SANSA
Ancora non riusciva a credere a quello che stava succedendo.
Dopo anni di immobilità era come se la sua vita avesse preso a correre. Prima la battaglia, poi la rottura del fidanzamento con Joffrey e infine la promessa di matrimonio con Loras Tyrell.
Avrebbe voluto poter scrivere a sua madre, informarla, rassicurarla, dirle che presto avrebbe lasciato quel luogo orribile, ma era impossibile. La segretezza era fondamentale.
I Tyrell avrebbero organizzato tutto con estrema discrezione.
Si sarebbe sposata senza nessun membro della sua famiglia, poi lei e Loras si sarebbero diretti ad Altogiardino, la sua nuova casa.
Era la scelta migliore, farsela scappare sarebbe stata una follia. Sposando Loras non solo si allontanava dai Lannister, ma faceva qualcosa di veramente utile per Robb. Avere il Lord dell'Altopiano come cognato, sarebbe stato di grande aiuto per lui.
E oltre a quello non aveva comunque una vera alternativa...
Lord Baelish le aveva offerto il suo aiuto, glielo aveva promesso, ma lui stesso non sapeva quando e come avrebbe potuto fare qualcosa, e ad ogni modo preferiva Altogiardino piuttosto che seguire Ditocorto.
Non perché non si fidasse di lui, ma per il modo in cui la guardava, il modo in cui i suoi occhi le strisciavano addosso, come se ogni volta stessero facendo qualcosa di proibito... lo stesso modo in cui la guardava il Mastino.
C'era qualcosa di lascivo e penetrante che la turbava profondamente in quello sguardo; qualcosa di adulto e violento, che le suscitava sensazioni sconosciute; qualcosa che le dava un senso di vuoto allo stomaco e le faceva paura.
Lo sguardo dolce e rassicurante di Ser Loras, invece, la metteva a suo agio. Si era sentita perfettamente tranquilla quando, quella mattina, avevano passeggiato insieme sulla terrazza di Lady Olenna. Per tutto il tempo aveva avuto la piacevole sensazione di trovarsi con qualcuno che conosceva da anni, anziché con un ragazzo di cui sapeva poco o niente. Dopo tanto tempo aveva riassaporato la quella piacevole sensazione che le aveva sempre suscitato Robb.
Gioia, calma, serenità. Anche per quello aveva accettato di sposarlo: perché non aveva niente a che fare con le sensazioni che le provocavano Lord Baelish e il Mastino.
Già, il Mastino.
Se solo ripensava a lui la mente le si riempiva di immagini rosse e verdi. La Notte delle Acque Nere aveva segnato un punto fra di loro, non solo perché lui se ne era andato, ma per quello che era successo prima.
Ancora sentiva la presa ferrea delle mani e vedeva i suoi occhi brillare nel buio, come quelli di un animale feroce. Ancora sentiva il peso del suo corpo quando l'aveva gettata sul letto e la sensazione del suo respiro sul collo.
E il momento, il preciso momento in cui aveva pensato che l'avrebbe baciata. Ne era stata assolutamente certa. Aveva chiuso gli occhi... poi tutto era andato male.
A distanza di due settimane si chiedeva ancora che cosa avrebbe fatto se l'avesse baciata davvero, e a distanza di due settimane il vuoto nello stomaco si ripresentava ogni volta.
Che sciocca, era ovvio che se l'avesse baciata avrebbe dovuto lasciarlo fare, non si sfuggiva ad un uomo come lui, non era un Lord Baelish da cui ci si poteva semplicemente ritrarre con un compíto "Mio signore"... Se l'avesse fatto sarebbe restata immobile, con gli occhi chiusi e la testa gettata all'indietro, finché lui avesse voluto.
"Dei!" un caldo improvviso le inondò le guance e riconobbe, chiara, un piccola fitta di rammarico per ciò che non era successo, ed ebbe paura di sé stessa.
Rovesciò dell'acqua nel piccolo catino sulla toletta e si sciacquò più volte il viso.
Cielo, non si era mai sentita così scombussolata... "Se n'è andato" si disse per tranquillizzarsi, ma sapeva che non era quello il punto. Fortunatamente nel giro di qualche settimana sarebbe stata sposata e allora tutte quelle sciocchezze si sarebbero dileguate dalla sua testa!
Bussarono «Sì»
«La sarta, mia signora»
«Oh sì, entrate» se ne era dimenticata.
Quella mattina, prima di uscire, le era stato detto che, nel pomeriggio, le sarte della regina sarebbero andate da lei.
Le donne entrarono e dopo gli inchini, si misero al lavoro.
Distesi sul suo letto c'erano una decina di rotoli di tessuto in tutte le declinazioni dell'oro.
Si avvicinò a sfiorare i broccati e i velluti, e si perse nella frivola bellezza dei dettagli.
Avevano iniziato a drappeggiarle addosso una lunga pezza di seta, quanto la regina entrò nella stanza.
«Maestà» si inchinò.
«Sansa, mia cara, come andiamo qui?» chiese con la tipica cadenza del sud che le veniva sempre quando ostentava cortesia.
«Molto bene maestà. Sono senza parole, questi tessuti sono stupendi!»
«Hai scelto questo?» le chiese.
«In realtà ancora no, mi farebbe piacere avere un vostro parere» spiegò. Non era proprio così, avrebbe potuto sceglierlo anche da sola, ma Cersei aveva recitato in modo così garbato, da voler prendere parte a quella interpretazione. Dopotutto era sola, senza famiglia, e quella era una piacevole finzione...
La regina si avvicinò e indicò un rotolo; una delle ragazze si affrettò a distenderlo sulla sua spalla, facendolo scendere sul davanti.
«Io direi questo, il colore le illumina la pelle»
Le venne da sorridere, perché era vero, le stava dando un consiglio sincero.
La sarta iniziò ad appuntare il tessuto e segnare misure, mentre Cersei andò ad aprire un baule contenete bordure di pelliccia, perle e morsetti dorati.
«La pelliccia no, non mi pare adatta, ma ci vorranno ricami d'oro e d'argento adeguati all'occasione. Le gemme le sceglieremo quando sarà terminato»
«Sì maestà» risposero le donne contemporaneamente.
«Il giorno del matrimonio guarderanno solo te, colombella»
La guardò attraverso lo specchio «Oh maestà, credo proprio che il giorno del matrimonio del re, gli sguardi saranno tutti per la sua sposa!»
La regina alzò un sopracciglio «Ma questo non è il vestito per il matrimonio del re. Questo è per il tuo matrimonio. È il tuo abito da sposa»
Si irrigidí completamente e il cuore le rimbalzò in gola.
«Il mio matrimonio? V-voi... lo sapete?»
«Certamente. Io, Joffrey, tutti quanti»
Non riusciva a deglutire «Oh... I Tyrell..»
«I Tyrell? Oh no Sansa, non quel matrimonio. Ser Loras non diventerà tuo marito, nonostante il loro commovente impegno nell'organizzare tutto in men che non si dica...»
Il cuore le batteva talmente forte che le sembrava stesse per andare in mille pezzi.
«E... e...» voleva chiedere, ma non le venivano le parole.
«Chi sarà tuo marito?» suggerì.
«Sì» ma temeva la risposta più dell'incertezza.
«Mio fratello Tyrion»
Le ginocchia le cedettero e si appoggiò ad una delle ragazze, che la sostenne.
«Lady Sansa state bene?» chiese questa, cauta.
«Lady Sansa è sopraffatta dall'emozione» rispose la regina «lasciateci»
Le donne abbandonarono le loro cose e uscirono velocemente dalla stanza.
Si appoggiò alla toletta, mentre la testa le girava vorticosamente e i pensieri si scontravano l'uno sull'altro. Ed ecco che Loras si infrangeva contro l'agognata libertà, e il ricongiungimento con sua madre si frantumava contro le estati assolate ad Altogiardino...
Ogni sogno si accartocciava sull'altro, come foglie d'autunno sotto gli zoccoli di un cavallo.
E il suo futuro, la sua felicità, si facevano polvere.
«Io non.. Io non...»
«Non preoccuparti Sansa, piangi pure, non c'è vergogna in questo. Se fossi al posto tuo probabilmente mi strapperei i capelli!»
«Ma... perché?» riuscì finalmente a dire.
«Semplicemente perché sei sotto la tutela della corona, e il re l'ha affidata ai Lannister; mio padre è a tutti gli effetti il tuo tutore e come tale può scegliere tuo marito, e l'ha fatto. Lo trovo eccessivo pure io... Tyrion è un mostriciattolo licenzioso, darti in sposa a lui è uno spreco terribile, ma così è stato deciso e posso assicurarti che non ci saranno pianti, digiuni, suppliche o minacce che possano cambiare la cosa»
Non era possibile, non era possibile... Era un incubo!
«Lady Margaery...» provò a dire, ma la regina la interruppe.
«Lady Margaery non ha voce in questo capitolo!» si guardò intorno «Non hai da bere qui?»
«C-c'è dell'acqua» balbettò.
«Acqua...» storse il naso, poi andò alla porta-finestra e guardò fuori «Capisco la tua delusione, avevi immaginato Loras Tyrell e ti ritrovi il Folletto, ma andiamo.. Sansa.. davvero credevi che lo avresti sposato? Non sei più la bambina del nord giunta qui due anni fa, non hai imparato nulla in tutto questo tempo? Se qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente non è vero!»
Era spietata, non provava nemmeno a farla sentire meno stupida, meno illusa.
E perché avrebbe dovuto? Era esattamente ciò che era: stupida e illusa!
«E se rifiutassi?»
«Non farà alcuna differenza, ti condurranno al tempio - dovessero trascinartici di peso - e ti uniranno a lui. Non sarebbe nemmeno la prima volta...» rifletté.
«E Lord Tyrion lo sa?»
«Certo. Anche lui era titubante, ma farà ciò che deve. Ad ogni modo al di là dell'aspetto, che capisco possa crearti non poca angoscia, Tyrion saprà servirti meglio di Loras Tyrell: mio fratello ha tanti difetti, ma contrariamente al cavaliere di fiori, nutre un genuino interesse per le tue parti intime...»
«Ma io non lo amo!» disse di getto, come se fosse stato un fattore importante che avrebbe potuto cambiare le cose.
La regina non riuscì a trattenere un sorriso di condiscendenza «Davvero pensi che l'amore abbia a che fare con il matrimonio?» lo sguardo che le indirizzò la fece sentire piccola piccola «Praticamente ogni unione fra individui che contino qualcosa in questo mondo, è scelta e combinata in base a una serie di motivazioni politiche, strategiche ed economiche, in cui il sentimento dei contraenti non viene tenuto in considerazione nemmeno per un momento» sembrò pensarci su «Se ti è di conforto, anche i matrimoni di libera scelta naufragano inesorabilmente dopo qualche anno...»
«Ma voi e re Robert..»
«Io e Robert ci siamo sposati per amore» disse senza alcun indugio «e se un giorno te lo chiederanno, anche tu risponderai la stessa cosa!» aggiunse piantando gli occhi nei suoi. «Una lady non si perde in lagne, non racconta agli altri i suoi dolori e le sue rinunce; le lamentele su quanto la vita è stata dura e ingiusta sono roba per puttane e mendicanti»
Si accorse di non riuscire più a stare in piedi e si lasciò andare sulla sedia: era davvero sopraffatta.
«Devi essere più forte Sansa, smettila di investire così tanto nelle illusioni. Devi renderti conto che granparte delle cose che desideri non accadrà mai. Guarda la realtà per quella che è e chiama le cose col nome che hanno, anche se non ti piace. Le persone non ti regaleranno mai nulla, e nemmeno la vita lo farà, certe cose semplicemente non possono essere, indipendentemente da quanto tu le voglia» guardò altrove, gli occhi verdi ammantati da un velo scuro.
Aveva tutto perfettamente senso, non solo quella conversazione, ma anche le altre avute in precedenza. Cersei era una finestra sulla realtà a cui, prima o poi, sarebbe stata costretta ad affacciarsi. Sapeva che aveva ragione, ma fra l'apprendere una lezione e il metterla in pratica c'era un'enorme differenza e tutta la razionalità del mondo non poteva aiutarla ad accettare un matrimonio con Tyrion Lannister. Forse la regina si era rassegnata alla delusione, ma lei non era certa di farcela.
Cersei le voltò le spalle e andò verso la porta.
«Come ci riuscite altezza?» le chiese prima che raggiungesse l'anticamera.
«A fare cosa?»
«Ad affrontare le cose con tale disprezzo, a vivere tutto con tanto... sdegno? Anche se siete la regina non potete fidarvi di nessuno; siete sola e trattate ogni giorno con uomini che vogliono dirvi cosa fare»
«Un leone non si preoccupa del parere delle pecore» rispose come se stesse citando un motto.
«..io non sono un leone...» rifletté piano.
«Lo diventerai presto! E comunque sei un lupo: hai il talento per sopravvivere»
Le ore successive erano passate in completa apatia. Non aveva nemmeno pianto. Non aveva fatto nulla. A che pro? Qualunque cosa facesse, per quanto si impegnasse, non avrebbe fatto alcuna differenza, non sarebbe mai stata padrona delle proprie scelte.
Per un attimo, quando si era ritrovata sola, aveva pensato di andare da Lady Margaery e supplicarla di aiutarla a lasciare la Fortezza, ma poi ci aveva ripensato. Innanzitutto era quasi impossibile riuscirci e poi non voleva esporla a un rischio simile. Per cosa? Dove mai sarebbe andata da sola? Non sapeva fare nulla, sarebbe durata un giorno, poi l'avrebbero riacciuffata.. o sarebbe morta. Doveva smetterla di nutrire fantasie...
Forse la regina aveva ragione, forse la vita era semplicemente una cosa orribile, niente di più.
Quando il paggio andò a chiamarla, lasciò la sua stanza e si diresse verso l'appartamento del Folletto, che le aveva fatto recapitare un biglietto in cui richiedeva di poterle parlare in privato, nel tardo pomeriggio.
Appena la porta si aprì, le andò incontro svelto, con la sua andatura trotterellante.
"Dei"
«Mia signora» disse con un inchino «grazie di essere venuta!» era estremamente gentile.
«Mio Lord Tyrion» rispose.
«Ho saputo che avete parlato con mia sorella..» iniziò.
«Sì, è venuta dopo pranzo»
«Bene, e vi ha dipinto con sufficiente chiarezza l'orrore che vi attende?» chiese ironico.
«È stata molto cortese, mi ha dato dei consigli...»
«Davvero?» sembrava sorpreso.
Annuì «Sì, ha detto che devo smetterla di illudermi»
«Mmm, saggio consiglio. Ma ricordatevi che l'illusione e la speranza sono due cose molto diverse. Illudersi non è un bene, ma la speranza... c'è sempre speranza» ci pensò «Beh, quasi sempre»
Lo guardò in silenzio.
«Ad esempio, non mi illudo che sarò mai alto e bello, ma ho speranza di riuscire comunque ad essere un buon marito!»
Taque.
«Voi non vi illudete che il futuro sarà facile, ma avete comunque speranza di essere felice!»
Taque ancora.
«Lo sapete vero Sansa, che potete ancora essere felice, nonostante questo, nonostante... me!»
La voce del Folletto aveva tremato in un modo strano e questo le fece alzare lo sguardo.
«Io.. lo spero»
«Esatto!» esclamò «Vedo che avete capito. Brava! Tenetelo sempre a mente Sansa: sperare non vuol dire illudersi»
«Sì mio lord»
«Vi prego, chiamatemi Tyrion, per come la vedo io fra moglie e marito non può esserci tutta questa formalità»
«Ci proverò»
«Bene. Saliremo un gradino alla volta. Adesso sei spaventata perché vedi il Folletto ma... beh magari con Tyrion andrà meglio; conoscersi è il primo passo» prese il calice e se lo portò alle labbra, poi si fermò «vuoi da bere?»
«Avete della limonata?» chiese.
Arricciò le labbra «Ehm.. temo di no, ho solo del vino...» poggiò il calice «Ecco la prima cosa: limonata! Me ne ricorderò!»
Accennò un sorriso, non si sentiva veramente meglio, ma quell'uomo ce la stava mettendo tutta per rendere la cosa il più sopportabile possibile «Penso... penso che assaggerò il vino»
Sul viso del Folletto si allargò un sorriso sghembo «Bene!» e le versò da bere.
Prese il calice e guardò in giro: Tyrion Lannister non sarebbe stato la sua prima scelta, né la seconda, né la terza, probabilmente non sarebbe stato nemmeno la decima, ma era quello che le era toccato, e benché nemmeno lui sembrasse desideroso di sposarla, si stava dando da fare ben oltre ciò che il suo ruolo imponesse; era giusto che anche lei facesse la sua parte «Questi libri sono tutti vostri?»
«Sì»
«Dovete essere un buon lettore!»
«Oh sì, è la mia attività principale, nonché quella che amo di più oltre a... ehm... bhe, la filantropia»
«La filantropia?»
Fece una risatina nervosa «Sì... e... a te piace leggere?»
«Oh sì, ma non ho mai letto tomi così alti. Come mai vi appassiona tanto?»
«Leggere equivale ad apprendere, apprendere equivale a conoscere. E la conoscenza è la più grande risorsa che si possa avere. Possono portarti via titoli, ricchezza, affetti, ma non potranno mai toglierti quello che hai imparato, sarà sempre lì, nella tua testa, pronto a venirti in aiuto quando ne avrai bisogno! È un mezzo prezioso, soprattutto per quelli come noi»
«In che senso?»
«Io sono un nano, tu sei una donna, non abbiamo forza fisica o particolare destrezza, ma abbiamo la nostra testa. È la nostra arma migliore, fra le poche che abbiamo!»
«Oh sí, la regina mi ha elencato le altre»
«La regina?»
«Sì. Mi ha spiegato che le armi migliori di una donna sono le lacrime e... ehm, beh... un'altra cosa» arrossì.
«Ah sì... mia sorella è sempre stata più che altro portata nell'utilizzo... dell'altra»
Le scappò un sorriso.
«Tu, invece, come passi il tuo tempo?»
«Sono piuttosto brava a ricamare e a cucire in generale... E come vi ho detto leggo!» aggiunse «...certo, non quanto voi..»
«E che cosa?»
«Oh, temo di aver letto tutti libri piuttosto stupidi...»
«Esistono libri stupidi?»
«Sì: raccolte di ballate, canzoni e racconti di fate, cavalieri, draghi, unicorni... Nobili principi con spade incantate e beh.. un gran numero di sciocchezze immagino»
Il Folletto la guardava con gentilezza, non capiva se fosse perché la compativa o perché gli ispirava simpatia.
«Robe da ragazzina..» concluse.
«Beh, è quello che sei. Ma puoi sempre provare a leggere qualcosa di più impegnativo, se ti va»
Era cortese, Tyrion Lannister; era brutto, sgraziato, nano, ma era cortese, una qualità che apprezzava moltissimo!
«Consigliatemi voi»
Sembrò lusingato da quella richiesta «Con piacere.. Dunque, storia: tutti dovrebbero conoscere la storia, serve affinché gli errori del passato non siano ripetuti - o almeno così dovrebbe - Sei pratica?»
«Conosco molto bene la storia del Nord; della mia casata e dei suoi baroni. Dai Primi Uomini ai Targaryen»
«Bene, è un'ottima partenza. E degli altri regni?»
«Gli ho studiati tutti, ma non ho mai approfondito» riconobbe.
«Beh, dato che a breve diventerai una Lannister, direi che potrebbe non essere una cattiva idea iniziare dalle storia della nostra adorabile famiglia. Ti piacerà...» disse porgendole un tomo legato di rosso vivo «...potresti perfino ringraziare gli Dei di averti fatta nascere Stark» ironizzò.
Prese il libro e accarezzò la copertina "Storia dei Lannister e delle principali famiglie dell'ovest".
«Selezionerò qualche altra lettura, per quando avrei finito quello. Vedrai che sarai ben preparata»
«Per cosa?»
«Per tutto! La conoscenza è basilare. Le persone che conosci - quelle che sono al comando - è tutta gente d'azione che crede di avere la saggezza per diritto di nascita! Ovviamente non è così. Non studiano particolarmente e se lo fanno si limitano a una spolveratina generale; non approfondiscono, hanno i Gran Maestri, si fidano delle loro conoscenze, pensano di non aver bisogno d'altro. Per questo commettono tutti quegli errori. Guarda mia sorella: è sveglia, intuitiva, ma non ha studiato abbastanza... e si vede!» le si avvicinò «Non è nemmeno colpa sua, si è sposata molto giovane»
«Anche io mi sposerò giovane» disse senza poter nascondere il rammarico.
«Ma tu non sposerai Robert Baratheon, tu sposerai me!»
C'era stato un guizzo nei suoi occhi, forse anche nella voce. Una specie di vanto per il fatto di essere intellettualmente superiore a tutti quegli uomini che lo avevano sempre disprezzato. E anche la convinzione che forse, in qualche modo, sarebbe stato un marito migliore di ognuno di loro...
Non era certo un uomo umile, il Folletto. Ma forse si poteva fare a meno dell'umiltà, purché si sapesse cosa si stava facendo!
Abbassò lo sguardo e rise «Posso portarlo via?» chiese indicando il libro.
«Certo, purché tu mi prometta che verrai a leggerlo qui»
Annuì imbarazzata. Anche se stava per sposarlo, certe confidenze le davano fastidio.
«Fra quanto ci sarà il matrimonio?» domandò per nascondere il disagio.
«Ho sentito dire dieci giorni, o forse quindici... Il re si sposerà alla fine del mese e per allora il nostro sarà già stato celebrato»
Rimase un po' imbambolata, senza sapere cosa dire... Cosa si poteva dire di fronte a un evento tanto indesiderato quanto inevitabile?
Forse lui se ne accorse, perché fece un passo avanti «Andrà tutto bene Sansa. Ce la metterò tutta, te lo giuro!»
«Lo so» rispose, e lo pensava davvero.
