Capitolo 12: L'Ultra battaglia di Bright Moon

La tempesta non mostrava segui di cedere: più il tempo passava e più diventava potente. Arrivò ad un punto tale che il bosco iniziò a ghiacciare. Il Bosco dei Sussurri stava diventando una landa di ghiaccio.

La squadra stava volando in sella a Swift Wind. Il cavallo alato stava facendo tutto il possibile per arrivare a Bright Moon, ma i fulmini ravvicinati non aiutavano l'avanzata verso casa. Bow e Glimmer stavano guardanido preoccupati ciò che avevano davanti a loro, ma She-Ra e Infinite guardarono dietro: videro il punto da cui proveniva il disastro. «Proviene dalla Zona della Paura.» riferì il ragazzo. «Qualunque cosa stia succedendo, è opera dell'Orda.» aggiunse la bionda. Ciò non era una bella notizia, ma l'arciere ne trovò una peggiore guardando in basso «Il Bosco dei Sussurri sta gelando! Che cosa facciamo!?». La principessa rosa volle rispondere, ma un'improvvisa crisi la bloccò: quasi cadde giù. «Dobbiamo tornare a casa e assicurarci che tutti a Bright Moon stiano bene.» disse Glimmer riprendendosi. I due eroi guardarono la Zona della Paura con odio, mentre Swift Wind evitava un fulmine e continuava la sua strada verso il castello.


La tempesta non preoccupò Catra, occupata a osservare il cielo tempestoso con un sorriso stampato sulla faccia: questo giorno avrebbe segnato la vittoria dell'Orda… E nemmeno She-Ra e Infinite avrebbero potuto fermarli. «Catra, questo lo devi vedere! chiamò Scorpia dall'interno, facendo rientrare la gatta.

All'interno della camera del Black Garnet, la meravigliosa tecnologia ha continuato a assorbire l'energia della pietra runica, un'ondata di elettricità che emanava qua e là dalla pietra mentre i fili e i condotti sporgevano dalla grande pietra. Alla sua base, Entrapta poteva essere vista scrivere sul computer principale che aveva costruito pochi minuti fa, sorridendo con rinnovata eccitazione mentre le letture che stava ottenendo non finivano mai di sorprenderla. Di lato contro una parete, Catra poteva vedere la Scorpia leggere su uno dei monitor, i suoi occhi incollati alla vista dell'incredibile progresso che questa macchina aveva da offrire. «Maremoti, tempeste di fuoco, terremoti…» lesse il Capitano dell'Esercito mentre la gatta si affiancava sorridente «Accidenti, Etheria sta davvero subendo un brutto colpo… Insomma, buono per noi ma anche wow…». Dietro di loro, lo scienziato si vantava di ridere mentre rimbalzava nella stanza sulla sedia del suo computer, girandosi i capelli mentre parlava nel suo registratore. «L'esperimento è stato più efficace di quanto potessi sognare! Questo dimostra che la mia ipotesi è corretta! Con il Black Garnet in funzione del duecento per cento della potenza, il precario equilibrio che governa le funzioni naturali di Etheria è stato gettato nel caos, senza dubbio come risultato delle altre pietre runiche elementari- Ah!» emise un guaito spaventato mentre la sedia si fermava, girandosi per vedere che Adora aveva fermato la sua meravigliosa sedia di divertimento «Ehi!». «Traduci.» accennò Catra, volendo capire a cosa stesse arrivando lo scienziato vivace. Alzando gli occhi, Entrapta si voltò mentre trascinava indietro il registratore. «Rendendo il Black Garnet più potente…», disse mentre dirigeva una delle sue code gemelle verso la cima della sfera enorme, usando un piccolo scanner per esaminarne il potere, «Abbiamo tolto potere alle pietre runiche delle principesse, turbando l'equilibrio e facendo impazzire il tempo. È nei miei appunti, se ti va di…». «No no no... Aspetta. Che cosa hai detto riguardo al fatto di rendere le altre principesse meno potenti?» chiese confusa Catra. «Bè, le altre principesse elementali intendo.» chiarì Entrapta «Non ti preoccupare di me e di Scorpia. Io non ho una pietra runica e Scorpia non sembra avere più legami con il Black Garnet…», i due lanciarono un'occhiata al loro enorme amico che stava guardando i monitor, «Se mai ne ha avuti.». «Huh? Qualcuno ha detto il mio nome?» chiese la soldatessa. Le due la guardarono senza rispondere, poi la gatta, mentre colpiva una delle luci del modellino, domandò «E come potresti rendere un effetto del genere… Permanente?». La principessa di Dryl ci pensò «Bè, dovrei eseguire altri test per saperlo con certezza ma…». Senza che potesse completare, il Capitano dell'Esercito ruppe la luce che stava toccando, mandando tutti la potenza verso la luce rossa che rappresentava il Black Garnet. «O dovrebbe funzionare anche così.» disse Entrapta, che non poteva negare i risultati. Non comprendeva appieno quello che aveva fatto e non le importava più. Catra aveva capito che la scienziata aveva creato un dispositivo in grado di sottrarre i poteri dei Runestones dalle altre principesse. Una pietra runica mancante significava niente magia con cui benedire le principesse. Nessuna principessa magica significava poca o nessuna difesa. Nessuna difesa significava che chiunque fosse rimasto all'interno del castello di Bright Moon sarebbe stato impotente a fermare gli eserciti dell'Orda e le loro armi… E questo significava, non più Ribellione. «Organizza una squadra d'assalto, andiamo a Bright Moon.» ordinò Catra a Scorpia. «A Bright Moon? Perché?» chiese confusa la principessa oscura. «Perché distruggeremo la pietra runica di Bright Moon e con il Bosco dei Sussurri gelato… Non c'è niente che ci possa fermare.» rispose la gatta, guardando sul monitor il castello della Ribellione.

Angella osservava sgomentata, dalla cima del pilastro della pietra runica, la tempesta che si aggirava intorno a loro. Un fulmine l'avrebbe anche colpita se non ci fosse stato lo scudo protettivo. La regina, in preda dalla paura, volò verso il centro della pietra runica, iniziando a incanalare le proprie energie nella pietra. Sfruttando ciò che poteva dalla barriera protettiva, raccolse tutta la magia che poteva nella pietra runica con l'intento di inviare una richiesta d'aiuto. In un potente raggio di luce rosa, che si irradiò con un'aura di colore simile, Angella sparò un enorme raggio di energia verso il cielo, illuminando l'oscurità con cui le nuvole li avevano avvolti e segnalando dove si trovava e aspettando la speranza.


«Ahhh!» urlò il gruppo, che si aggrappò l'un l'altro mentre si aggrappavano a Swift Wind per la sua cara vita. Rischiarono anche di essere fulminati nel viaggio di ritorno a casa, che gli fece lanciare qualche altro grido di terrore. «Guardate!» avvertì Bow, indicando una luce splendente risuonare nell'oscurità, allungando il cielo sopra di loro. Ha portato un grande senso di sollievo ai quattro amici mentre sorridevano all'unisono alla vista. «Quella è Bright Moon!» spiegò allegramente Glimmer, passando rapidamente al panico quando si rese conto di cosa fosse veramente «È il segnale di pericolo.». «Tenetevi forte!» disse serio Swift Wind, caricandosi a capofitto nella colonna luminosa della luce. Non ci misero molto ad arrivare al castello e, quando lo fecero, Glimmer corse in contro a sua madre, mai stata più felice di vederla «Mamma! Che succede!?». «Gli elementi sono fuori armonia. La Pietra Lunare utilizza il suo potere per contrastare la nube di oscurità… Ma non è abbastanza. Sto usando tutta la mia forza solo per mantenere la connessione con essa.». A quelle parole, Adora e Ben tornarono con il loro aspetto originario. «La nuvola proviene dalla Zona della Paura.» spiegò Adora. «Allora qual è il nostro piano? Abbiamo un piano, vero?» domandò Bow con una leggera preoccupazione. In un primo momento i due eroi non dissero nulla, ma dopo aver scrutato il bosco in stato di congelamento, Adora cominciò «Non è rimasto niente a proteggere Bright Moon dall'Orda.» e Ben finì «Dobbiamo prepararci ad un attacco.».

All'interno del castello, il gruppo insieme alla regina ed un capitano di guardia aggiuntivo al fianco di Bow, cercò di sviluppare un piano per difendersi dall'attacco dell'Orda. Al centro della grande sala riunioni, il tavolo olografico era già illuminato mentre proiettava una mappa con una vista generale tra il castello della Ribellione, il Bosco dei Sussurri e l'Orda. «I nostri esploratori hanno riferito di avvistamenti dell'esercito dell'Orda nel bosco che si avvicina alla massima velocità.» dichiarò Bow, osservando la mappa insieme al comandante. «Dobbiamo proteggere Bright Moon ad ogni costo. Se la Pietra Lunare verrà distrutta, nulla fermerà l'oscurità.» disse la regina, che non avrebbe mai lasciato che il suo amato castello cadesse nelle mani dell'Orda. «A quest'ora qualcuno dovrà aver visto il segnale di pericolo, perché non è venuto nessuno?» chiese Bow frustrato. «L'alleanza si è sfaldata e le altre principesse hanno i loro regni da proteggere.» spiegò Adora, che per tutto il tempo camminò avanti e indietro, seguita da Ben, che rimase dall'entrata nella stanza appoggiato al muro «Siamo solo noi Bow… Non verrà nessuno ad aiutarci.». L'affermazione avrebbe dovuto essere vera, se non fosse arrivata di corsa una guardia ad annunciare «Qualcuno è venuto!». «Sono le principesse?» chiese Bow, felicissimo del loro arrivo tempestivo. Tutto quell'entusiasmo, però, fu spazzato via quando la guardia si spostò per rilevare i soccorsi. «Spinnerella e Netossa, ah ah… Grazie per essere venute, ragazze.» ridacchiò nervosamente Bow. «Ancora non sai quello che facciamo, vero?» sbuffò la principessa dalla pelle scura, a braccetto con l'altra ragazza. «Ehhhh… No.» disse Bow, cecando di risponderle senza offendere ma non riuscendoci per l'ovvietà della cosa. «Sul serio? È semplice: Net… Tossa.» spiegò Netossa nel modo più semplice. L'arciere continuò a guardarla senza capire. La principessa, a quel punto, esclamò «Reti! Io lancio reti, Ok!». «Sì, cara. Hai delle bellissime reti.» disse Spinnerella, consolando Netossa. Glimmer, allora, si unì al discorso «Almeno tu hai poteri, che è più di quanto abbia io. Ma non importa… Non mi serve la magia per combattere.». La madre, però, non aveva intenzione di mandarla a combattere, non voleva perderla come aveva perso Micah «Glimmer, non solo non hai i tuoi poteri, ma hai ancora delle crisi. È troppo pericoloso.». «Ma mamma…» iniziò la figlia, interrotta da Adora «Tua madre a ragione, Glimmer.» e seguita da Ben «Non vogliamo che qualcuno di voi rischi la vita. Infinite e She-Ra possono farcela da soli... È proprio a questo che servono.». «Ragazzi… Neanche She-Ra e Infinite possono eliminare un esercito di soldati dell'Orda da soli.» dichiarò Bow, cercando di fermarli. «Allora loro a che servono!?» chiese la bionda quasi urlando. A quel punto l'arciere si zittì. Adora, vedendolo, si sentì in colpa e, senza dire nulla, se ne andò dalla stanza, lasciando i suoi amici con sguardi preoccupati.

All'esterno, Adora fissava la Pietra Lunare dall'altro lato del ponte. I tuoni e fulmini dominavano il cielo con l'interrotto e fragoroso rumore. La ragazza rimase sola a pensare, fino a quando non arrivarono i suoi amici. «Adora… Stai bene?» chiese Bow preoccupato. «Catra guiderà l'Orda quando attaccheranno. Devo affrontarla. Non posso permetterle di fare del male a qualcun altro.» disse Adora saltando la domanda. «Che cosa ti è successo nel tempio degli Antenati?» domandò Glimmer impensierita. «C'era Catra lì dentro.» sussurrò Benjamin attirando l'attenzione di quegli a fianco. «Pensavo di poterla convincere, ma non ho fatto altro che spingerla verso il suo lato malvagio. Tutto quello che sta succedendo è colpa mia.» rispose l'ex soldatessa quasi in lacrime. «Non è colpa tua Adora: hai fatto tutto per lei.» consolò Ben, avvicinandosi e posandogli una mano sulla spalla. «Ora sappi… Che noi ti guardiamo le spalle.» dichiarò Glimmer abbracciandola, seguita nel gesto da Bow. «Ora forza! L'Orda arriverà presto: dobbiamo essere pronti!» affermò la principessa, sciogliendo l'abbraccio ed iniziando a dirigersi nel castello insieme al gruppo.

Nella camera da letto della figlia della regina, Glimmer aprì una porta segreta, rivelando una stanza segreta piena di armi ed armature. «Benvenuti nell'armeria di Bright Moon! Bè non lo è in realtà, ma ho sgraffignato delle armi e le ho conservate qui per mesi!» spiegò la principessa, orgogliosa di mostrare la stanza segreta. «LE FRECCE D'ORO SONO MIE!» esclamò Bow eccitato, non avendo prestato attenzione a una sola parola appena pronunciata, e allontanandosi dalla principessa. Anche Ben e Adora entrarono sorpresi nella nell'armeria. Tutti rimasero qualche minuto a scegliere o a guardare le armi: Bow era estasiato dalle frecce dorate tra le sue mani; Swift Wind inizialmente le guardò senza l'interesse di prenderle, ma poi, come amore a prima vista, intravide una mazza chiodata e, dopo aver dato un colpetto ai due eroi, lanciò uno sguardo implorando di prenderla, senza convincerli. Anche Glimmer era impegnata a cercare una buona arma, ma venne interrotta dal richiamo di sua madre «Glimmer!». «Mamma!? Come sapevi che saremmo venuti qui?» chiese imbarazzata la principessa, mentre dietro tutti si fermarono da ogni cosa che stessero facendo. «Credevi che non avrei notato che stavi facendo scorta di armi?» domandò in tono ovvio la regina. «Mi dispiace mamma. Non posso restare a guardare mentre i miei amici e la mia casa sono in pericolo. Devo farlo.» dichiarò Glimmer, come al solito contraria agli ordini impartiti da sua madre. «Sì, lo so.» disse semplicemente Angella. «Mamma io… Aspetta, cosa?» chiese confusa la principessa, essendo la pima volta che la regina le dasse la possibilità di combattere, anche senza poteri. «In tutti questi anni ho cercato di farti diventare più simile a me, ma sei molto cocciuta e una testa calda… E coraggiosa, come tua padre.» spiegò la madre, inizialmente seria e poi sorridente. Finendo la frase, quasi in lacrime, fecce apparire uno scettro e ricominciò a parlare «Questo era il bastone di tuo padre. Credo che sia ora che lo abbia tu.». Glimmer, in preda alle lacrime, prese lo scettro e abbracciò sua madre. Il restante delle persone nella stanza guardò intenerito la scena. Bow si asciugò perfino qualche lacrima. Il momento, però, fu interrotto quando il castello tremò violentemente dopo il suono di un'esplosione. «Sono qui!» dichiarò Adora. «Ma ci tengono proprio ad essere presi a calci.» commentò Ben con il suo solito tono sarcastico. Finendo quelle brevi affermazioni si trasformarono in She-Ra e Infinite.


Dalla cima delle scale dell'ingresso di Bright Moon, la Squadra Migliori Amici osservava la scena. A file alla volta, osservarono mentre decine di carri armati apparivano attraverso gli alberi, facendo conoscere la loro presenza sulla riva. Ognuno di quei carri armati da solo era abbastanza per distruggere l'intero castello, per non parlare del pilastro che ospitava la pietra runica, l'ultima linea di difesa per la Ribellione. Se la Pietra Lunare fosse caduta, quella sarebbe stata la loro fine, anche se avessero spinto l'Orda fuori di casa: sarebbero tornati, più potenti che mai, e non ci sarebbe modo di difendersi senza la fonte della loro magia. Il cielo stesso era di cattivo auspicio molto prima dell'inizio di questa guerra. Per i quattro amici, sapevano che dipendeva da loro, oltre a Netossa e Spinnerella, difendere il castello dai suoi aggressori. She-Ra, Bow e Glimmer non erano molto pronti ad affrontare una battaglia di questa portata e Infinite lo sapeva: si ricordava la prima guerra epocale con Vilgax e, sinceramente, sapeva che forse aveva vinto solo grazie a Gigante. Cercò poi, come gli altri tre, di non pensare al disastro e sperare che ci sarebbe stata la vittoria. La bionda lasciò un sospiro, respirando profondamente tra sé e sé mentre cominciavano a camminare verso i gradini. La principessa di Bright Moon gli strinse la mano vedendola, facendogli capire che sarebbero stati uniti. «Ce la faremo, vero?» chiese sorridente l'arciere. «Sì, decisamente.» rispose la spadaccina. «Si pentiranno di essere venuti.» aggiunse il ragazzo. «Ci potete scommettere.» concordò la ragazza.

In quel momento, uno dei carrarmati si preparò a dare l'inizio: sparò un colpo d'energia a parabola verso la pietra runica. She-Ra saltò con grande balzo verso il proiettile, tagliandolo in due ed evitando che colpisse il castello: il primo attacco degli avversari fu bloccato. Infinite si trasformò invece in Ultra Rotolone e si lanciò come una palla di cannone sui carrarmati, come una palla da bowling, facendogli schiacciare fra di loro. A dare man forte arrivò la Principessa del Potere che staccò con la forza la porta d'accesso al veicolo. Qualcosa però non quadro: il classico "Bip-Bip" di una bomba iniziò a risuonare. Il duo non poté fare in tempo a levarsi che si beccarono l'esplosione in pieno. Vennero scagliati a varie decine di metri di distanza, ma resistettero al colpo. Rialzando lo sguardo verso il bosco, videro giungere una flotta di nemici su Skiff con le armi spianate a fare una pioggia di proiettili: She-Ra e Infinite se li trovarono arrivare addosso.

«Ragazzi!» urlò Glimmer, lanciando poi uno sguardo preoccupato assieme a Bow e Swift Wind per la pietra runica sul punto di spegnersi. La principessa ebbe l'ennesima crisi, ma questo non la fermò dal dichiarare «She-Ra e Infinite hanno bisogno di aiuto.». «Andate da loro. Io terrò la Pietra Lunare accesa e l'oscurità lontana dal campo di battaglia il più possibile.» disse poi Angella, appena giunta dai tre. «Avete sentito la regina?» chiese la bestia alata, facendo salire i due adolescenti «Per la Ribellione!». Il cavallo prese così il volo verso la battaglia e la donna partì verso la magica pietra, facendo in modo poi che quest'ultima producesse un'onda energetica tale da allontanare ogni nemico per vari metri.

I due leggendari eroi si videro arrivare due Skiff: She-Ra ne tagliò uno a metà e Infinite, diventato Ultra Fangofiammante, fece saltare l'altro in aria con una delle sue bombe pirocidiche. Giunsero poi tre robot da combattimento. Il duo si mise in posizione di combattimento, ma una freccia scagliata dall'alto ne mise al tappeto uno. Alzando lo sguardo si videro i due amici esultanti in sella a Swift Wind. Partì poi alla carica Glimmer, usando il bastone come una lancia e facendo esplodere un altro androide. Bow la seguì, abbattendone un altro ancora con le sue frecce.

I due eroi sorrisero agli attacchi dei loro amici, ma un robot che sparava al castello gli riportò con la mente al combattimento. She-Ra scagliò velocemente la spada, mettendolo al tappeto. La riprese successivamente, venendo attratta, assieme alla pianta umanoide, dal rumore di qualcosa di grosso che si sgretolava: videro un pezzo del castello andare in frantumi per via di un colpo sparato da un carrarmato. La Principessa del Potere trasformò allora la sua spada in uno scudo e cercò di stoppare il secondo colpo del veicolo: in parte riuscì nell'intento, ma venne buttata a terra e perse l'arma nel processo. Il Methanosiano Evoluto guardò preoccupato la scena, diventando Ultra Eco-Eco per scagliare via il mezzo da combattimento con l'urlo sonico e correndo successivamente dall'amica caduta a terra. «Adora, stai bene?» chiese il Sonorosiano Evoluto con la sua monotona voce meccanica. La guerriera non disse nulla per la botta alla testa ricevuta, ma sapeva di non stare molto bene: vedeva quasi tutto sfocato e annebbiato. Un rumore della porta d'accesso al carrarmato attirò poi la loro attenzione. Si voltarono e videro in piedi sul veicolo dietro di loro una gatta di loro conoscenza. «Ciao ragazzi.» salutò la ragazza gatto con un sorriso malvagio. «Catra.» dissero i due eroi rialzandosi. «Sorpresa di vederci?» aggiunse She-Ra con irritazione. «No, immaginavo che non sarebbe stato facile sbarazzarmi di voi.» rispose Catra con non chalance. In breve tempo, Ultra Eco-Eco venne rimpiazzato da Ultra Bestiale, intento a correre nel punto in cui si trovava l'avversaria. Il Capitano dell'Esercito schivò l'attacco saltando su delle rocce fluttuanti leggermente più dietro. «Sapete, sono contenta che voi ce l'abbiate fatta ad uscire vivi da lì.» iniziò a dire la gatta, confondendo per un attimo i due eroi, concludendo poi «Perché adesso… Potrò farvi fuori con le mie stesse mani!». Saltò poi dalla sporgenza, iniziando il duello.

Bow, a cavallo di Swift Wind, stava schivando vari proiettili. Si aggiunse poi uno Skiff, fermato bruscamente da Glimmer che stese a mazzate i due soldati a bordo. Saltò poi giù dal veicolo, trovando una barriera di due Skiff ed un blindato guidati da Scorpia. «Bè che cosa carina, hai gli accessori... Non che questo ti aiuterà!» dichiarò il Capitano dell'Esercito, pronta al combattimento. Parole a vuoto furono quelle, visto che venne spazzata via da Spinnerella e dal vortice che aveva appena creato. Si aggiunse poi Netossa che imprigionò tutto il plutone di nemici in una delle sue reti energetiche. «BOOM! RETI!» esultò la principessa delle trappole.

She-Ra e Ultra Scimparagno stavano combattendo pesantemente con Catra, risalendo la montagna vicina alla zona della battaglia. La principessa e l'Arachnoscimpa Evoluto cercavano di andarci pesante con gli attacchi corpo a corpo mentre la gatta schivava con agilità ogni attacco. Il Capitano dell'Esercito fu poi sul punto si essere colpita quando toccò con la schiena il muro roccioso: fece a malapena in tempo a levarsi che i due provocarono una leggera buca con un pugno. Catra iniziò a ridersela tra attacchi e contrattacchi mentre salivano sempre di più in cima alla montagna, riuscendo a scalfire l'ex amica e fuggendo su un rilievo più in alto: poté scorgere i due che iniziavano ad affaticarsi. «Siete già stanchi? Pensavo che tirare pugni fosse l'unica cosa in cui foste bravi.» derise la gatta, ricevendo una ragnatela del gorilla alieno sulla bocca. «E noi pensavamo che tu fossi molto più veloce.» ribatté She-Ra con serietà, affiancata da Ultra Scimparagno che sembrava pronto di finire lo scontro una volta per tutte. Lo scimmione venne poi rimpiazzato da Ultra Gelone e partì all'attacco. Catra schivò all'ultimo il colpo, giungendo ai piedi di un burrone. La gatta guardò giù, notando varie piattaforme rocciose fluttuanti che dovette usare successivamente per schivare la fiammata della falena rossa. Il Capitano dell'Esercito atterrò, ma non poté evitare il potente pugno della principessa, che ruppe la roccia volante. I tre giunsero a terra in una sottospecie di arena naturale: niente vie di fuga. «Arrenditi. È impossibile che tu riesca a vincere.» dichiarò il Necrofriggian Evoluto. «Ho già fatto molta più strada di quanto tutti si aspettassero.» ribatté Catra, calciando una manciata di sassolini. I due eroi si coprirono il volto, notando successivamente la gatta risalire la parete per eseguire poi un attacco dall'alto. Ultra Gelone usò il suo soffio di fuoco e She-Ra tirò un pugno: i due attacchi andarono a vuoto. Il Capitano dell'Esercito ebbe molta più fortuna, riuscendo a tirare un calcio all'alieno a provocare dei grossi tagli sulla schiena della bionda: la principessa lanciò un grido di dolore, cadendo al suolo, e la falena rossa perse quasi l'equilibrio. «Voi dall'altro canto, non sembrate così in forma.» schernì Catra ridendo, per poco visto che voi venne prese e lanciata contro il muro da Ultra Gelone. La ragazza gatto rimase stordita, ma riuscì comunque a schivare la fiammata della falena. A quel punto, tranne per la risata, l'avversaria sembrava scomparsa. «Non è finita qui!» minacciò il Necrofriggian Evoluto, avvicinandosi all'amica e guardandosi attorno. «Cero che non è finita!» urlò il Capitano dell'Esercito, nascosta in una delle rocce fluttuanti «Non sarà finita finché Bright Moon non verrà distrutta e la Ribellione non cadrà! Non sarà finita finché l'oscurità non ricoprirà Etheria per sempre! E non sarà finita finché non vedrò gli sguardi sui volti dei vostri amici quando scopriranno che avete fallito… Che eravate troppo deboli per salvargli!». Per la falena aliena Catra stava straparlando, ma per She-Ra… Stava dicendo la verità: aveva mentito ai Plumeriani, non era riuscita ad aiutare i suoi amici a Dryl, non aveva impedito alla Tessitrice d'Ombre di giungere a Mysticor, non aveva impedito che Glimmer e Bow venissero rapiti al ballo, non aveva impedito che Entrapta morisse, non aveva curato Glimmer come promesso… Non aveva pensato che forse Ben dovesse tornare a casa per difendere il suo mondo. Benjamin… Quello che più di tutti aveva creduto in lei, che l'ha fatta sentire… Speciale. Forse… Forse era giunto il momento di essere come lui: combattere l'avversario senza guardare in faccia nessuno. Fu proprio con quel pensiero che staccò dal terreno un enorme macigno. Ultra Gelone e Catra la videro alzarsi con l'enorme masso per poi lanciarlo contro una delle piattaforme: per sua fortuna, colpì quella dove stava rintanata l'ex amica. La gatta cadde nel vuoto, riuscendo per miracolo ad aggrapparsi su una piccola sporgendo del muro roccioso su cui stavano combattendo: centinaia di metri d'assoluto nulla separavano Catra al suolo. «Ma guarda un po'!» derise il Necrofriggian Evoluto, sollevando in aria la gatta «C'è un cambio di programma!». Il Capitano dell'Esercito ringhiò, venendo poi lanciata verso She-Ra che, a sua volta, la sbatté contro il muro. «Basta così! Hai perso Catra!» sbottò la principessa. La ragazza gatto rimase con il volto serio verso il basso, sorridendo successivamente ed alzando lo sguardo «Ne siete proprio sicuri?». I due eroi guardarono dove indicasse il suo sguardo: il castello di Bright Moon. Un immenso esercito di robot, soldati e veicoli da guerra stavano riempiendo la fortezza di proiettili. Poterono anche notare che lo scudo che proteggeva la Pietra Lunare cadere a pezzi. «Che c'è? Credevate davvero foste voi il mio obbiettivo?» schernì Catra, liberandosi poi dalla presa che fuggendo in cima ad una piattaforma volante. «Quella pietra runica è la vostra ultima difesa… Non è così?» derise ancora la gatta. She-Ra non poté che avere uno sguardo inorridito sul volto: aveva fallito. Ultra Gelone non poteva però lasciarla vincere… Piuttosto la morte! Si trasformò così nel Vaxasauriano Evoluto e prese in spalla la bionda «Andiamo!». «Divertitevi!» continuò ridendo la ragazza gatto, vedendoli andare via.

Sarà stato il millesimo robot che Glimmer abbatteva. Si stava stancando come non mai: ora sapeva come si sentisse Bow ad ogni battaglia. Si fermò un attimo a riprendere fiato, ma l'onda energetica della pietra runica del castello la riporta sull'attenti. «NO!» urlò lei iniziando a dirigersi, con una sua crisi, verso il castello.

Angella non sarebbe durata per sempre a proteggere la Pietra Lunare: non sapeva neanche come stesse resistendo ancora. Tra tutti gli spari che arrivavano, sentì un suono diverso… Meccanico. Si voltò e vide un robot arrivargli da dietro. Tornò alla pietra, cercando ancora di non arrendersi.

Glimmer doveva giungere al più presto da sua madre, ma i soldati nel mezzo della sua via non semplificavano le cose. Dovette abbattere a bastonate un paio prima di poter giungere sulle scale… Scale su cui stava anche Scorpia. «Allora… Dove eravamo? Ah, sì… Stavo per prenderti a pugni!» disse la principessa oscura, preparandosi a tirare un pugno.

Soldati, robot e blindati stavano volando per aria: tutti cercavano d'abbattere Ultra Omosauro. Il Vaxasauriano Evoluto non si fece però molti problemi a battergli, riempendo l'area circostante di piombo. Fu solo quando il pericolo passò che She-Ra scese dalla schiena del dinosauro alieno. «Dov'è il mio scudo?» si domandò fra sé e sé la bionda, guardandosi attorno per cercare l'arma. Tra detriti, soldati inconsci e rocce, nessuno dei due trovò ciò che cercavano. Dei soldati poi giunsero alle spalle attaccando su tutti fronti: la Principessa del Potere venne così legata con fruste elettriche ed immobilizzata mentre Ultra Omosauro venne riempito di proiettili d'energia.

Bow aveva finito le frecce, ma questo non l'avrebbe fermato dall'usare l'arco come una mazza: stese proprio così un soldato. Cercò poi di riprendere fiato, ma una luce nell'acqua attirò la sua attenzione. Prese l'oggetto, capendo che fosse lo scudo di She-Ra. «Oh oh.» gemette il ragazzo. Iniziò successivamente a sentire forti esplosioni e terremoti. Si voltò, vedendo i due eroi leggendari in seria difficoltà. Fu sul punto di andare ad aiutare, ma un lampo azzurro ed una voce maschile proveniente dalle sue spalle lo fermarono «Non ancora Bow.». Bow si voltò di scatto e si trovò un uomo in camice bianco. «Come scusi?» lo guardò confuso il ragazzo. «Fidati: aspetta che io gli distragga e che Spinnerella e Netossa rendano la zona sicura.» continuò lo scienziato. «Eh… Molto interessante il piano… Ma chi è lei?» domandò l'arciere, sempre più confuso nel sentire quest'uomo parlare. «Il mio nome? Paradox.» sorrise il viaggiatore del tempo.

Angella era allo stremo delle sue forze: non avrebbe resistito ancora a lungo. Un'esplosione gli fece poi capire che stava giungendo la sua ora. Si voltò e vide il robot intravisto precedentemente avvicinargli minaccioso. La regina gli scagliò un raggio magico, facendolo quasi volare giù dal pilastro. L'androide tornò alla carica e la donna dovette creare uno scudo attorno a sé per difendersi. Il robot estrasse due laser: un singolo colpo e mandò Angella dall'altro lato dell'area. Il contatto con la pietra runica cessò: la Pietra Lunare si spense e l'oscurità iniziò ad avvicinarsi.

Scorpia aveva praticamente messo all'angolo Glimmer. La principessa di Bright Moon cercò di pensare ad un modo per sconfiggere il colosso che aveva di fronte, ma qualcosa alla sua destra la terrorizzò: la pietra runica si era spenta. Se si era spenta significava che sua madre era… No, non poteva essere così. Non poté poi fare nulla, visto che ebbe una crisi. «Oh… Bello!»


Il Black Garnet percepì la mancanza della Pietra Lunare: si illuminò come non mai. Entrapta lo guardò con serietà, mettendosi poi la visiera da saldature per proteggersi gli occhi.


Anche Ultra Omosauro cadde a terra sconfitto e legato. Non riuscì a tenere testa ai numerosi soldati che gli arrivarono da tutte le parti, che alla fine lo sottomisero. Tornato ad essere Infinite, lui e She-Ra stavano poi per collassare per la fatica, ma riuscirono a rimanere svegli solo per sorbirsi l'arrivo di Catra e la sua battuta di «Adesso è finita.». Furono quelle parole che sentirono prima di svenire. La gatta sorrise, lanciando infine uno sguardo verso la Pietra Runica, ormai spenta.

La crisi di Glimmer stava peggiorando con il passare dei secondi, ma questo non gli permise di togliersi di dosso Scorpia. La ragazza fu intenta a tenergli il bastone contro come se fosse una lancia, ma qualcosa di inaspettato accadde: lo scettro iniziò ad emanare elettricità. Glimmer sorrise al fatto, soprattutto quando lo utilizzò contro l'altra principessa e quest'ultima venne scaraventata via. Glimmer volle guardarsi lo spettacolo della caduta, ma venne spaventata dall'arrivo di due ali. Si rivelarono le ali di Swift Wind che, con un «Andiamo!», la incitò a salire. Quando la principessa fu in sella, la bestia alata partì per la pietra runica.

Anche se inconscia, Angella stava per dire addio a questo mondo: il robot si avvicinava sempre di più per concludere la battaglia. Dalla schiena del cavallo alato, Glimmer si lanciò verso l'androide e gli procurò vari danni prima di essere spinta via. Swift Wind poi si aggiunse spingendolo giù dal piedistallo. «Mamma!» urlò la principessa accorrendo preoccupata dalla regina. «Principessa!» esclamò il cavallo al segno di cedimento della struttura.

She-Ra e Infinite si risvegliarono, ancora storditi dalla batosta presa, vedendo il volto di Catra trionfante ed una marea di soldati alle sue spalle. Il suo sorriso però, durò solo fino a quando non ci fu un'accecante lampo azzurro dietro di lei. «Mi dispiace, ma tu non hai vinto.» affermò una voce maschile da dietro. Tutti si voltarono lo sguardo verso il suono della voce, vedendo il viaggiatore del tempo. L'Eroe dell'Infinito non poteva credere ai suoi occhi: Paradox. «Tu da dove salti fuori!?» esclamò in posizione d'attacco la gatta, mentre i soldati iniziavano a puntargli le armi. «Non è importante, ma sappi che sono quello che distrae.» rispose con aria di sfida lo scienziato indicando in alto. Catra confusa seguì la direzione che indicava il tempo del nuovo arrivato: principesse in arrivo dall'alto. L'intero plutone di soldati venne scagliato via da una forte turbine d'aria provocata da Spinnerella. Assieme alla Principessa dei Venti, giunsero anche Netossa, Bow e Paradox. «Ragazzi! Ragazzi!» urlò l'arciere scuotendo i due adolescenti inconsci. L'uomo gli si avvicinò, rimuovendo le corde dagli eroi. La Principessa delle Trappole lanciò un'enorme rete per proteggere il gruppo. «Andiamo, non potete arrendervi!» gli incitò Bow vedendo i due amici iniziare a riprendersi e porgendo lo scudo «Vi prego! Possiamo ancora sistemare tutto… Vero?». Infinite e She-Ra alzarono lo sguardo: poterono vedere un esercito di blindati pronto a sparare. «Ci… Ci dispiace.» mormorò la bionda guardando lo scudo, già pronta all'eminente sconfitta. «No.» sussurrò il ragazzo iniziandosi ad alzare. Tutti lo guardarono confusi mentre lo vedevamo incamminarsi verso la rete. Solo il viaggiatore del tempo sorrise. «Non ho fatto scomodare Paradox per farmi vedere perdere contro questi idioti.» si disse l'Eroe dell'Infinito giungendo zoppicando alla barriera «Netossa… Abbassa lo scudo.». «Cosa!?» sbottò la ragazza di colore. «Fidati.» rassicurò lo scienziato. La Principessa delle Trappole guardò tutti, cercando negli sguardi dei suoi amici un aiuto: l'intera squadra alzò le spalle. Netossa sospirò «Spero che sai quello che fai.». Con un gesto, la barriera sparì. Catra ed ogni soldato dell'Orda guardò la scena accigliandosi: stavano per chiedere la resa? Infinite sorrise e pronunciò «Gigante.».

Glimmer stava cercando di svegliare sua madre. Non poteva perderla. Gli era morto suo padre, ma non avrebbe permesso che anche sua madre facesse questa fine… Non fin quando lei viveva su questa terra. «Mamma… Ti pregò!» urlò la principessa scuotendo la donna. Niente: la regina non sembrava intenta a volersi svegliare. Un lampo dorato attirò poi la sua attenzione, iniziando ad essere coperta da un'enorme ombra. Alzò lo sguardo e, facendo fatica a trovare le parole per esprimere quello a cui stava assistendo, disse «Ma che diamine?». Swift Wind, a fianco a lei, non disse nulla: ora sapeva cosa avessero provato gli altri nel vederlo.


Mermista e Falco del Mare stavano giungendo a Bright Moon. La principessa di Salineas non aveva intenzione di andarci per via della storia con Entrapta, ma poi capì che non doveva farlo per l'Alleanza… Ma per i suoi amici. Quando riferì al pirata di prepararsi per la partenza, lui era già sulla Figlia del Drago 4 pronto a salpare per soccorrere la sua ciurma. Proprio per questo adesso erano sul punto di giungere al castello sotto attacco. L'idea di Mermista? Uno bello tsunami per l'Orda. La Principessa dell'Acqua stava scrutando dalla cima dell'albero maestro per vedere la situazione, ma quello che vide fu un lampo giallo un gigante ergersi sullo scenario. La ragazza si preoccupò «Falco del Mare…». «Lo vedo Mermista.» interruppe il marinaio sconvolto.


Perfuma stava giungendo a Bright Moon, attraversando tristemente il Bosco dei Sussurri surfando sulle sue liane. La principessa di Plumeria non aveva intenzione di andarci per via della storia con Entrapta, ma poi capì che non doveva farlo per l'Alleanza… Ma per i suoi amici. Proprio per questo adesso era sul punto di giungere al castello sotto attacco. Gli stava facendo male vedere il Bosco del Sussurri devastato, ma sapeva che, con l'Orda sconfitta, tutto sarebbe potuto tornare alla normalità. La Principessa della Natura stava per raggiungere il campo di battaglia, quando vide fu un lampo giallo un gigante ergersi sullo nel cielo. «Oh oh…» gemette lei.


Frosta stava scivolando sulla pista ghiacciata che stava creando con i suoi poteri. Pregava di non essere in ritardo per aiutare: aveva già abbandonato i due eroi che per tutto il Ballo delle Principesse l'avevano avvisata di Catra e Scorpia, ma non voleva farlo ora… Non quando c'era in gioco il destino del mondo! Stava giungendo a Bright Moon, potendo vedere il castello da lontano, ma qualcosa non andava: cos'era quel essere grande quanto una montagna? «Se quello e sir Ben… Deve esserci andato piano con me al ballo.» mormorò a sé stessa la Principessa dei Ghiacci.


Un imponente figura in ginocchio apparve al posto del ragazzo. I nemici lo guardarono a bocca aperta e gli alleati si misero urlare quando vennero presi dall'enorme mano del To'kustar Evoluto, per poi essere messi sulla spalla di quest'ultimo. Ultra Gigante a quel punto si alzò finalmente in piedi: un gigante blu e bianco il doppio più grande di una montagna, con tre creste e due lame sulle braccia. La banda in difesa di Bright Moon ebbe le vertigini per l'altezza, lanciando uno sguardo verso l'enorme faccione dell'alieno. «Allora… Pronti per il secondo round? Avrei intenzione di testare questa nuova forma Ultra.» dichiarò il colosso schioccando i pugni. A quella frase, Catra poté solo urlare «Indietreggiate e fate fuoco!». Ogni singolo blindato iniziò a indietreggiare a tutta velocità sparando all'avversario. «Tutto qui? Non mi fate neanche il solletico!» derise Ultra Gigante. A quel punto alzò una gamba e la sbatté contro il terreno: un potente terremoto fece tremare tutto ed i veicoli dell'Orda volarono in aria, venendo sfracellati al contatto con il terreno. Il gruppo sulla spalla guardò verso l'Orda e poi verso l'alieno. «In mia difesa, uso Gigante solo in caso di necessità.» si difese il To'kustar Evoluto. «Ragazzi, dategli tregua.» gli disse ridendo Paradox. Tutti guaradrono l'uomo. «Qualcuno ci spiega chi è lui?» domandò la bionda. «È il mio amico Paradox… Uno che dice che non bisognerebbe interferire nel tempo, ma poi è il primo che lo fa.» si intromise l'alieno ciclopico. Tutti gli Etheriani lo guardarono «Cosa?». «Touché, Ben!» esclamò ridendo il viaggiatore del tempo «Sono solo qui per dare un importante messaggio a te e Adora.». «Messaggio?» chiese Spinnerella. «Sì, ma questo dovrà aspettare.» rispose l'uomo. «Fino a quando?» interrogò la Principessa del Potere. «Fino a quando non sarò sicuri che voi sopravviverete.» dichiarò lo scienziato con tono serio. «Ok…» disse Bow con preoccupazione. In quel momento, un bagliore arrivò dalla pietra dello scudo. Tutti, alieno compreso, guardarono il luccichio confusi, ma Paradox sorrise sapendo cosa stesse per succedere. «Sta arrivando la cavalleria.» disse il viaggiatore del tempo. I presenti lo guardarono cercando di capire cosa intendesse, ma poi giunsero delle bolle d'acqua dal lago.

Catra si rialzò a fatica dal volo che aveva appena compiuto. Con Ben trasformato in Ultra Gigante, le sorti della battaglia non si erano solo capovolte… Ma era già praticamente persa. Riprendendosi si ritrovò, come gli eroi, delle bolle d'acqua fluttuanti. Fu solo per poco che vide solo quello, visto che poi poté notare un'enorme onda giungere da dietro al gigante.

Figlia del Drago 4 stava cavalcando l'onda, con Mermista a bordo che si impegnava a controllare lo tsunami. I rinforzi da Salineas entravano in battaglia. «All'avventura!» urlò Falco del Mare con una fiaccola in mano, pronto a dare fuoco a qualcosa. La Principessa dell'Acqua gli buttò subito dell'acqua addosso, dicendogli «Non farlo.». «Scusa.» disse lui tutto infradiciato.

L'immensa onda stava giungendo dal gruppo di combattenti. Ultra Gigante si abbassò, facendo da scudo al gruppo sulla spalla. Mermista, capendo che quello fosse Ben e non una minaccia, fece un gesto con la mano per aprire un varco nell'acqua per non rischiare di colpirgli. L'Orda venne così di nuovo abbattuta. Lo squadrono di difesa guardò colpito la scena, voltandosi poi per trovarsi i due Salineani attraccare la barca e scendere da quest'ultima. «Mermista! Falco del Mare! Siete venuti!» esclamò contenta She-Ra, scendendo assieme agli altri dalle spalle di Ultra Gigante. «1°) Forte il ragazzone! 2°) Scusateci se ci abbiamo messo tanto… Il mare oggi era terribile. 3°) Chi è il tizio nuovo?» disse la principessa di Salineas. «Un turista come Ben.» scherzò Paradox.

Catra si stava rialzando dalla seconda batosta. Ci mancavano i soccorsi! Tossendo e tenendosi la testa dolorante, poté notare i suoi avversari distratti: forse uno spiraglio di speranza. «Forza… Alzatevi in piedi!» ordinò il Capitano dell'Esercito. Due soldati dietro furono sul punto di eseguire l'ordine, ma delle improvvise radici gli bloccarono. Ogni singolo soldato e veicolo nei dintorni poi venne bloccato dalle piante… Catra compresa. Chi era la causa dei rampicanti? Perfuma, giungendo dal Bosco dei Sussurri a cavallo delle sue radici e riempiendo di vita il bosco morente. «Ho visto il segnale di pericolo… Ma a quanto pare state bene.» disse la Principessa della Natura affiancandosi al gruppo, indicando successivamente il To'kustar Evoluto.

I due eroi poterono notare ogni principessa, più Bow e Paradox, prepararsi a concludere la battaglia. Guardarono così il campo di battaglia anche loro, con un largo sorriso impavido sul volto.

Catra si stava liberando dalle liane di Perfuma, quando notò lo squadrone di eroi. Era irritata dalla loro vista: stava rimpiangendo che quei due idioti non fossero morti in quel dannato labirinto che era quel faro. E poi… Come aveva fatto ad arrivare a questo punto? Non poteva trovare la risposta adesso: aveva una guerra da finire. Furtivamente salì su un blindato ribaltato e prese di mira il pilastro della pietra runica. Premette il grilletto e fece fuoco. Il colpo a parabolica andò a segno.

«No!» urlò Ultra Gigante, dirigendosi verso il pilastro. Lo prese al volo, cercando di tenerlo dritto dove fosse la sua posizione originaria. Ora gli sorgeva un problema: come lo riparava? Fu una domanda inutile. La torre iniziò improvvisamente a congelarsi ed a rimanere in piedi da sola. «Ok…» mormorò l'essere ciclopico allontanandosi dalla torre, ormai in grado di tenersi in piedi da sola.

Catra non stava capendo come se fosse possibile. Il gigante non sembrava essere capace ad usare il ghiaccio, data la sua sorpresa nell'accaduto… Ma allora cos'era? E poi perché diavolo stava iniziando a sentire le mani fredde e bloccate? All'ultimo pensiero, guardò in basso: il ghiaccio stava giungendo anche dai veicoli. Levò subito le mani, vedendole che stavano iniziando a congelarsi, e si voltò verso gli altri veicoli appena udì dei starni rumori. A uno a uno poi, i blindati vennero scagliati verso il bosco a causa da degli improvvisi spunzoni di ghiaccio. Giunse infine Frosta, cavalcando la sua pista di ghiaccio ed atterrando di fronte al gruppo. «Spero di non essere arrivata tardi.» dichiarò solennemente lei. «No, sei giusta in tempo.» gli disse She-Ra con un sorriso. La bionda tornò poi a guardare Ultra Gigante «Scontro decisivo?». «Scontro decisivo.» concordò il To'kustar. I due passarono a guardare il campo di battaglia ed urlarono «Per Etheria!». Un lampo dorato inondò tutto.

Glimmer aveva guardato tutto il tempo gli avvenimenti. Quasi non ci stava credendo: le principesse si erano riunite e Ben si era trasformato in un gigante! Avrebbe voluto vedere lo scontro finale, ma il lampo d'oro dei due eroi l'accecò e una fievole voce la richiamò «Glimmer.». La principessa si voltò di scatto: Angella. «Mamma!» esclamò la ragazza correndo dalla donna a terra. Le due si abbracciarono amorevolmente. Quanto aveva avuto paura Glimmer di perdere sua madre? Troppo, ma ora, vedendola, era passato… Era serena. Tutto ciò venne però interrotto da un'onda di luce bianca. Madre e figlia lo notarono arrivare ed infondere energia alla pietra runica. La Pietra Lunare tornò di colpo ad illuminarsi, emettendo un'onda d'urto e schiarendo il cielo.


L'onda d'energia giunse non solo a Bright Moon, ma anche negli altri regni: così, le pietre runiche di Salineas, di Plumeria, del Regno delle Nevi e della Zona della Paura, si illuminarono con tutta la luce che potessero emanare.

Con l'ultima pietra runica poi, Entrapta rimase stupefatta nel vederla liberarsi autonomamente… Ma lo fu un po' meno quando scagliò un leggero contraccolpo che fece saltare la corrente.


Glimmer era tornata ad abbracciare sua madre, ma si staccò leggermente quando la vide… Illuminarsi? Ebbene sì, Angella si stava illuminando di bianco e tutte le sue ferite si erano rimarginate. La donna sorrise a sua figlia e gli posò una mano sulla guancia, passandogli l'energia della Pietra Lunare. Fu così che anche Glimmer si illuminò, di una luce rosa, trovandosi qualche scintilla… Aspetta, scintille? Le scintille potevano significare solo una cosa: teletrasporto. La ragazza sorrise felicemente a sua madre, mentre quest'ultima gli dichiarò dolcemente «Avanti… Va.». La principessa tenne stretta ancora un attimo la mano della donna, facendo cadere anche qualche lacrima, poi si alzò ed usò, dopo tanto tempo, il suo potere. Scomparsa lei, anche Swift Wind si lanciò verso il campo di battaglia e la regina tornò proteggere la pietra runica.

La Spada della Protezione aveva appena smesso di illuminarsi. She-Ra e Ultra Gigante lanciarono uno sguardo verso il cielo divenuto limpido. Era chiara la situazione: avevano ormai vinto… E Glimmer che appariva in cima alla cresta centrale To'kustar ne era la dimostrazione. «Sì!» urlò la principessa. «Glimmer! Stai brillando di nuovo!» gli gridò Bow, contento di vedere la sua amica apposto. «Sì! Che mi sono persa!? Oltre a Ben che si trasforma in un colosso alto un chilometro!?» urlò di rimando la ragazza. «Oh, niente… Il solito.» scherzò l'alieno ciclopico. «Le principesse sono riunite! È come dovrebbe essere!» gli rispose She-Ra. «Che ne dici Ben!? Pronto a farla finita!?» chiese poi gridando Mermista, volendo divertirsi a vedere i soldati dell'Orda a correre per la paura. «Sono nato pronto.» rispose Ultra Gigante schioccandosi le dita. Lo squadrone a terra sorrise. «Bè, sarà meglio allora portarvi in una zona sicura.» commentò Paradox. Sparirono così tutti in un lampo azzurro, inclusa Glimmer, riapparendo tutti alla scalinata del castello. «Cosa!?» interrogò la principessa rosa guardando il restante delle persone. «Lui.» indicarono tutti, ad eccezione di Frosta, Paradox. «Trucchi da viaggiatore del tempo.» spiegò lo scienziato, lasciando Glimmer e Frosta assai confuse. «Sarei dovuto rimanere al Regno delle Nevi.» dichiarò la bambina.

«Signori… Siete condannati.» dichiarò Ultra Gigante, mettendo le braccia a X come se si dovesse difendere. Iniziò così a formare una sfera d'energia, che si trasformò presto in un laser distruttore. Iniziò a radere al suolo ogni singolo robot e blindato rimasto in piedi dall'arrivo di Mermista, Perfuma e Frosta. I soldati, giustamente, non rimasero come idioti ad affrontare il colosso: sarebbe stato un suicidio. Cercarono allora di tagliare la corda per tornare alla base, ma i terremoti che causava il To'kustar gli rendevano la cosa impossibile.

Alle scalinate, il gruppo stavano guardando Ultra Gigante concludere il lavoro. In parte avrebbero voluto unirsi alla mischia… Ma d'altro canto si stavano divertendo a guardare tutte quelle esplosioni ed i rottami che saltavano in aria. Sarebbero rimasti tutti a guardare per sempre lo scontro, ma la Spada della Protezione aveva altre intenzioni: si illuminò. She-Ra la guardò confusa «Eh…». «È normale che lo faccia?» chiese pensierosa Perfuma. La bionda non era sicura: prima era avvenuto con l'arrivo di Mermista, ma adesso non dovevano arrivare più alleati. «Adora, i tuoi amici saranno la tua forza.» spiegò improvvisamente Paradox. Tutti lo guardarono confusi. «Cosa vuol dire?» domandò confusa Spinnerella. «Toccate la spada.» disse l'uomo sorridendo. Un altro sguardo confuso venne lanciato verso il viaggiatore del tempo, ma la frase venne comunque ascoltata. I presenti formarono una V verso la Principessa del Potere. Lo scienziato aveva ragione con "i tuoi amici saranno la tua forza": tutti, ad eccezione di Falco del Mare, si illuminarono, come se la spada stesse diffondendo l'energia. La bionda guardò tutti i suoi amici, poi sollevò la spada: un'immensa onda multicolore si scatenò versò il Bosco dei Sussurri. Lo tsunami colorato arrivò in gran fretta da Ultra Gigante e dall'Orda: i nemici vennero definitivamente sconfitti e l'alieno ciclopico schivò prendendo il volo, sorprendendo sé stesso. Finita l'onda, la Ribellione poté notare oramai solo detriti e qualche soldato in fuga. In altre parole? Avevano vinto!

Lo squadrone di eroi alle porte del castello scoppiò in schiamazzi di festeggiamenti ed allegria. Anche Infinite, tornato alla forma originale, volle unirsi a fare baldoria ma notò qualcosa, o meglio qualcuno, con un'aria strana sul volto: She-Ra. La principessa guerriera infatti, non stava festeggiando… Stava guardando Catra andarsene a bordo di uno Skiff. Le due ex amiche si scambiarono degli sguardi, poi il Capitano dell'Esercito scomparve nei meandri del bosco. La bionda non riuscì a spostare lo sguardo dal punto in cui era andata la gatta. «Adora.» la chiamò l'Eroe dell'Infinito. She-Ra si voltò di scatto. «Smettila di pensare "avrei dovuto": ci sono cose che sfuggano al controllo… Che tu sia un tizio comune o un eroe.» continuò il ragazzo in armatura scintillante. La bionda rimase un attimo in silenzio, ma poi gli sorrise: forse non aveva tutti i torti. «Ragazzi!» richiamò infine Paradox, giungendo a fianco di Bow, Swift Wind e Glimmer. I due eroi leggendari gli guardarono correre verso, in preda all'euforia. «Bright Moon è salva!» continuò l'arciere. «E le principesse sono finalmente riunite!» aggiunge la principessa rosa indicando il restante del gruppo a chiacchierare sulla vittoria appena avuto. She-Ra e Infinite sorrisero a quello spettacolo. In quel breve lasso di tempo, Paradox guardò il suo orologio da taschino «Signori e signore, non per interrompere, ma è tempo che io vada.». «Come, di già?» domandò Swift Wind. «Sì, perché ho delle persone che vanno avvisate sul fatto che Ben stia bene.» rispose l'uomo iniziando ad allontanarsi. «Non potrei tornare a casa per cinque secondi?» chiese invece Infinite. «No Ben, tornerai a casa quando sarà il momento.» disse lo scienziato, voltandosi per aggiungere in tutta serietà «Comunque… State attenti al Grande Horde.». Tutti, perfino il gruppo più in là, rimasero in silenzio e preoccupati dall'avvertimento. «Arrivederci.» salutò infine il viaggiatore del tempo con un sorriso, come se non avesse niente, per poi sparire con il lampo azzurro. «Che voleva dire?» spezzò il silenzio Perfuma, avvicinandosi al gruppo principale. «Agh! Mai una volta che si spieghi!» sbottò il terrestre guardando ancora l'ultimo punto in cui era stato Paradox. «Penseremo un altro giorno a questo.» si intromise una voce familiare. Tutti si voltarono verso il suono della voce: videro così giungere dall'alto Angella. La regina atterrò elegantemente tra le principesse, che fecero un piccolo inchino, poi si incamminò verso la figlia. «Mamma!» esclamò Glimmer correndogli incontro per un abbraccio. La donna alata accettò il gesto, poi… Invitò anche i due eroi ad unirsi. Gli adolescenti rimasero fermi immobili sul da farsi: dovevano? Non decisero nulla visto che Bow, tutto emozionato, li spinse verso l'abbraccio, unendosi successivamente assieme a Swift Wind. «Vi ringrazio.» disse a quel punto la regina. I due fecero spontaneamente un sorriso, tornando normali ed accoccolandosi agli altri due.


La battaglia era stata un disastro… E adesso Catra doveva subirne le conseguenze. Iniziò a salire le scalinate per il trono di Hordak, venendo poi affiancata da Entrapta e Scorpia. «Capitano dell'Esercito…» iniziò il leader appena le tre giunsero di fronte a lui «Sembra che il tuo esperimento sia fallito.». «Al contrario! L'esperimento è stato un enorme successo!» interruppe la scienziata gesticolando talmente non riusciva a trattenere l'allegria «Ora conosco più che mai la tecnologia degli Antenati! Questo è solo l'inizio!». «Mi sono avvicinata alla conquista di Bright Moon più di quanto abbia fatto chiunque altro… Per non parlare del fatto che il Bosco dei Sussurri è ancora in rovina. Etheria è apportata di mano.» aggiunse la gatta. Con nessun'altro a parlare, Hordak si alzò in piedi e si avvicinò alla felina, da cui dietro Scorpia lasciò sfuggire un leggero mugolio di preoccupazione. Catra però no: lei non ebbe paura del capo dell'Orda… E sinceramente non ce n'era bisogno di averla. «Molto bene Capitano dell'Esercito Catra. Avrai altre occasioni per dimostrami il tuo valore… Come mia seconda in comando.» disse Lord Hordak. Seconda in comando? Il piano di rimpiazzare la Tessitrice d'Ombre aveva palesemente funzionato. Doveva ammettere però che senza Entrapta o Scorpia non ce l'avrebbe fatta.