Strangers in the Night (Foxtrot)
Personaggi: Camus, Milo, Kanon, Rhadamanthys | Cronologia: ottobre 1988
Camus era sempre stato uno straniero, a Londra più che altrove; ma Milo gli cingeva ora le spalle: bastava a rendergli il piovasco familiare, la foschia invitante.
Nella ballroom fumosa, d'altri tempi, s'intrufolò con loro un po' di nebbia della notte a Camden.
In un vecchio foxtrot, Rhadamanthys e Kanon si stringevano con la delicatezza di due novelli amanti che s'erano fatti già morire. Non c'era dubbio su chi conducesse.
Come uno sconosciuto seducente, Milo sorrise a Camus, lo invitò ballare – ma lo abbracciò con la tenerezza degli anni passati, degli anni a venire, d'una vita insieme; si lasciò portare.
Note:
*Strangers in the Night è una di quelle vecchie canzoni oggetto di lunghe dispute legali per stabilire a chi ne spetti il merito - ed i diritti d'autore! In ogni caso, la reiterazione più famosa è quella del 1966 di Frank Sinatra. Che faccio, mi metto a tirar dentro le canzoni, ora? No, no, mi mantengo ancora sul filo del rasoio dell'onestà intellettuale, perché si tratta appunto di un foxtrot. Ora, io consiglio a tutti di fare quello che ho fatto io per diverse ore: chiedete a Google o a Youtube e guardatevi ore ed ore delle finali sia Europee sia Statunitensi di qualche gara agonistica di foxtrot - li raccomando entrambi perché ci sono delle marcate differenze di stile, al punto che potrebbero essere considerati due balli diversi, ma sulla stessa musica in 4/4. Da molti critici il foxtrot è considerato una variazione "smooth" sul valzer. C'è un abbandono nel foxtrot, un languore assai teatrale.
