THANOS:MEMORIE
2018
Thanos era dentro una stanza nera,seduto sul suo trono.
Era alto più di 3 metri,aveva la pelle viola,muscolatura massiccia,testa calva,occhi neri,con l'iride azzurro,aveva il mento largo e lungo,pieno di linee verticali che arrivavano fino al labbro inferiore e non andavano oltre i confini della bocca.
C'erano anche 3 linee che partivano dal labbro superiore e andavano in obliquo verso l'alto.
La prima linea arrivava sotto l'occhio e poi passava sulla fronte,mentre la terza linea partiva dall'estremità della bocca e passava sullo zigomo.
Non aveva le sopracciglia.
Indossava una maglietta di gomma nera che lasciava scoperto il collo e la parte centrale iniziale del petto.
Anche le braccia e le spalle erano scoperte e sembravano quelle di un culturista.
Dalle spalle scendevano quattro linee verticali che poi passavano sul retro dell'avambraccio fino al dorso delle mani.
Aveva dei pantaloni marrone scuro,quasi neri,degli stivali neri,con la parte superiore d'oro e delle ginocchiere ad essi collegate d'oro.
Il trono era senza schienale,aveva una base rettangolare,con dei braccioli rettangolari spessi e fusi con i lati del trono.
FLASHBACK
Thanos era nella scia di polvere che portava verso un buco nero,con solo un panno bianco legato all'altezza della vita,poi si voltò e vide un'astronave il lontananza.
La parte davanti era allungata verso l'alto,sembrava fatta d'oro e aveva un vetro sulla parte superiore fatto a triangolo rovesciato.
La parte finale dell'astronave sembrava una coda con una punta alla fine.
Aveva dei ponti di energia sui lati e sulle parti superiori che collegavano quattro protuberanze che erano piatte e a semi ellisse.
Dopo essere entrato andò in una stanza dove c'era un trono sopra degli scalini e pensava "Non ci sono simboli di Sui San, né nella mia nave,ne nei templi, né nelle fabbriche di raccolta, salvo per lo stemma della famiglia degli eterni di Titano che adorna le alte colonne.
Mia madre una volta si occupava di tutto questo.
La nostra somiglianza,sotto certi aspetti, non ha bisogno di essere vista da occhi pubblici.
Se fossi più dispettoso, potrei mettere in giro statue sgargianti come mio fratello o costruire un tempio sontuoso come mia sorella in modo che mia madre possa guardare ciò che era venuta a disprezzare.
Il problema è che il suo corpo divino è stato distrutto.
Lei mi avrebbe guardato dall'alto in basso.
Starebbe eternamente a guardare.
Eppure nelle mie stanze,nel mio tempio, nelle sezioni private della mia nave, Sui San vive.
Nei ritratti, nei busti e negli arazzi, lei mi fissa con uno sguardo fiero e amorevole.
È qui che torno dopo decisioni difficili o rapporti sfortunati con i miei fratelli.
Ed è stato anche qui che mi sono ritirato in quei giorni rari e orrendi in cui il dubbio nel loro lavoro si insinuava nel mio cervello e affondava nelle mie ossa.
Questo è un giorno simile."
Thanos entrò dentro una stanza e si diresse verso una parete,fissò il ritratto più grande di Sui San e le accarezzò dolcemente la guancia dipinta.
Sui San aveva i capelli neri,a mezzo collo,le labbra verdi e una tuta aderente nera che lasciava scoperte solo le spalle e le braccia.
"Ho i ricordi più diversi di lei."pensò Thanos "Ricordi di come non volesse vedermi,delle lezioni che mi dava,di come mi istruisse sempre da solo.
Quando arrivavano i fedeli io ero sempre accanto a lei.
Si assicurò che sapessi tutto di ciò che aveva costruito per la nostra famiglia e che un giorno avrei potuto governare con lei.
Anche se so che lo faceva solo perché ero suo figlio,altrimenti non avrebbe mai fatto una cosa simile.
Io sono diverso dagli altri Eterni.
Mio padre e mia madre sono uguali agli uomini,come anche mio fratello,ma la mia forza cosmica è quella di un distruttore,come anche mia sorella.
L'energia cosmica è in qualche modo instabile in me,perciò il mio aspetto ne risente.
Tutto ciò accadeva una volta.
Era stato prima che gli altri fratelli tornassero da lei.
Prima che mia madre li facesse rientrare a casa."
Le sue dita enormi toccavano il suo collo sottile, la vernice che quasi sembrava carne.
"Non era per niente tranquilla quando doveva entrare in contatto con me."pensò Thanos"Eppure...era stato così bello quando eravamo solo noi 2.
Ci siamo capiti perfettamente.
Mai gli altri 2 erano stati così vicini a lei come me."
Thanos chiuse gli occhi ed emise un sospiro pensando"Lei mi avrebbe guidato.
Lo ha sempre fatto."
Si spostò sul letto e toccò un piccolo interruttore nel muro accanto pensando "Ho bisogno di Sui San qui per sentire che ho ragione, che sto facendo ciò che è giusto, portando avanti il suo nome con orgoglio e grazia."
Le luci principali si oscurarono tranne una e da quella luce apparve un ologramma di Sui San.
"È come mi piace ricordarla,prima che le cose si complicassero ancora."pensò Thanos "Era regale,bella e piena di potere cosmico dentro di se.
Non oso mai evocare la sua anima per paura di rimproveri,ma questo ologramma mi basta."
"Thanos."disse lei.
I suoi occhi si chiusero per la soddisfazione.
Lui si alzò e toccò il voltò dell'ologramma passandoci dentro le dita.
"Madre." sussurrò Thanos e la sua voce era appena udibile.
L'ologramma gli baciò la fronte "Calma, mio caro ragazzo.
Dimmi i tuoi problemi. "
L'ologramma si sedette sul suo letto e lui la seguì, inginocchiandosi ai suoi piedi per adorarla e tentò di accarezzarle i capelli.
"Non sei lei."disse Thanos.
"No."disse l'ologramma "La sua anima non sarebbe così disponibile."
"Perché, madre?"disse Thanos "Perché ti sei rivoltata contro di me?
Che cosa avevo fatto per farci allontanare così tanto? "
Lei gli rivolse un sorriso triste"Arriva un momento in cui dobbiamo andare avanti da soli.
Ma non ti ho lasciato.
Sono qui."
L'ologramma indicò il petto di Thanos.
"Si, madre."disse Thanos "Tu sei qui."
"Sei bravo,Thanos."disse l'ologramma mettendogli la mano destra sulla guancia"Sei un bravo ragazzo."
"I legami eterni erano cari a noi e non avevano restrizioni."pensò Thanos "La famiglia esisteva per farsi adorare dai mortali e farsi adorare era tutto.
Non c'era nessun sentimento speciale verso nessun mortale,solo tra noi."
Thanos chiuse gli occhi e raggiunse il muro, premendo l'interruttore per spegnare l'ologramma,poi le luci si accesero di nuovo.
"Le cose sono tornate come prima, come dovrebbero essere."pensò Thanos.
Qualcuno bussò alla porta.
"Parla."disse Thanos.
La porta rimase chiusa,ma una voce parlò"Dio vivente,hanno ritrovato una parte dell'energia di sua madre in un eterno inattivo.
Lei è sulla Terra. "
Thanos si sedette, toccando lo spazio vuoto del letto accanto a lui.
"Forse le cose stanno tornando come un tempo."pensò Thanos " Forse mia madre non se n'è andata completamente."
"Fate rotta verso la base su Giove."disse Thanos.
"Come comandi,divino."disse la voce.
Thanos si mise in ginocchio a terra e spalancò le braccia pronunciando incantesimi a voce e facendo comparire simboli di energia mistica a terra,poi la sua mente andò nei piani superiori.
Vide ancora Sui San.
"Mi sei mancata tanto."disse Thanos.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Nel piano astrale non riuscivo a ricordare perché non era con me o cosa le fosse successo."
Sui San si sporse dando un bacio sulla guancia di Thanos "Mi sei mancato anche tu,figlio."
La sua espressione cambiò e divenne piena di rimproveri.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Conosco quella faccia,mi perseguita nelle mie ore di veglia."
"Mi hai ucciso" disse Sui San "Hai ucciso tutto."
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Ed ecco,la brutta verità dalla quale non posso fuggire."
Il dio si svegliò.
FINE FLASHBACK
Thanos era ancora seduto sul suo trono nel buio.
FLASHBACK
Più di 1,5 milioni di anni prima, Sui San era ad un tavolo di metallo con Eros,Terraxia e Thanos e improvvisamente si mise la mano destra sul volto e il dito indice sulla tempia.
Terraxia che indossava un'armatura completa tranne l'elmo.
Il volto era viola e aveva le stesse identiche linee sul mento e sugli zigomi di Thanos e aveva lunghi capelli bianchi.
Il collo era coperto da una placca d'oro che ci girava intorno lasciando uno spazio tra la pelle.
Le spalle erano coperte da un'unica placca d'oro che passava anche sull'inizio del petto e terminava a punta al centro,anche se c'erano piccole placche nere prima della pelle,dove la corazza formava delle punte.
Le spalle erano coperte da una placca d'oro sulla parte esterna,mentre la parte laterale era scoperta.
La placca sulle spalle aveva i bordi neri e copriva anche la parte laterale iniziale dei bicipiti,all'altezza del gomito aveva una circonferenza d'oro che teneva la placca sulle spalle e il bicipite era coperto da una placca d'oro.
Il seno era coperto da una placca d'oro al centro,nera in mezzo e d'oro ai lati,la parte centrale della pancia era coperta da placche dorate orizzontali,poi intorno c'erano 2 placche nere a forma di rombo e poi il resto era d'oro.
Sulla vita c'era una placca d'oro da cui partivano tre tessuti neri,uniti da una placca d'oro a triangolo che era alla fine.
Le gambe erano inizialmente nere,poi la parte esterna diventava d'oro e poi tutta la gamba diventava coperta d'oro,inclusi gli stivali.
Eros era un uomo con capelli rossi,corti,con la riga in mezzo.
Aveva una placca di metallo che,dai lati della testa, andava verso l'inizio del naso formando una punta,mentre sui lati passava sulle tempie e poi scendeva verso il basso,passava sugli zigomi e poi andava verso i lati della bocca.
Da sotto la linea di metallo che passava sugli zigomi partiva un costume aderente rosso che copriva il collo e la zona intorno al collo e aveva i bordi marroni.
Dalla parte frontale partivano delle cinghie marroni che passavano sotto le ascelle,la parte iniziale delle spalle era nera,con anche la zona sotto le ascelle e la parte più interna dei bicipiti.
La parte frontale delle spalle era rossa,come anche la parte esterna dei bicipiti e metà degli avambracci.
Aveva una spilla d'oro a triangolo incrociato con la punta verso il basso sulla spalla,cera una linea marrone verticale che passava sulla parte esterna del bicipite fin sotto al gomito,poi da metà dell'avambraccio partiva un guanto bianco che copriva anche le mani.
C'era una placca d'oro che copriva gli avambracci divisa in 2 parti,una superiore e una inferiore.
Quella superiore era fatta da placche orizzontali,la parte sotto aveva un buco ovale al centro.
I pettorali e la parte centrale della pancia erano bianche con i contorni marroni,mentre i fianchi erano rossi.
All'altezza della vita aveva una linea marrone che andava prima verso l'alto,sui fianchi,poi in orizzontale,poi in basso e poi in orizzontale sul davanti e sul dietro.
Le gambe erano nere fino e poco prima del ginocchio,poi c'erano 2 fasce d'oro e una tuta aderente bianca che percorreva la gamba fino al piede incluso.
AI lati del ginocchio c'erano 2 linee d'oro verticali con 2 linee orizzontali che le univano passando dietro,sotto il ginocchio c'era una linea d'oro orizzontale,poi,sulla parte posteriore del polpaccio c'era una linea d'oro orizzontale,poi 2 linee che andavano verso il basso restringendosi e arrivando ad una linea d'oro orizzontale sulla caviglia,il tallone,la punta delle scarpe era d'oro,poi c'era una linea d'oro orizzontale poco prima della punta,il resto era bianco.
Thanos aveva una corazza uguale a quella di Terraxia,ma era senza l'elmo.
Il collo era coperto da una placca d'oro che ci girava intorno lasciando uno spazio tra la pelle.
Le spalle erano coperte da un'unica placca d'oro che passava anche sull'inizio del petto e terminava a punta al centro,anche se c'erano piccole placche nere prima della pelle,dove la corazza formava delle punte.
Le spalle erano coperte da una placca d'oro sulla parte esterna,mentre la parte laterale era scoperta.
La placca sulle spalle aveva i bordi neri e copriva anche la parte laterale iniziale dei bicipiti,all'altezza del gomito aveva una circonferenza d'oro che teneva la placca sulle spalle e il bicipite era coperto da una placca d'oro.
I pettorali erano coperti da una placca d'oro al centro,nera in mezzo e d'oro ai lati,la parte centrale della pancia era coperta da placche dorate orizzontali,poi intorno c'erano 2 placche nere a forma di rombo e poi il resto era d'oro.
Sulla vita c'era una placca d'oro da cui partivano 3 tessuti neri,uniti da una placca d'oro a triangolo che era alla fine.
Le gambe erano inizialmente nere,poi la parte esterna diventava d'oro e poi tutta la gamba diventava coperta d'oro,inclusi gli stivali.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Quell'incontro era regolare,dato che voleva tenere vicini i suoi figli, sempre in lotta per la sua attenzione, per ogni secondo di rassicurazione o per lodi verbali, e sì, il danno che potevamo fare in tutto l'Universo se ci lasciava incontrollati era grande, senza dubbio, e andava tutto a beneficio di Titano,o meglio..agli eterni di Titano."
"Madre?"disse Thanos.
Sui San guardò alla sua destra e alzò un sopracciglio in direzione del figlio.
"Qualcosa non va?" disse Thanos "Hai bisogno di qualcosa?"
Dall'altra parte del tavolo, gli occhi di Terraxia si sono ristretti.
Si sporse in avanti,guardando attentamente Sui San,cercando di vedere cosa vedeva Thanos.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Terraxia non capiva mai.
Io vedevo molto più di lei.
Ero contento di aver ottenuto questa piccola vittoria si loro 2."
"Se la mamma ha bisogno di qualcosa, lei lo prenderà."disse Eros.
Thanos lanciò un'occhiata ad Eros e aprì la bocca per rispondere,ma non disse nulla però, perché Sui San si schiarì la gola.
"Non è niente."disse Sui San "Questa sera ho organizzato una cerimonia..."
Eros emise una risatina lenta e si alzò, si avvicinò e baciò la guancia di Sui San.
"Non posso aspettare." mormorò Eros,Sui San ridacchiò e lo allontanò, poi aspettò che se ne andasse prima di guardare Terraxia.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Terraxia,la sua prima figlia,pur essendo un distruttore era così bella.
E così letale.
Per molto tempo fu esiliata perché sospettata di aver fatto a pezzi diversi mortali per fare pratiche di magia nera.
Una cosa del genere era proibita a quel tempo.
Almeno non doveva sapersi."
Sui San alzò un sopracciglio,l'altra si alzò lentamente e le diede un bacio.
"Voglio che tu guardi i progressi sul pianeta Pandora."le disse Sui San con tono freddo e senza sorridere "A quanto pare gli elementali di quel mondo hanno lasciato i loro mortali per recarsi nelle dimensioni.
Mi aspetto un rapporto completo su quel pianeta a breve.
Dovrò comunicare i risultati all'altra colonia.
Devo sapere se è il momento di mettersi in viaggio verso quel pianeta."
VOCE NARRANTE DI THANOS
"L'unica cosa che si salva di Terraxia è che lei sa quando è sconfitta."
"Sì, mamma, inizierò subito."disse Terraxia.
La dea se ne andò.
"Finalmente la calma."pensò Thanos "Finalmente da solo con porte e finestre chiuse al mondo esterno. "
Sui San porse la mano a Thanos,lui si alzò, si inginocchiò e le prese la mano.
"Che cosa hai visto,Thanos?"disse Sui San.
"Madre,io..."disse Thanos prima di fermarsi come se non fosse sicuro di cosa dire o, più probabilmente, si chiedeva come dirlo senza sconvolgerla.
Sui San mise un dito sotto il mento di Thanos che gli fece alzare lo sguardo su di lei,incontrando i suoi occhi.
"Dimmi."disse Sui San.
Gli occhi di Thanos si spostano di lato, poi di nuovo verso di lei mentre faceva un respiro profondo"Hai toccato la tua tempia, madre."
VOCE NARRANTE DI THANOS
"Quello fu l'inizio.
Non accadde subito,passò molto tempo,ma tutto cominciò da li."
Sui San guardò Thanos, poi si alzò, si allontanò da lui, camminando lentamente attorno al tavolo. "Ti è piaciuto?" disse Sui San, senza mezzi termini "Tu vuoi che io vada fuori di testa vero?
Non te lo permetterò!"
"Non capisco cosa ti succede."disse Thanos "Perché ti comporti in questo modo con me?"
Sui San illuminò i suoi occhi di energia bianca.
VOCE NARRANTE DI THANOS
"La rabbia di mia madre stava raggiungendo un apice di violenza che non era eguagliato da millenni."
FINE FLASHBACK
"Tutto iniziò da li."pensò Thanos "Ci sono molti problemi associati all'eternità.
Io sono abbastanza sfortunato da provarli."
FLASHBACK
Thanos era seduto nella stanza della struttura dentro Giove e guardava la finestra pensando "Non c'è niente di più tragico di una promessa non mantenuta.
Le promesse infrante simboleggiano l'inevitabile degrado delle emozioni, lo sbiadire delle memorie passate,la rottura interiore.
Come i resti di un'antica civiltà, servono solo come un ricordo del passato, una storia persa per sempre.
Un filo che tiene insieme 2 persone viene tagliato via,mandandole alla deriva.
Provocano ferite interiori,fanno male,sanguinano, mai per guarire dalla stessa mano che le ha provocate.
Ha promesso che non mi avrebbe mai fatto del male.
Ha promesso che non se ne sarebbe mai andata.
E poi è successa una tragedia.
Dire che la Terra era come qualsiasi altro luogo sarebbe come paragonare una super-gigante a una stella nana e dire che erano uguali.
La Terra potrebbe fornire un raccolto sfuggito alle più selvagge immaginazioni di quasi tutti gli uomini d'affari, potrebbe portare abbastanza profitti per durare ancora 100000 anni.
La Terra, quindi, non era solo una proprietà .
È un tesoro.
Era il gioiello della corona della proprietà di Sui San, costruita su un retaggio di ricchezze,fedeli e rapporti spietati, e ciascuno di noi 3 la desiderava.
Ed era stata affidata a me e lei disse che dovevo averla a tempo debito.
All'epoca non avrei mai pensato a quello che sarebbe successo.
Ero un giovane dio arrogante che faceva guerre nei pianeti che trovavo per la brama di conquista,senza preoccuparmi di chi uccidevo o dei vizi a cui ero soggetto.
Non avevo ancora il mio nuovo ideale.
Le promesse sono una cosa molto forte per gli eterni di Titano.
Forse lo sono sempre,anche nelle famiglie dei mortali.
Di conseguenza,io non ho fatto promesse.
Tranne una.
Quella di adempiere al mio destino.
Ma per il resto,niente.
Se mi fosse stato offerto un accordo, avrei risposto che lo avrei preso in considerazione non appena fossero stati pienamente in grado di discutere la questione in toto,sia che si trattasse di nuovi adoratori,sia che si trattasse di altro.
Se si fanno affari, la faccenda deve essere molto seria, e devo essere certo che, più che essere in grado di discutere la questione per intero, erano capaci di portare profitto.
Ma Sui San me lo aveva promesso.
Ha fatto la promessa la notte in cui mio padre non era li e io ero certo che lei l'avrebbe mantenuta.
Il tempo era passato e io non avevo mai dubitato, perché aveva promesso.
Andammo sul pianeta Pandora e divenni un signore della guerra.
Le cose con lei degenerarono,non ragionava più lucidamente e ci battemmo.
Ci affrontammo corpo a corpo,usando i nostri poteri,ma poi la riportai alla ragione.
Dopo la nostra partenza da Pandora,lei mi ha coinvolto nella gestione delle industrie,mi ha lasciato fare affari, ha fatto del mio nome una leggenda prima ancora che iniziassi ad eliminare metà della popolazione di ogni mondo che trovavo.
Tranne che su Titano.
Li mi detestavano tutti.
Lei mi stava addestrando a controllare ciò che lei aveva comprato,non bastava più farsi venerare,io ero l'erede che avrebbe fatto prosperare la compagnia fino a quando le stelle si sarebbero sbriciolate nella polvere.
Tuttavia su Titano il mio nome significava desolazione.
Anche se ero un dio,venivo temuto a scacciato da tutti.
Nonostante ciò,mi occupavo incessantemente dei miei fedeli e con il tempo me ne affezionai,malgrado tutto.
In seguito mi fu concessa un'autorità sulla Terra, il che non fu una sorpresa.
Le sue altre proprietà erano più piccole, meno difficili da gestire, e caddi nel nuovo progetto con una facilità che fece sobbalzare tutti.
Eros divenne geloso di me, sempre più lunatico ogni giorno che passava.
Rimase sulla sua nave per visitare le sue proprietà più a lungo, fermandosi sul pianeta Titano solo durante i compleanni, se non mai.
Terraxia era meno drammatica.
Prese con prudenza le prove del favoritismo e passò più tempo su Cerise, ma non esitò mai a chiamarmi con qualche notizia che avrei potuto trovare di mio interesse.
Era chiaro a chiunque fosse a conoscenza del funzionamento interno della famiglia che io ero il protagonista dello spettacolo di Sui San,che però ha sempre nutrito un terrore nascosto per me.
Forse sapeva.
Mi istruiva, si prendeva cura di me e non mostrava mai quello che pensava davvero,almeno non in quei tempi.
Tuttavia la situazione degenerò in altri sensi.
Fece anche altre cose, cose che le madri non facevano di solito, cose che le madri non dovevano fare.
Cose che avrebbero dovuto disgustarmi, ma ciò non successe.
Noi non eravamo mortali.
E quello era il secondo problema con l'eternità: i confini tra l'essere un familiare e qualcosa di più cominciarono a confondersi.
Mille vite dei mortali passate insieme senza mai cambiare e si poteva facilmente dimenticare che uno era la prole e non il compagno, il figlio e non l'amato.
Non c'era un intervallo di età di 20,30,40 anni tra genitori e figli.
La distanza tra noi era più grande, ma i nostri corpi non l'avrebbero mai mostrato, e questo era ciò che ci avrebbe traditi.
E ammetto che a me non dispiaceva essere tradito.
Lei mi tradì in ogni modo possibile, o almeno così pensai.
Ogni linea di convenzioni sociali, ogni cosa che avessi mai conosciuto per certo, ogni momento di soddisfazione precedente era gettato nel dubbio e spazzato via dalle sue labbra al mio orecchio.
Poi, 3000 anni dopo, ho imparato cos'è il vero tradimento.
Mia madre mi ha chiesto di rompere le sue stesse promesse, tutte quelle che aveva detto a voce alta e tutte quelle premute sulla mia pelle con le labbra.
Lei me lo ha ha chiesto, e io sono andato in frantumi.
Un milione di pezzi lanciati negli angoli più remoti dello spazio.
Perché l'amavo e ,anche se ciò significava infrangere ogni codice di condotta che avevo mai imparato, anche se ciò significava strappargli il cuore dal petto,non potevo negare i suoi desideri.
I suoi ultimi, desideri.
E così feci come lei aveva chiesto,la sua forma esplose, e io caddi in ginocchio chiedendomi come mai fossi arrivato li.
Mi chiedevo se mi fossi mai odiato più di quanto non avessi fatto allora.
Mi chiedevo se potevo vivere un altro giorno.
Ero un infarinatura di vetri rotti, ed era tutto per colpa sua .
Ma ho superato il primo giorno.
E il secondo.
E poi ce l'ho fatta attraverso altre migliaia di anni, a sorvegliare i pianeti che mi aveva affidato,quasi dimenticando la faccia che avevo amato, o pensavo di amare, o forse mi era stata fatta amare tutti quegli anni prima.
Prima di capire quale era il mio destino.
Titano cadde.
Io continuai.
Ho equilibrato i mondi con mietiture,a volte guidate da me stesso,e ho amministrato ciò che avevo con il pugno di ferro,i concorrenti si piegarono alla mia influenza, le mortali si accalcarono al mio fianco, i nemici furono eliminati,e gli oppositori caddero.
Io, che ero diventato vuoto nel momento in cui il corpo di mia madre si era sbriciolato, che vivevo per mantenerla viva nella mia mente, che andai aventi per millenni e più con le mietiture credendo con la mia stessa anima che non l'avrei mai più rivista.
Come si è scoperto, ho vissuto eoni di menzogna.
Il terzo problema dell'eternità era che non accadeva mai nulla solo una volta.
Un pezzo della sua anima era entrata nel corpo di una neonata eterna,figlia della seconda moglie di mio padre ed era stata messa sulla Terra,insieme a dei mortali con ricordi fasulli innestati nella mente.
Aveva la stessa energia di mia madre.
Ma era latente.
Rividi mia madre volteggiare sopra un tavolo operatorio,mentre i mie uomini si avviavano ad eliminarla prima che il suo potere la cambiasse risvegliandosi.
Ma qualcosa era cambiata.
O meglio, ero io che ero cambiato: vuoto, solitario, vizioso, infranto.
Non ero più il figlio che aveva conosciuto, il che era appropriato, poiché non era più la madre che avevo amato.
Nel testamento di mia madre c'era scritto che se parte della sua anima fosse ricomparsa in qualcuno la Terra doveva essermi tolta.
Sapevo bene che mia madre non si era realmente fidata di me e si era preparata a togliermi alcune cose.
Ma non avevo mai guardato per vedere quali.
Quando ho saputo di tutto ciò ho capito.
Mi ha tradito per l'ultima volta.
La Terra era sua.
Delle centinaia di pianeti che possedeva, aveva curato il migliore.
Il meglio per la persona che amava di più - non suo figlio, non il suo amante , ma lei stessa.
Fu allora che mi resi definitivamente conto che non si era mai fidata di me.
Aveva sempre avuto intenzione di mantenere la Terra.
Perché ,alla fine, si fidava più di se stessa che di suo figlio. "
Thanos guardava l'ologramma di Heater sospesa sul lettino e la voleva morta.
FINE FLASHBACK
Thanos era nella stanza buia e pensava. "L'eterna divenne potente,mi sottrasse la Terra e mi cacciò.
Radunai il mio esercito segreto di Chitauri per attaccare,ma poi mi ricordai che sulla Terra c'era qualcosa che avevo cercato a lungo,qualcosa che valeva molto più del pianeta.
Avevo fatto si che nessuno conoscesse i miei segreti e il mio piano,così,per non espormi,feci un'alleanza con un elementale,promettendogli la Terra in cambio di quella cosa.
Un dio dell'inganno che però fallì."
Davanti a lui c'era un portale spirituale che mostrava delle immagini di Loki,poi il gigante viola allungò la mano,pronunciò delle formule e il portale si chiuse.
Thanos aveva le mani incrociate,poi si chinò leggermente in avanti "Allora,ho sentito che stavi per entrare in contatto con me,ma poi mi hanno detto che eri morto.
E poi ho sentito anche che stavi bene e varie altre cose…ma il fatto è,Loki,che io te non siamo persone che i mortali capiscono.
Siamo quelli che i mortali temono.
Ora che ho l'informazione che dovevo sapere,verrò a spezzarti il collo.
Non è niente di personale.
Io non sono...sono solo un messaggero."
L'astronave di Thor stava viaggiando nello spazio.
Thor e Loki erano davanti ad una vetrata rettangolare,rinforzata con linee di metallo.
Thor aveva una corazza nera,con 2 placche scure circolari sui pettorali,2 sotto di essi e 2 sulla pancia
Le placche erano divise in 2 colonne da 3.
Il dio del tuono aveva le braccia incrociate.
"Pensi davvero che sia una buona idea tornare sulla Terra?"disse Loki.
"Si,certo."disse Thor "Li la gente mi adora,sono molto popolare."
"Riformuliamo la domanda."disse Loki "Credi che sia una buona idea riportare me sulla Terra?"
"Forse no,sinceramente."disse Thor "Ma non mi preoccuperei.
Ho la sensazione che andrà tutto bene."
In quel momento apparve una nave enorme davanti a loro.
Il mezzo nero aveva una parte centrale piatta con luci rosse,la parte superiore ed inferiore leggermente a cupola da cui partivano 2 enormi punte dirette verso l'esterno che lentamente si avvicinavano le une alle altre ed erano molto più lunghe del mezzo stesso.
La parte centrale del mezzo aveva una placca verticale appuntita.
La parte posteriore del mezzo ara allargata con una punta verso il basso.
