SANSA
Era solo un'impressione, ma da quando i Tyrell erano arrivati alla Fortezza, le sembrava che l'aria fosse più leggera.
Per la prima volta dopo anni, la corte aveva altro di cui parlare, oltre a lei e alla sua famiglia di traditori.
I giardini, i porticati, i saloni, erano gremiti di gioiose fanciulle vestite di seta, non la solita seta lucida e pesante che usavano nella capitale, ma un tessuto leggero e impalpabile, che svolazzava intorno a loro come ali di farfalla. Erano deliziose, leggiadre, felici.
Era in grado di vedere la spensieratezza nei loro occhi, sembrava che non avessero mai visto nulla di brutto, che non avessero mai conosciuto la paura, la disperazione, la solitudine...
Avrebbe dovuto invidiarle, invece le ammirava. Mentre le camminavano di fianco, con il loro profumo fiorito e le risate argentine, si ritrovò a pregare gli Dei affinché le preservassero così belle e felici.
Inoltre la loro presenza le stava regalando una tregua. Le sembrava di essere diventata invisibile e non avrebbe potuto esserne più grata. Scivolava veloce e silenziosa, quasi confondendosi con gli arazzi e si concedeva lunghe ore di solitudine negli angoli più isolati dei giardini pensili, o interi pomeriggi nel Parco degli Dei. Non pregava sempre, semplicemente sedeva da qualche parte e guardava il mare, poi chiudeva gli occhi e si godeva il silenzio. Percepiva un senso di mancanza, di attesa, ma si era imposta di non badarci...
Aveva conosciuto Lady Margaery alcuni giorni prima, durante un banchetto in suo onore e le era parsa una delle creature più amabili al mondo. Non le sarebbe dispiaciuto vivere alla corte di una regina come lei, anche se - e questa era una cosa di cui si era accorta ormai da tempo - aveva sviluppato una certa diffidenza per il prossimo, chiunque esso fosse. Dopotutto anche Joffrey, anche la regina, erano sembrati gentili e benevoli al loro primo incontro.
Tuttavia aveva accettato di incontrare nuovamente Lady Margaery, questa volta non in un'occasione ufficiale, ma privatamente, nei suoi appartamenti.
Salí l'ultima rampa di gradoni e raggiunse il giardino privato dei Tyrell, posto su una terrazza panoramica che affacciava sul Mare Stretto.
Era un luogo splendido, quasi totalmente ombreggiato da pergole rigogliose e ornato ovunque da piante cariche di limoni. Non sembrava la Fortezza Rossa, non sembrava nemmeno Approdo del re.
Un valletto le fece strada e in fondo, vicino alle balaustre, comodamente sedute su ampi cuscini, la accolsero le due Tyrell.
Margaery era luminosa, si alzò appena la vide e le andò incontro.
«Lady Sansa, che immenso piacere vedervi di nuovo» esclamò. Erano anni, letteralmente, che nessuno la faceva sentire la benvenuta.
«Il piacere è mio, mia signora» disse inchinandosi.
«Oh, qualcuno che sa ancora fare una riverenza come si deve!» commentò l'anziana lady.
«Lady Sansa, posso presentarvi mia nonna? Lady Olenna Tyrell»
«Redwyne» la corresse «I Tyrell non sapevano fare una riverenza dignitosa, prima del mio arrivo.. e anche parecchie altre cose...»
Sua nipote la guardò con affetto ed indulgenza «Mia nonna ama scherzare»
«Non scherzo affatto! D'altronde a noi donne è toccata questa disgrazia di doversi sposare...»
Era stupita, non aveva mai conosciuto una lady cosi!
Sorrise educatamente, come le sembrava conveniente fare.
«Accomodati cara» le disse finalmente, lasciando che sedesse in mezzo a loro, su una piccola panca imbottita rivestita di seta.
«Gradisci bere qualcosa?»
«Un po' di limonata, per cortesia»
La donna fece un cenno e il loro paggio le versò da bere, poi si allontanò di nuovo.
«La servitù qui è terribilmente impreparata, non trovi?»
«Non saprei, mia signora» rispose a voce bassa.
«Per gli Dei cara, sei una miniera di diplomazia e buone maniere, ma non è quello di cui abbiamo bisogno in questo momento!»
Abbassò gli occhi imbarazzata. Non voleva contrariare l'anziana lady, ma non poteva aspettarsi che iniziasse a criticare i Lannister...
«Suvvia nonna..» intervenne la ragazza «Lady Sansa, perdonate mia nonna. Quello che vogliamo dire che è potete esprimere liberamente il vostro pensiero in nostra presenza. Sono fidanzata al re, ma questo non fa di me una spia» sorrise «Sono anzi una persona molto discreta, anche mia nonna lo è. Ed essendo appena arrivate, ci sentiremmo più tranquille se potessimo contare sull'onestà di qualcuno»
La guardava coi suoi grandi occhi azzurri spalancati. Sembrava la più trasparente e pura delle fanciulle, incapace di tramare alcunché. Non sapeva se lo so fosse da vero, ma in quel caso Joffrey e la regina l'avrebbero fatta a pezzi!
«Potete contare sulla mia onestà, sarò una vostra leale suddita, così come sono una leale suddita del re»
Lady Margaery le sorrise «Siete molto affezionata al nostro re..»
«Molto, è un ottimo sovrano»
«Non ti è dispiaciuto che mia nipote abbia preso il tuo posto?»
«No!» disse, poi si rese conto di aver messo troppo slancio nella voce «...voglio dire, ero entusiasta di sposarlo e certamente mi avrebbe resa la sposa più felice del mondo, ma non ero alla sua altezza, me ne sono sempre resa conto, quindi sono lieta che abbia trovato una lady adatta al suo lignaggio. Voi mia signora, sarete certamente una moglie e una regina molto migliore di quanto sarei stata io» aveva messo molta attenzione nella scelta delle parole e le aveva pronunciate con una pacata compostezza, come faceva da quando era giunta ad Approdo del re.
«Quindi pensi che Joffrey sarà un buon marito..» chiese Lady Margaery in modo fin troppo diretto.
Le si strinse il cuore. Avrebbe voluto dirle la verità, avrebbe voluto dirle di prendere sua nonna, suo fratello, le belle dame sorridenti del suo seguito e di fare ritorno al suo castello il più velocemente possibile, allo stesso modo in cui tante volte aveva desiderato tornare indietro, sulla Strada del re, per impedire a sé stessa di andare nella capitale!
Abbassò lo sguardo sul bicchiere di limonata e annuì «Sì»
«Lady Sansa, guardatemi vi prego» disse la giovane Tyrell posandole una mano sull'avambraccio. Obbedí.
«Vi osservo da quando sono arrivata e non ho mai visto uno sguardo più triste del vostro. Persino quando sorridete dai vostri occhi traspare un'amarezza inequivocabile, come se avessero visto cose terribili. Io non oso immaginare come sia stato per voi vivere qui da quando avete perso vostro padre, ma vi prego di credermi, sto dalla vostra parte e sarò vostra amica se me lo concederete.. Anche io ho bisogno di qualcuno di cui potermi fidare. Vi do la mia parola, Lady Sansa, nulla di quanto da voi detto verrà riferito, non vi metterei mai in pericolo! Ma mi trovo in un ambiente sconosciuto circondata da persone che potrebbero essermi ostili e ho bisogno di essere preparata...» taque un istante «Cosa devo pensare del mio futuro marito?» chiese.
Non sapeva se crederle: le persone non facevano altro che dirle che poteva fidarsi, ma sapeva che nella maggior parte dei casi non era così. Semplicemente individuavano in lei un soggetto debole e facevano leva sul suo isolamento. Lo sapeva, lo sapeva bene.
Ad ogni modo quella ragazza sarebbe diventata regina di lì a poco, e non le avrebbe fatto male avere un po' della sua riconoscenza...
La fissò «Quanto oscura sa essere la vostra immaginazione?»
Alla fine lo aveva fatto, per la prima volta da quando era arrivata ad Approdo del re, aveva detto la verità.
Non si era addentrata nei particolari più scabrosi, aveva tralasciato l'orrore delle sue emozioni, si era limitata ad una cronaca fedele di quanto era accaduto, come fosse stata un gran maestro che scriveva le sue memorie.
Aveva anche cercato di essere distaccata e aveva ricacciato le lacrime ogniqualvolta avevano cercato di farsi spazio.
Margaery Tyrell e sua nonna la avevano ascoltata in silenzio e benché fossero lady avvezze a mascherare le proprie emozioni, non erano riuscite a celare lo sconcerto crescente, mano a mano che la deliziosa personalità del sovrano veniva fuori.
Ad un certo punto aveva temuto che decidessero di annullare le nozze, ma Margaery Tyrell era di un'altra pasta, era risoluta ad essere regina e lo sarebbe diventata.
Quella era la tempra giusta: quella ragazza aveva un obiettivo e lo avrebbe raggiunto indipendentemente da tutto. Lei non era così, aveva sognato di essere la sposa del re, ma era stato un sogno infantile, non un'ambizione da perseguire, non qualcosa per cui avrebbe rinunciato a tutto il resto, non aveva la risolutezza di una sovrana... per questo non sarebbe mai stata regina di un bel niente.
Ma non le importava. Non si rammaricava della piega che avevano preso le cose, tutto quello che voleva era poter tornare dalla sua famiglia e forse la nuova regina avrebbe avuto il potere di concederglielo.
Mentre camminava per rientrare nelle sue stanze, non poteva fare a meno di domandarsi se non fosse stata una mossa avventata: aveva imparato da tempo a non fidarsi di nessuno. Se le due donne l'avessero tradita, Joffrey l'avrebbe punita in un modo che non riusciva nemmeno ad immaginare, ma ormai era fatta, non poteva far altro che sperare di averci visto giusto.
Avanzò nel tramonto salendo su una piccola torretta panoramica. Era una bella serata, si sentiva bene - nei limiti della sua condizione - eppure avvertiva ancora quella sensazione, quella mancanza. Prima di raggiungere la cima si era voltata un paio di volte a guardare dietro di sé, ma non aveva visto nessuno, era sola, perfettamente sola.
La cosa le provocò un certo malessere.
"Non avere paura" si disse "nessuno sbucherà dal nulla, puoi passeggiare quassù quanto ti pare, non verrà nessuno"
In effetti si era attardata sui bastioni quasi ogni sera nell'ultima settimana, ma non aveva trovato anima viva, tranne i gabbiani.
Adesso si chiedeva perché lo avesse fatto, era così stupido...
E perché, anche adesso, invece di pensare a quello che aveva detto a Lady Margaery, invece di preoccuparsi del suo futuro, se ne stava lassù?
"Che ti prende?" si chiese, cos'era quella...?
Tristezza?
Si voltò di nuovo, e di nuovo si trovò sola. Scosse la testa e scese velocemente la scala a chiocciola, mentre un piccolo, sordo dolore le premeva nello stomaco.
Il biglietto con l'invito giunse due giorni dopo.
Tutta la corte era indaffarata nei preparativi delle nozze reali, ma a quanto pareva Lady Margaery riteneva di aver ancora bisogno di lei "O magari ha solo piacere di stare in tua compagnia!" si era detta.
Era stata così a lungo privata della presenza di ragazze della sua età, che quasi aveva dimenticato quanto fosse bello avere delle amiche.
Aveva indossato un abito azzurro - un colore che non le donava affatto - come piccolo omaggio alla casa Tyrell, che nell'oro e turchese avevano i propri colori.
Quando arrivò nei loro appartamenti, non vi trovò solo Lady Olenna e sua nipote, ma anche Ser Loras e Lord Mace.
Erano tutti eleganti e decisamente sorridenti. Si rammaricò di non aver scelto qualcosa di più sofisticato, ma d'altronde non era male mostrarsi modesta e lasciare che fossero loro a brillare.
Dopo un attimo la composta formalità dei presenti le fece temere il peggio "Glielo hanno detto!" tremò; lo avevano detto a Joffrey il quale aveva organizzato qualcosa di tremendo, camuffandolo da cena!
Si fermò in mezzo alla stanza e si guardò intorno: qualunque cosa fosse, ormai era in trappola.
Lady Margaery le fece un largo sorriso «Lady Sansa!» le prese le mani «siete deliziosa»
Si sforzò di sorridere «Siete troppo gentile»
Lasciò che la sua ospite la conducesse verso la tavola e seppur con una certa titubanza si obbligò a fare il più grazioso degli inchini.
«Lady Sansa, lasciate che vi presenti mio padre, Lord Mace Tyrell e mio fratello, Ser Loras»
«Miei signori, grazie per questo invito»
«Lady Sansa, mia figlia mi aveva detto di quanto foste squisitamente garbata, ma aveva tralasciato di elogiare la vostra bellezza»
Arrossì.
«Oh, perché ne sono invidiosa, padre!» rise la ragazza.
L'idea che Margaery Tyrell fosse invidiosa di lei era davvero ridicola, ma quella smaccata galanteria la fece sorridere.
«Lady Sansa» Loras si inchinò, poi le offrì la sedia.
«È davvero un piacere averti qui mia cara» disse Lady Olenna «dopo la chiacchierata dell'altro giorno la nostra conoscenza meritava di essere approfondita»
Si sedette vicino a Lady Margaery e accettò di buon grado quella danza di piccole, formali ossequiosità che era in uso scambiarsi fra membri dell'alta aristocrazia. Non era più molto certa che quello fosse ancora il suo rango, troppe cose erano successe e troppe ancora sarebbero accadute prima che la sua posizione potesse tornare a dirsi stabile - e per allora avrebbe potuto anche essere diventata una lavandaia - ma si prestò lieta a tutte quelle leziose raffinatezze.
Per quanto fosse guardinga, all'arrivo delle pietanze si era persuasa che i suoi ospiti non avevano ordito alcuna trappola.
E così come era successo due giorni prima sotto al pergolato, avvolta dal profumo dei limoni, i Tyrell erano riusciti a darle l'impressione che la sua vita fosse tornata quella di un tempo. Le portate erano state squisite ed in numero esagerato, come si conveniva, e come si conveniva la conversazione era stata leggera e brillante.
Dopo cena si accomodarono nel solarium e quattro musici si posizionarono ai quattro angoli della stanza, iniziando ad intrattenerli con languide ballate dorniane.
Mentre guardava Lady Margaery e suo fratello ridere, aveva capito cosa rendeva quelle persone tanto speciali: erano una famiglia. Non come i Lannister, arrabbiati e sospettosi, erano una famiglia affiatata, una famiglia come era stata la sua.
"Oh Rob", che cosa avrebbe dato per vedere suo fratello!
«Cara, va tutto bene?» chiese Lady Olenna sfiorandole la mano.
Si era distratta nel ricordo dei suoi cari.
«Oh sì, benissimo!»
«Qualcosa vi turba?» insité Margaery.
«Assolutamente no, stavo solo pensando a quanto sia... bella questa serata, ecco. È un peccato che sia quasi finita»
Lady Margaery lasciò il posto accanto a suo fratello e le si sedette vicino «Cara Lady Sansa, non deve finire per forza»
Sorrise senza capire «Come?»
«Prima dell'altro giorno avevo fatto raccogliere informazioni su di voi» ammise.
"Informazioni?" «Dove?»
«Ovviamente non abbiamo chiesto alla regina, ma dame e ancelle non sono molto riservate, né i soldati con cui dame e ancelle dividono i letti... Oh, perdonatemi, non volevo mettervi in imbarazzo» disse notando che era arrossita.
«Sia io che mia nonna eravamo quindi a conoscenza delle tristi esperienze che avevate passato qui, anche se debbo dire, niente ci aveva preparate a quello che ci avete raccontato...»
Abbassò gli occhi, sentendosi per qualche ragione colpevole di aver rattristato quelle persone «Io, non volevo turbarvi mia signora..»
«Oh bambina, non dire sciocchezze» disse la vecchia Lady con un tono improvvisamente confidenziale «ci manca giusto che ti scusi di quello che ti hanno fatto passare! Piuttosto, alza lo sguardo e ascolta cosa abbiamo da dirti»
«Lady Sansa, l'altro giorno vi ho chiesto la cortesia di parlarmi con franchezza e non immaginate quanto apprezzi che lo abbiate fatto, non crediate che non sappia che al vostro posto ben poche persone si sarebbero esposte per fare una cortesia ad una sconosciuta. Vi ho dato la mia parola che avrei fatto quanto in mio potere per migliorare la vostra condizione, ma obiettivamente, dopo quello che mi avete detto, devo riconoscere che finché vi troverete vicina al re e sua madre, non potrete mai considerarvi al sicuro. Purtroppo il mio futuro sposo ha le sue debolezze, e voi... seppur in modo insolito, siete una di queste»
Si stava scusando? Aveva capito che la folle crudeltà di Joffrey era troppo spropositata per poterla contrastare? L'aveva invitata per spiegarle che molto probabilmente la sua vita alla corte avrebbe continuato ad essere il tormento che era sempre stato? Nuovamente si sentí a disagio «Lo so Lady Margaery, non preoccupatevi, io... non mi aspetto nulla»
«Lady Sansa mi avete frainteso, quello che voglio dirvi.. il motivo per cui vi ho fatta venire qui.. è per farvi una proposta...»
«Una proposta?»
«Una proposta di matrimonio»
Si irrigidí «Temo di non seguirvi»
«Sansa - posso chiamarvi Sansa?»
«Certamente»
«Sansa, quello che vi stiamo proponendo è di sposare Loras»
Le girò la testa, non poteva averlo detto, doveva aver bevuto troppo vino...
Vedendo che non rispondeva, Margaery continuò «So che può sembrarvi una cosa troppo improvvisa, ma io e mia nonna abbiamo iniziato a parlarne da quando siamo arrivate e in questi ultimi due giorni abbiamo chiesto il parere di mio padre e mio fratello, e siamo tutti dello stesso avviso. Andreste a vivere ad Altogiardino! L'Altopiano è un luogo incantevole, pieno di verde e di pace. Il clima è mite e avreste l'intera Strada delle Rose a separarvi da Joffrey e sua madre. E come Lady Tyrell e moglie del futuro Protettore del sud, perfino il re dovrebbe.. desistere!»
Corrugò la fronte «State parlando sul serio?»
«Certo! So che desiderate ricongiungervi con la vostra famiglia... Purtroppo non posso farvi tornare al vostro castello, ma posso offrirvi il mio, e posso assicurarvi che adorerete vivere là! Non è vero Loras?» chiese voltandosi verso il fratello.
«Sì, non ho alcun dubbio!»
Era frastornata. Conosceva così poco quelle persone e le stavano offrendo quella che pareva essere la più grande occasione della sua vita. Era troppo bello per essere vero, e lei aveva imparato a dubitare delle cose troppo belle, o troppo facili.
Si impose di rimanere coi piedi per terra «Ma.. Perché?» balbettò «Mio padre è morto da traditore, mio fratello è un traditore, Grande Inverno è perduta e io... io non ho alcun valore...»
«Traditore... che brutta parola Lady Sansa, e del tutto priva di un vero significato! Chi è traditore e chi non lo è dipende dal contesto, e i contesti cambiano in fretta. Fino a tre settimane fa eravamo traditori anche noi...»
«Quello che dice mia nonna è vero. Inoltre Sansa, non dovete pensare a voi stessa solo in questi termini, siete una ragazza dalle grandi qualità...»
«Lady Sansa» intervenne Lord Tyrell «visto che siete dotata di un ammirevole senso pratico, mi permetto di farvi notare che una vostra unione con mio figlio avrebbe risvolti positivi non solo sul piano personale, ma anche politico, e lasciatemi aggiungere che mi fa piacere che abbiate la capacità di non sottovalutare la cosa...»
«In che modo?» chiese.
«Sono una Tyrell e sposerò un re Baratheon, ma avrete notato Sansa, che ci troviamo in una corte Lannister...» disse di nuovo Lady Margaery «e questo non è un bene per noi... Dovremmo vedere cervi coronati di rose, invece siamo nella tana dei leoni»
«Lannister e Tyrell sono le due famiglie più ricche di Westeros e attualmente anche le più potenti. I Lannister si stanno espandendo nelle terre dei fiumi e ha quanto mi è stato riferito, presto anche la Valle potrebbe schierarsi al loro fianco, tutto ciò che ancora gli resiste è vostro fratello Robb» proseguì Lord Mace «Finché siete nelle mani di Joffrey, siete nelle mani dei Lannister e di certo loro non sottovalutano la vostra importanza strategica. Se diventaste parte della nostra famiglia i Lannister si vedrebbero bloccato un accesso diretto al Nord, e questo indipendentemente dal modo in cui finirà la rivolta di vostro fratello»
Tremò, le sembrava di star disquisendo di chi avrebbe preso il Nord quando Robb fosse morto. Era un pensiero orribile... ma anche realistico.
Lady Olenna dovette rendersi conto del suo malessere perché si affrettò ad intervenire «Non vogliamo dire che tuo fratello perderà... come ti ho detto gli scenari cambiano continuamente. Quando la nostra Margaery sarà regina e tu sarai sua cognata, potrebbe fare in modo che la posizione del re si ammorbidisca verso tuo fratello, potrebbero persino giungere ad un accomodamento»
«Esatto» tornò a dire Margaery «se sposi Loras i Lannister non potranno fare pressioni sul nostro esercito per combattere contro tuo fratello»
«E un'alleanza fra Tyrell e Stark creerebbe un asse nord-sud che confinerebbe i Protettori dell'ovest a ovest... Lasciando a mia figlia lo spazio necessario per governare»
«Solo con Tywin e Cersei a CastelGranito, sarò libera di crearmi una corte in cui non dovermi continuamente guardare le spalle, ma per farlo dobbiamo prima fermare la loro avanzata politica. Devo essere libera di muovermi senza tutto quel rosso e oro in giro» le sorrise.
Era davvero bello il suo sorriso, così sereno e rassicurante...
Aveva senso, tutto quello che avevano detto era perfettamente logico. C'era un disegno strategico preciso e ben studiato dietro quella proposta, non solo un' eccessiva generosità.
Non era più ingenua come quando era arrivata, non si fidava delle buone azioni, ma della strategia sì.
I Tyrell non avevano intenzione di rimanere in disparte, segregati in ruoli di mera apparenza, costantemente messi in ombra.. no, loro erano lì per ricavarsi un posto di rilievo, e per farlo i Lannister dovevano perdere potere.
Forse, dopotutto, aveva ancora un valore che poteva renderla appetibile e portarla via da là. Eppure continuava ad aver paura di abbandonarsi alla dolcezza della speranza.
«Voi.. Ecco io, se le cose non andranno come sperate potrei trovarmi completamente priva di sostegno. Gli Stark, beh, quello che ne rimane, potrebbero non essere in grado di fare nulla per i Tyrell. Io.. sono una scommessa pericolosa per voi» gli avvertí.
«Oh santo cielo ragazza» sbottò Lady Olenna «non reputarci così sprovveduti! Non esistono vittorie senza rischi, ne abbiamo tenuto debitamente conto e tu sei una scommessa che vale la pena fare!» iniziò a farsi aria col ventaglio «Non fai che svilirti... che ne dici di smetterla una buona volta? Hai passato due anni da sola, lontana dai tuoi cari, circondata da gente ostile a cui dover fare la riverenza, costantemente in pericolo, tormentata, spaventata... Hai sopportato una pressione che avrebbe schiacciato uomini più grossi e navigati di te, o gli avrebbe fatto perdere il senno, per lo meno. Invece tu te ne stai lì, dignitosa e impassibile sull'orlo del baratro, come se fosse una cosa da niente. Sei molto più che una sopravvissuta, e una simile tempra non può che generare una stirpe fiera! Sii consapevole della tua forza Sansa Stark, sii consapevole di chi sei!»
L'aveva ascoltata ad occhi sbarrati «Grazie mia signora»
«Mia nonna ha ragione e io sarei onorata di avervi come sorella» le prese le mani fra le sue «allora, Sansa, accettate la nostra proposta? Sposerete mio fratello?»
Quella serata, quelle persone, avevano un che di irreale, ma non era così, doveva convincersene. Sposare Loras Tyrell era una possibilità reale, un'occasione che non si sarebbe ripresentata e che le veniva offerta al di fuori di ogni aspettativa! Ripensò al Torneo del Primo Cavaliere, a quanto aveva ammirato Ser Loras nella sua lucida armatura. Se le avessero detto allora che le sarebbe stato offerto di sposarlo avrebbe saltato per la gioia. Ma quella Sansa non esisteva più.
Per qualche ragione c'era della reticenza in qualche parte del suo cuore. Accettare sembrava l'unica cosa saggia da fare, ma allora perché era così titubante, perché sentiva di non volerlo fare? Lady Olenna si sbagliava, aveva davvero perso il senno...
Davanti a lei Loras Tyrell le sorrise, lo stesso sorriso aperto e rassicurante di sua sorella. Lo guardò: era persino più bello di Joffrey, nel suo farsetto di velluto blu; lo guardò e non provò assolutamente niente.
«Sì Lady Margaery, sposerò vostro fratello.
