Robert si mise lo zaino in spalla e controllò per l'ultima volta la pistola nella fondina, nascosta dall'ampio giaccone. Prese un respiro e uscì dalla casa, dirigendosi a passo svelto verso Nord su Zoso Road. La notte ancora giovane era fredda, il cielo coperto da nubi chiare che risaltavano sullo sfondo di pece. Si alzò il colletto, proteggendosi dal vento leggero ma gelido che spirava tra le vie di Storybrooke. Il parcheggio degli autobus era già in vista.
Abbassò lo sguardo per cercare una sigaretta nelle ampie tasche del giaccone. Dovette tastare per un po', ma alla fine ne trovò una, poco più che un mozzicone, e la accese, aspirando con voluttà la nicotina.
Poi la sigaretta cadde a terra, abbandonata, un tizzone arancione nel buio che rotolò via, sospinto dal vento.
Uno stridio di gomme, e la strada tornò vuota e silenziosa.
Il fuoco crepitava nel cassonetto, decisamente troppo vicino. Emma strattonò ancora quelle mani forti che le tenevano i polsi dietro la schiena, ma stavolta comparve un coltello a minacciarla sfiorandole la gola, e desistette, la paura che le scorreva come ghiaccio nelle vene.
«Sai una cosa, uccellino? Non mi importa chi sei tu per le Mills. Sei venuta fin qui per una di loro, e tanto basta.» Pan fece un cenno al tizio che la teneva ferma. «Buttala nel cassonetto.»
Emma spalancò gli occhi.
«No!»
Cercò di divincolarsi da quella presa ferrea ma qualcuno le alzò le braccia dietro la schiena di scatto, strappandole un grido di dolore. Attorno a lei, i compari di Pan iniziarono a battere i piedi a terra.
«Nel fuoco! Nel fuoco!» Un coro sinistro, troppo perfetto per essere il primo nel suo genere. Il ragazzo la costrinse ad alzarsi e la spinse verso il cassonetto in fiamme. Il calore le pizzicò il volto, vide un capello dissiparsi in una fiamma esile. E le parve di scorgere delle ossa nel cilindro di metallo.
«Nel fuoco! Nel fuoco!»
«Posso consegnarti Cora!» urlò.
Cadde il silenzio, improvviso e freddo come una ventata d'inverno. Il ragazzo smise di spintonarla, ma il calore delle fiamme continuò a bruciarle il viso. Incontrò lo sguardo ardente di Pan.
«E come?» sibilò.
Emma deglutì, tremante.
«È mia suocera. La conosco. Posso…»
Pan scoppiò a ridere.
«Tua suocera?» Rise ancora, tanto da piegarsi sulle ginocchia, il viso rosso, imitato dai suoi compari. «Oh, poverina! Meglio il fuoco, no? In fondo, sono un tipo compassionevole, non trovi?»
Non aveva tutti i torti, comunque, considerato che era stata proprio lei a mandarla lì a morire.
«Appunto, posso portartela dove vuoi. So come convincerla.» Non era esattamente vero, ma tanto valeva tentare.
Sostenne lo sguardo di quell'adolescente psicopatico per un tempo che le parve infinito. Peter fece per parlare, ma una voce conosciuta lo anticipò.
«Ehi, Pete, come butta?»
Si voltarono tutti, Emma compresa, verso il proprietario di quella voce, che mise su un sorriso poco convinto. «Vedo che sapete ancora come si fa festa.»
«Willie!» Pan si raddrizzò e allargò le braccia. Lui e Scarlett si scambiarono un lungo abbraccio sotto lo sguardo esterrefatto di Emma. «Non passi mai, stronzo!»
«Il lavoro mi tiene impegnato.»
«Ho sentito che te la fai con la concorrenza…»
Will batté una pacca sulla spalla di Pan.
«La vecchia stronza mi ha incastrato, aspetto solo il momento giusto per filare via. Magari questa è l'occasione giusta.» Accennò ad Emma con uno scatto della testa. «Quella lasciala stare. Cora ti appende per le palle alla torre dell'orologio se la tocchi.»
Emma posò un ginocchio a terra, cercando di bilanciarsi nonostante la pressione sulle braccia doloranti mentre i due parlavano. Dubitava che Scarlett stesse dicendo la verità. Anzi, era assolutamente sicura che non lo stesse facendo, considerato perché era finita in quel casino, quindi quel tipo era lì per darle una mano, o non si spiegava.
«Se tiene a lei, allora abbiamo una leva…»
Will scosse la testa.
«No, Pete, per niente. La odia, ma è la moglie della figlia, quindi dovrebbe comunque vendicarla.»
Pan sbuffò, come un bambino capriccioso.
«Ma ci stavamo divertendo così tanto…»
«È la vita amico mio, che ci vuoi fare? Fidati di me, lasciala andare. Facciamoci una birra insieme, che dici? Ho portato un po' di roba per sballarci.»
Grida di giubilo si levarono da quel gruppo di debosciati.
«Mollala, Felix.»
Pan fece un cenno con la mano e il ragazzo che la teneva ferma mollò la presa di colpo. Poi il capo della banda si avvicinò a lei, un sorriso a incrinargli il viso.
«Vola via, uccellino. Magari ci rincontreremo.»
Emma scattò in piedi, allontanandosi da lui. Lanciò un'occhiata piena di gratitudine a Will, poi corse via, più veloce che poteva.
