Capitolo 11: Light Hope e la grande storia
Adora e Ben avevano mollato la presa dai loro rispettivi appigli per "lasciar andare". Mentre scendevano, il precipizio si era trasformato in un sistema digitale, costellato da luci rosse. Poterono così scorgere delle improvvise finestre dei loro ricordi. «Ogni eroe ha bisogno di una spalla, giusto?» «Ciao, ragazzi.» «Per l'onore di Grayskull!» «È l'ora dell'eroe!»… Questi erano solo poche delle frasi provenienti da quei flashback. Mentre guardavano, forse per l'ultima volta, quei ricordi, una frase familiare sentirono come se uscisse dall'aldilà «Mi serve solo un po' più di tempo.».
Lanciarono un grido e spalancarono gli occhi. Non stavano più cadendo: erano di nuovo al faro. Si guardarono frettolosamente attorno per capire se fosse reale: un certo ologramma stava per spiegarlo. «Ciao, ragazzi» ruppe il silenzio Light Hope, facendo sobbalzare i due «Alla fine siete venuti.». «Light Hope!» esclamarono i due ragazzi, sollevati di aver trovato la donna virtuale dopo lunghe peripezie. «Non riesco a credere di vederti davvero!» continuò Adora, venendo frenata leggermente da Ben «Insomma, l'abbiamo vista nella mente.». «Ma ora è reale!» ribatté con un sorriso la ragazza, fermandosi poi a pensare «È reale?». L'ologramma gli stava guardando da un po', confusa sul fatto di quanto sarebbero andati avanti. «Siamo caduti…» iniziò a rispondere il ragazzo, lasciando poi perdere il discorso «Scusaci stiamo perdendo la testa.». Light Hope era ancora con uno sguardo confuso su di loro. «Noi siamo…» iniziarono i due adolescenti. «Adora e Benjamin… Lo so.» gli interruppe la donna. «Vi ho aspettata da molto tempo: per te Adora, da quando tu eri solo una bambina, e per te Benjamin, quando sei entrato in possesso dell'Omnimatrix, la riproduzione del Bracciale dell'Infinito.» spiegò lei «Mi dispiace di non avervi potuto raggiungervi prima e di proteggerti.». Per un attimo poi scomparve da davanti ai loro occhi, riapparendo dietro di loro e continuando a parlare «Vi osservati crescere da lontano, mentre tu Adora venivi addestrata dall'Orda e mentre tu Benjamin salvavi il Pianeta Terra da Vilgax e i Supremi.». «Wow, è… Un po' inquietante a dire il vero.» commentò l'ex soldatessa. «Solo un po'? Sembra una stalker.» se la rise il portatore dell'Ultimatrix. «Inquietante… Mi hanno già definita così in passato.» tornò a parlare Light Hope «Ho pensato di scegliere questa forma perché voi non vi allarmaste, ma, se la cosa non vi aggrada, ne posso scegliere un'altra.». Con quelle parole, si dissolse. Il duo si guardò attorno per capire dove fosse andata, ma la sua «Questa va meglio?» gli attirò alla loro destra. Indietreggiarono per lo spavento: ora avevano di fronte una bambina dai capelli arancioni, pelle bianca e con una maglia blu con un disegno del volto di un gatto sul petto. «Oh no, è… È addirittura peggio.» rispose Adora allontanandosi. «Senza contare che è inquietantemente uguale a mia cugina a dieci anni.» aggiunse Ben, eseguendo lo stesso gesto dell'amica. «Perdonatemi.» disse l'ologramma, tornado nel punto in cui era prima e con il suo naturale aspetto «Il mio protocollo organico risale ormai a molti anni fa. Permettetemi allora di selezionare una nuova forma che troverete attraente.». Light Hope iniziò allora a distorcersi per cambiare in una forma adatta, disgustando i due eroi. «Oh no no! È… Grazie! No, basta così! No, è… Va davvero bene così! Ti prego SMETTILA!» sbottarono i due coprendosi il volto dall'orribilità che stavano guardando.
A Bright Moon, Glimmer e Bow si stavano preoccupando. «Non dovrebbero essere già tornati a quest'ora!? Hanno detto che sarebbero andati ad addestrarsi a guarirmi! Quanto tempo ci vorra!?» si stava irritando la principessa avendo qualche crisi di tanto in tanto e camminando avanti e indietro, colpendo in fine uno sgabello nella sua strada «Agh! Che razza di mostro ha messo questo affare qui!?». «Ok… Sono preoccupato anch'io, Glimmer… Ma prendersela con l'arredamento della stanza non credo che aiuterò.» iniziò a parlare l'arciere facendola sedere sullo stesso mobilio appena colpito. «Non possiamo rimanere qui e sperare che prima o poi torni al castello! Dobbiamo fare qualcosa!» dichiarò la ragazza rialzandosi e guardandolo in faccia. «Tipo cosa?» chiese Bow. In quel momento, bussarono alla porta. Glimmer andò alla porta, trovandosi una guardia. «Principessa, c'è… Eh… Qualcosa qui che è venuto a trovarla» disse la soldatessa, non sicura i ciò che stesse dicendo. «Vorrai dire qualcuno.» corresse la ragazza. «No. Intendevo proprio qualcosa.» ripeté la guardia, scostandosi successivamente per far vedere ai due giovani ciò di cui parlasse. I due adolescenti poterono così vedere quel "qualcosa": Swift Wind, che arrivava in tutta la sua gloria. «Il nostro cavallo!» esclamò l'arciere. «Io appartengo solo a me stesso. Chiamatemi… Swift Wind.» ribatté la bestia alata. Glimmer e Bow lo guardarono per qualche secondo in silenzio, scoppiando in un urlo di panico. «IL NOSTRO CAVALLO SA PARLARE!» sbottò il ragazzo di colore. Con quell'urlo, il cavallo magico passo fra i due ed entrò nella camera da letto «Posso dire la mia adesso? Piuttosto pazzesco! Quindi, stavo pensando…». «È UN CAVALLO PARLANTE!» lo interruppe l'arciere. Swift Wind cercò poi di nuovo di parlare «Come abbiamo già chiarito, ora…». «E HA LE ALI!» troncò la principessa. «Ok, vi lascio un attimo per stupirvi… Poi dobbiamo parlare.» si arrese l'animale parlante. I due ragazzi guaradrono stupefatti la creatura che un tempo conoscevano come Cavallino. «Ottimo! Credo che Adora e Ben abbiano bisogno del nostro aiuto.» disse la bestia alata, riuscendo finalmente a dire il suo messaggio importante. I due adolescenti erano passati dell'essere stupefatti all'essere preoccupati. «Da quando Adora mi ha trasformato, sono in grado di percepire dove si trova in ogni momento. È come un istinto, ma ora mi sento trascinare come se venissi attirato verso di lei. Come parte della mandria di Adora e Ben, mi serve il vostro aiuto. Verrete con me?» spiegò l'animale parlante. In quel esatto momento, Glimmer ebbe una crisi: ciò gli fece capire che ora bisognava agire. «Ma certo! Facci strada!» rispose la principessa, pronta a ricambiare il favore ai due amici. «Ma Glimmer, tu hai ancora le crisi.» gli ricordò Bow. «È quello che ci ha cacciati in questa storia. Adora e Ben se ne sono andati per salvarmi, ora è il momento che noi salviamo loro. Ci stai?» gli spiegò e gli chiese la ragazza. «Come sempre, ma… Non credo che a tua madre farà piacere che ce ne andiamo così presto dopo la nostra ultima missione.» rispose l'arciere, guardando intanto l'amica dirigersi alla porta. «Non deve saperlo per forza. Ce la svigneremo e torneremo prima che si renda conto che ce ne siamo andati.» tranquillizzò lei. Aprì così la porta, trovandosi Angella davanti. «Mamma!? Che ci fai qui!?» gridò per via dell'infarto la figlia. «Sono venuta a vedere perché le guardie abbiano scortato un cavallo nella tua stanza.» rispose la regina. «Mi piace pensare a me stesso più come un modello di comportamento per la razza equina.» si intromise Swift Wind. La donna lo guardò confusa e l'animale si ritirò con «Insomma… Eh… Un cavallo parlante? Che sta succedendo?». Dopo la breve chiacchierata con la bestia alata, Angella disse «È meglio che partiate subito se volete trovare Adora e Ben.». «Non intendi fermarci?» chiese la principessa confusa. «Glimmer… Io mi sono pentita per essermi arresa dopo che è morto tuo padre. Non lascerò che tu abbia gli stessi rimpianti.» gli rispose la madre abbracciandola. Si rialzò successivamente in piedi «Comandante Glimmer, ti ordino di continuare la tua missione per trovare i due eroi dispersi e riportargli a casa.». «Agli ordini, Vostra Maestà.» disse Glimmer con un cenno di saluto ed un sorriso, voltandosi verso gli altri due «Andiamo!». A uno a uno, Bow e Swift Wind salutarono la regina e partirono per la missione con la principessa di Bright Moon… Ma il buon cavallo aveva ancora una questione di cui parlare con la sovrana. «Quando torneremo, vorrei discutere del fatto di liberare i cavalli dalle vostre stalle.» tornò indietro l'animale parlante, venendo spinto poi via da Bow «È un argomento serio… BOW! Ehi, sto ancora parlando con la regina!». Fu così che i due se andarono, con Angella che sussurrava «State attenti.».
La Zona della Paura era relativamente tranquilla… eccetto per la stanza dove doveva stare rinchiusa Entrapta. «Ok, io…» pronunciò Catra entrando nella cella, trovandosi numerose apparecchiature «Che cosa succede qui?». Scorpia si girò verso la gatta, senza dire niente, e la principessa di Dryl uscì allegramente da un condotto di areazione «Catra! Hai ricevuto il mio biglietto.». «Quello che hai lanciato dal condotto di ventilazione che "vieni in laboratorio"?» domandò retoricamente il Capitano dell'Esercito. «Sì, proprio quello.» rispsoe la scienziata, iniziando ad attaccare prese al computer. «Ho fatto grandi passi avanti nell'analizzare i dati dal cristallo degli Antenati che mia hai portato. Guarda.» spiegò Entrapta indicando l'intera stanza. «Da dove arriva questa roba?» chiese la ragazza gatto, avvicinandosi all'ormai ex prigioniera. «Oh, sai… Qui e là… Dalle stanze.» rispose vagamente la tecno/principessa, non prestando particolarmente ascolto. «C'erano delle persone in queste stanza?» domandò Catra, sapendo già la risposta. «Bé… Non quando sono tornata a prendere la roba.» rispose la scienziata continuando a lavorare. «Decisamente il tuo posto è qui con noi.» se la rise il Capitano dell'Esercito. «Allora… I dati!» dichiarò la principessa di Dryl, prendendo e posizionando il cristallo nella apposita sezione per analizzarlo. Tutti gli schermi iniziarono ad indicare il prezioso oggetto ed il suo contenuto. «Guarda queste letture: sono incredibili! Sembrano confermare le mie teorie sulla natura tecno/organica dei macchinari degli Antenati che sono il risultato della compatibilità tra magia e scienza!» urlò in piena euforia Entrapta incollandosi allo schermo. Forse anche la gatta si sarebbe esaltata, peccato che non avesse capito manco una parola di ciò che avesse appena sentito «Ho bisogno che me lo spieghi di nuovo, ma stavolta parla come una persona normale.». La scienziata era confusa «Scorpia sembra avere capito». Indicò così l'altro Capitano dell'Esercito, intenta a scrivere su un taccuino. «Scorpia sta disegnando delle figure che si tengono per mano.» spiegò Catra. «Le chiamo… Le tre super amiche!» esclamò la ragazza scorpione, rivelando uno schizzo di loro tre «Credo che sia chiaro che siamo noi. Insomma… sono un po' una artista.». La tecno/principessa aveva capito che non sarebbe andata così lontana «Ho osservato la roccia, che è un cristallo, e ho usato la matematica… Aspetta, devo spiegarti cos'è la matematica?». La gatta stava andando su tutte le furie «Sì o no… Quel cristallo ti ha fornito abbastanza dati per migliorare le nostre armi!?». «Armi? La faccenda è molto più grande delle armi!» rispose Entrapta indicando lo schermo «Questo potrebbe cambiare proprio tutto! Etheria non è solo un pianeta: qualunque cosa gli abbiano fatto gli Antenati, è entrata in profondità!». «E questo che cosa significa?» gli domandò la ragazza gatto. «Mi stai chiedendo delle mie teorie? Ho aspettato anni che qualcuno mi chiedesse delle mie teorie! Un attimo: ho costruito un modellino!» sbottò la scienziata, trascinando le altre due più in là nel laboratorio.
Adora e Ben stavano seguendo Light Hope per i corridoi del faro. Non sapevano di preciso dove gli stesse portando, ma, fin quando sarebbero stati con lei, nessun pericolo poteva minacciarli. Per passare il tempo, i due decisero che quello fosse il momento di farsi dare delle risposte. «Non vorremmo sembrarti maleducati, ma… Chi sei tu?» chiese il ragazzo. «Sono Light Hope, il catalizzatore di Etheria. Sono stata creata dagli Antenati… Credo che li chiamate così voi.» rispose l'ologramma. «Ok… Veloce ripasso: chi sono gli Antenati?» continuò a domandare la bionda. «Gli Antenati erano esploratori che hanno viaggiato oltre le stelle e hanno colonizzato Etheria. Hanno costruito questo posto per voi: il Castello di Cristallo.» rispose la donna indicando le mura dell'edificio. «Terza domanda… Perché gli Antenati avevano bisogno di due super guerrieri?» continuò l'ex soldatessa. «Per proteggere ed unificare, mi sembra ovvio.» rispose l'essere virtuale, continuando «E poi… Un tempo c'era solo She-Ra come campionessa di Etheria.». «Che vuoi dire?» domandò il portatore dell'Ultimatrix. «Prima di Infinite, She-Ra era un'eroina solista. Poi, circa sette mila anni fa, comparve un cavaliere in armatura dorata in grado di mutare forma.». I due ragazzi la guardarono e la ascoltarono con attenzione: questa era una cosa i racconti non citavano. «Apparve nel momento di bisogno, quando la She-Ra dell'epoca era impossibilitata ad arrivare al campo di battaglia. Quel lontano giorno con il tempo è stato dimenticato, ma i pochi che hanno ricordato riferirono che, quando gli venne chiesto il suo nome, dichiarò di essere Infinite, l'Eroe dell'Infinito.» narrò Light Hope. I ragazzi la guardarono stupefatti. «Rimase a proteggere Etheria per anni, tanto da incontrare varie She-Ra successive. Poi… La morte bussò anche alla sua porta. Si venne a sapere così che fosse un mutaforma con il codice genetico alterato: fu ciò che gli permise non solo di cambiare aspetto, ma anche di ottenere le abilità di ciò in cui si mutava.» continuò a raccontare l'ologramma «In suo onore, gli Antenati costruirono il Bracciale dell'Infinito e permisero al mito di Infinite di continuare ad esistere nei secoli. Sempre in suo onore poi, per attivare la trasformazione venne usata la frase che disse quando apparve la prima volta: È l'ora dell'eroe.». «Wow… Questa è una storia incredibile.» disse Adora, meravigliata dal racconto. «Già… Infinite ha una storia più emozionante di She-Ra.» commentò Ben nella stessa condizione dell'amica, riprendendosi poi per un quesito «Aspetta… Io non ho il Bracciale dell'Infinito. Come faccio a trasformarmi?». Ora che ci pensava, anche la bionda era curiosa da questo fatto fondo: il ragazzo gli aveva sempre raccontato di potersi trasformare in qualsiasi forma di vita aliena, ma Infinite non l'ha mai avuto nel suo elenco di scelta fino al loro incontro… Fino a che lei non si è trasformata in She-Ra. «Non lo so di preciso cosa sia successo, ma credo che il Bracciale dell'Infinito originale sia giunto Galvan Prime ed il Primo Pensatore Azmuth abbia trovato l'Infinity, componente essenziale per il funzionamento del bracciale, tra i resti dell'antica arma. Credo poi che l'abbia clonato, visto che fin quando hai avuto l'Omnimatrix io ti percepivo poco o niente, e abbia messo al sicuro l'originale. Successivamente, il suo ex assistente di laboratorio, Albedo, deve aver rubato l'Infinity originale per stabilizzare le forme evolutive dell'Ultra Omnimatrix. Essendo poi che del bracciale originale sia rimasto solo l'Infinity, il Bracciale dell'Infinito Galvaniano non ha abbastanza energia per eseguire da solo la trasformazione di Infinite, necessitando quindi di She-Ra.» rispose la donna, dando finalmente la risposta che l'eroe della Terra stava ormai aspettando dalla prima volta che si era trasformato nel leggendario eroe. «Vuoi dire che mi ritrovo ad essere leggendario perché due Galvan hanno giocato con tecnologia che non conoscevano?» chiese la ragazza, ridendo mentre l'altro sembrava abbastanza irritato contro i due Galvan. «In una parola? Sì.» rispose Light Hope. Ben brontolò tra sé e sé, chiedendo poi «Loro sono anche il motivo sul perché sia giunto su Etheria?». «Non lo so. A questa domanda nemmeno io ho una risposta» disse l'ologramma, passando poi attraverso una porta di luce. I due si fermarono davanti al varco e si guardarono per il da farsi: alzarono tutti e due le spalle e la seguirono.
I due ragazzi giunsero alla sala principale del faro: erano tornati all'entrata. Si guardarono attorno, sobbalzando quando Light Hope gli apparve improvvisamente a fianco. «Ragazzi, vi ho aspettato così a lungo e adesso è arrivato il tempo di mostrarvi il vostro destino.» continuò l'essere virtuale, indicando un murales di She-Ra e Infinite. Il duo si avvicinò a guardarlo. «Come ho già spiegato… Voi siete She-Ra e Infinite, i campioni di Etheria.» disse l'ologramma «Incaricati dagli Antenati di proteggere ed unificare il nostro pianeta.». Fece così sparire l'intera stanza ed apparire delle sottospecie di fantasmi dei due eroi leggendari. «Ci sono stati altri prima di voi, ma la discendenza è stata spezzata. Voi siete i primi She-Ra e Infinite negli ultimi mille anni.» continuò Light Hope, mentre la simulazione scompariva e tornava il normale aspetto della stanza.
«Ammirate… Etheria!» annunciò Entrapta mostrando una sfera di metallo con delle luci. «Gli Antenati non hanno solo colonizzato la superficie di Etheria… La loro tecnologia scorre attraverso il nucleo del pianeta.» iniziò a spiegare la tecno/principessa. Ora sì che Catra aveva capito… Ed era anche meravigliata. «L'intero pianeta è… È frutto della tecnologia degli Antenati!» concluse la scienziata.
«Ogni cosa su Etheria è connessa. Alle principesse è stato garantito potere sugli elementi attraverso le loro pietre runiche.» spiegò Light Hope, facendo apparire una dopo l'altra l'ologramma di ogni principessa «Come She-Ra e Infinite, è vostro dovere riunire le principesse. Solo allora l'equilibrio potrà essere stabilito su Etheria.». I due ragazzi poterono scorgere volti familiari tra gli ologrammi, uno in particolare: Glimmer. Adora abbassò lo sguardo, piena di rimorsi, e Ben si voltò verso la donna «Sembra… Grandioso, ma il fatto e…». «Hai ragione, Benjamin: è davvero grandioso.» interruppe Light Hope.
«E questi cosa dovrebbero essere?» domandò Catra, indicando le varie luci presenti sulla sfera. «Pietre runiche.» rispose Entrapta, iniziando a spiegare «Dai dati che sono riuscita ad estrarre, regolano il pianeta attraverso le principesse: sono direttamente connesse tra di loro ed alla rete di energia del pianeta in un delicato equilibrio.». «Il che significa?» chiese la gatta iniziando di nuovo a non capire nulla. «Il che significa che sono il nostro migliore punto di accesso per HACKERARE il pianeta!» rispose la scienziata.
«Quando le principesse ed i loro elementi sono in equilibrio, lo sono anche le funzioni di Etheria.» spiegò Light Hope indicando gli ologrammi delle principesse. «Ma l'Orda ci sta distruggendo con la sua sete di potere…» continuò la donna, facendo apparire le scene dell'attacco a Salineas, del bosco abbattuto e della macchina avvelenatrice di Plumeria «Non si può prevedere cosa faranno dopo.».
«Hackerare il pianeta!?» esclamò Catra alla notizia. «Ipoteticamente, ma non è così semplice.» rispose Entrapta «In tutto il mondo ci sono solo una manciata di pietre runiche.». «Pietre runiche? Cosa? Tipo il Black Garnet? Perché abbiamo noi il Black Garnet.» si intromise Scorpia, precedentemente troppo occupata a disegnare sul taccuino. «Il Back Garnet? Avete una pietra runica? La Zona della Paura ha una pietra runica!?» domandò a raffica la scienziata. «Eh… Certo. Era della mia famiglia… Ma quando l'Orda è atterrata l'abbiamo dato a Hordak che poi l'ha dato alla Tessitrice d'Ombre.» spiegò la principessa oscura «Sai tu… lo dici ad un amico e lui lo dice ad un altro amico: è andata così…». In una frazione di secondo, la tecno/principessa era saltata addosso al Capitano dell'Esercito in preda all'euforia «DOV'È!? POSSO VEDERLO!? POSSO TOCCARLO!?». «Ok, calmati!» la fermò Catra dividendola dall'altra soldatessa «Esattamente, che hai in mente di fare con il Black Garnet?». Dopo essersi calmata, Entrapta gli spiegò il suo piano «Se hackeriamo la rete delle pietre runiche, potremo aumentare la potenza del Black Garnet ed usarlo per qualunque cosa! Come fonte di potere, come…». «Un'arma?» gli finì la frase la gatta. «Potenzialmente!» annuì la scienziata «Ma se sarà come glia altri miei esperimenti, il risultato sarà esplosivo!». «Non credo che alla Tessitrice d'Ombre piacerà.» si intromise Scorpia. «Scorpia ha ragione… Alla Tessitrice d'Ombre non piacerà.» concordò il Capitano dell'Esercito, sorridendo successivamente «Quindi… Ti procurerò di sicuro il Black Garnet. Lascia che ci pensi io». Catra fu sul punto di andarsene. Per tutta la conversazione poi, IMP, un piccolo demonietto blu, aveva ascoltato tutto ed ora si preparava ad andare alla sala del trono per riferire il tutto a Lord Hordak in persona.
Hordak era seduto, come al suo solito, sul suo trono. Si trovò poi a vedere il servitore IMP salire le scale. «Che cos'hai per me, piccola spia?» chiese lui al piccolo demone. Il demonietto salì prima sul bracciolo sinistro del seggio, spalancando poi la bocca. Invece di parlare, risuonò, come una registrazione, l'intera conversazione avvenuta nel laboratorio di Entrapta «Catra, ho fatto grandi passi avanti nell'analizzare i dati del cristallo degli Antenati che mi hai portato… Guarda!».
Adora e Ben si levarono l'ologramma del simbolo dell'Orda. Saranno passate due ore forse da quando Light Hope aveva iniziato a parlare di "il vostro destino" e "l'Orda ci distruggerà": non si erano quasi fatti uccidere per farsi dire cose che già sapevano. «Sono tutte informazioni super utili. Non vediamo l'ora di saperne di più, ma solo una cosa però…» iniziò la bionda. «C'è qualcosa che non avete capito? Posso ricominciare da capo se preferite.» la interruppe la donna. «No no! Capito!» la fermò il ragazzo di fretta, non volendo sorbirsi di nuovo tutto la spiegazione. «Possiamo passare alla parte sui nostri poteri e trasformazioni? Dobbiamo imparare come guarire la nostra amica.» domandò l'ex soldatessa. «La vostra amica?» domandò confusa l'ologramma. «Sì. La Tessitrice d'Ombre le ha fatto qualcosa e le ha portato via i poteri. Dobbiamo capire come possiamo aiutare Glimmer.» rispose il portatore dell'Ultimatrix. «La connessione con la sua pietra runica è stata interrotta.» spiegò Light Hope, apparendo al loro fianco. «Possiamo fare qualcosa?» chiese Adora. «Senza il Bracciale dell'Infinito originale, Benjamin non può fare molto senza la trasformazione di Celestosapien, ma tu, Adora, sarai in grado di fare molte incredibili cose… Con l'addestramento.» rispose la donna virtuale. Benjamin aveva il presentimento che solo Alienics potesse fare qualcosa, ma avrebbe deciso comunque di ottenere quell'allenamento che nessuno gli aveva mai dato prima «Grandioso! Allora quanto ci vorrà per farlo? Tipo un giorno o…». «Anni.» disse l'ologramma. «ANNI!?» sbottarono i due, impreparati all'affermazione. «Glimmer non ha anni!» esclamò la bionda «Le hanno fatto del male a causa mia! Ho fatto un guaio: ho permesso che Glimmer e Bow venissero catturati ed Entrapta è… È colpa mia! Devo sistemare tutto!». Non era solo colpa sua ed il ragazzo lo sapeva: gli mise una mano sulla spalla come segno di conforto. Light Hope rimase in silenzio, dichiarando infine «Sì… La vostra missione è sistemare il pianeta.». «Sì, lo sappiamo… Ma adesso la nostra missione è aiutare Glimmer! È per questo che siamo qui!» specificò il portatore dell'Ultimatrix. «Voi siete She-Ra e Infinite: il vostro scopo e proteggere tutti a Etheria. Non potete aiutare solo i vostri amici.» ribatté l'ologramma. «Non possiamo fare entrambe le cose?» domandò la ragazza. «Ragazzi… Voi siete distratti dai vostri affetti.» iniziò a dirgli la donna virtuale «Ci sono stati due prima di voi che non sapevano lasciare andare: loro si chiamavano Mara e Aron.». Fu così che fece apparire l'ologramma di una Principessa del Potere e di un Eroe dell'Infinito, più grandi e dall'aria molto più adulta di loro. «Mara e Aron? Quelli di madame Razz?» chiese confuso Ben. «Che gli è successo?» aggiunse Adora. «Mara e Aron sono stati gli ultimi She-Ra e Infinite prima di voi. Lottavano contro il potere che non riuscivano a controllare, finché non è diventato tutto troppo per le loro menti» spiegò Light Hope, mentre poi i due ex eroi sparivano in un lampo dorato ed appariva un manto erboso con cristalli giganti sparsi qua e là. «Sono impazziti?» domandarono i due eroi, non volendo sinceramente sentire la risposta. «Sono stati compromessi: hanno ceduto alla paura ed a ragionamenti sbagliati. Le loro azioni disperate hanno avuto effetti devastanti: loro ci hanno abbandonati nella dimensione vuota di Despondos, hanno spezzato la discendenza di She-Ra e Infinite… Ci hanno quasi distrutti.» rispose l'ologramma, mentre lo scenario cambiava con Etheria ed infine tornava con il normale aspetto della stanza «Come conseguenze di quelle azioni ora… Etheria è tagliata fuori dall'universo e Benjamin ha avuto un destino che non gli aspettava.». I due guardarono con tristezza le immagini che gli si stavano parando davanti. Ben però, diede soprattutto retta all'ultima frase: l'Omnitrix era stato… Un effetto collaterale. La sua intera vita da eroe era stata un effetto collaterale. «Ragazzi, ho aspettato in questo posto per mille anni da sola. Non sapevo se avrei mai visto degli altri She-Ra e Infinite. Dovete restare qui e addestrarvi, imparare ad essere gli She-Ra e Infinite che Mara e Aron non hanno saputo essere.» tornò a parlare Light Hope. «Lo faremo. Faremo tutto quello che vorrai: torneremo ad addestrarci ed a imparare tutto quello che dobbiamo.» dichiarò Adora a quel punto. «Ma prima dobbiamo guarire Glimmer. Possiamo salvare il sia il pianeta e sia Glimmer: ho già salvato sia la Terra e sia i miei amici in passato… Qui non sarà diverso.» disse invece il ragazzo. In quel momento, a rovinargli le cose, apparvero gli ologrammi inconsci di Glimmer e Bow stesi a terra. Il duo sobbalzò per lo spavento, trovandosi dietro degli altri esseri virtuali: Gwen e Kevin, quasi privi di forza vitale a causa di Dark Star. Un altro spavento ebbero i due, soprattutto il terrestre, trovandosi poi la ciliegina sulla torta a tutti i loro disastri: Entrapta. «Vi sentite in colpa di fronte a questi ricordi.» tornò a parlare Light Hope «E come avete detto voi: i vostri amici sono minacciati dalla vostra presenza. È miglio lasciare andare ora.». «Ma… non possiamo lasciare i nostri amici.» gli disse l'ex soldatessa, con tristezza nel vedere l'ologramma della scienziata deceduta. «Tanto meno la quelli che aspettano impazientemente a casa.» aggiunse il portatore dell'Ultimatrix, con malinconia per il suo pianeta.
Emily passò l'ennesimo strumento di lavoro alla padrona. Entrapta lo prese e si mise a saldare uno dei pezzi della macchina mentre Scorpia stava montando un altro componente dal lato opposto. «Va bene, sbrigati: quelle macchine non si collegheranno da sole.» disse Catra avvicinandosi alle due. Una voce familiare però, interruppe dalla porta «Quelle macchine non si collegheranno affatto!». Nel vedere la strega in tutto la sua collera, tutti si fermarono dai loro lavori, con la principessa oscura che balbettò «Tessitrice d'Ombre! Stavamo solo…». «Silenzio!» zittì la donna iniziando ad avvicinarsi alla gatta «Credevi davvero di poter invadere il mio Sancta Sanctorum senza che me ne accorgessi!? Non pensavo fossi così audace nell'essere così apertamente ribelle, ma sarà un piacere per me rimetterti al tuo posto!». Catra rimase in silenzio, con lo sguardo fisso verso il suo mentore. Dietro intanto, Scorpia si nascose dietro alla pietra magica, non volendo sapere come sarebbe andata a finire, ed Entrapta coprì il visore di Emily come una madre copre gli occhi di un figlio di fronte ad una scena non adatta alla sua età. Fu a quel punto che la gatta sorrise «Oh, Tessitrice d'Ombre… Posso tutto che voglio con questo pezzetto di roccia.». «Assurdo… Con quale autorità!?» derise la strega. «Con la mia.» tuonò Hordak da ogni schermo presente nella stanza. «Lord Hordak? Non capisco.» balbettò la Tessitrice d'Ombre, confusa su quello che stava succedendo. «Catra ed Entrapta hanno escogitato un modo per unire la strana tecnologia degli Antenati con le nostre macchine per renderle armi.» iniziò a spiegare il capo, accarezzando il piccolo IMP «L'ho scoperto e sono rimasto affascinato: ho dato al Capitano dell'Esercito Catra ed alla sua squadra la mia benedizione per procedere. Quindi capirai, Tessitrice d'Ombre, che sono irritato dalla tua interruzione!». «Mio signore, permetterete davvero a questa… Questa principessa di armeggiare con la mia pietra runica!?» interrogò bruscamente la strega indicando Entrapta, che si era subito nascosta dietro a Emily. «Il suo armeggiare ha incrementato la potenza di fuoco di ogni arma che ha toccato, quindi sì! E la può armeggiare con quello che vuole, incluso il Black Garnet che posso dare o prendere a mio piacimento!» rispose Hordak. «Non potete… Non potete farlo! Solo io ho imparato a come fargli sprigionare potere: un'impresa che nessuna maga aveva mai compiuto prima! Ho sbloccato io il suo potenziale!» sbottò la donna. «E lo hai sprecato con i tuoi giochi di prestigio!» ribatté il leader oscuro, passando poi alla ragazza gatto «Capitano dell'Esercito Catra, procedi: il Garnet è tuo.». «Sì, Lord Hordak.» rispose Catra con un enorme sorriso di vittoria. «NO!» gridò a quel puntò la Tessitrice d'Ombre, scagliando i suoi tentacoli oscuri per tutta la stanza. Gli schermi di comunicazione con il grande capo vennero fatti a pezzi, facendo scoppiare una pioggia di vetri. Entrapta e Scorpia corsero ai ripari, Catra ordinò «FERMATELA! NON LASCIATELA PRENDERE…». «NON PRENDERAI CIÒ CHE È MIO!» interruppe la donna assorbendo l'energia della pietra magica. Il potere venne incanalato attraverso tutto il suo corpo: a causa degli occhi rossi, sembrava ora posseduta dal diavolo. Il secondo Capitano dell'Esercito si lanciò verso la strega, ma venne subito immobilizzata assieme alla scienziata. La Tessitrice d'Ombre passò successivamente alla ragazza gatto, intenta a saltare per tutta la stanza per schivare ogni singolo attacco. «ESATTO… SCAPPA! È L'UNICA COSA DI CUI TU SIA DAVVERO CAPACE!» gli gridò la donna continuando ad attaccare come una forsennata «SEI SEMPRE STATA UNA DELUSIONE! NON HAI IMPARATO NIENTE DA ME!». «Oh no, ho imparato ogni cosa da lei: a prevedere quando colpirà… Ad eluderla… A resisterle!» ribatté Catra schivando agilmente ogni colpo sferrato dall'avversario, mettendosi in fine dietro al Black Garnet e scalandolo «Pensava di avermi punita in tutti questi anni!? Sbagliato! MI STAVO ADDESTRANDO PER QUESTO GIORNO!». Fu con quelle parole che la gatta prese alla sprovvista la Tessitrice d'Ombre: gli saltò dall'alto della pietra magica, sfasciandogli la maschera. «NO!» urlò la strega mentre cadeva in ginocchio e perdeva ogni grammo del suo potere. Scorpia ed Entrapta furono a quel punto libere. «Torna… Torna da me! Torna da me!» pregò la donna mentre cercava di rimettere insieme i pezzi della gemma della sua maschera. Dovette fermarsi quando si trovò davanti Catra con lo sguardo vittorioso. «Scorpia, incatena la maga.» ordinò la gatta «Non dovremo più preoccuparci di lei ormai.». Subito, la principessa oscura prese la Tessitrice d'Ombre ed uscì dalla stanza. Con la strada spianata verso il completamento del piano, il Capitano dell'Esercito si voltò verso la tecno/principessa e gli indicò il computer principale «Entrapta, è a tua disposizione.». La scienziata corse subito eccitata alla strumentazione «Va bene gente… Diamo inizio alle danze!». Così, avviò tutto il meccanismo del suo progetto: il Black Garnet si accese sprigionando tutta la sua potenza. «Oh wow!» esclamò Scorpia, appena rientrata nella camera «Guardate!». Indicò così tutte le ombre della stanza che incominciava ad essere assorbite dalla pietra runica. Tutto iniziò a tremare. Il Black Garnet sprigionò tutta la sua potenza verso l'alto, sfondando il tetto e scatenando una tempesta.
Glimmer, Bow e Swift Wind stavano camminando da un po' ormai… Sotto la narrazione di quest'ultimo che spiegava la storia della liberazione dei cavalli dalle stalle. «Ed a quel punto ho capito che io sono libero, ma gli altri cavalli non lo sono!» raccontò la bestia alata «Quindi mi sono chiamato "Swift Wind", in onore dei rapidi venti della rivoluzione, e sono partito per abbattere le porte delle stalle! Libertà, uguaglianza e fieno per tutti!». Un improvviso rumore dovette però interrompere la storia. «L'avete sentito?» chiese la principessa. Tutto tacque… Fin quando una mandria di cervi Etheriani gli corse incontro. Il trio gli fece passare, ma avevano la vaga sensazione che scappassero da qualcosa. Per un attimo credettero che fosse per via di un predatore, visto che videro il loro vecchio amico insetto gigante venirgli addosso. «Ah!» urlò la ragazza, cercando invana di teletrasportarsi. «State dietro di me!» gli disse l'arciere estraendo arco e frecce. Furono sul punto di essere investiti, quando la bestia passo senza dirgli nulla. «Che cosa è stato?» domandò confusa Glimmer. Swift Wind si fece avanti, dirigendosi nel punto da cui era spuntato il mostro. «Sento qualcosa. È meglio scappare… No, dobbiamo prendere Adora e Ben. Loro due e poi scappiamo!» suggerì il cavallo. «Swift Wind, che cos'è?» gli chiese Bow iniziandosi a preoccupare. «Qualcosa di grave… Sbrigatevi!» rispose la bestia alata, affrettandosi ad incamminarsi. I due ragazzi si guaradrono confusi, seguendo successivamente l'animale magico.
Un enorme flusso d'energia oscura fuoriusciva dalla stanza del Black Garnet. La pietra magica continuava a pulsare elettricità come un cuore pulsa il sangue. «Incredibile! Il Garnet sta assorbendo energia ad un ritmo quasi esponenziale… Eppure, la potenza erogata è ancora in crescita!» analizzò Entrapta. «Che cos significa!?» gli domandò Catra, preoccupata dello spettacolo che stava vedendo. «Significa… Che le cose si stanno facendo interessanti!» rispose la tecno/principessa con un sorriso sul volto.
Il trio che si era avventurato nel Bosco dei Sussurri stava iniziando a preoccuparsi: sembrava che tutto ciò che era attorno a loro improvvisamente si fosse spento. «Sono solo io o fa davvero freddo?» domandò Bow sfregandosi le mani per produrre calore. Glimmer non disse nulla, accorgendosi che qualcosa dall'alto stava cadendo: neve. «Sta…Nevicando?» domandò confusa la principessa. «È impossibile: non nevica mai nel Bosco dei Sussurri.» commentò l'arciere guardando il cielo assieme a Swift Wind. In quel esatto momento, si scatenò una tormenta di neve, vento e fulmini. La bestia alata utilizzò le sue ali come riparo mentre i due ragazzi si affrettavano ad avvicinarsi a lui. «Che sta succedendo!?» esclamò la ragazza, non capendo l'improvviso maltempo. «È la cosa grave!» rispose il cavallo. «Non possiamo restare qui! Swift Wind, riesci a percepire Adora e Ben!?» gli domandò Bow, dovendo urlare per farsi sentire. Swift Wind si concentrò per sentire l'aura dei due, dichiarando poi «Laggiù! Sono da quella parte!». I due adolescenti guardarono il punto a cui si riferì: una colonna di luce azzurra, totalmente in contrasto con tutto il resto. Si incamminarono più veloce che poterono.
Giunsero finalmente al faro, ma ora avevano un nuovo problema: come si entrava? Glimmer e Bow provarono a tirare, spingere e sbattere sul muro per capire se ci fosse un'entrata nascosta: niente. «Sarebbe un ottima momento per riavere i miei poteri!» sbottò la principessa. «Un attimo… Un attimo. Conosco questo posto!» affermò Swift Wind guardando l'edificio «Credo di riuscire a…». Il cavallo alato non finì la frase, ma illuminò il suo corno e lo puntò verso il muro: il faro si illuminò. Sotto i loro piedi, un disegno di una spada ed un bracciale si illuminò e si rivelò essere una rampa che portava verso il basso. Il trio corse subito dentro, mentre la porta si richiudeva dietro di loro.
Corsero per il lungo corridoio guardandosi attorno per trovare una porta o una stanza con dentro i loro due amici. Improvvisamente però, il corridoio si illuminò di rosso e dei versi risuonarono nel palazzo. «Che cos'è quello!?» chiese assai preoccupato Bow. Swift Wind non rispose, ma si guardò attorno per poi indicare «Di qua!». I due ragazzi lo seguirono fino ad una stanza: avevano trovato Adora e Ben, distesi su un rialzo di pietra e con al loro fianco le loro armi. «Ragazzi!» esclamarono preoccupati i due adolescenti nel vedere il duo inconscio. Si avvicinarono ai due, urlando «Siamo qui!» e «Svegliatevi!»: i due eroi rimasero lì svenuti. «Credo di poter comunicare con loro.» si aggiunse la bestia alata «Un attimo.». Il cavallo magico illuminò il suo corno e lo puntò verso i due adolescenti, andando anche lui in una specie di trance. Glimmer lo guardò supplichevole, ma Bow riportò l'attenzione «Ah… Abbiamo un problema.». Il ragazzo indicò la porta della stanza: un esercito di ragni robot stava giungendo a dargli il benvenuto. I due si abbracciarono, urlando a squarciagola per via della paura.
Adora e Ben notarono che il faro stava glitcciando. Si guardarono velocemente attorno, ma Light Hope iniziò a parlare «L'Orda ci sta facendo del male. Riportate l'equilibrio a Etheria.». «Light Hope… Light Hope, torna qui!» la richiamò il ragazzo, vedendola poi sparire. «Noi non sappiamo che cosa fare.» aggiunse la bionda quasi in sussurro. Rimasero lì fermi cercando di capire cosa fare ora, ma una voce iniziò a richiamarli «Ragazzi… Ragazzi.». Si voltarono verso la voce e videro apparire Swift Wind. «Il nostro cavallo?» dissero confusi i due ragazzi. «Ancora una volta, non sono il cavallo di nessuno… Sono Swift Wind!» ribatté lui. «Sai parlare!?» domandò il portatore dell'Ultimatrix. «Sì, certo. So parlare.» rispose l'animale magico. «SAI PARLARE!?» ripeté l'ex soldatessa, troppo ammaliata da ciò che aveva davanti. «Adesso capsico perché siete amici di Bow e Glimmer.» commentò il cavallo alato. «Hanno bisogno del vostro aiuto, ecco perché sono qui.» iniziò a spiegare Swift Wind, guardandosi successivamente attorno «Allora… Da che parte è l'uscita?». «Eh… Non lo sappiamo. Light Hope se n'è andata senza dirci nulla.» rispose Ben alzando le spalle. «Io non credo che dovremmo tornare.» aggiunse Adora distogliendo lo sguardo. «Che vuoi dire?» domandò il cavallo parlante. «Light Hope ha detto che se ce ne andiamo peggioreremo le cose. Ha ragione: starebbero tutti molto meglio se restassimo lontani. È per un bene superiore.» spiegò lei abbassando lo sguardo. «Bè… È una cosa stupida.» commentò il ragazzo. «Sono profondamente d'accordo.» commentò l'animale magico. «Cosa!?» No che non lo è!» esclamò la bionda. «Adora, sono armato dell'arma più forte dell'universo da sei anni… Eppure, so che non possiamo aiutare nessuno nascondendoci.» spiegò Benjamin «Dove sarebbero tutte le persone che ho salvato, se avessi ascoltato ciò che mi dicevano quelle persone più sagge di me o se fossi rimasto nel camper di mio nonno a deprimermi?». «Ah… Ah… AH. Io non mi deprimo.» dichiarò l'ex soldatessa. Il due davanti a lei la guardarono seri. «Proprio no! Tu sei un eroe, ma io faccio del male alla gente… Ho rovinato la vita ai nostri amici!». Il portatore dell'Ultimatrix capiva quello che volesse dire, ma sapeva anche che fossero degli effetti collaterali e non delle azioni volontarie. «Se fosse vero, per quale ragione Bow e Glimmer starebbero cercando di salvarvi?» domandò Swift Wind indicando l'ologramma di ciò che stava succedendo nella realtà. Poterono così vedere la principessa a tenere i due eroi e l'arciere scagliare le frecce verso gli avversari. «Bow e Glimmer stanno rischiando le loro vite… Non perché siete She-Ra e Infinite, ma perché siete loro amici.» gli spiegò il cavallo parlante. «Adora, a che serve il potere se non lo usi per aiutare le persone?» la interrogò Benjamin. Adora rimase in silenzio a pensare, ma poi disse «Io non sono Mara… Non sono le She-Ra del passato… Non ho fatto tutto questo per adempiere ad un destino. Sono diventata She-Ra per aiutare gli altri… I miei affetti… I miei amici. Fanno parte di chi sono.». «Quindi… Resti o vieni via?» gli chiese la bestia alata con un sorriso. L'ex soldatessa ricambiò il sorriso e, estraendo la spada, disse «Andiamo.». In quel momento, si aprì un varco rosa: l'uscita. Il ragazzo ed il cavallo si affiancarono lei. Si scambiarono tutti e tre un sorriso, attraversando poi il portale.
Adora e Ben riaprirono gli occhi: erano nella realtà. «Ragazzi!» esclamò contenta Glimmer «Siete tornati!». La principessa gli abbracciò, ma la voce di Bow fermò tutti «Ragazzi! I ragni!». L'arciere stava invano cercando di far indietreggiare i robot: i nemici non si sarebbero fermati fino a quando non avrebbero ucciso gli intrusi. I due eroi si alzarono in fretta, urlando «Per l'onore di Grayskull è l'ora dell'eroe!». She-Ra e Infinite giunsero in campo. La bionda ed il ragazzo, trasformato in Ultra Scimparagno, fecero a pezzi tutti i robot: gli avversari non durarono neanche due secondi. Con la breve battaglia conclusa, Bow e Glimmer corsero ad abbracciargli e Swift Wind lanciò un nitrito di felicità.
In sella a Swift Wind, la Squadra Migliori Amici uscì dal faro. La bestia alata galoppò più veloce che poté per tornare a Bright Moon, schivando e saltando ogni ostacolo presente sulla strada. La sua avanzata a piedi venne stoppata da un albero in caduta. «Tenetevi!» avvertì il cavallo, prendendo il volo. Giunsero a varie centinaia di metri: si poté vedere tutto il Bosco dei Sussurri. «Ehi, guardate!» gridò Bow indicando i nuvoli neri ed i lampi rossi. Glimmer a quel punto capì «Non è solo il bosco è…». «È il mondo intero.» conclusero She-Ra e Infinite con serietà. «Bright Moon!» si ricordò la principessa «Swift Wind, veloce!». Con un nitrito, la bestia alata partì più veloce che poté.
Già la Zona della Paura era raccapricciante ed inquietante… Ma ora sembrava che fosse arrivato il giorno del giudizio! Catra e Scorpia giunsero a vedere lo spettrale spettacolo su una delle terrazze. La ragazza scorpione si guardò attorno preoccupata, venendo terrorizzata da un tuono improvviso. «Insomma… Cosa credi che stia facendo?» chiese spaventata il Capitano dell'Esercito. La gatta rimase in silenzio mentre camminava verso la ringhiera, dicendo poi con un sorriso maligno «Non lo so… Ma mi può servire!».
