Ce l'ho fatta finalmente! Non sapete quanto mi dispiace... È passato più di un mese, e sì, so che è una grande pausa, ma adesso che la mia routine scolastica è più definita dovrei essere in grado di postare più spesso. Direi una volta ogni due settimane se non ci sono imprevisti, e magari qualche vilta riuscirò anche una volta a settimana. Non so dire che giorno sarà, probabilmente il weekend, ma non lo so nemmeno io...

Penso che dovrei iniziare a mettermi un programma per quando scrivere, pubblicare e varie cose... Ho letto che aiuta ad essere più costante. Si sopera che dal prossimo capitolo riesca a capire meglio e possa dirvi di più.

Quindi, giro di turni con i ringraziamenti!

Prima di tutto, un grazie speciale a chi ha recensito la storia. Riverdog(sinceramente, qualcuno può speigarmi come funziona con i guest? Perché alcuni non hanno l'account a cui posso arrivare e credo siano guest a cui il sito da un nime quindi, ma davvero, non ne ho idea.) prima di tutti, e davvero, amico, grazie! Mi hai scritto molte recensioni e davvero mi ha fatto felice leggerle! Trovi risposte sia alle tue domande, che alle tue recensioni in generale qui sotto, in modo da non prendere troppo spazio ora.

Poi, grazie a Dovahkiin, anche se non mi hai fatto domande o altro è davvero bello leggere che a qualcuno piaccia ciò che scrivi, e lo stesso vale per te, jgs237, le vostre recensioni davvero mi fanno avere un sorriso in faccia.

Altri grazie a chi ha messo tra i preferiti e iniziato a seguire la mia storia, ovvero a Darklio war, Igor S. Nicoli, shumatsuron, Tadeo Fernando e Sael-chan!

Ora ho finito, per il momento, quindi vi lascio al capitolo!

Disclaimer: Né Naruto né Harry Potter mi appartengono, sono rispettivamente di Masashi Kishimoto e J.K. Rowling. Loro erano molto più costanti di me con le loro opere.


"Regali?"

Un giorno prima delle vacanze di Natale…

Era quasi Natale, e ormai mancava un solo giorno alle vacanze. Harry, Ron ed Hermione erano appena usciti dalla Sala Grande addobbata per Natale, dopo aver cercato di sfilare qualche indizio ad Hagrid su Nicolas Flamel. Stavano cercando di capire chi fosse da un bel po' di tempo ormai.

"Hermione, torneremo davvero in biblioteca per cercare un'altra volta inutilmente?" Ron era il meno emozionato di tutti a stare in un posto al chiuso a leggere e continuare a leggere libri.

La ragazza non rispose, e il rosso si girò quindi verso il terzo del gruppo. "Secondo te mi ha sentito?" Harry alzò le spalle.

"Zitto Ron, forse ho un piano. Venite." E, nonostante credettero che avrebbe cambiato direzione, stava comunque andando verso la biblioteca. Ci fu una conversazione silenziosa tra i due maschi, rimasti indietro, e poi la seguirono.

"Hermione, questo tuo piano… funzionerà?" Osò chiedere Harry, visto che la ragazza del gruppo era molto suscettibile ad eventuali dubbi sulle sue idee.

"Non ne ho idea, ma quanto meno avrete un aiuto questo Natale." I due ragazzi sapevano che avrebbero dovuto cercare, e nonostante non fossero entusiasti di questa situazione, era per il bene della scuola.

Entrarono in biblioteca, ed Hermione si indirizzò subito verso un posto dove non avevano ancora cercato nessun libro. In piedi vicino ad uno scaffale, da solo, c'era una testa bionda identificabile come Naruto. Non parlavano con lui da molto tempo in realtà, e il ragazzo comunque si teneva molto per sé.

Prima di potersi fare altre domande, la ragazza andò verso di lui, e il resto del trio la seguirono confusi e curiosi poco dopo.

Naruto si girò subito verso di loro, con un sorriso educato e salutò. "Ehi, di cosa avete bisogno?" I due maschi gli diedero subito la faccia del "non lo sappiamo" e gli fecero un cenno per salutarlo, lasciando le parole ad Hermione.

"Ciao Naruto. Posso chiederti qualcosa?" Ormai era chiaro anche ai due ragazzi cosa avrebbe chiesto, ma non dissero nulla e lasciarono andare avanti la conversazione.

"Certamente. Vai avanti." Tutta la sua attenzione era a loro adesso, ma la sua mano continuava ad essere poggiata sullo scaffale.

"Conosci Nicolas Flamel?" Era andata dritta al punto senza giri di parole, e i ragazzi quasi se ne stupirono. Quasi, perché ormai avevano capito almeno un po' la personalità di Hermione.

"Sì. So chi è." Il ragazzo li guardava con quei due occhi azzurri e cercò di studiare le loro espressioni, mentre lui non dava indizi. Ma semplicemente annuiva e sorrideva.

"Per le mutande di Merlino, grazie!" esclamò Ron, usando un'espressione che né Hermione, né Naruto, avevano mai sentito. Harry lo aveva fatto, ma solo perché stava tutto il tempo insieme a Ron. "Abbiamo cercato in un sacco di libri con maghi famosi degli ultimi tempi, ma non abbiamo trovato nulla!"

"È abbastanza semplice il motivo, non è un mago degli ultimi tempi, se volete posso consigliarvi un paio di libri dove ne parla, oppure posso un po' dirvi io cosa ha fatto. Ma perché lo cercate?" Chiese loro, togliendo la mano da sopra lo scaffale e incrociando le braccia.

"Naruto, ricordi che mi devi un favore?" Se ne uscì Hermione d'un tratto, ricordando ad Harry che il biondo ne doveva uno anche a lui, nonostante per il momento non volesse usarlo. Comunque, l'altro annuì in segno di conferma, e la ragazza continuò. "Allora vorrei che tu non facessi domande su perché te lo chiediamo, e vorrei anche che tu non dica a nessuno che te lo abbiamo chiesto."

"Va bene, ma non potete negare il sottoscritto di almeno domandarsi silenziosamente il motivo." E prima che qualcuno potesse accusarlo ripartì a parlare. "Non indagherò tranquilli."

"Okay grazie, saremo pari così." Hermione gli offrì la mano che lui, con un po' di esitazione, strinse.

Harry poi, iniziò a parlare, facendo un passo avanti. "Ora riguardo a Nicolas Flamel, potresti spiegarci un po' chi è? Oppure indirizzarci a dove possiamo trovare le informazioni?"

"È un mago del XIV secolo, un alchimista. È famoso per aver prodotto l'unica Pietra Filosofale presente." Agli sguardi confusi che gli vennero dati, si affrettò a dare risposte. "Una Pietra che crea un elisir che ti può far diventare immortale, e può trasformare qualsiasi metallo in oro puro."

"Ricco e immortale, mica male!" Ron esclamò nonostante lo sguardo che Hermione gli aveva dato.

"È un amico e collega del professor Silente, tra le altre cose." Alzò le spalle come per dire che non è la cosa per cui è piú famoso.

"Harry" sussurrò Ron con una mano davanti la bocca, mentre Hermione chiedeva dove poteva trovare un libro, poiché interessata all'argomento. "Si sono sdoppiate."

"Cosa intendi?" Sussurrò di rimando il ragazzo con gli occhiali. Curioso e confuso.

"Le enciclopedie umane. Si sono sdoppiate." Una risatina scappò all'altro proprio mentre Hermione faceva loro un segno per venire.

Quando finirono di prendere il libro richiesto, Naruto li fermò prima di farli andare via. "Ragazzi, questa non è una domanda e non dovete rispondermi, ma se state cercando qualcosa riguardo il cane a tre teste-"

"-Fuffi" lo interruppe Ron, ricevendo uno sguardo strano. "È di Hagrid."

"Se state cercando qualcosa riguardo a quello che proteggeva Fuffi, state attenti." Poi i suoi occhi presero una piega piú preoccupata, e il suo sorriso si fece dolce. "Se è pericoloso… chiamatemi, posso aiutare."

E con un cenno in risposta, se ne andarono.

"Probabilmente Fuffi sta proteggendo la Pietra Filosofale, è normale che Snape la vorrebbe!" Ne parlarono nella loro Sala Comune, al riparo da orecchie indiscrete. "Chi non la vorrebbe!"

"Sì ok, ma qui ci siamo arrivati tutti Harry!" gli rispose Ron. Harry infatti, stava sottolineando l'ovvio.

"Quindi che facciamo riguardo all'offerta di Naruto?" Ribatté Harry, un po' infastidito dalla risposta di Ron. Ovviamente, guardarono Hermione.

Passarono un paio di secondi prima che lei alzasse lo sguardo, sentendosi osservata. "Che c'è?!" Sbottò, dopo essere stata interrotta dalla sua lettura del libro appena preso dalla biblioteca.

"Almeno ci stavi ascoltando?" Sembravano quasi offesi, ma ormai si erano abituati alla sua routine di lettura.

"Scusate è che è troppo interessante come-" Sembrava stesse per parlare loro di quello che avesse imparato per l'infinito.

"Scusaci Hermione ma non siamo interessati." Per fortuna c'era Harry a bloccarla. La ragazza alzò gli occhi al cielo e sbuffò.

"Cosa mi avete chiesto quindi?" Chiese loro con le braccia incrociate al petto, il libro lasciato aperto sulle gambe. Ancora alle prime pagine.

I due ragazzi alzarono gli occhi al cielo, e Ron ripeté la domanda. "Cosa faremo a riguardo dell'offerta di Naruto?" Pronunciata la domanda si sistemò meglio sulla poltrona e si appoggiò allo schienale.

"Non so se possiamo fidarci di lui" gli altri rimasero in silenzio aspettando che continuasse, e intanto cercarono di darsi anche risposte da soli. "Voglio dire, non sappiamo nulla di lui."

"È Grifondoro però." Harry aggiunse, poiché essere in Grifondoro dava al ragazzo dei punti a favore per loro.

"Sì, ma non lo so. Sta tutto il tempo da solo e…" Si interruppe, sembrava cercare di dare un senso a qualcosa.

"E?" Chiese Ron per entrambi, sporgendosi più in avanti.

"Può sembrare stupido e non ha un senso logico, ma è come se emanasse una specie di sensazione strana... Come se leggesse nei nostri occhi." Guardò i due ragazzi con uno sguardo da 'credetemi vi prego ' e aspettò le loro reazioni.

"Ora che lo dici è un po' strano, ma non penso abbia brutte intenzioni." Harry non sapeva davvero nulla del loro compagno, a parte che fosse orfano, e scoprì la magia grazie a Silente, una cosa un po' strana.

"Ragazzi, forse dovremmo fare tutto per conto nostro, poi se ci servirà un aiuto extra e Naruto non avrà fatto niente di strano, gli chiediamo di aiutarci." Ron aveva fatto un buon punto, e forse era la scelta migliore.

"Credo potremmo fare così." Hermione invece annuì soltanto e dopo poco tempo tornò alla sua attesa lettura.

Ora che l'argomento era saltato, Harry non poteva fare a meno di pensare alla particolarità del suo compagno di casa. Erano andati sul treno assieme, e pensava che avrebbero continuato a parlare dopo quel giorno, ma sinceramente lui non lo cercò. Era felice con Ron e si sentì un po' male per Naruto adesso. Ripensò anche alle diverse cose di cui parlarono nello scompartimento, e nonostante non ricordasse tutto, ricordava che c'era qualcosa nel biondo di strana.

La prima cosa era che Silente lo presentò alla magia, e non la professoressa McGonagall come da protocollo. L'unica cosa per cui Harry poteva pensare come risposta, era la mancanza di un cognome di Naruto, quindi nessuna possibilità di identificare eventuali parenti. O forse aveva più potenziale degli altri? Forse era importante per qualcosa che solo Silente sapeva.

E se centrasse con la Pietra Filosofale? Certo, non era impossibile che fosse una coincidenza il fatto che Naruto lo sapesse, ma se non lo fosse stata? Il ragazzo non sembrava nemmeno molto spaventato all'incontro con Fuffi, ed aveva degli istinti fantastici se ricordava bene. Si girò velocemente verso dove Neville cadde, e sembrava sempre intuire cosa sapevano.

Harry per un secondo pensò che forse Silente lo aveva istruito per proteggerli, o per aiutarli. Ma si rendeva da solo di quanto quello che dicesse non avesse senso, eppure… quella strana fantasia era l'unica cosa che gli era venuta in mente per avere delle risposte.

Poi ricordò un particolare. La prima volta che vide Naruto, era pieno di ferite. Allontanò il senso di colpa per non averlo controllato il secondo giorno dopo che andò in infermeria, e ripensò alla risposta del suo amico quando glielo chiesero. Era qualcosa sulla falsariga di essere caduto dalle scale. Eppure non li guardò negli occhi quando lo disse, quando invece lo faceva sempre. Erano la prima cosa che notavi, quei due occhi blu penetranti e profondi. Un pensiero più oscuro invase la mente di Harry, e pensò che forse, era possibile che Naruto venisse picchiato. Anche lui aveva avuto la sua giusta dose di botte dal cugino e i suoi amici, ma doveva ammettere di non essere mai finito con una slogatura come il biondo.

Forse lo avevano spinto dalle scale. Forse nascondeva più lividi di quelli che dava a mostrare, quel giorno. Nonostante Harry fosse familiare con l'essere la vittima, e il venire preso a pugni, per sua fortuna non ricordava di aver avuto mai molti lividi. Lui dopotutto sapeva scappare, e i ragazzi che lo inseguivano erano lenti e stupidi, e della sua età.

Se quello fosse stato il motivo, allora il motivo per cui parlò di bulli era più chiaro, e forse Silente andò in persona da lui per rassicurarlo riguardo ad Hogwarts. Ancora non capiva come il Preside avrebbe capito che Naruto avesse bisogno di aiuto, se la sua teoria fosse corretta, ma forse semplicemente lo avevano controllato per un po' prima di dargli la lettera.

Harry venne poi distratto dai suoi pensieri da Ron che lo invitava a prendere qualcosa da mangiare. Sorrise un po' e decise di tornare sulla questione più tardi, mentre si toglieva dallo schienale e guardava cosa gli offriva il suo amico. Aveva bisogno di distrarsi comunque.


Qualche giorno dopo…

Era Natale. Il suo primo fuori dall'orfanotrofio. Dove, per la cronaca, non facevano nulla, se non appendere in giro i lavoretti fatti dai bambini più piccoli. E la cena almeno aveva un po' di porzione in più ogni volta.

A Hogwarts, beh, lui non sapeva come festeggiavano. Era ovviamente rimasto al castello, perché affrontare di nuovo il posto che dovrebbe chiamare casa, che chiamava casa anni fa, non ci riusciva. Se doveva ammetterlo, era un po' triste vedere tutti quanti con i loro abiti normali, tutti i giorni e tutte le ore, mentre lui non poteva fare altro che rimanere con la divisa scolastica. Non che potesse farci molto, ma almeno era calda.

Stava sdraiato sul letto, e, per la prima volta da quanto ricordasse, non aveva voglia di alzarsi. Aveva ancora gli occhi chiusi, e decise giusto di aprirli. Harry e Ron stavano iniziando a scartare dei regali. Non sapeva se voleva guardarli o meno, sarebbe stato interessante, ma gli avrebbe anche ricordato ciò che non aveva.

Non che ormai avesse scelta, poiché lo videro. "Oh, ehi Naruto, buon Natale!" Harry da quando li aveva incontrati in biblioteca sembrava star guardarlo di piú, e quindi lo salutava di piú. Naruto si chiese brevemente se era un modo per restituire un favore o qualcos'altro.

"Buon Natale Naruto! Vieni ad aprire i regali?" Regali? Lui non aveva regali. Istintivamente guardò alla base del suo letto e vide un paio di pacchetti. Dopo riguardò Ron ed Harry, il secondo che sembrava vagamente consapevole della sua sensazione di sorpresa.

Si alzò piano dal letto e vide che erano solo due pacchetti. Prese il più piccolo e compatto, al tatto era un libro. Si sedette a terra e lo scartò in silenzio, non facendo caso ai suoi due compagni di casa. Sopra la copertina c'era un piccolo biglietto.

"Ho scoperto che ti piace esplorare. Questo ti potrebbe piacere."

-Solo un vecchio scorbutico

Silente. Era del preside. Qualcosa di caldo avvolse il petto di Naruto, ma lo ignorò e mise il biglietto sul letto, per vedere il libro. 'Hogwarts' founders: what we know about' era il titolo, e il biondo pensò che davvero ne sapeva poco sui fondatori del castello. Non era male saperne di più. [1]

Finito il suo momento, si guardò intorno, e vide Harry aprire un pacco informe, molto simile a quello che aveva vicino al letto. Ron aveva appena detto 'un maglione alla Weasley', qualunque cosa significasse.

"Ci fa un maglione tutti gli anni" continuò il rosso. "E i miei sono sempre bordeaux." Da come lo disse non sembrava gli piacesse il colore.

Naruto guardò il pacco tra le mani, e lo aprì. Come immaginava era un maglione. Si girò verso Ron per fare una domanda, ma lui lo interruppe ancor prima che potesse iniziare.

Guardava di un lato, arrossendo e con una mano dietro al collo. "Le ho chiesto io di fartelo." Cosa? Il ragazzo però non vide la sua sorpresa e continuò. "Ho notato… beh, che non hai molti vestiti, e vai sempre in giro con la divisa scolastica" il biondo si sentì imbarazzato di questo, visto che era già mira delle prese in giro di Draco il suo essere povero. "Quindi le ho chiesto se poteva fartene uno, e le ho detto come sei fatto in modo che potesse farlo abbinato, e so che non erano fatti miei o altro, e forse tu… ehm" Ron sembrava essere entrato un po' nel panico e gesticolava con le mani, mentre Harry da un lato guardava divertito. "Forse non ti piace nemmeno, so che non è il massimo, ma non sapevo che altro fare e-"

"Grazie." Il biondo lo fermò, con un sorriso genuino in viso, stringendo con le mani il maglione blu con la lettera N d'oro. "Grazie davvero, posso… ehm, voglio dire, potresti mandarle una lettera da parte mia?" Voleva ringraziarla. Ne aveva bisogno. Non capiva nemmeno perché Ron le avesse chiesto di fargli un maglione, dopotutto non erano fatti suoi, ma non significava che non voleva ringraziare la donna dietro quel maglione che stringeva nelle mani.

"Posso mandarle una lettera anch'io poi?" Si aggiunse Harry, mentre mangiava una mou fatta in casa, presa dalla scatola vicino al maglione, che aveva anche Naruto.

"Certo, quando l'hai scritta posso mandarla." Il Weasley lo guardò finalmente negli occhi, ancora un po' imbarazzato, e Naruto si meravigliò di quanto il solo gesto di Ron di notare la sua mancanza di vestiario lo fece sentire bene, ma cancellò in fretta la sensazione e rinchiuse quella minima fiamma che iniziò a crescere in una cella della sua mente. "E Harry la tua lettera puoi mandarla tu no?"

L'altro annuì e Naruto silenziosamente posò ciò che aveva ricevuto nel suo cassetto, con l'eccezione del maglione che ora indossava, e con la lettera di Silente sopra a tutto. Si rigirò verso i due ragazzi quando sentì Ron dire 'Mantello dell'Invisibilità'. Tutto l'imbarazzo di prima se ne era andato dal rosso, per essere sostituito con eccitazione e stupore. Il biondo seguì lo sguardo del Weasley e vide anche lui ciò di cui parlava.

Harry aveva in mano un mantello argenteo, e al "Ne sono sicuro… provalo!" il ragazzo se lo gettò sulle spalle, e difatti scomparse, beh non del tutto, la testa era ancora scoperta, ma quando il ragazzo lo tirò su tutto il corpo, Naruto rimase stupito. Completamente.

Il ragazzo era completamente invisibile, e se non fosse per il respiro pesante di sorpresa che uscì da lui, il biondo avrebbe pensato che quel mantello potesse cancellare del tutto la presenza di una persona.

Era comunque fantastico, un mantello dell'invisibilità. A Naruto vennero subito in mente un centinaio di utilizzi, e la sua mente rimase qualche secondo immobilizzata sul pensare a come creare un mantello del genere. Ovviamente però, lui non lo sapeva.

"C'è un biglietto!" Ron notò d'un tratto, distogliendo la sua testa da tutte le domande. "È caduto un biglietto."

E un biglietto c'era, appena appoggiato a terra, abbastanza piccolo da essere a malapena notato. Naruto guardò mentre Harry lo leggeva con le sopracciglia corrugate. Si chiedeva cosa ci fosse di strano e di chi fosse, e stava per dirlo, prima di trattenersi, ritenendo che non fossero affari suoi. Dopotutto non erano nemmeno amici… Erano giusto compagni, sì compagni che si facevano favori a vicenda e notavano le mancanze di vestiario di un altro. Nulla di speciale.

Quel pensiero gli fece dare un'occhiata di impulso al rosso, ancora stupito ed eccitato dal mantello, e Naruto non poté fare a meno di pensare di come Ron non era così distratto come quanto sembrava. Se notava addirittura lui.

Il lungo filo di pensieri che poi sarebbero seguiti a questo furono poi bloccati dall'intrusione dei gemelli Weasley. "Buon Natale!" Urlarono con due sorrisi stampati sul volto. Il biondo notò appena che il mantello di Harry era sparito.

"Ehi, guarda… anche Harry e Naruto hanno un maglione alla Weasley!" Fece notare uno dei due, probabilmente George se il maglione con la G che indossava indicasse giusto. Per quanto ne sapeva avrebbero potuto metterli sbagliati di proposito.

"Sì ma guarda qui, quello loro è più bello" fece notare l'altro gemello. "Mamma ci mette più impegno se non sei di famiglia." Fred alzò il braccio poi, e agguantò la persona più vicina a lui che non fosse suo fratello. Questa persone capitava di essere Naruto, ora ritrovatosi con un braccio intorno alla spalla e molto più contatto fisico di quanto era abituato.

George si mise una mano sul mento pensieroso, e parlò con quella che doveva sembrare una voce seria. "Ora che me lo fai pensare, questi due sono tue gocce d'acqua" fece un gesto verso Harry e lui mentre parlava al suo rapitore. "Manca forse un po' di rosso in testa e delle lentiggini."

Il biondo era perso. A disagio per lo stretto contatto e per essere osservato così tanto. Uno sguardo ad Harry gli disse che anche l'altro non sapeva che fare.

"E tu, Ron, perché non ti sei messo il tuo?" Fece George distogliendo lo sguardo finalmente per guardare il fratello minore. "Sono belli caldi, sai."

Ron se lo infilò sconfortato, mentre borbottava qualcosa che sembrava essere "odio il bordeaux", ma Naruto era troppo occupato dal restare fermo paralizzato per farci troppo caso. I gemelli semplicemente avevano contatto fisico con tutti, questo non era diverso.

I due gemelli stavano giusto iniziando a dire qualcos'altro, quando un'altra voce si unì, Percy. "Che cos'è tutto questo chiasso?"

Fred lasciò finalmente Naruto per girarsi dalla parte del nuovo arrivato, perdendosi come il biondo fece due passi indietro e sospirò per il sollievo.

Non si era reso conto di essere stato teso come una corda di un arco quando ebbe il braccio intorno alle spalle. E sperò che nessuno lo avesse notato. Sarebbe stato solo imbarazzante.

Quando poi si diede la libertà di guardare Percy, lo vide con in braccio anche lui un maglione, che Fred prontamente afferrò.

"P come prefetto" disse ignorando che Percy iniziasse con la P. "Infilatelo anche tu dai! Ce li siamo messi tutti!" Ma non era un'esortazione, visto che fu costretto ad infilarlo di forza dai suoi due fratelli.

E poi George parlò, mostrando il suo interesse per la famiglia unita. "Oggi scordati di sederti al tavolo dei prefetti!" Lo chiamò, quasi come un rimprovero. "Il Natale si passa in famiglia." Famiglia. E che bella era quella dei Weasley si ritrovò poi a pensare, mentre vedeva i due trascinare il loro fratello, ancora intrappolato nel maglione.

Ai Weasley importava di tutti, famiglia o meno. Lui avrebbe voluto una famiglia del genere.

Quello che venne dopo, fu il miglior pranzo della sua non tanto lunga vita. C'erano, letteralmente, montagne di cibo. Pollo, tacchino, patate, e qualunque cibo natalizio a cui qualcuno poteva pensare. Se qualcuno gli avesse mai detto, anni prima, che in poco tempo si sarebbe ritrovato in un pranzo del genere, non avrebbe avuto nemmeno un po' di esitazione nel negarlo.

Qualcuno penserebbe che dopo 4 mesi ad Hogwarts si sarebbe abituato, e lo aveva fatto, ma questo banchetto era grande quanto quello del primo giorno, e per molte meno persone. La sua mente per una volta non si chiese nemmeno come avrebbero finito tutto quello e che fine avrebbe fatto il cibo in eccesso.

Ascoltava gli altri parlare, girava gli occhi per la stanza, vedendo i professori divertirsi, faceva attenzione alle battute dei gemelli Weasley, e sentiva un po' più lontano alcuni Tassorosso di anni disparati parlare con emozione delle loro vicende. Aveva aperto anche lui un 'Christmas cracker', qualsiasi cosa fosse, con Fred che aveva insistito, e aveva trovato una 'Moon Chart'. [2]

Era immerso in quello che aveva intorno, con un maglione simile a quello di molti altri indosso, e il cibo migliore che avesse mai visto a circondarlo. Stava in un silenzio quasi confortevole, mentre tutti quelli intorno a lui si divertivano come meglio potevano.

E ad un tratto, aveva di nuovo 5 anni. Era il 23 Luglio, ed erano in gita.

(*Inizio Flashback*)

Erano in una valle in mezzo al nulla. Beh, non proprio in mezzo al nulla, visto che c'erano monti, erba e molto altro, ma Naruto non sapeva dove si trovavano. Gli piaceva però. Era fresco, e pieno di spazio, e poteva muoversi molto di più che a casa. Era bello. Ed era la prima volta che andava così lontano da casa, quindi era speciale.

Poteva correre quanto voleva, e questo stava facendo infatti, correre con i suoi fratelli e le sue sorelle. Sì, gli avevano spiegato che non erano davvero fratelli, ma in questo libro che aveva letto (lo aveva fatto da solo!) c'erano due ragazzi che non erano davvero fratelli, come loro, ma tutti li chiamavano così. Dopotutto vivevano assieme e la stessa persona si prendeva cura di loro. Proprio come loro.

Quindi erano fratelli, sì.

"Naruto la palla!" Ah sì, stavano giocando ad un gioco. Si girò verso la voce, e vide in alto una sfera blu andare verso di lui. Fece vari passi indietro e alzò le mani pronto a prenderla.

"Non andate lontani!" Sentiva in lontananza dagli adulti, ma non facevano davvero molta attenzione a loro bambini. Forse avrebbe dovuto dirlo alla matrona. Ripuntò la sua attenzione sulla palla, e saltò per prenderla con le mani in alto.

"Presa!" Urlò, e ricominciò a correre, guardandosi intorno. Poteva passarla, sì, ma era vicino alla zona creata lì tra i loro due zaini. Corse più veloce.

Era lontano dalla squadra contro, ed era sempre più vicino all'obiettivo. La palla nelle sue due mani, troppo grande per una sola, si preparò a lanciarla.

Alzò le braccia in alto, guardando la porta e si passò la lingua sulle labbra. I suoi capelli disordinati ondeggiavano un po', lo facevano sentire veloce, sempre più veloce. Piegò le braccia, e lanciò la palla.

Aveva fatto punto! Lo aveva fatto! Lui, Naruto, aveva fatto punto!

Di solito lo facevano solo i bambini più grandi, che avevano già 7 anni, ma aveva vinto lui! La sua gioia non finì nemmeno quando correndo eccitato mise il piede in una rientranza nel terreno, e cadde a terra.

Stranamente un adulto se ne accorse presto, perché una signora- no una ragazza, si arrabbiavano quando le chiamava signora- venne da lui.

Si stava già sedendo quando lei lo aiutò. Lui stava ridendo, aveva fatto punto sapete! Si sarebbero complimentati con lui tutti quanti ora! Era sicuro che Leo sarebbe stato super geloso di lui!

"Tranquillo, non piangere, non è niente, ora vediamo." Non stava piangendo, perché la ragazza lo credeva?

Alzò la testa verso di lei, e con un po' di confusione le rispose. "Non sto piangendo" poi riprese a sorridere e si alzò in piedi e indicò la zona dove aveva fatto passare la palla poco prima. "Ho fatto punto!" La ragazza gli sorrise e annuì, allora lui si girò verso alcuni bambini che erano venuti a vedere cosa era successo e continuò. "Avete visto? Ho fatto punto! Ho fatto punto!" Si indicò con un dito al petto e sorrise raggiante.

"È stato fantastico! Hai preso la palla e poi hai subito iniziato a correre! Eri tipo super velocissimo! E non ti fermavi! Hai segnato con la palla da lontanissimo! E quella è entrata in modo super veloce! Io non riuscivo a vederla, ma poi è entrata e hai fatto goal!" Mark era più eccitato di lui e continuò a parlare e fare gesti con le mani e sorrideva tantissimo.

Lo interruppe Ned. "Sì, è stato fantastico! È stato un tiro potentissimo! La prossima volta lo farò io però, e sarà molto meglio!" Ned aveva un anno più di lui, ma era super divertente, anche se Naruto non capiva come mai prendeva in giro un altro bambino.

Mentre altri bambini iniziavano a complimentarsi, o alcuni sbuffare perché aveva fatto punto e loro no, la ragazza li interruppe tutti. "Dobbiamo disinfettare questo ginocchio, c'è un graffio."

Il bambino si era completamente dimenticato di essere caduto, si guardò velocemente il ginocchio e notò un dei graffi rossi. "Oh" fu l'unica cosa che riuscì a dire prima di essere trascinato via verso una scatola dove c'era l'acqua disinfettante. Alcuni bambini lo seguirono, ma la ragazza li fece andare via e poco dopo tornarono a giocare. Non era giusto, non voleva smettere di giocare proprio ora che aveva fatto punto.

"Questo pizzicherà un po', ma tu devi essere forte ok?" L'altra gli disse mentre prendeva una bottiglia rosa e del cotone. Lui annuì brevemente, e lei verso il liquido- acqua ossigenata si chiamava, anche se non sapeva perché- sulla sua gamba.

"Resisti ancora un po'" gli disse, ma a lui non faceva male. Poi tamponò con il cotone, e quando ebbe finito gli mise un cerotto.

"Tutto finito. Vedi, il dolore è passato." Gli sorrise e lo guardò, mentre metteva a posto la roba.

"Ma non faceva male" le rispose invece, guardandola strano.

"Certamente." Non sembrava credergli. "A volte però ammettere che qualcosa faccia male va bene ok?" Si abbassò e gli mise una mano sulla spalla.

"Ma non faceva male" ripeté. Perché non gli credeva? Non diceva bugie.

"Va bene, se lo dici tu…" la ragazza alzò gli occhi verso l'alto e poi si alzò. "Ma ora andiamo, dobbiamo mangiare. Non vuoi perderti il pranzo al tuo compleanno, vero?"

"Sì! Avrò il mio dolce?" Era eccitato, era l'unico giorno in cui poteva avere dei dolci dopotutto…

"Sì tranquillo tesoro." Lo portò dagli altri ora seduti in cerchio, e gli diedero un panino mentre lo davano anche agli altri. Non sembrava avessero giocato molto dopo che se ne era andato allora.

Mangiarono tutti in fretta, ansiosi di tornare a giocare, mentre ridevano tutti insieme. Tutti era una parola grande ovviamente, quelli più grandi degli otto anni erano a qualche metro di distanza. Ma non gli importava, era concentrato solo sul cupcake che dopo avrebbe avuto.

E quando finirono, finalmente ricevette il suo dolce. Aveva la candelina già accesa, e il fuoco era in continuo movimento. Ma erano gli altri a interessarlo. Tutti i bambini (anche quelli più grandi) si erano messi intorno a lui, sorridendo, notò alcuni più di altri e qualcuno non lo faceva proprio, e iniziarono a cantare la classica canzone di compleanno…

Era bellissimo.

(*Fine Flashback*)

Ripensare a quel ricordo faceva male in realtà. Sapere che allora lui aveva delle persone a sorridergli al compleanno, a cantare per lui. Quando chiamava ancora l'orfanotrofio casa, e pensava agli altri là dentro come fratelli. Era stato stupido, non si rendeva nemmeno conto di come i più silenziosi venivano presi di mira.

Gli sembrava tutto una grande favola. Una grande favola senza cavaliere, né principessa. Non avevano genitori, o spazio, o soldi, o cose proprie, ma gli era sembrato comunque di vivere in un sogno. Era così stupido. Ad emozionarsi per un goal. Così stupido.

"Eppure eri così felice…" Gli sussurrò una vocina interiore traditoria. Cercò di ignorarla e tornare a mangiare, ma non ne aveva più voglia. Quindi contro ogni sua buona coscienza si alzò.

Ovviamente tutti lo notarono, essendo già in pochi nella stanza, ma lui provò a non farci caso ed iniziò ad andarsene, ma una voce lo fermò. "Dove vai?" Era Percy, e Naruto dovette ricordarsi che era il suo prefetto, quindi era normale che lo chiedesse.

Una scusa gli scivolò dalla lingua facilmente. "… in bagno." Quindi continuò a camminare mentre dietro di lui qualcuno gli diceva di fare in fretta perché tra poco ci sarebbe stato il dolce. Ah sì, era stato di nuovo Percy a parlare.

Uscì dalla sala con la sensazione di vari occhi addosso e camminò. Ovviamente non stava andando verso il bagno, ma questo non voleva dire che avesse idea di dove fosse diretto.

Era sovrappensiero, andando avanti solo per distrarsi dalla sua mente, come aveva fatto mesi prima all'orfanotrofio. Solo quello avrebbe dovuto farlo smettere, visto che la prima volta era finito male, ma non si fermò. Non che ne avesse un controllo. Al momento era la parte irrazionale del suo cervello a farlo andare avanti.

Salì delle scale a un certo punto, quali? Non lo sapeva. I suoi piedi andavano avanti, e andavano avanti, e andavano avanti. Non si fermavano.

Fuori dal castello neve scendeva pian piano, indisturbata dalla confusione della sua mente. Era un foglio, pieno di scarabocchi di un bambino, con nemmeno qualcosa che esce fuori da tutte quelle linee.

Quindi in mancanza di pensiero logico uscito dalla sua testa, era il suo corpo a comandare, a portarlo fino al terzo piano. In un luogo sicuramente lontano dal bagno.

La nebbia dalla sua mente se ne andò solo quando arrivò davanti alla porta del corridoio del terzo piano. La porta che lo separava da Fuffi.

Era ironia quella? La sua testa lo stava prendendo per il culo?

Perché non trovava altra risposta, visto che quella porta gli ricordava della notte di qualche mese fa, quando aveva creduto, sperato, che sarebbe riuscito a farsi degli amici, a divertirsi con loro, a fare guai con loro. Invece, mesi dopo, non aveva fatto alcun progresso.


[1] Il libro è completamente di mia invenzione.

[2] Scusate, non sono inglese, e non so se i 'Christmas cracker' siano ciò che ho capito che siano, qui in italia non si usano... La 'Moon Chart' (Carte della Luna in italiano) è invece una carta che dovrebbe aiutarti a capire lo spostamento della Luna...


Quindi eccoci qua, il capitolo è finito. Avrete notato che ho messo degli stacchi minori tra quelli grandi per rendere un po' più ordinato il tutto.

Quel Flashback... è uscito dal nulla, giuro. Anche Naruto che scappava è stato completamente improvvisato, e scusate per avervi lascisto così, tra le altre cose... non odiatemi.

ATTENZIONE: In questopi giorni potreste vedere degli aggiornamenti alla mia storia, ma sono solo io che aggiusto cose dei primi capitoli, visto che non mi piace come li ho scritti. Non ci saranno cambiamenti di trama o altro, ma miglioro la battitura, aggiungo qualche dettaglio, e qualche collegamento a questo ultimi capitoli. Nessun cambiamento sostanziale, quindo potete anche non leggerli.


Riverdog:

Sono felice che ti piaccia la storia seriamente, e sì, Snape si sta riscaldando con Naruto, ma no, non lo sta realmente facendo. Come dire... lo tollera di più...? Preferisce lui agli altri studenti che odia...? Piú o meno cose del genere. Ma è Snape di cui parliamo, quindi per il momento avrà ancora prese in giro per Naruto e altro. Poi, sono felice che tu abbia notato che ho dato a Naruto il volere di non arrendersi, perché è fatto così, e sono dell'opinione che il Naruto canon avrebbe trovato la soluzione senza l'aiuto di Sally-Anne, pensando in modo molto imprevedibile... Il mio Naruto ha invece avuto bisogno di un aiuto diciamo...

Poi beh, la cosa che hai detto riguardo Silente e il suo punto di vista sul ragazzo mi piace, potrei seriamente far succedere qualcosa del genere più in futuro, quindi congratulazioni...? Comunque mi hai dato un paio di idee, quindi grazie.

Grazie per i tuoi complimenti per il disegno, in realtà non è il mio preferito e stavo pensando di fare qualche altro disegno lì, sperando che vengano meglio... E sì, piaceva anche a me l'idea della magia senza bacchetta perché è qualcosa che ricords il chakra, e può dsrgli qualcosa di diverso dagli altri senspza che io mi inventi qualche potere speciale che potrebbe risultare troppo OP.

Per quanto riguarda la questione pet... mi dispiace, ma non credo ne avrà uno almeno fino al terzo anno, e anche se fosse, non sarà una fenice. Niente contro, semplicemente ho letto troppe fanfiction con il protagonista nel mondo magico che riesce a trovare una fenice e volevo fare qualcosa di diverso. Ovviamente poi non avrei aggiunto la storia della sua piuma di fenice se non ne volessi fare qualcosa, ma per il momento quell'informazione sarà inutile. Quando avrà un ruolo sarà sicuramente quando Naruto sarà più grande.

Ancora una cosa, Naruto è un bambino a cui nessuno ha ancora cambiato la percezione di sé stesso.


Ora, prima di salutarvi del tutto vorrei raccomandarvi una storia. Se vi piace l'MCU e soprattutto il rapporto Spiderson/Irondad, senza avere problemi con l'angoscia, andatevi a leggere "A Beautiful Lie" di RayRox360. Vi lascio qui la trama e un pensiero personale senza spoiler.

Head Down. Mouth shut. Quiet. Survive. Peter knows the drill. Richard Parker has been carving it into him for years now. But things get complicated after Germany, after Tony Stark. With the Avengers scattered and the Accords in pieces, Tony's a wreck. Enter Spider-Kid, complete with bruises, excuses and a deep, dark secret. Still, who better to help a hero than another hero?

La fanfiction non è finita, per il momento ha da poco concluso il suo atto I. Vi avverto, sono 24 capitoli da più o meno 15k/20k parole, con il massimo che è arrivato a 30k. Ma merita. L'ho letta in 4 giorni, forse 3 e ho addirittura pianto due volte, per quanto mi sono immersa. C'è molta angst, tipo MOLTA, e plot twist e sorprese spesso, ma non troppo. È scritta in modo magnifico e io non riuscivo a smettere di leggerla. Dipinge i personaggi in maniera fantastica, ed è ambientata più o meno durante Civil War. Ti verranno da odiare le persone che l'autore vuole che vengano odiate, a amerai le altre. Ha una scrittura magnifica (credo do averlo già detto lol) ed è la mia fanfiction preferita al momento. Vi consiglio di darle un'occhiata anche se non siete grandi fan della Marvel, perché io ad esempio non ho mai visto Civil War, ma questa fic l'ho capita ed adorata comunque. Ovviamente dovete sapere le basi, tipo che Spiderman è Peter Parker, così chi sono gli Avengers, ma poi? Tutto fa da sé.


Ora vi saluto allora.

Ciao!