Rosen aus dem Süden* I (Valzer)
Personaggi: Aphrodite, Milo | Cronologia: 1975
Negli anni del lungo silenzio, Aphrodite andava spesso a sedere sulla riva del mare: studiava le onde schiantarsi, la spuma evaporare; distratto, stringeva un suo fiore, fino a sanguinare. Conosceva già allora, Aphrodite, il proprio immenso potere; ma, a quell'età, la bellezza è difficile da sopportare.
Milo di Scorpio arrivò da sud: piccolo, d'oro, pimpante, in equilibrio sull'acqua come un riflesso di sole - il mantello un po' stropicciato, le mani ed il viso insozzati di sangue.
"Bellissimo," disse planando sulla battigia, con un gran sorriso.
Aphrodite quasi sospirò, ma Milo riprese: "È d'un rosso bellissimo," guardando - incantato - la rosa vermiglia.
Rosen aus dem Süden II
Personaggi: Milo, Aphrodite | Cronologia: 1975
Certi giorni il sole di Grecia è assurdamente brillante: il mare si perde nel cielo; la luce tutto confonde, accecante - a non guardar bene, nasconde anche le tracce di sangue.
Ma la prima cosa che vide, tornando, fu quella rosa d'un rosso abbagliante; poi, Aphrodite: sembrava stanco, aveva gli occhi di chi aveva pianto.
Gli sedette accanto. L'ostro, mite, soffiava da mezzogiorno; Milo sentiva aleggiare il veleno nel vento. Parlarono un poco; Aphrodite non parlava da tanto, se non con Deathmask e con Shura.
Affidò a Milo il suo fiore, gli disse di averne cura: così si fa col veleno.
Rosen aus dem Süden III
Personaggi: Milo, Aphrodite, menzioni speciali per Shura, Deathmask e Camus | Cronologia: 1979
Fra assassini, ci si capisce; raramente ci si perdona.
Shura, spezzato come una lama, cercava da un altro la grazia che non s'accordava. Deathmask, la morte, la corteggiava; neppure sé stesso assolveva. Lui, dal canto suo, faceva quel che doveva, o ci provava - il prezzo era senza importanza.
Tacquero a oltranza.
Però, ad Aphrodite, Milo piaceva: amava il rosso; alle spine, non ci badava; uccideva con solerzia e innocenza; puro, sapeva quel che faceva - e lo accettava, senza espiazioni né scuse. Così Aphrodite finì col prendersene cura.
"Vorrei una rosa per Camus, del rosso più bello."
Aphrodite gliela diede bianca.
Rosen aus dem Süden IV (Coda)
Personaggi: le rose, il giardino di Aphrodite, Milo e Camus | Cronologia: inverno 1986-1987
Al Santuario, sbocciavano sempre le rose, anche d'inverno; sempre, ma non quest'anno.
L'ostro portava pioggia; la pioggia - ora - pesava di pianto, rovesciava il peso del mondo.
Talvolta, il borea scendeva, gelido, dalla Siberia; al mattino, il freddo odorava: di casa, di primavera. Adesso, il vento gridava, profumava d'inferno; non c'erano fiori sotto la brina: del giardino che fu d'Aphrodite, rimanevano rovi e veleno.
Febbraio fu una Giudecca, senza redenzione.
Milo aspettò tra le spine; Camus riposava nella neve e nel fango. Niente era lieve.
Solo due rose - in un cassetto; sulla scrivania - restavano come ferite: rosse di desolazione, senza appassire.
Note:
*Rosen aus dem Süden (Rose dal Sud): ancora un valzer, ancora sputtanatissimo, ancora Johann Strauss II (Op. 388). Questa volta è un valzer per Aphrodite.
Io, Aphrodite, ce lo vedo in una moderata modalità "mamma chioccia", che fa le debite raccomandazioni a Milo o gli passa la sua versione del foglietto illustrativo per una Bloody Rose: "Milo, non più di due bicchieri di sangue al giorno. No, le mie rose non appassiscono! No, non puoi piantartela da nessuna parte se non vuoi morire dissanguato. No, non puoi piantarla da nessuna parte neanche a chiunque altro..." Etc. etc.
