Capitolo 13: La foresta congelata
Dopo la battaglia di Bright Moon, gran parte dei problemi si erano risolti e la situazione si era abbastanza calmata… Ma il Bosco dei Sussurri non era tornato al suo stato naturale. Quest'ultimo era rimasto allo stesso modo di come era diventato a causa del Black Garnet: congelato. Quanto ci sarebbe voluto per rivederlo di nuovo rigoglioso? Forse un paio di giorni… Settimane… Mesi… Anni. Chi mai poteva dirlo con sicurezza?
Di tutto ciò però, una cosa era sicura: l'Orda avrebbe sfruttato il fatto finché ne avrebbe potuto. Proprio per questo, un esercito di robot nemici stava sparando ed avanzando verso il castello. Con la strada spianata, non ebbero molti problemi a muoversi per numerosi metri. Senza il bosco però, chi poteva difendere Etheria dalla distruzione? Bè, per cominciare… Perfuma. «Ehi, facce di robot! Attenti a dove andate!» gli urlò la ragazza, legando tre dei mech con le sue liane e per poi lanciargli via.
Perfuma avrebbe dovuto calibrare meglio il punto in cui sarebbero potuti atterrare i robot… Visto che iniziarono a piombare verso quel pover'uomo di Bow, intento a scoccare frecce a destra e manca. «Arrivano!» avvertì lui appena gli notò, scansandosi dalla traiettoria all'ultimo. Atterrati, due androidi si conficcarono a terra mentre il terzo iniziò a rotolare stile palla da bowling verso l'indifesa Frosta, troppo occupata a prendere a pugni gli avversari robotici con i suoi guantoni di ghiaccio. Quando però gli notò, si mise in posizione di difesa: inutile. «Ci penso io!» urlò Mermista giunta al momento giusto di fronte a lei per spostare il percorso della palla gigante. Il mech atterrò così qualche metro più in là, venendo infine definitivamente distrutto da una freccia del ragazzo. La situazione si poté dire tranquillo in quel momento. «Scusa Frosta!» disse Perfuma giungendo al gruppo. «Oh… La Principessa dei Fiori non sa mirare.» scherzò la Salineana. «Cosa!?» sbottò la bionda con un leggero rossore d'imbarazzo sul volto «Io… Ci sto ancora lavorando.». Mermista avrebbe voluto ancora prenderla in giro, ma un robot che giungeva alle spalle gli fece capire che era ora di tornare al lavoro. «Attenti!» urlò Frosta a Bow e Perfuma, girati di spalle verso il nemico. I due avvisati non fecero in tempo a voltarsi che sulla palla malvagia apparve Glimmer che, con un «Ci penso io!», sparì assieme al nemico. Riapparve in cielo, mollando l'androide, e successivamente di nuovo dal gruppo per assistere l'avversario saltare in aria. «Grazie per essere… Piombato qui!» commentò la principessa rosa con un largo sorriso. «Piombato qui! Perché lo hai fatto piombare dal cielo!» scoppiò a ridere Frosta. La ragazza perse il suo sorriso, soprattutto quando la bambina gli diede una pacca sulla schiena con il suo guantone di ghiaccio.
Da qualche parte in una zona sconosciuta, una fila di robot dell'Orda fatti a pezzi segnava la strada per l'entrata di una grotta. Sembrava il set di un film horror a causa dell'aria inquietante che trasmetteva il posto, ma renderlo comunque un posto abbastanza sicuro c'erano… She-Ra e Infinite! Ebbene, la bionda stava mazzolando gli avversari con la sua spada, con cui aveva imparato a cambiargli forma, ed il ragazzo, divenuto un grosso Yeti alieno bianco, grigio e blu, si stava impegnando a fulminargli. Lo scontro fu troppo facile per i due… Anche se la guerriera trasformò la sua arma in una semplice tazza. «Non avrei mai pensato che una tazza potesse far male.» commentò l'alieno. She-Ra alzò gli occhi al cielo, ma delle voci familiari attirarono la loro attenzione. «Smettila di pensare Tennyson! Sappiamo tutti che è una cosa che tu non sei in grado di fare!» tuonò l'accento maschile. La seconda voce, che si rivelò femminile, invece scoppiò a ridere «Simpatico poi, Adora, che tu possa cambiare l'aspetto del tuo giocattolo.». I due adolescenti si guardarono attorno, ma non abbastanza da notare due figure su un ramo: Catra e Ultra Kevin. La gatta saltò silenziosamente a terra e l'Osmosiano mutato sprofondò nel terreno come un fantasma: fu così che riuscire a mettere a segno un attacco a sorpresa. I due eroi caddero a terra, ma si rialzarono subito a terra giusto in tempo per schivare il secondo attacco. Vari colpi emisero i buoni che purtroppo, tra l'agilità di Catra ed il fatto che Ultra Kevin fosse in grado di usare gli stessi poteri del ragazzo, andarono a vuoto. Gli adolescenti si trovarono ora divisi dai loro avversari: lo scontro 1 contro 1 era iniziato.
She-Ra cercò di far tornare la sua arma allo stato originale per infliggere più danni, ma quello che ottenne fu solo un flauto. «Lo hai fatto apposta? Perché se è così… È un'arma terribile!» schernì Catra. «Non lo è!» ribatté la guerriera cercando di colpirla. La gatta schivò l'attacco senza problemi e riuscì pure a spingere via la bionda. Se la rise… Ma smise subito appena se la vide tornare alla carica.
Shocksquatch stava emanando dell'elettricità per tenere a distanza di sicurezza quella mostruosità che era Ultra Kevin. «Andiamo Kevin... Smettila di fare l'idiota!» ringhiò il Gimlinopithecus . «Oh… E perché dovrei darti retta? Perché sei "l'eroe"?» ribatté il mutante. «Sai che non è per quello.» chiarì in tono serio lo Yeti. «Zitto Tennyson! Tanto non puoi vincere: io ho tutti i tuoi poteri!» urlò l'avversario spalancando le ali da Necrofriggian, rivelando interamente il suo corpo formato da varie specie aliene. «No, Kevin. Tu ne solo una gran parte ma… Non tutti.» sorrise Shocksquatch, accecandolo con il lampo d'oro della trasformazione.
Uno dei tanti robot dell'Orda stava sparando ai membri della Ribellione. Essendo troppo occupato a fare il suo lavoro, non fece caso che, qualche metro più in là, si trovava Glimmer. La principessa evocò il suo scettro pronta a distruggerlo, ma una voce al suo fianco la interruppe. «Come ci sei riuscita?» domandò di colpo Frosta facendo perdere qualche anno di vita alla ragazza. «Puoi teletrasportare quello che vuoi? Anche un cannone? Posso creare palle di cannone di ghiaccio!» continuò la bambina imperterrita. «Cosa? No, solo il bastone… Era di mio padre.» iniziò a spiegare la principessa rosa, lanciando poi un sospiro di esasperazione e continuando «A dire il vero, avrei parecchie cose da fare qui… Ti dispiace?». Tornò così l'adolescente a preparare il suo colpo, venendo di nuovo interrotta dalla piccola che la batté sul tempo: il robot venne fatto allo spiedo. «È più efficace se gli colpisci nell'Unità d'Elaborazione Centrale.» affermò Fostra. Glimmer ne aveva abbastanza «Lo so! Stavo proprio per…». «Ehi, ce n'è un altro! Andiamo a prenderlo!» esclamò felicemente la Principessa dei Ghiacci, correndo verso il nuovo androide. La ragazza infine lanciò un urlo di frustrazione verso il cielo.
Ultra Kevin si coprì gli occhi per la troppa luce, ma quando tolse le braccia non vide più nessuno di fronte a lui. «Dove sei finito Tennyson!?» tuonò l'Osmosiano indietreggiando. «Dietro di te.» rispose una vocina meccanica. Il mutante spalancò gli occhi: sapeva benissimo in cosa si fosse trasformato. Si girò di scatto cercando di colpire il suo avversario, ma il colpo andò a vuoto. «Mancato.» schernì l'alieno fulminando il bestione. L'ex amico si riprese dal colpo e ritentò a colpire il microscopico insetto/robot. «Mancato di nuovo.» scherzò ancora Nanomech, rifulminando Ultra Kevin. La situazione andò avanti così per qualche minuto, poi il mutante cadde in ginocchio per riprendere energia. «Ti arrendi?» domandò sorridendo l'alieno bionico di fronte al bestione. «Mai!» gridò il nemico. «Risposta errata.» commentò il piccoletto per poi fulminandolo. Ultra Kevin ormai era stremato e Infinite, tornato normale, aggiunse «Come ti ho detto in passato Kevin, hai i miei poteri in un unico corpo… Ma valgono un decimo dei miei.» e concluse tirandogli un calcio in pieno volto. L'Osmosiano cadde a terra sconfitto… Dissolvendosi.
Catra fu buttata violentemente a terra da She-Ra. La guerriera la tenne ferma al suolo, indecisa su cosa fare adesso. «Che cosa aspetti? Vuoi suonarmi una canzone con quell'affare?» schernì la gatta. Quella frase irritò la bionda. Fu così sul punto di sbattere il flauto contro il volto dell'ex amica… Ma all'ultimo si fermò. Non aveva realmente il coraggio di farlo… Non dopo tutto il tempo che aveva passato assieme a lei. «Sapevo che non potevi farcela.» disse Catra dissolvendosi con l'ambiente attorno.
Ebbene, l'intera battaglia non era stata reale… Era sola una simulazione programmata da Light Hope all'interno del faro. She-Ra si rialzò in piedi e tornò normale, con uno sguardo di delusione verso sé stessa. «Non importa Adora… Ci vuole un po' per accettarlo.» consolò Ben, avvicinandosi alla bionda e posandogli una mano sulla spalla. «Devi proprio renderla così perfida?» domandò Adora ignorando la consolazione. Benjamin sapeva la riposta, ma di infierire non ci teneva. Al contrario, Light Hope, che apparve a fianco a loro in quel esatto momento, girò il coltello nella piaga «La simulazione è progettata per una totale accuratezza: colei che chiami Catra… Non è perfida?». «No, lo è.» mormorò tristemente l'ex soldatessa. L'ologramma a quel punto si mise anch'essa a consolare… Più o meno. «Forza… Forza…» incitò lei sbattendo la mano attraverso la testa di Adora mentre quest'ultima ed il ragazzo gli lanciavano uno sguardo confuso.
«Povero bosco…» iniziò tristemente a dire Perfuma facendo rinascere un germoglio morente «Non sarà n grado di ricrescere se i robot continueranno ad attaccare.». Poteva sembrare stupida quell'apprensione verso una foresta, ma per la Ribellione no: niente Bosco dei Sussurri, niente difese se non loro. Con questo pensiero, Bow stava analizzando uno degli androidi sconfitti. Stava cercando di capire se ci fosse un modo o un qualcosa che potesse mandare al tappeto più mech da combattimento in un colpo. La sua ricerca però, fu stoppata bruscamente da Frosta, che sfondo con un pugno ghiacciato il robot che l'arciere stava osservando. «Ehi! Io lo stavo studiando!» gli riferì il ragazzo abbastanza scocciato. «Non c'è di che!» gli disse la bambina andando poi via per cercare qualcos'altro da distruggere. Bow la lasciò perdere, tornando a guardare ciò che rimaneva del robot.
«Ci siamo addestrati con te per un mese e non siamo migliorati.» informò Adora con leggere frustrazione. «A parte Benjamin che è rimasto al livello di partenza, quest'ultima tua performance in effetti era molto peggiore.» confermò l'ologramma. Sul serio? L'unica cosa che poteva dirgli era che facevano pena? Per Ben era come sentire parlare Azmuth! «Vi prego non fateci caso: il mio protocollo di imitazione umana è ancora in fase beta.» continuò Light Hope nel tentativo di riparare il danno appena fatto, aggiungendo anche sorridente «Dovrei sorridere di più.». «No, non sei tu.» gli disse il ragazzo. «È Catra. Lei è nella… Mia mente.» spiegò la bionda con una leggera rabbia sul volto. «Ha accesso al tuo Maine Frame?» domandò la donna virtuale. «Non intendeva letteralmente.» chiarì il portatore dell'Ultimatrix. «Quando cresci con una persona… Sa come premere i tasti giusti.» disse Adora. «Posso capirlo… Anch'io ho i tasti.» la consolò Light Hope, ancora non capendo che non stava parlando letteralmente. Adora e Ben non poterono fare a meno di sorridergli. «Avete fatto molta strada, ma c'è ancora molto da fare. Dovete imparare a controllare le vostre emozioni o sarete destinati a ripetere gli errori dei vostri predecessori.» affermò l'ologramma. «Nessuna pressione, eh?» scherzò Benjamin. «Altroché se c'è pressione. Forse non era chiaro?» domandò la donna virtuale. I due ragazzi persero il sorriso: possibile che non si potesse scherzare? «No… Tutto chiaro.» rispose la bionda. «Molto bene. Dovete imparare con la pratica.» commentò Light Hope per poi sparire. Adesso? Niente… Un'altra esercitazione.
Pensavate che solo Adora e Ben si stessero allenando? Bè, sbagliate. Anche nella Zona della Paura stava avvenendo un'esercitazione: Lonnie, Kyle e Rogelio contro i robot. Gli avversari iniziarono le danze con i classici laser, schivati goffamente dai ragazzi ed agilmente dalla lucertola. Altri proiettili giunsero da tutti i fronti, che colpirono il biondo ma che non stopparono l'avanzata della ragazza e del rettile. Proprio quest'ultimi misero a segno una combo: Rogelio fece da trampolino a Lonnie che a sua volta colpiva con il bastone i due mech, mandandogli al tappeto. Atterrò così lei vittoriosamente, ma degli improvvisi terremoti attirarono la sua, più quella degli altri, alle sue spalle. Tutti e tre si voltarono e poterono scorgere due robot da combattimento alti una decina di metri: le rappresentazioni di She-Ra e Infinite. I due nuovi e grossi avversari iniziarono a far cadere una pioggia di laser. Lonnie e Rogelio schivarono il pericolo mettendosi dietro ai due rottomi, ma Kyle… Kyle si fece colpire nel giro di mezzo secondo ed iniziò a chiamare la resa. Normalmente la sua richiesta non sarebbe stata accettata, ma oggi era il suo giorno fortunato: i due androidi si spensero e le luci illuminarono il campo d'addestramento, rivelando Catra appollaiata su un finto albero. «Chi sa dirmi che ha fatto di sbagliato Kyle?» interrogò la gatta. «Da dove cominci?» domandò invece Lonnie, uscendo allo scoperto assieme a Rogelio. «She-Ra e Infinite sono troppo forti per essere sconfitti con la sola forza, ma sono lenti e facili da manipolare.» spiegò il Capitano dell'Esercito, schioccando poi le dita per far ricominciare l'allenamento. Fu così che i due robot vennero rimessi in moto. «Di nuovo!?» esclamò Kyle mettendosi al sicuro. La ragazza, anche se non l'avrebbe ammesso mai, era come il biondo in quel momento: affrontare gli androidi normali gli andava bene, ma affrontare quelli in versione super potenziata ed alti due chilometri… Anche no. Per fortuna, non dovevano combattergli loro questa volta: ci pensava ora Catra. La gatta saltò sulla gamba di Metal Infinite, sfasciandogliela un po' per tenerlo fermo, e poi si arrampicò verso la cima. Metal She-Ra, essendo programmata per quello, sparò per colpire l'avversario: mandò così al tappeto il collega. La ragazza saltò poi, proprio all'ultimo, sull'occhio del mech rimasto in piedi, strappandolo via e mettendo al tappeto anche lui. Lo scontro era terminato. «Aggiustateli… E poi ricominciate.» ordinò Catra buttando di fronte ai tre soldati increduli il sistema di visone del robot.
Catra era uscita dalla zona d'addestramento ed ora stava camminando per i corridoi. Poté scorgere due soldati chiacchierare tranquillamente che, appena la videro, si zittirono e la lasciarono la strada aperta. La gatta non disse nulla e passò indifferentemente tra loro, ma un sorriso compiaciuto gli si formò sul volto.
Con questo buon umore, giunse al laboratorio di Entrapta. Fu così che perse il sorriso per uno sguardo confuso nel vedere la stanza improvvisamente riempita da ciarpame. «Eh… Cos'è questa robaccia?» domandò Catra guardandosi attorno. «Non è meraviglioso?» chiese invece la scienziata voltandosi verso di esse «Sono appena arrivate delle cose dal mio castello!». Il Capitano dell'Esercito non sembrava molto convinto di questa pattumiera e lo fu ancora meno quando un piccolo cagnolino gli fece prendere un infarto. «Sì, meraviglioso… Quali sono le notizie del bosco?» interrogò la gatta per non dover incontrare altri "animaletti". «Oh! Ne ho appena ricevute da uno dei miei robot!» esclamò Entrapta accendendo gli schermi e sedendosi poi sul divanetto viola a fianco di Scorpia. Le tre poterono così iniziare ad osservare la situazione: Perfuma e Mermista che sfasciavano in mille pezzi vari robot. «Potrei di certo fare delle migliorie.» commentò la Tecno/Principessa, «Non importa. Manderemo altri robot… E dopo altri ancora. Saranno così occupati a difendere i loro alberi che conquisteremo l'intero pianeta prima che se ne rendano conto.» tranquillizzò il Capitano dell'Esercito con un largo sorriso. Entrapta però aveva in mente un'altra idea. Prese in fretta con i capelli un cristallo degli Antenati e, con un sorriso malvagio, disse «Io avrei ho un'idea anche migliore!».
Per oggi l'allenamento dei due eroi era finito. Passando per la solita rampa, Adora e Ben uscirono dal faro, anch'esso congelato, per iniziarsi a dirigere a Bright Moon. Il ragazzo era già sul punto di trasformarsi in Bestiale per tornare, ma qualcuno gli aveva battuti sul tempo: Swift Wind. Il cavallo alato era lì fuori ad aspettargli. I due adolescenti gli sorrisero e salirono in sella, pronti per tornare al castello.
Bright Moon non era ancora messa a posto. Si potevano ancora notare segni di crepe e bruciature quasi in ogni angolo dell'edificio. Come sarebbe stato se i due a cavallo della bestia alata non fossero stati presenti? Di certo al suo posto ci sarebbero state delle rovine… O forse proprio nulla. Nessuno dei tre volle pensare a questa possibilità. Quello che contava ora è che stavano tutti bene e la situazione non era critica.
«Dovevate vedermi! Con la Pietra Lunare super caricata, ero molto più potente! Ho fatto fuori almeno cinque robot!» raccontò tutta contenta Glimmer ai due eroi appena giunti. «Proprio come il giorno prima… Ed il giorno prima ancora…» commentò Bow serio e fermandosi dal camminare. «Allora? Che cosa dovremmo fare? Non combattere i robot?» iniziò a domandare la principessa voltandosi «Dobbiamo proteggere il bosco! L'Orda continuerà a guadagnare terreno finché non ricrescerà!». «Lo so, ma quanto possiamo continuare così?» si spiegò l'arciere, porgendo poi lo sguardo a Adora e Ben «Avete imparato qualcosa di nuovo da Light Hope?». «Io… No.» rispose nervosamente il portatore dell'Ultimatrix. «Io sto migliorando molto nel trasformare la mia spada... Guardate.» disse invece la bionda. Estrasse così l'arma magica per fare la dimostrazione, ma… Divenne una semplice brocca. «Una brocca… È davvero utilissima.» commentò ironicamente Bow, non volendo offendere l'amica. «Certo… Faremo un pic-nic quando il bosco sarà ricresciuto.» specificò Glimmer con tono frustrato. «Trasformala in un pugnale!» suggerì una voce improvvisa. I quattro adolescenti ebbero un infarto e, voltandosi, si trovarono Frosta. «Hai visto come ho steso quel robot con i pugnali di ghiaccio?» aggiunse subito la bambina con un largo sorriso. «Da dove sei sbucata?» interrogò infastidita la principessa rosa. «Sono stata qui tutto il tempo.» rispose la bambina, confusa dal fatto che non si fossero accorti di lei. Glimmer scambiò qualche sguardo verso il terzetto dietro di lei per la conferma che stesse parlando sul serio: tutti alzarono le spalle. La principessa di Bright Moon lasciò stare l'argomento «Bè… Dobbiamo andare. Abbiamo una riunione molto importante…». «Il Consiglio di Guerra? Sto andando anch'io! Meglio se vi sbrigate o farete tardi.» interruppe la bambina per poi correre alla riunione. L'adolescente si stava innervosendo a quella piccola peste. «Allora abbiamo un nuovo ingresso nella Squadra Migliori Amici.» prese in giro Bow appena Frosta sparì dalla loro vista. «Sta zitto!» sbottò Glimmer.
La Sala Riunioni non era mai stata così piena dalla rottura della prima Alleanza. C'erano molti più volti nuovi dalle precedenti volte: Mermista, Swift Wind… Perfino Castaspella! E qual era la parte migliore? Non erano ancora arrivati tutti! Tra quelli che dovevano ancora giungere c'era Perfuma che, quando entrò, vide la sua sedia occupata dalla Principessa dell'Acqua. «Scusa, ma credo che quello sia il mio posto.» disse cortesemente la bionda. «Già. Ogni tanto non trovi sia utile cambiare prospettiva?» schernì Mermista con un sorrisetto. La principessa di Plumeria si infastidì leggermente ma non disse niente: semplicemente si sedette sulla sedia a fianco. Arrivò dopo anche la Squadra Migliori Amici. «Zia Casta! Sei venuta!» esclamò Glimmer. «Non me lo sarei mai perso, carissima. Il primo Consiglio di Guerra della nuova Alleanza: è così eccitante.» disse la maga sorridendo. «Peccato che tu non abbia partecipato alla battaglia quando l'Alleanza è stata formata.» la fermò Angella con tono polemico. «Sapevo che l'avresti tirato in ballo.» ribatté la donna. «Abbiamo molto di cui discutere. Signori, prego, sedetevi» ignorò la regina, iniziando la riunione. Tutti si sedettero… Anche Frosta a fianco a Glimmer, con quest'ultima con un po' d'esasperazione. «Swift Wind, che notizie porti dalla tua ricognizione nell'Ovest.» domandò la donna alata al magico cavallo. «L'Orda ha guadagnato altro terreno nella zona ma, con l'aiuto di Netossa e Spinnerella, le nostre forze sono riuscite a riprendersi Thaymor… Di nuovo.» rispose il cavallo, per poi cambiare totalmente argomento «Inoltre, perché non ho una sedia? Se tutti gli altri hanno una sedia, anch'io voglio una sedia.». «Una sedia? Ma certo… Me ne occuperò io.» affermò la sovrana, tornando poi alle cose serie «Comandane Glimmer, com'è la situazione nel Bosco dei Sussurri?». La principessa in questione si alzò e rispose sorridente «Sono lieta di riferire che stiamo gestendo i robot e proteggendo il bosco mentre ricresce… Cosa che sta accadendo molto lentamente.». «Magari è il momento di smetterla di combattere ed iniziare a curare.» teorizzò Perfuma «I miei poteri non sono abbastanza forti da far ricrescere un bosco da sola ma quando noi principesse abbiamo lavorato insieme durante la battaglia di Bright Moon, i nostri poteri sono aumentati. Dovremmo provare a ritrovare quell'energia, magari dovremmo tenerci per mano e concentrarci sulla guarigione.». Nessuno sembrava avere speranza in quel piano improvvisato… Soprattutto Mermista appena la principessa di Plumeria gli prese il braccio per "tenersi per mano e concentrarsi sulla guarigione". Per fortuna, Bow aveva un piano decisamente migliore. «Se posso, vostra maestà…» disse l'arciere alzandosi «Non possiamo continuare così. Stiamo sconfiggendo i robot, ma ne arrivano sempre altri. Noi usiamo le nostre risorse per difendere i confini mentre invece l'Orda non ha mobilitato nessun soldato.». «Vigliacchi.» commentò Ben, seguito da Adora con «Tipico di Catra». «Eh... Sono stato in grado di recuperare qualche pezzo dato che abbiamo sempre demolito deliberatamente e completamente questi affari, ma se riuscissimo a catturare un robot integro potrei programmare un interruttore d'emergenza: potremmo spazzargli via tutti senza prosciugare le forze.» concluse infine Bow. «è un'idea eccellente, Bow: potrebbe segnare una svolta per noi.» si complimento Angella, passando poi a sua figlia «Glimmer, porterai fuori la tua squadra e catturerai un robot affinché Bow lo studi e realizzi il piano.». La principessa si alzò ed annuì, iniziando poi ad andarsene ma venendo fermata da Frosta. «Comandante, ho alcune idee per incrementare l'efficienza: 1°) Dovremmo avere dei nomi in codice, io vorrei essere Frostbyte e tu Sparkelbomb. 2°) …» iniziò a la bambina. «Eh… Frosta, ho bisogno che tu resti qui ad aiutare Spinnerella e Netossa a proteggere il castello. Ottimo? Grazie.» la fermò così Glimmer, sparendo il più velocemente possibile.
«Con il bosco gelato e la Ribellione distratta dai robot, siamo stati in grado di guadagnare altro terreno.» spiegò Catra a Hordak mentre Scorpia teneva la mappa di Etheria. «Non mi hai deluso Capitano dell'Esercito. Chiaramente sono stato saggio a promuoverti.» commentò soddisfatto il leader. La gatta sorrise dall'apprezzamento, ma qualcosa dietro al trono del suo capo attirò la sua attenzione: Entrapta. La scienziata infatti, stava saltellando dietro al trono di Lord Hordak per raccattare materiale per i suoi robot. «Eh… Sì. Abbiamo distratto la Ribellione, ma potremmo fare molto di più. Dovremmo lavorare per trovare un modo per farli fuori… Non è vero Entrapta? Entrapta!» aggiunse Catra appena vide il capo oscuro iniziarsi ad irritare. «Oh, giusto!» si scusò la tecno/principessa. Batté poi i capelli come se fossero mani: giunse così a fianco a lei un robot mezza sfera e con tre tentacoli artigliati. «Posso presentarvi la Sorella Minore di Emily? S.M.E. è l'acronimo.» presentò la creatrice, iniziando poi a spiegare molto euforicamente «Con la tecnologia degli Antenati all'interno, ha sufficiente potenza per rivaleggiare con una principessa!». Finendo il suo discorso, Entrapta ne dimostrò la sua peculiarità: sparò con un blaster ad un suo artiglio… Che si rigenerò. «Davvero notevole…» si complimentò Hordak alzandosi dal suo trono «E puoi crearne altri di questi?». «Sì! Voglio dire… No. Insomma, potrei ma avevo della tecnologia degli Antenati sufficiente a farne quattro.» rispose la principessa. «Ma… Io so dove possiamo trovarne altra.» si intromise Catra con un sorriso malvagio. Cosa intendeva? Il Castello di Cristallo.
Glimmer stava camminando avanti ed indietro di fronte al gruppo di ricerca del robot. Bisognava pianificare il tutto per bene o altrimenti avrebbero continuato a combattere fino a diventare vecchi. «Ok, ci divideremo per coprire più terreno.» iniziò a spiegare la ragazza «Adora, Ben, Bow ed io andremo ad Est. Mermista e Perfuma, voi ad Ovest. Swift Wind osserverà dal cielo e ci avvertirà quando c'è un robot nei paraggi.». «E ricordate, vogliamo un robot intatto.» sottolineò poi l'arciere. «E se fosse, sai, "leggermente" fradicio?» chiese Mermista. «E ricoperto da selci che secernono veleno corrosivo?» aggiunse Perfuma. «O se fosse del tutto schiacciato dal mio martello di ghiaccio?» si intromise Frosta… Aspetta, che ci faceva qui lei!? «Frosta! Tu avresti dovuto difendere il castello con Netossa e Spinnerella.» gli ricordò Glimmer avvicinandosi a lei. «So che ho ignorato gli ordini ma, senza offesa, erano sbagliati: io vi servo qui!» si difese la Principessa dei Ghiacci. «Non puoi svignartela ogni volta che vuoi!» spiegò la ragazza. «Ma l'ho fatto. Ora sono qui e non tornerò indietro.» ribatté la bambina. «Ugh… Va bene. Puoi stare nella squadra con Mermista e Perfuma.» si arrese infine Glimmer, sapendo che era una battaglia persa. «Io verrò con te.» dichiarò invece Frosta. «Non tirare troppo la corda.» l'avvertì l'adolescente allontanandosi.
La Squadra Migliori Amici, più Swift Wind, aveva passato molto tempo per il bosco alla ricerca del robot. Stavano per chiedersi se l'Orda gli avesse finiti a forza di mandarla al suicidio con la Ribellione ma dovettero subito ricredersi: udirono suoni di una camminata meccanica. Si appostarono poco lontano da dove proveniva il rumore per tenerlo d'occhio ma… Sbaglio o era diverso. «Eh… Ragazzi.» iniziò perplesso a parlare Bow vendendo il nuovo tipo di mech «Quell'affare è molto più sofisticato del solito.». «Dove starà andando? Perché non attacca il bosco?» iniziò ad interrogarsi Glimmer. «Perché non glielo chiediamo?» scherzò Ben, saltando fuori dal nascondiglio e diventando una grossa fornace vivente. Fondiraggio cadde così con un tonfo, attirando l'attenzione dell'avversario. Il Prypiatosian-B non ci mise molto ad abbattere l'androide con un veloce raggio calorifero: nel giro di due secondi la battaglia era finita… E Bow aveva un infarto. L'uomo fornace si avvicinò a quel punto al robot spento e gli diede qualche colpetto per avere qualche reazione, che non arrivò. «Fatto.» dichiarò l'alieno. Neanche il tempo di dirlo che il mech si riaccese di colpo e fece volare per qualche metro l'eroe. Glimmer, Bow e Adora accorsero dall'amico, trovandosi poi faccia a faccia con il grosso avversario. «Ok… Dovevo aspettarmelo.» commentò Fondiraggio rialzandosi. La principessa passò allora all'attacco, cercando di colpirlo dall'alto con il teletrasporto e lo scettro. Il colpo non andò a segno: con gli artigli, che si rivelarono essere pinze, afferrò il bastone della ragazza e lo lanciò lontano. «STA IMPARANDO!» gridò l'arciere in preda al panico. «Sì… She-Ra e Infinite stanno per insegnargli qualcosa.» affermò la bionda. «Per l'onore di Grayskull è l'ora dell'eroe!» urlarono i due ragazzi, divenendo i due eroi leggendari. Il robot se ne infischiò ed incominciò a sparare laser dal suo occhio. Il Prypiatosian-B si affrettò a sparare vari raggi calorifici di fila e a gran velocità. Si lanciò poi la guerriera a colpire velocemente il mech a colpi di spada. L'avversario fu impreparato dai vari colpi ma, quando la bionda gli saltò sopra, riuscì a respingerla via capovolgendosi. Tornò all'attacco la fornace vivente, ma purtroppo l'avversario si era già rimesso in piedi, sottosopra, e si preparava a schiacciargli. Per un attimo riuscì a spiaccicare i due, emettendo uno strano suono acuto, ma poi venne lanciato in aria dalla guerriera. Volò in aria per qualche minuto, per poi schiantarsi al suolo con un enorme tonfo. I due eroi guardarono il robot alzare il polverone, di conseguenza si voltarono verso un gemente Bow ed il resto della banda. «Cattureremo un altro robot… Quello se l'è meritato.» si difese Infinite mentre tornava normale. Qualcuno dei tre davanti a loro stava per rispondere, ma notarono qualcosa dietro il duo da fargli preoccupare. «Avanti! Ci dispiace di averlo distrutto!» si irritò She-Ra, non capendo tutte quelle storie. L'arciere a quel punto indicò il problema: il mech, ancora funzionate, sollevò un suo arto rotto nel punto in cui stava e quest'ultimo… Si riattaccò e si riparò. «Ugh… Quello è innaturale perfino per un robot.» commentò disgustato Swift Wind. Ovviamente la squadra penso "non può andare peggio di così"… Ed il peggio arrivò: altri tre tipi di robot simile giunsero nell'area per accerchiare i membri della Ribellione. I nemici iniziarono lentamente ad avvicinarsi. She-Ra tentò di cambiare l'aspetto della spada in qualcosa di meglio… Ma ottenne un ombrello. Infinite cercò di pensare in fretta una forma aliena che non provocasse la distruzione completa degli androidi o del bosco… Ma i suoi alieni erano distruttivi o sacchi da boxe da prendere a pugni. Bow e Glimmer pensavano già che sarebbe stata l'ora di tagliare la corda, ma dall'alto giunse, essendo che non aveva ascoltato la ragazza, Frosta. «Frsota! Almeno ascolti quando la gente ti dice delle cose!?» gli urlò la principessa rosa mentre vedeva la bambina prendere a pugni la testa di uno dei robot. «Come!?» domandò urlando la piccola. «Allontanati da quel robot!» ordinò la principessa di Bright Moon. «È per il robot che dovresti preoccuparti!» ribatté Frosta, venendo poi presa dal mech e lanciata nel vuoto del burrone a fianco. «Frosta!» gridò Glimmer andando a prendere la bambina. In tanto, la squadra rimasta lì doveva vedersela con i robot… Che si fermarono ed iniziarono a scannerizzare? Smisero successivamente di farlo e corsero via.
Glimmer e Frosta si salvarono dalla caduta, ma una botta se la presero comunque. «Oh, eccovi qua! Vi abbiamo cercate dappertutto!» esclamò Perfuma arrivando da loro. «Sì… Dappertutto.» aggiunse Mermista con aria annoiata. «È stata una cosa incredibilmente stupida! Potevi farti male o far sì che uno di noi si facesse male!» sbottò Glimmer rialzandosi. «Stavo solo cercando di aiutare!» ribatté Frosta. «È una cosa seria, non un gioco! Devi smetterla di ostacolarci!» continuò la ragazza, fermandosi appena vide la bambina correre via in lacrime. «Oh no.» mormorò Mermista nel vedere la principessa rosa in colpa e l'altra andar via. «I nuovi robot dell'Orda sono troppo veloci e troppo intelligenti: non riusciremo mai a catturarne uno!» esclamò irritato Bow mentre giungeva alle tre con i due eroi ed il cavallo. «Pensavo di poter aiutare ed essere l'esperto di tecnologia della Ribellione… Ma è chiaro che era un'idea sciocca.» aggiunse l'arciere allontanandosi leggermente dalla banda e lasciando cadere qualche lacrima. Un grande senso di colpa si diffuse nella squadra: Bow si stava incolpando per il piano, quando nessun altro l'aveva avuto. «Non era un piano idiota, Bow: eravamo solo impreparati.» ribatté Infinite avvicinandosi al ragazzo. «Senza di te staremmo ancora a respingere i robot. Dobbiamo smetterla di permettere all'Orda di manipolarci, quindi uniamo le nostre forze e pensiamo.» aggiunse She-Ra facendo la stessa cosa. Bow sorrise ai due, ma pensando agli androidi gli venne in mente un dettaglio importante «A quei robot non interessava il bosco e si sono difesi solo per il tempo necessario a scappare.». «Bè, significa che la loro missione non era attaccarci.» rifletté Mermista. «E sono corsi via nella stessa direzione.» sottolineò Swift Wind. «Qualunque cosa stessero cercando è da quella parte!» commentò Perfuma. «L'unica cosa in quella direzione è… Il faro!» esclamò la guerriera leggendaria. «Sappiamo dove stanno andando quei robot e mi è venuta un'idea su come catturarne uno.» affermò l'Eroe dell'Infinito. «Frosta, credi poter… Dov'è Frosta?» chiese poi la Principessa del Potere. Nessuno rispose, ma Perfuma e Mermista guardarono Glimmer. «Vado a cercarla.» disse tristemente la principessa rosa.
Glimmer si sentiva in colpa con Frosta. La piccola voleva solo aiutare… E lei gli aveva urlato contro. Ora che ci pensava… Sembrava sua madre: tutte le volte che si era lanciata in attacchi quasi suicidi doveva poi tornare da Angella per sentire la sua sgridata. Si era sempre ripromessa di non essere come la regina ma alla fine era diventata come lei… E Frosta non era sua figlia, quindi figuriamoci cosa avrebbe fatto se lo fosse stata! Penso a questo per una decina di minuti, poi si trova la Principessa dei Ghiacci seduta su una montagnola. «Sei venuta a sgridarmi di nuovo? Io volevo solo essere vostra amica.» mormorò la bambina con una voce tremante. «Ignorandoci e rischiando la vita mettendoti in pericolo?» interrogò Glimmer. «Scusa, non so come comportarmi… Non avevo mai avuto amici prima d'ora!» sbottò Frosta voltandosi verso la ragazza, girandosi di nuovo verso il nulla. Era questo il problema? Voleva un amico? Era ufficiale: Frosta era identica a lei. Si teletrasportò a fianco a lei per chiarire la questione. «Avevo otto anni quando sono salita al trono. È difficile farsi degli amici quando sono tutti tuoi sudditi.» iniziò a raccontare la principessa in blu. «So come ti senti: anch'io non avevo amici prima di Bow, Ben e Adora.» riferì l'adolescente. «Tu? Pensavo che tutti volessero essere tuoi amici.» la guardò confusa Frosta. «Sì… Di certo non tutti però.» sorrise Glimmer «Ed anch'io sto ancora imparando ad essere una buona amica.». Rimasero così qualche secondo in silenzio aspettando che l'altro continuasse, ma alla fine la ragazza tornò a parlare «Mi dispiace averti sgridato e che… Credo che tu mi ricordi un po'… Me. E sai, io riesco a fare delle cose davvero pericolose a volte.». «Io ti ricordo te, sul serio?» domandò l'altra con un luccichio d'ammirazione negli occhi. «E assomigliavo tanto a mia mamma quando ti urlavo contro: per favore non farmelo rifare.» gemette la principessa di Bright Moon. «D'accordo.» accettò Frosta porgendo la mano, ritirandola subito dopo con insicurezza «Questo significa che siamo amiche?». «Sì. E a noi… A me servirebbe davvero il tuo aiuto.» gli disse sorridendo Glimmer. «Vuoi che torni indietro!? Sapevo che saremmo state una grande squadra! Dovrei fare dei martelli o dei pugnali di ghiaccio!? Hai ragione, uno di ognuno!» iniziò a sparare a raffica la bambina dopo essersi alzata in piedi.
Il faro si stava scongelando in santa pace come il resto del bosco. La zona circostante era calma e silenziosa, ma non lo sarebbe stato ancora molto tempo. I quattro robot di ultima generazione dell'Orda stavano giungendo all'edifico da depredare… E le tre soldatesse scelte dell'Orda lo potevano vedere da uno degli androidi. «Quel posto ha abbastanza tecnologia degli Antenati al suo interno da alimentare un'armata di robot per sempre.» spiegò Catra. «Lo voglio!» esclamò Entrapta. Tutto stava andando secondo i piani per le tre… Fino a quando il terreno non si congelò improvvisamente ed i mech iniziarono a scivolare.
«Siete stati gentili a passare!» scherzò Frosta, dovendo poi sparire assieme a Glimmer per via di un proiettile. Gli androidi, riuscendo a tenersi in piedi, iniziarono a preparare i colpi da sparare, ma She-Ra gli batté sul tempo con la sua mazza chiodata. «Scombiniamo le cose e teniamoli sulle spine!» suggerì la bionda mentre giungeva Plusultra e trasformava la spada in una… Tazza. «Peggio dell'Ultimatrix.» commentò il Metamorph Galvanico giallo mentre si lanciavano al combattimento. «Dobbiamo solo catturane uno… E far fuori gli altri!» ricordò Bow da sopra un albero e scagliando tre frecce. Di quei colpi due andarono a segno, ma il terzo no: il robot si abbassò e schivò… Poi venne catturato dalle radici di Perfuma e fatto scoppiare da Mermista. Le due principesse furono sul punto di esultare, ma un androide giunse alle spalle.
Entrapta e Scorpia stavano già festeggiando per la vittoria che non era ancora arrivata. Catra invece no… Lei era molto più realista: non stava andando per niente bene ed era solo questione di tempo prima che arrivasse la sconfitta. La sua irritazione fu tale da lasciare un segno d'artigli sul divanetto viola della scienziata.
Il robot stava per colpire le due principesse elementali, ma dall'alto arrivarono apparvero Frosta, con un pugno di ghiaccio, e Glimmer per un attacco aereo. L'androide venne poi buttato a terra e legato da Perfuma. «Te l'abbiamo fatta vedere faccia di robot!» esultò la bambina mentre la ragazza a fianco faceva apparire il suo scettro e infliggeva il colpo decisivo.
«Uh… Non si riprenderà dopo questa.» gemette Scorpia smettendo d'esultare. «Non posso guardare!» pianse Entrapta coprendosi gli occhi con i capelli «Ditemi che sta succedendo… No, non ditemelo!». Catra sapeva che sarebbe andata così… Ma non si aspettava di vedere sullo schermo She-Ra e Plusultra.
I due leggendari eroi schiavarono il colpo che il robot era sul punto di sferrare. Si allontanarono così per vari metri mentre il Metamorph Galvanico sparava un raggio dal suo occhio e la guerriera cercava di trasformare la spada… Ottenendo una corda. «Perché non puoi essere quello che voglio che tu sia!» sbottò la Principessa del Potere usando la fune come un lazo. Capì così che l'oggetto non era male per catturare il mech: mentre quest'ultimo era distratto dall'essere biomeccanico, che continuava a sparare, la bionda gli girò attorno e lo legò finché non cadde. She-Ra guardò finalmente compiaciuta l'oggetto fra le sue mani e, assieme a Plusultra che nel mentre gli aveva fatto il pollice in su, si diresse sopra all'androide sconfitto. «Ciao, Catra.» sorrisero i due eroi al robot, sicuri che la gatta stesse guardando, e poi ruppero l'ottica.
«Non fa niente, ne rimangono ancora due!» dichiarò con sicurezza Scorpia. Catra sapeva invece che avrebbero perso, ma non avrebbe lasciato che i robot venissero distrutti da loro. Si alzò dal divano ed andò al computer: attivò così l'autodistruzione. «Devi proprio?» chiese tremante Entrapta. «Non importa. Troveremo altra tecnologia.» rispose la gatta andandosene via.
«Bow, guarda!» chiamò She-Ra. «Ne abbiamo catturato uno!» urlò invece Plusultra. Erano troppo contenti i due di essere finalmente riusciti nell'impresa… Tanto che non diedero retta alla detonazione. «Ragazzi! Allontanatevi da lì!» avvertì Bow troppo tardi. I due saltarono in aria ma, a parte che il Metamorph Galvanico che si era diviso in più parti, non si fecero troppi problemi. «Che botta!» gemette l'essere biomeccanico mentre si ricomponeva. «Che è successo?» chiese la bionda massaggiandosi la testa. «Sembra che i robot si possano autodistruggere.» riferì l'arciere aiutandogli a rialzarsi. Questo era un grosso problema, ma per fortuna ne rimaneva ancora uno troppo occupato ad attaccare e difendersi per eseguire la suddetta azione… Almeno finché non vide gli eroi della leggenda. Il Bip-Bip del conto alla rovescia si poté udire chiaramente e il ragazzo urlò subito «Non possiamo lasciare che si autodistrugga!». «Adora, lanciami!» dichiarò Plusultra. She-Ra fece come chiesto e scagliò l'alieno contro l'avversario. Fu quando arrivò sopra, che il Metamorph Galvanico fece quello che sapeva fare meglio: prendere il controllo della tecnologia. L'essere biomeccanico iniziò a fondersi con l'androide ma lo stava facendo troppo lentamente a causa del fatto che il soggetto fosse ostico. «E stai fermo!» ordinò il Metamorph Galvanico. «Ragazzi, insieme!» urlò la Principessa del Potere, facendo partire all'attacco le altre ragazze. Iniziò Glimmer scagliando una sfera magica contro un arto meccanico che tentava di rimuovere Plusultra. Arrivò successivamente She-Ra con un pugno, facendo volare il mech ed il "parassita". «La prossima volta avvisa!» urlò l'umanoide schiantandosi contro il faro. «Scusa!» gridò la bionda con a fianco Bow che lanciava un urlo di terrore. Si unì poi Mermista con una colonna d'acqua «Pronta, Principessa dei Ghiacci?». «Oh sì!» esclamò la bambina congelando la colonna d'acqua dell'altra. Il lavoro venne definitivamente concluso da Perfuma, che legò l'ultimo arto del robot rimasto libero dalla colonna di ghiaccio. Finalmente bloccato, Plusultra poté completare il processo e spegnere l'androide. Si tolse successivamente di dosso, facendo segno di vittoria. Tutti quelli a terra esultarono per aver finalmente vinto… E si illuminarono. Si guardarono attorno e poi Perfuma indicò il bosco «Guardate!». Lo spettacolo? Il Bosco dei Sussurri stava ricrescendo. «Oh… Siamo state noi?» chiese Frosta. «Sì, certo! Lavorando tutti insieme!» esclamò sorridente la Principessa della Natura. Un altro urlo d'esultanza risuonò nella foresta.
Catra era furiosa: sapeva che avrebbero perso ma non significava che lo accettasse! Ora doveva trovare un modo per darsi una calmata… E cosa c'era di meglio se non andare a schernire la ormai dimenticata Tessitrice d'Ombre? Per questo pensiero che ora si trovava di fronte alla cella della donna, accasciata a terra. «Ha un aspetto orribile.» commentò la ragazza sorridendo. «Catra… È passato tanto tempo. Pensavo che Hordak si fosse reso conto di che creatura inutile tu sia e che ti avesse bandita.» dichiarò la strega. «Proprio il contrario: Hordak mi stima. Sono stata impegnata ad aiutare l'Orda ad arrivare molto vicina a sconfiggere la Ribellione… Parole sue.» ribatté il Capitano dell'Esercito. «Se stai andando così bene come mai sei qui?» interrogò la Tessitrice d'Ombre. Il sorriso della gatta cadde. «È per Adora, non è vero?» rise la maga oscura. «E allora!? Gli ho lasciato vincere una battaglia! Stiamo guadagnando terreno e l'esercito cresce! Quando saranno pronti a partire, io sarò al comando e lei qui a MARCIRE!» gli urlò contro Catra. Avrebbe continuato, ma fece un bel respiro e, con un sorriso, andò via «Grazie… Ne avevo bisogno.». Non sarebbe durato ancora a lungo… E la Tessitrice d'Ombre lo sapeva.
Lo squadrone era tornato a Bright Moon. Le ragazze si trovavano nella stanza di Glimmer, con Mermista e Perfuma che parlavano tra loro e le altre adolescenti che si occupavano con Frosta. «Allora siamo a posto ora che il bosco sta ricrescendo, vero?» domandò la bambina mentre Glimmer gli pettinava i capelli e Adora gli fasciava la mano. «Light Hope dice che ci sono ancora tante cose da sistemare sul pianeta, ma almeno non sarà facile per l'Orda attaccarci.» rispose la bionda. La principessa più giovane accettò la risposta, ma c'era ancora una questione. «Grazie di nuovo per avermi salvata… Sai, dopo che il robot mi ha buttata giù dalla collina.» ringraziò Frosta. «Le amiche rimangono unite. Non si lascia indietro nessuna principessa.» sorrise la ragazza. Anche Adora si aggiunse al sorrido di gruppo… Una volta finito di fasciare la mano della bambina.
Per non intromettersi con le ragazze, Ben seguì Bow nella dissezione del robot. «Uh… Ok. Sto parlando in questo registratore perché è quello che facevano i migliori scienziati che abbia mai conosciuto. In realtà non so a chi stia parlando… A me, immagino. Quindi… Ciao Bow del futuro, stiamo per aprire quest'affare.» parlò l'arciere al registratore. «Dovevi proprio?» ridacchiò Benjamin. «Meno chiacchiere!» esclamò offeso l'altro mentre staccava l'ottica visiva del robot. Bow si trovò così un familiare oggetto «Tecnologia degli Antenati? Ma l'unica che sapeva come usarla era…». Non finì la frase il neoingegnere, visto che il portatore dell'Ultimatrix prese il registratore «Tieniti forte Bow del futuro… Entrapta è viva!». Erano tutti e due emozionati dal fatto ma… C'era un punto che gli fece cadere il sorriso. «E l'abbiamo lasciata indietro.» mormorò Ben.
