendere ad un livello sotterraneo. I due ragazzi si guardarono, poi entrarono. La gatta intanto, scese dall'albero e si diresse anche verso la pedana. La guardò per un attimo, dovendo poi saltare velocemente dentro l'edifico visto che l'entrata si stava chiudendo.
Il corridoio che stavano percorrendo i due adolescenti aveva un effetto multicolore ed era pieno di scritte degli Antenati: la luce di questi effetti visivi sembrava che dessero vita al palazzo. Lo percorsero, inconsci che c'era un intruso dietro di loro.
Arrivando alla prima di molte stanze, Adora e Ben quasi sussultarono mentre tutto si illuminava davanti a loro. La stanza emanava una bellissima gamma di colori e cristalli mentre ricominciava la loro strada. Tutto aveva uno strano miscuglio di sentimento vecchio e futuristico allo stesso tempo. Avvicinandosi al centro della stanza, esaminò quella che sembrava una piattaforma simile a un altare che portava a un trono. Una mezza dozzina di cristalli di diverse dimensioni allineati tutt'intorno al centro, continuando a emanare quell'atmosfera vecchia ma nuova. Facendosi strada verso la cima ad un rialzo, i due si guardarono attorno stupefatti dal posto. Giunti nel centro della stanza Ben cercò di richiamare l'attenzione di chiunque potesse sentirlo, ma al suo «C'è nessuno?» ricevette vari echi. Con il tentativo del ragazzo fallito, Adora estrasse la spada «Noi abbiamo ricevuto la spada di She-Ra ed il bracciale di Infinite. Siamo venuti a chiedere aiuto.». Per qualche secondo l'affermazione venne lanciata a vuoto, ma poi alle spalle apparve uno degli ologrammi femminili presente in ogni tempio degli Antenati «Saluti amministratori.». Il duo sobbalzò per l'improvviso echeggiare della voce. «Qual è la vostra domanda?» continuò la donna virtuale. Alla domanda il duo si girò completamente e smise di stare in posizione di combattimento. «Ci serve aiuto per guarire un'amica: è stata maledetta e noi non sappiamo come salvarla.» spiegò Benjamin seguito dalla ragazza «La leggenda racconta che Infinite e She-Ra sapessero guarire le persone con queste armi. Come possiamo farlo?». L'entità olografica rimase in silenzio per qualche secondo, per poi ripetere «Qual è la vostra domanda?». Alla ripetizione della domanda, dietro una delle colonne, Catra fece un sorrisetto nel vedere i due in difficoltà. «Ugh… Di nuovo.» gemette il portatore dell'Ultimatrix, mentre l'ex soldatessa pensava ad un Piano B. L'idea arrivò quando la pietra runica della spada e la clessidra del bracciale emisero un piccolo lampo. Il duo lo notò e, ancora inconsapevoli che Catra gli stesse osservando, gridarono «Per l'onore di Grayskull è l'ora dell'eroe!». Quando il lampo di luce della trasformazione scomparve, She-Ra e Infinite apparvero in tutta la loro gloria. «Che ci dici adesso?» chiese la principessa guerriera. «Amministratori rilevati. Benvenuti.» annunciò l'ologramma. «Un'altra volta: che puoi dirci di queste armi?» domandò Ben alzando il braccio sinistro. «Soggetti: il Bracciale dell'Infinito e la Spada della Protezione. Classificazioni: pietre runiche portatili ad uso esclusivo degli amministratori Infinite, Eroe dell'Infinito, e She-Ra, Principessa del Potere.» rispose l'entità digitale. «Come possiamo usarle per guarire la nostra amica?» chiese la bionda, dovendo imprecare insieme al ragazzo subito dopo «Domanda non riconosciuta.». «La leggenda dice che le due armi hanno poteri curativi, è vero?» domandò She-Ra, sperando di ottenere una qualsiasi risposta. «Una delle molte funzioni della Spada della Protezione e del Bracciale dell'infinito è quella di guarire e ristabilire l'equilibrio.» rispose l'ologramma. Sentita la risposta, la principessa passò poi alla seconda domanda «Ma come possiamo farlo?». «Domanda non riconosciuta.» disse la donna virtuale. A quel punto, Infinite fece ciò che avrebbero fatto qualsiasi persona: parlare chiarendo ogni singola parola «COME POSSIAMO USARE IL BRACCIALE E LA SPADA PER GUARIRE LE PERSONE!?». L'entità olografica insistette nel non dare risposte o darle ma non richieste «Una delle molte funzioni della Spada della Protezione e del Bracciale dell'infinito è quella di guarire e ristabilire l'equilibrio.». Alla rispiegazione, She-Ra era sul punto di strapparsi i capelli e Infinite di trasformarsi in Gigante per radere al suolo il posto. Intanto, Catra gironzolava per la sala, cercando di non farsi scoprire dal duo. «Ok… C'è qualcun altro con cui possiamo parlare?» domandò la ragazza dopo essergli passato l'attacco d'ira. Domanda non riconosciuta.» rispose l'ologramma. «Non sono sorpreso della risposta.» commentò in tono sarcastico il ragazzo. Furono sul punto di rinunciare ed andarsene, quando si ricordarono delle visioni… Di Light Hope. «Facci parlare con Light Hope.» ordinò la guerriera. «Light Hope?» chiese la donna digitale come se non fosse sicura di aver capito. «Light Hope… Si chiama così, no? Lei dov'è?» domandò il cavaliere. «Sì… Light Hope è qui. Vi stava aspettando.» rispose l'ologramma. «Possiamo parlargli?» chiesero in coro i due. «La incontrerete molto presto, ma prima… Dovete lasciar andare.» rispose la donna virtuale. I due eroi ora erano confusi. «Questo che cosa significa?» domandò She-Ra. «Non siete ancora pronti. Dovete lasciar andare.» affermò l'ologramma. «Lasciar andare cosa?» chiese Infinite. Mentre i due erano occupati a farsi questi problemi, Catra trovò un pezzo di tecnologia da portare nella Zona della Paura. Il pezzo si trovava attaccato ad una struttura triangolare sul muro, proprio alle spalle del due. Non fossero stati occupati con l'ologramma forse sarebbe stata beccata, ma visto come stava la situazione era sicura di prendere il congegno e di andarsene come se nulla fosse. Catra si sbagliava. Appena lo levò il triangolo divenne rosso. Lanciò un leggero suono di sorpresa e She-Ra se ne accorse. Essa si girò di scatto e scagliò dalla spada un potente raggio magico che distrusse parte della struttura che reggeva il pezzo di tecnologia. Fu solo grazie a lei che Infinite si accorse che c'erano visite. «Ehi! Attenta!» urlò Catra da dietro di una delle colonne che aveva usato per salvarsi. «Catra?» domandò confusa la bionda, che non si aspettava di vedere la sua ex amica. «Che cosa ci qui?» interrogò il ragazzo, interrotto dall'ologramma diventato rosso «Rilevata presenza non autorizzata. Protocollo di sicurezza attivato.». A quella dichiarazione, la donna virtuale scomparve e la sala iniziò ad illuminarsi di rosso. «No no no! Di nuovo!» gemette Infinite. «Che cosa è successo?» chiese Catra iniziando a preoccuparsi. «Non va bene! Non ti è permesso stare qui dentro!» rispose She-Ra. Il trio fu poi attratto dal suono delle porte che, una dopo l'altra, iniziavano a chiudersi, bloccando i vari percorsi e le uscite della stanza. La principessa afferrò il polso di Catra e, seguita dal cavaliere, iniziò a correre verso una delle porte ancora aperte. Mentre lo facevano, ci fu uno strano rumore raschiante che i tre poterono percepire da uno dei corridoi bui. Uscendo dall'oscurità, i tre si trovarono faccia a faccia con una manciata di robot simili a ragni che filtravano dall'oscurità. Gli occhi rossi minacciosi delle creature erano sufficienti a terrorizzarli entrambi, e l'enorme quantità di loro era sufficiente per dire loro che erano entrambi in inferiorità numerica. «Che cosa sono quelli?» domandò la donna/gatto, accolta dal suono stridulo acuto di diverse creature misteriose, quelle i cui occhi brillavano di rosso quando si facevano conoscere. «Anche questo non va bene!» esclamò la bionda, per poi essere accecata dalla luce dorata dell'Ultimatrix. Quando la luce si attenuò, le ragazze poterono vedere un essere grosso e corazzato intento ad eseguire uno spin dash verso i ragni. «Ben?» chiese confusa la guerriera. Ultra Rotolone, il Pelarota Arburiano Evoluto, gli rispose «Andate! Vi raggiungo dopo!». A quella frase, She-Ra riprese il polso di Catra e si diressero verso un'altra porta. Quando anche l'ultimo corridoio si chiuse, la guerriera sollevò la porta. «Forza! Dobbiamo scappare!» urlò la principessa agli altri due, cercando di tenere ferma la porta. Con i ragni che guadagnavano dietro di loro, Catra e Ultra Rotolone scivolarono rapidamente sotto di lei. Quando passarono tutti, la bionda sollevò rapidamente la porta abbastanza in alto finché non riuscì a gettarsi sotto, lasciandola sbattere dietro di lei ed evitando per un pelo le tenaglie e gli artigli che la perforavano.
Non appena i tre si furono fatti strada verso il corridoio, le luci dietro di loro iniziarono a spegnersi una per una: l'oscurità iniziò ad avvicinarsi. Ogni secondo dopo che le luci si erano spente, loro due venivano accolti da più gruppi di occhi rossi arrabbiati, sentendo il forte suono stridulo dei predatori da cui erano cacciati. È bastata l'apparizione di una testa nell'oscurità per convincere il grippo a scappare. «Perché quelle creature cercano di ucciderci!?» gridò Catra con noncuranza mentre correva. «Cercano di uccidere te! Questo posto ti considera un'intrusa!» urlò in risposta She-Ra. «Ma non potete dire loro di fermarsi!?» domandò sbraitando la gatta. «No, non possiamo dirgli di fermarsi! Qui dentro non ci dà retta nessuno!» rispose Ultra Rotolone con tutta la frustrazione che aveva e faticando a correre per via della sua stazza. Quando i tre finirono per un attimo di urlarsi a vicenda, tagliarono uno stretto corridoio, imbattendosi in un vicolo cieco. «Ragazzi!» chiamò Catra, dopo essersi voltata verso lo sciame. «State indietro!» avvertì la bionda, per poi creare una spaccatura sul soffitto con la spada. Il soffitto, inizialmente, crollò precisamente addosso ai ragni, ma poi tutto il corridoio iniziò a collassare. «Che stai facendo!?» urlò la donna/gatto, tenuta poi insieme all'altra ragazza dal Pelarota Arburiano Evoluto che si chiuse a palla.
Quando la scossa di terremoto si fermò e le rocce smisero di cadere, Ultra Rotolone lasciò andare le due ragazze ed infine, insieme alla principessa, tornò al suo aspetto originale. I loro polmoni furono poi assaliti da una nuvola di polvere formata dai detriti. Dopo aver ripreso fiato ed aver tossito, Adora incominciò a parlare «Che ci fai? Quelle creature non si fermeranno finché non ti avranno presa e se ti proteggiamo vedranno anche noi come una minaccia.». La domanda fu per Catra, ma Ben si intromise sarcasticamente «Me no male che ci ha chiesto di proteggerla.». La bionda lanciò un'occhiataccia al ragazzo e poi tornò a parlare irritata «Come hai fatto a trovare questo posto?». «Emette un fascio di luce alto un chilometro. Non è stato difficile.» rispose Catra in tono ovvio. Dopo quella affermazione fu Benjamin a domandare «La Tessitrice d'Ombre sa che sei qui?». La Tessitrice d'Ombre ha problemi più grossi al momento!» rispose la donna/gatto tutta sorridente. Il suo sorriso, però, si trasformò in una espressione confusa quando vide Adora sorridere «Perché guardi in quel modo? Aspetta… No, so di cosa si tratta! Sapevo che ti saresti comportata in modo strano perché vi ho fatti scappare! Te l'ho detto, non è perché ti voglio bene!». «Veramente io non ho detto niente… Tu Ben?» domandò ironicamente l'altra ragazza all'amico che ribatté «E chi ha parlato?». Catra voleva prendergli a calci, ma trattenne dal farlo e disse «Ad ogni modo, che cosa ci fai qui? Dove sono i vostri nuovi migliori amici? Pensavo che faceste tutto insieme.». A quella frase, il duo smise di fare di sorridere. «Oh… I nostri amici? Quelli che hai rapito e per cui hai chiesto un riscatto? Quelli che hai fatto imprigionare dalla Tessitrice d'Ombre?» iniziò ad alterarsi il portatore dell'Ultimatrix, avvicinandosi al Capitano dell'Esercito per un faccia a faccia. «Sì ovviamente, di quali altri amici dovrei parlare?» rispose Catra senza troppi problemi e con indifferenza. «Oh, andiamo. Quelle creature torneranno, dobbiamo uscire da qui.» interruppe la bionda, irritata dal comportamento di Catra, facendosi strada fra i due. «Non dobbiamo andarcene insieme: voi completate la vostra missione magica, io troverò l'uscita da sola.» ribatté il Capitano dell'Esercito, dovendo ripensarci visto che Adora aveva ostruito la via sfondando il soffitto. I due eroi la guardarono, procedendo nel camminare lungo il corridoio. La gatta sospirò frustrata e li seguì.
Il viaggio attraverso il corridoio ha fornito una vasta gamma di varie meraviglie, dai suoi progetti architettonici ai suoi paesaggi apparentemente impossibili. Sono passati per bellissimi corridoi di colori e disegni, da cascate contro i muri, a un sentiero su una grande gola di colori. Niente di simile era mai stato visto su Etheria o sulla Terra, almeno non dai tre. Dopo quasi un'ora di silenzio tra i tre, arrivarono finalmente verso la fine del lungo sentiero, arrivando a un altro vicolo cieco. Quasi istantaneamente, Adora e Ben riconobbero la porta mentre i due si avvicinavano, con gli strani simboli e segni sulla porta come la precedente. «Ugh! Un altro vicolo cieco!» gemette dalla disperazione Catra. «No, non lo è.» ribatté il ragazzo mentre la bionda di dirigeva a mettere la sua mano sulla porta. «Eternia!» pronunciò Adora. Con un bagliore venne emanato dal suo palmo, la porta si animò mentre si separava lungo la porta, aprendo loro il passaggio. La gatta gli guardò confusi. «È una lunga storia.» gli dissero in coro i due, continuando a camminare con la soldatessa dell'Orda al seguito.
Entrando nell'oscurità, Adora estrasse la spada mentre usava il bagliore bluastro della sua gemma per illuminare il percorso intorno a loro. Nulla. A parte l'oscurità ed il bagliore proveniente dalla porta da cui erano entrati non c'era nulla. «Che forza. Avete trovato la stanza dell'oscurità infinita.» commentò sarcasticamente Catra, iniziando ad alzare i tacchi per andarsene «Divertitevi: io cercherò un'altra strada.». «Dove pensi di andare, se la porta non c'è più?» chiese Ben voltandosi verso la gatta. Le due ragazze lo guardarono indicare dietro di loro. Si voltarono: ora c'era proprio il nulla. Il Capitano dell'Esercito guardò con preoccupazione il punto dove prima stava la porta e i due eroi si guardarono attorno per capire come uscire. «Aspetta, mi sembra di vedere qualcosa.» disse Adora dirigendosi verso una luce rossa. «Chi c'è? Light Hope?» chiese Benjamin avvicinandosi anche lui assieme a Catra. I tre giunsero alla luce rossa fluttuante, confusi su cosa potesse essere. «Cos'è?» domandò la gatta. Fu a quel punto che un potente bagliore giallo gli accecò, scannerizzandogli. I tre si coprirono il volto con le braccia per non accecarsi, ma quando le tolsero non furono più nella stanza buia.
Erano in una cucina: come cavolo c'erano arrivati in una cucina!? «Eh… Dove siamo?» domandò la gatta guardandosi confusamente attorno. Anche la bionda era nella stessa situazione dell'ex amica, ma il ragazzo… Il ragazzo non poteva crederci. «Non può essere.» sussurrò Ben osservando la stanza. Le due ragazze lo guardano confuse. A quel punto Benjamin si voltò e spiegò di cosa parlasse «Questa è la cucina di casa mia.». «Ma questo non è possibile… Giusto?» chiese Adora cercando consensi. Il portatore dell'Ultimatrix non poté rispondere, a parte che non ce l'aveva la risposta, ma perché una sarcastica voce maschile, molto familiare al terrestre, risuonò dalla stanza a fianco «Dire che sei nei guai è dire poco!». «Kevin?» si voltò il ragazzo, dirigendosi verso il salotto seguito dalle due confuse. Arrivati nel soggiorno, i tre trovarono seduti sul divano un altro portatore dell'Ultimatrix assieme ad altri due ragazzi. «La cosa inquieta solo me o sbaglio?» interrogò Catra iniziando a vederci doppio. La bionda non stava capendo il senso di tutto ciò. L'unica cosa che poté fare fu guardare il ragazzo originale «Eh… Ben?». «Ho già vissuto questo evento… Solo da una prospettiva diversa.» capì l'eroe della Terra, ritrovandosi a rivivere il giorno in cui venne scoperta la sua identità.
La faccia da scemo di Ben con l'Omnitrix ricalibrato non stava facendo troppo esaltare il grande eroe che era Ben 10. «Quello non è il mio lato migliore.» chiarì il ragazzo con le braccia incrociate e con il volto pieno di rabbia. Gwen cambiò a quel punto canale, trovandosi a vedere Omosauro intento a levarsi una macchina incastrata nel suo piede: alla fine il dinosauro riuscì a levarsela, causando non pochi danni alla città. Al secondo cambio di programma, c'era Tigre intento a saltare un ponte: quello che riuscì a fare però, fu solo schiantarsi e distruggerlo in parte, ricevendo successivamente un detrito in testa. Sua cugina spense infine il televisore, affermando «Sei su tutti i canali ogni fine settimana. Distruggi di tutto: non è una buona pubblicità per te.». «A nessuno importa che sia un supereroe!» sbottò alla fine il portatore dell'Ultimatrix, alzandosi dal divano ed andando verso la porta di casa. «Una super minaccia!» corresse sarcasticamente Kevin. Ben non gli diede retta ed aprì la porta per uscire, trovandosi una folla di giornalisti che iniziarono a fotografarlo. L'eroe richiuse subito la porta, voltandosi verso la sua squadra «Forse… Ad un paio di persone importa.». «Dovresti eclissarti per un po'. Puoi andare a casa di Julie.» suggerì l'Osmosiano. La ragazza poi si alzò per andare a guardare attraverso lo spioncino dell'ingresso per valutare il problema «Buona idea, ma come farai a passare?». Benjamin sapeva come fare ad affrontare il problema. Riaprì la porta ed uscì, dirigendosi verso i paparazzi. Iniziarono tutti a volergli fare un'intervista, porgendo i loro microfoni e puntandogli le telecamere addosso. La celebrità non fece nulla tranne che camminare, ma alla fine accettò di rispondere. «Signor Tennyson, ha una dichiarazione da fare?» chiese un reporter. «Sì… È l'ora dell'eroe!» esclamò il portatore dell'Ultimatrix, lanciando in aria il microfono e premendo il suo orologio. Un lampo verde accecò i paparazzi, trovandosi Omosauro davanti. Inizialmente furono contenti, ma quando iniziò a ruggirgli contro scapparono tutti a gambe levate. Il dinosauro bipede continuò a ruggire, iniziando a tossire. Tornò normale, con Gwen e Kevin che lo raggiungevano. «Gwen, per caso hai una mentina? Mi sono irritato la gola.» chiese l'eroe in prima pagina. La ragazza dai capelli rossi gli diede quello che aveva chiesto e suo cugino se la buttò subito in bocca. «Perché non hai usato una delle tue nuove Ultra Trasformazioni?» chiese l'altro ragazzo, divertito dalla scena avvenuta coi fotoreporter. «Perché volevo spaventare loro, non me.» rispose Ben, preoccupato di come sarebbero andate le cose d'ora in poi.
Il trio vide così andare via il finto Ben, mentre tutto si dissolveva: di nuovo le pareti del faro si poterono vedere invece dello scenario urbano di Bellwood. «Sta attingendo dai nostri ricordi o sbaglio?» domandò Ben vedendo ora un corridoio multicolore invece del suo sé passato e della sua città natale. «Deve essere stata una sorta di simulazione.» teorizzò Adora pensierosa. «Questo posto è davvero strano!» sospirò frustrata Catra «Come fate a sopportare tutta questa roba magica!?». «La sopportiamo perché dobbiamo capire come guarire Glimmer dopo che qualcuno ha permesso che venisse torturata da quella pazza di una strega!» sbottò il portatore dell'Ultimatrix confrontandosi con la ragazza. «Cosa vuoi!? Delle scuse!? Non ne avrete!?» lo spinse leggermente irritata il Capitano dell'Esercito, andando avanti per il corridoio. Adora e Ben la seguirono spazientiti. «Posso chiederti una cosa?» domandò la bionda raggiungendo Catra. «Posso impedirtelo?» ribatté l'altra. Furono sul punto di andare avanti, ma il ragazzo le fermò al bordo del precipizio: al centro della stanza c'era un enorme precipizio. «Perché ci hai aiutata dopo che la Tessitrice d'Ombre ci aveva catturati?» tornò a chiedere l'ex soldatessa. «Ugh… Di nuovo.» gemette frustrata la gatta, salendo su un pilastro caduto che faceva da ponte sul burrone. «Devi ammettere che dal nostro punto di vista non ha senso quello che hai fatto.» si intromise Ben, salendo assieme a Adora sul ponte improvvisato. «Non eri costretta a farlo. Potevano scoprirti. Perché rischiare?» tornò a domandare la bionda. Fu scendendo dal pilastro e toccando terra che Adora ebbe un problema. Il punto su cui si era appoggiata a terra si sgretolò e quasi cadde nel precipizio. Gli altri, come se fossero più veloci della luce, la presero ognuno per un braccio. Ben lasciò un sospiro di sollievo e Catra domandò «Hai creduto che avrei permesso alla Tessitrice d'Ombre di cancellarti la memoria?». «Non lo so... È probabile.» rispose la bionda, venendo rimessa in piedi dai due di fronte. «Sì… Bè… Non hai mai avuto molta fiducia in me.» gli disse la gatta. «Puoi biasimarla?» chiese il portatore dell'Ultimatrix. «Non direi.» rispose Catra voltandosi e continuando a camminare, sotto lo sguardo sorridente dell'ex amica. I due raggiunsero il Capitano dell'Esercito e quest'ultima iniziò a chiedere all'ex soldatessa «Non è stato così male crescere nella Zona della Paura, no? Insomma… Hai ancora dei bei ricordi, vero?». A quella domanda Ben indietreggio, per non intromettersi nel discorso, e l'interpellata rispose «Certo che gli ho… Ma questo non cambia il fatto che l'Orda sia malvagia. Non avevo scelta. Non potevo tornare.». La gatta la guardò in silenzio. Adora gli sorrise e, dopo una leggera gomitata, disse sorridente «Ehi… Mi manchi anche tu.». «COSA!? Tu non mi manchi!» esclamò Catra, tirandogli un calcio per tenersela lontana «Dacci un taglio!». «Non finché non ammetterai che mi vuoi bene!» scherzò la bionda accalcandosi all'altra ragazza. «Non ti voglio bene.» ribatté la soldatessa, scrollandosi di dosso l'ex amica. «Siete sicure di essere nemiche?» rise Benjamin nel vederle. Adora non rispose, troppo occupata dallo sbellicarsi dalle risate, e cadde attraverso un pilastro che si rivelò essere la porta per un'altra simulazione. «Oh… Ma dai!» sbottò Catra verso la stanza, vedendosi essere attraversata da sé stessa dell'età di tredici anni.
Catra corse armata di bastone verso Adora, anch'essa con il bastone: stavano facendo l'ennesimo allenamento. La gatta si avventò sulla bionda, cercando invana di mettere a segno dei colpi. Fu poi turno dell'altra, anche lei fallendo a causa dell'agilità dell'amica. Catra ritentò in tutti i modi per colpirla, fallendo, mettendogli poi il dito sulla fronte. Adora la guardò irritata e l'altra scoppiò a ridere: era il momento. L'amica cercò di sfruttare la distrazione per colpirla, ma fallendo. La gatta riuscì a togliergli di mano l'arma e colpirla. La bionda gli afferrò però il bastone dell'altra, scaraventandola a terra. «Ahi!» gemette Catra. «Tutto ok?» accorse preoccupata Adora. La gatta sorrise: che ingenua era la sua amica. La ragazza gatto la fece cadere e cercò di infliggergli il colpo finale. L'altra schivò il primo attacco e parò il secondo: erano testa a testa… Finché non arrivò Lonnie. La ragazza di colore cercò di mettere al tappeto Catra, fallendo e venendo sconfitta. La gatta si fermò un attimo per recuperare fiato, cercando poi di affrontare Adora: fallì. Cadde a terra sconfitta, mentre la voce dell'addestratore iniziò a risuonare «Ed ecco la vincitrice!». Le luci vennero a quel punto riaccese e le due ragazze poterono intravedere l'uomo blue ed il resto della banda. La bionda offrì la mano per aiutare a rialzarsi la sua amica. L'altra accettò l'aiuto e, irritata dalla sconfitta si allontanò verso gli altri. «Ottimo lavoro cadetto: mi piace la tua concentrazione. Questa vittoria verrà sicuramente riferita a Lord Hordak.» si complimentò l'addestratore avvicinandosi alla ragazza.
«Quello cos'era!? Ti sei alleata con Adora contro di me!?» domandò irritata Catra a Lonnie. «Stavi giocando sporco: cercavo di bilanciare la situazione.» rispose l'altra con indifferenza. La gatta cominciò a ringhiargli contro per la rabbia, ma Adora interruppe «Ehi, sei stata favolosa! Ti ho fatto male?». «No, sto bene.» rispose la ragazza gatto, aggiungendo «Hai avuto fortuna: ti ho lasciata vincere.». «Sì, certo…» commentò la bionda che poco ci credeva a quelle parole. «Dico sul serio! Se arrivassi al primo posto, la gente di qui si aspetterebbe che io incominciassi a darmi da fare! Fidati: il secondo posto mi sta bene!» spiegò Catra con sicurezza. «Sì, ok.» accettò l'amica, sapendo che tanto stava bleffando. «Forza, andiamo a rilassarci. tornò a parlare Adora, iniziando ad andare dagli altri. «Tra un minuto. Ti raggiungo lì.» dichiarò la gatta. La ragazza accettò quelle parole, correndo poi verso Kyle, Rogelio e Lonnie «Ehi, ragazzi! Aspettate!». Catra guardò la sua migliore amica essere riempita di complimenti, andandosene ingelosita.
Entrò negli spogliatoi tutta furibonda. Buttò da parte la sua pettorina e camminò verso il lavandino: scoppiò a piangere. La farsa di volere il secondo posto apposta andava bene agli altri come scusa, ma lei sapeva che ci metteva davvero di impegno per vincere… Per essere migliore di Adora. Ma niente. Non importava quanto ci provasse… Adora era sempre avanti a lei.
Catra alzò lo sguardo bagnato dalle lacrime verso lo specchio: gli venne un infarto. Si allontanò dal lavandino per dirigersi verso l'uscita: la simulazione iniziò a collassare. La gatta indietreggiò verso lo specchio, ma una pallida luce rossa illuminò la stanza. «Rivelata presenza non autorizzata.» risuonò la voce dell'ologramma all'entrata «Protocollo di sicurezza attivato.». Il Capitano dell'Esercito si voltò verso la luce e vide che lo specchio era diventato la porta d'accesso per far passare un ragno robot. Lanciò un grido di terrore mentre veniva assalita.
Adora si riprese dalla trans del ricordo e anche Ben, che era scomparso durante la sequenza, era riapparso. Mentre i tre vecchi amici della bionda scomparivano, sentirono l'urlo di Catra provenire dagli spogliatoi: si precipitarono lì. Arrivati nella stanza, trovarono la ragazza legata dalle ragnatele della bestia robotica che implorava con gli occhi aiuto. I due eroi fecero in tempo ad afferrare il braccio della gatta prima che l'androide fuggisse. Il ragno non apprezzò il gesto e scagliò un secondo getto di groviglio. Benjamin spinse l'amica per salvarla e si beccò la tela addosso, rimandone bloccato. Con l'assenza di resistenza, il robot portò via i due prigionieri. Le ultime parole che i due ragazzi sentirono dall'ex soldatessa, mentre tirava pugni allo specchio tornato solido, furono «Ragazzi! No!».
Catra e Ben stavano cercando di liberarsi dalla tela del ragno robot, che intanto gli stava trascinando attraverso un corridoio. Si guardarono dietro, sperando di intravedere Adora: niente, solo il nulla assoluto. Senza intravedere i rinforzi, la gatta utilizzò le unghie per tagliare la corda e il ragazzo che cercò di trasformarsi: fu così che, in pochi secondi, il Capitano dell'Esercito strappò la tela ed il portatore dell'Ultimatrix si trasformò in Tigre. L'androide indietreggiò alla vista dei due liberi, sparando a raffica vari getti di ragnatela. I due felini schivarono con grande velocità gli spruzzi, correndo successivamente sotto le sue gambe per poi saltargli in sella. Uno dopo l'altro, i due iniziarono a spaccargli ogni occhio ed a smontarlo con la forza bruta. La bestia robotica stava lanciando urla di dolore nel venire fatto a brandelli, crollando a terra sconfitto. I felini arrabbiati risero nel vedere l'avversario steso al suolo. Si avvicinarono per finirlo, ma arrivò a grande velocità Adora che gli trafisse la testa con la spada. «Tutto bene?» chiese preoccupata la bionda. «Ti dico una bella cosa Adora: trovati un tuo ragno robot da distruggere la prossima volta!» ruggì come al suo solito l'Appoplexian, premendo poi il simbolo dell'orologio sul petto per tornare normale. «Lo prendo come un sì.» l'ex soldatessa alzò gli al cielo, avvicinandosi all'ex amica per levargli dalla spalla un pezzo di ragnatela. «Ce l'avremmo fatta.» ringhiò la gatta. «Sì, certo… Dobbiamo fare in modo di rimanere insieme d'ora in poi.» suggerì Adora mentre scrutava il nemico morto stecchito. «Vuoi smetterla di dire cosa bisogna fare!?» sbottò Catra, spingendola leggermente ed allontanandosi «Sono stufa di questo stupido posto! Usciamo da qui!». I due eroi la guardarono confusi, ma la seguirono comunque.
Catra saltò su ciò che restava del pavimento della stanza in cui era appena entrata. Gli altri due dovettero correre per stargli dietro. «Qual è il tuo problema!?» esclamò irritato Ben «Stava solo cercando di aiutare!». «Per l'ultima volta: non mi serve che mi salvino! Me la sono cavata benissimo da sola!» rispose con rabbia la gatta, volendo continuare la sua strada. Una voce ed una presa la fermarono però la fermarono. «Catra, aspetta.» la stoppò Adora, salendo la salita fino a lei. «Mi dispiace di essermene andata. Non potevo tornare nella Zona della Paura, non dopo aver visto quello che l'Orda stava facendo. Ma non ho mai voluto lasciarti.» iniziò a scusarsi la bionda. Il Capitano dell'Esercito non aveva voglia di ascoltare la solita storia della sua ex amica: ne aveva abbastanza. «Potevi venire con me. Tu… Tu potevi unirti alla Ribellione! So che non sei una persona cattiva, Catra.» concluse l'ex soldatessa «Il tuo posto non è nell'Orda.». Continuarono così le due, mentre Ben, leggermente distante, le guardava: gli sembrava di vedere Gwen cercare di convincere lui a non eliminare Kevin quella volta che si era mutato con l'Ultimatrix. Tutti questi déjà-vu erano una coincidenza? O l'universo gli stava facendo pagare le pessime scelte che aveva compiuto sulla Terra? Non poté trovarsi una risposta, visto che la simulazione avviò l'ennesimo ricordo. «Facciamola finita con questa storia.» brontolò irritata Catra. Adora era della stessa idea, dato il volto spazientito. Guardando avanti a loro, una Catra bambina poterono scorgere correre.
Catra stava gareggiando con Adora: era in testa! Saltò verso dei cavi esposti e gli utilizzò agilmente come se fossero delle liane. Atterrò elegantemente dopo una capriola, voltandosi poi per vedere la sua amica appesa come un salame. «Catra, aspetta!» urlò lei cercando di ricopiare le stesse mosse della felina. «Cosa si prova ad essere la persona più lenta del mondo?» domandò ironicamente la gatta, tornando a correre. Adora a quel punto lasciò andare i cavi, atterrando bruscamente su della spazzatura. Si rialzò subito, mettendosi a ridere assieme all'amica ed inseguendola come in Acchiapparella: giunsero così alla stanza del Black Garnet. «È aperto!» esclamò Catra. «Di sicuro non ci è permesso entrare lì dentro.» commentò la bionda sorridendo. Le due si guardarono e corsero ridendo dentro la stanza.
Dietro le due bambine, i tre adolescenti guardarono con preoccupazione la stanza. «Non sei costretta ad entrare.» disse Adora a Catra, che non la ascoltò. La gatta si diresse nella stanza senza esitazioni. Ben guardò la bionda, vedendola preoccupata. Gli fece un gesto sul da farsi. L'ex soldatessa lo superò, facendogli capire che dovevano entrare anche loro.
Le due bambine stavano guardando con ammirazione la pietra runica del loro mentore, scrutando affondo anche il resto della stanza con grande curiosità. Catra si avvicinò affascinata alla magica pietra, toccandola e fumandosi. «Forse sarebbe meglio uscire da qui.» teorizzò Adora, che stava iniziando ad avere paura di quella inquietante stanza. Dei gemiti però, le spaventarono a morte entrambe: la Tessitrice d'Ombre. Corsero subito a nascondersi, conoscendo il carattere della donna. Lo fecero giusto in tempo: la strega arrivò di corsa, accasciandosi un attimo alla porta. Continuò a fatica verso la sua fonte di potere. Assorbì una leggera quantità di magia, passando poi alla fontana a fianco. Fece qualche respiro, togliendosi la maschera e posandola al bordo della sorgente. Tra le due bambine che guardarono sorpresi la scena, Adora si lasciò sfuggire un verso di leggero spavento. La Tessitrice d'Ombre, sentendo l'impercettibile rumore, si coprì il volto con la mano, pronta ad individuare lo scocciatore. Le due amiche iniziarono a correre per la salvezza, con la strega che urlò «Uscite!». La bionda fu sul puntò di riuscire a scappare, ma una barriera di oscurità la fermò. Si voltò dietro, vedendo il mentore rimettersi la maschera ed immobilizzare la felina. «Catra… Tu resta.». «Cosa credevi di fare qui?» continuò la strega a parlare, facendo voltare e mettere sull'attenti la piantagrane. «Stavamo solo giocando.» rispose la gatta terrorizzata. «Bambina insolente! Ho imparato ad aspettarmi un comportamento così disdicevole, ma non ti permetterò di trascinare in basso anche Adora!» fece chiarire la Tessitrice d'Ombre, come al solito contro Catra e favorevole a Adora. «Non è solo colpa sua: è stata anche una mia idea!» ribatté l'altra bambina cercando di proteggere la sua amica. La donna non ascoltò la bionda, continuando a minacciare l'altra «Non sei mai stata nient'altro che una seccatura per me! Ti ho tenuto qui così a lungo perché Adora si era affezionata a te! Ma se mai facessi qualcosa per mettere in pericolo il suo futuro, mi sbarazzerò di te io stessa! Hai capito!?». Catra rimase in silenzio per la paura per tutto il discorso. Il tutto, venne interrotto dell'altra bambina che si mise in mezzo alle due «La prego basta!». La maga oscura non si sarebbe di certo fermata, ma i dolori alla testa con cui era arrivata tornarono a farsi sentire, facendola ritirare verso il Black Garnet. Adora si scambiò uno sguardo di preoccupazione con la sua amica, avvicinandosi alla Tessitrice d'Ombre. «Non voleva farlo.» continuò a dire lei come difesa. «Adora… Devi fare un lavoro migliore nel tenerla sotto controllo. Non devi permettere che una cosa del genere capiti di nuovo.» spiegò la donna, con il tono opposto che aveva avuto con l'altra, intanto con il volto traumatizzato poco distante.
Le due bambine se ne uscirono dalla stanza, percorrendo fianco a fianco il corridoio per tornare nella loro stanza. Scomparvero un attimo dietro delle strutture.
Riapparendo da dietro i rottami, la simulazione si interruppe. Le due ex amiche rimpiazzarono le due bambine e il ragazzo riapparve. Riprendendosi dalla trans del ricordo, Catra si levò il braccio che la bionda attorno alle spalle con grande irritazione. «Devi sempre fare la parte dell'eroina, vero!?» sbottò la gatta. Adora non fece in tempo a rispondere, ma Ben sì «Stava solo cercando di proteggerti.». «Non mi ha mai protetta! Non se voleva dire fare una brutta figura con la Tessitrice d'Ombre!» continuò il Capitano dell'Esercito, urlando adesso al ragazzo.
«Ammettilo: adori essere la sua preferita!» l'accusò Catra, parlando finalmente dopo ciò che era appena successo con la Tessitrice d'Ombre. «Questo non è vero!» si difese Adora, dispiaciuta per quello che gli fosse capitato ma non intenzionata a prendersi la colpa. «Ah, sì?» domandò la gatta con scetticismo.
«Quando te ne sei andata, chi credi che ne abbia subito le conseguenze!? Mi stavi proteggendo allora!?» continuò a gridare Catra, tornando su Adora. «Non devi più permettere alla Tessitrice d'Ombre di trattarti così! Te ne puoi andare!» esclamò la bionda, iniziando anche lei ad irritarsi.
«Proprio come ho fatto io!» gli disse Adora. «Oh… Perché ti devo seguire ovunque tu vada?» domandò irritata Catra, andandosene via. «Non intendevo in questo modo!» gli urlò la bionda, mentre si metteva a seguire l'amica gatta.
«Io non me ne voglio andare! A questo proposito, cosa non vi è chiaro!?» sbottò Catra, fermandosi e guardando i due «Io non ho paura della Tessitrice d'Ombre e sono un Capitano dell'Esercito migliore di te, Adora!».
«Hai sempre detto che non ti importava di certe cose.» gli disse Adora ora confusa. «Bè, stavo mentendo ovviamente!» gli urlò Catra con il volto bagnato dalle lacrime.
Catra si voltò per andarsene. «Catra, aspetta!» gli urlò Ben, vedendo Adora corrergli incontro. «Perché credi che ti abbia restituito la spada nella Zona della Paura!?» si voltò di scatto la gatta, strattonando il braccio della sua ex amica «Non volevo che tornassi, Adora!». Il mondo dell'ex soldatessa si sgretolò a quella frase. Il Capitano dell'Esercito mollò a quel punto il braccio, andandosene definitivamente. La bionda rimase lì ferma, pietrificata da quelle parole. Benjamin gli si avvicinò, mettendogli una mano sulla spalla. Avrebbe voluto dire qualcosa, ma conoscendosi avrebbe solo peggiorato le cose. Rimase lì in silenzio, guardando assieme alla bionda la gatta andarsene. Rimasero così per poco, visto che la simulazione dietro di loro si distrusse. Si voltarono, accorgendosi dei nemici in alto. Migliaia di occhi rossi illuminarono l'oscurità. Adora cercò di estrarre la spada, ma venne subito buttata a terra dalle ragnatele dei ragni robot. Ben invece, ebbe più fortuna: si trasformò in Cromoraggio, un alto alieno di roccia viola e rosa. Il Cromosapien sparò dalle mani raggi vari raggi d'energia, cercando di fare indietreggiare gli avversari.
La simulazione stava collassando: Catra lo poteva notare dal fatto che ogni oggetto stava laggando e vari ricordi stavano apparendo randomicamente. «Fatemi uscire da qui!» gridò la gatta con rabbia, tirando delle artigliate a vuoto verso alcuni ologrammi. Cadde a terra piena di rabbia: era esausta. All'improvviso, un leggero pianto attirò la sua attenzione. Alzò lo sguardo e notò che si trovava nel dormitorio dell'Orda. Si rialzò e si voltò: una gattina di cinque anni stava piangendo nelle coperte. «Catra!» la richiamò Adora. Il Capitano dell'Esercito poté scorgere la bionda dirigersi verso la sua versione del passato. Adora giunse davanti alla gattina e gli levò le coperte: un leggero ringhio ottenne. «Catra, va tutto bene: sono io.» la rassicurò la bambina, sedendosi a fianco sul letto. «Non importa cosa ci hanno fatto, sai? Tu mi guardi le spalle ed io le guardo a te: non ci può succedere niente di brutto fino a quando stiamo insieme.» continuò Adora, con tono rassicurante. «Lo prometti?» dissero le due Catra. La versione del presente, conoscendo come sarebbero andate le cose, guardò con irritazione la sua ex amica. «Lo prometto.» rispose l'amica. Le due si abbracciarono e poi la bionda aggiunse «Forza, usciamo da qui.». Si rialzarono entrambe, dirigendosi verso l'uscita. Mentre le vedeva andarsene, Catra si sorprese: la sua versione del passato non stava più seguendo il ricordo. Le due gatte si stavano guardando: la più piccola con uno sguardo vuoto e la più grande con uno dispiaciuto. La finta bambina decise poi di andarsene. La ragazza invece capì cosa dovesse fare. La simulazione dietro di lei infine, cessò di esistere.
Adora e Cromoraggio stavano sfasciando a uno a uno numerosi robot da ormai troppo tempo: il Cromosapien sapeva che, da un momento all'altro, l'Ultimatrix lo avrebbe abbandonato. La bionda poi, sapeva che non avrebbe potuto resistere senza She-Ra. Cercò di togliere le ragnatele dalla spada, con l'uomo di pietra che gli guardava le spalle. Fu in quel momento che l'orologio scadde, facendo tornare normale il ragazzo, ed i ragni, sfruttando la vulnerabità degli adolescenti, gli legarono con la loro tela e gli fecero penzolare su il baratro che si era formato dopo la distruzione della simulazione. «Basta! Non siamo vostri nemici!» gli urlò contro Benjamin, ingrovigliato. «Light Hope! Fateci solo parlare con Light Hope!» pregò invece Adora. I due continuarono a cercare di liberarsi, riuscendoci ma finendo quasi nel baratro. L'ex soldatessa si aggrappò a delle ragnatele e Ben a sua volta si aggrappò alla ragazza: si stava ripetendo l'evento del ballo. Uno dei ragni poi fu su punto di tagliare la corda per far cadere i due, ma il rumore di qualcuno che distruggeva ogni cosa sulla sua strada lo distrasse. Corsero tutti all'attacco verso l'altro intruso, venendo sconfitti. Giunse infine il Capitano dell'Esercito. «Catra!» esclamarono contenti i due in pericolo. «Ciao ragazzi.» salutò Catra, tenendo in mano la spada. «Catra, aiutaci… Ti prego!» la pregò Adora. «Questa non funzionerebbe se ci provassi, vero Adora? Funziona solo con te. D'altronde tu sei speciale… Lo diceva anche la Tessitrice d'Ombre.» ignorò la gatta. La bionda la guardò confusa, con Ben che chiese «Catra… Che stai facendo?». «Sai Adora, adesso ha tutto senso: hai sempre cercato di ostacolarmi, volevi che pensassi di avere bisogno di te e volevi che io mi sentissi debole. Ogni eroe ha bisogno di una spalla, giusto?» gli disse lei guardando con indifferenza i due. «Catra no!» esclamò il ragazzo. «Non è andata così!» ribatté invece l'ex soldatessa. Catra iniziò a ridere, mentre la lo scenario dietro di lei stava iniziando a distruggersi. «La cosa triste è che per tutto questo tempo ho sperato che saresti tornata nell'Orda, quando in realtà il fatto che te ne sei andata è stata la cosa migliore che mi sia mai successa! Sono molto più forte di quanto chiunque potesse immaginare!» continuò a parlare la soldatessa, iniziando a tagliare la fune dei due suoi avversari «Mi chiedo come sarebbe stato se mi fossi liberata di te prima.». Tagliò infine il resto della corda, ma i ragazzi riuscirono ad aggrapparsi ad una sporgenza. «Mi dispiace! Non ho mai voluto farti sentire come se fossi al secondo posto!» si scusò Adora quasi in preda alle lacrime. «Ti prego non farlo!» gli pregò Benjamin, non intenzionato a morire su un pianeta che non fosse la Terra. Catra, mentre il tutto stava definitivamente collassando, guardò l'ultima volta la spada. La buttò giù nel fosso, salutando infine i due «Addio ragazzi… Mi mancherai davvero tanto.». Se ne andò così, lasciando i due appesi. La richiamarono diverse volte sperando che tornasse: niente. Adora scoppiò a piangere e Ben rimase in silenzio a pensare a cosa dire o come uscire da quella situazione. Ad un certo punto, una familiare figura blu apparve al bordo del burrone: Light Hope. «Ragazzi.» richiamò lei. I due eroi la guardarono sorpresi. «Dovete lasciare andare.» aggiunse l'ologramma. Il duo si scambiò uno sguardo, mollando rispettivamente le prese.
L'aveva fatto. Aveva portato Adora e Ben dritti verso la morte. Catra era sicura che non sarebbero sopravvissuti, ma ormai a lei non importava. Per anni ha creduto di potersi fidare di Adora… Di essere sua amica. Cosa ci aveva guadagnato? Essere l'eterna numero due. Ora però, le cose erano cambiate… Ora lei era la numero uno. Catra era finalmente tornata alla stanza principale. Lanciò un sospiro di sollievo quando ci entrò: finalmente aveva trovato l'uscita. Però, quando fu sul punto di dirigersi all'esterno del faro, la voce di un bambino riecheggiò dietro di lei «Tu sei un'idiota!». Si girò di scatto, vedendo la versione di Ben a dieci anni. «Lo sei sempre stata! Tutti sono carini con te e non te ne accorgi: sei troppo occupata a fare la vittima!» continuò serio il ricordo di Benjamin. Catra stava per andare su tutte le furie: il ragazzo, dopotutto, era in parte motivo di gran parte dei suoi problemi assieme a Adora. Essa, però, rimase a ringhiargli contro solo qualche secondo, per poi calmarsi e dirgli, con aria di sfida «Perché dovrei darti retta? Tanto… Tu sei morto.». Con quella affermazione, si girò e si diresse verso l'esterno dell'edificio con il sorriso stampato in faccia, lasciando lì l'ologramma.
Entrapta stava ritoccando Emily, tra saldature e racconti di Scorpia. «E poi c'è il giorno in cui Catra ed io eravamo su una barca insieme.» narrò il Capitano dell'Esercito «Te ne ho mai parlato?». La scienziata smise di lavorare per rispondergli «Sono abbastanza sicura di sì.». Attivò poi il registratore, per ascoltare la voce dell'altra principessa «Oh, è una volta Catra ed io eravamo su una barca insieme. Quello è stato il giorno migliore di tutti.». «Sì, l'hai fatto.» confermò la tecno/principessa, tornando poi al lavoro. «Credo che sia stato allora che abbiamo creato un legame fra noi, capisci? Hai mai incontrato qualcuno con cui sei entrata subito in sintonia?» chiese la grossa ragazza. «Sì, è stato così con Emily.» rispose Entrpta. In quel momento, giunse nella stanza Catra. «Che ti è successo!? Sei sudicia!» accorse Scorpia «Stai bene!? Ti servono cure! Devi essere curata teneramente fino a guarire!?». «Scorpia, ricordi il discorsetto che abbiamo fatto riguardo allo spazio personale?» domandò irritata la gatta. «Oh, giusto. Tre metri di distanza.» si ricordò lei allontanandosi. Il Capitano dell'Esercito poi si voltò, trovandosi la prigioniera «Come è andata!? Lo hai trovato!?». «Eh… Perché la principessa è libera?» chiese Catra confusa. «Oh… Infatti.» commentò la scienziata, correndo verso il muro per ritornare in manette. «Sul serio però, l'hai trovato!?» tornò lei a chiedere eccitata, ottenendo come risposta la gatta che gli lanciava un pezzo di tecnologia degli Antenati. «Un cristallo di dati intatto!» esclamò la principessa di Dryl, liberandosi dalla cella ormai inutile «Non ho mai visto uno conservato così perfettamente! Questo potrebbe determinare una svolta! Chissà quali segreti potrebbe contenere!». Le due principesse a quel punto iniziarono a scoppiare di felicità. Catra si lasciò andare un sorriso, ma per breve. Sentire Scorpia dichiarare «È la migliore amica che si possa avere!» fece irritare la gatta a causa degli eventi recenti. «Abbassate la voce. Vado a letto.» disse la ragazza gatto con freddezza, lasciando infine la stanza.
