CAPITOLO 147
Sharon, imbarazzata, si guardò intorno a testa bassa. «Se ti dicessi che non è come può sembrare mi crederesti?»
«No.» rispose secco Andy «Non potrò mai più crederti dopo che hai avuto il coraggio di mentirmi per settimane. Ma che dico per settimane? Per mesi!»
«Andy… non…»
«Per favore, zitta. È già stato abbastanza umiliante il fatto che il tuo ex marito abbia raccontato alla nostra festa, di fronte ai nostri colleghi, che mentre io ero in ospedale tra la vita e la morte tu te la spassavi con lui! La scopata del secolo!»
Sharon gli diede un sonoro schiaffo che non passò inosservato ai colleghi. «Non ti permetto di parlarmi così! Non sai cosa è successo, non puoi trarre conclusioni senza neanche sentire la mia versione dei fatti!» Sharon si agitò urlando e subito dopo si portò una mano al petto e si appoggiò ad una scrivania, iniziando a respirare affannosamente.
Patrice si avvicinò a lei cercando di farla calmare, la fece sedere e poi esortò Louie ad invitarli ad andare in un posto più tranquillo per poter parlare.
«Ragazzi…ora è meglio se ci calmiamo tutti. Credo dovreste prendervi un po' di tempo per riflettere e quando sarete più calmi poi vi chiarirete, magari non qui…che ne dite?»
Andy era rimasto impassibile quasi come se il lieve malore di Sharon non gli importasse minimamente, poi guardò l'orologio «La mia pausa pranzo è terminata. Devo tornare al lavoro» il suo tono lasciava chiaramente intuire che chi se ne doveva andare era Sharon. E a lei quel messaggio arrivò forte e chiaro. Fece un gran respiro, si alzò e si allontanò dirigendosi verso l'uscita.
«Aspetta, Sharon, ti accompagno!» le disse Patrice rincorrendola mentre faceva un cenno a Louie.
Aveva lavorato per tanti anni come infermiera, aveva delle nozioni di medicina e il buon senso le diceva che non avrebbe dovuto lasciar sola una persona col suo quadro clinico dopo che oltretutto qualche minuto prima era stata quasi sul punto di collassare dopo essersi agitata.
Durante il viaggio verso il condominio, Sharon non aveva pronunciato parola, il suo sguardo era assente e i suoi occhi gonfi di lacrime. Patrice sentiva di doverle dire di aver conosciuto Jack il giorno precedente. Appena arrivate a casa, decise così di parlarle.
«Sharon…io…devo dirti una cosa…» iniziò titubante mentre l'amica, in cucina, prendeva una delle sue medicine per il cuore. Non voleva allarmarla o farla agitare ulteriormente ma era suo dovere informarla di quanto successo.
«Dimmi…tanto oggi non c'è notizia che possa sconvolgermi di più…»
«Forse sì…»
«Che vuoi dire?»
«Sediamoci un attimo…»
Si accomodarono sul divano e a quel punto Sharon iniziò ad essere nervosa. «Patrice per favore, non girarci intorno…che altro è successo?»
«Ecco…io…credo di aver fatto una sciocchezza…o meglio…credo di aver parlato troppo…»
«Spiegati meglio»
«Ieri quando stavo venendo qui da te per gli ultimi dettagli sul matrimonio ho preso l'ascensore con un uomo e abbiamo scambiato due parole…così…senza particolare importanza…e…»
«E..?»
«E oggi ho scoperto che quell'uomo era il tuo ex marito.»
Sharon rimase perplessa. Tirò i fili e capì immediatamente come Jack aveva fatto a sapere che si sarebbero sposati e dove e quando si sarebbe tenuta la festicciola che lei ed Andy avevano organizzato coi colleghi.
«Sharon…io non sapevo che quell'uomo fosse il tuo ex…era gentile ed elegante…un uomo a modo…io…non potevo immaginare…»
«Non è colpa tua…» le disse Sharon, rassicurandola «Tu non lo conoscevi…ma quell'incontro non è certamente stato casuale…»
In quel momento entrò in casa Rusty, cercando Sharon.
«Mamma! Ciao Patrice!» esclamò entrando e vedendole sul divano. «Cos'è successo?!» era affannato. «Non sono potuto arrivare in tempo alla festa perché stavo lavorando a un caso con la Hobbs e quando sono arrivato alla Crimini Maggiori, Provenza mi ha detto che la festa è andata male…Andy era intrattabile e quando gli ho chiesto il motivo mi ha detto di chiedere a te» spiegò in fretta «Che diavolo è successo?»
«Jack si è presentato in centrale…ubriaco…e…ha raccontato che…» faceva fatica a parlarne «che sono stata a letto con lui…»
«Beh non mi sembra una novità, eravate sposati…qual è il problema?»
«Il problema è che…è successo qualche settimana fa.» confessò.
Rusty rimase a bocca aperta. «Mamma ma questo non può essere possibile…tu detesti Jack…non posso credere che voi…abbiate…oddio!» si tappò la bocca con la mano.
«Non voglio parlarne…scusatemi…sono stanca» disse alzandosi dal divano «ho bisogno di stare sola e…riposare un po'…»
«Mamma, io devo tornare in centrale che alle 15 abbiamo un'altra udienza, passo stasera a vedere come stai, ok?»
«Grazie…non preoccuparti…» lo rassicurò poco prima che lui andasse via.
«Sharon, se non ti crea disturbo io vorrei rimanere qui nel caso avessi bisogno di qualcosa…non me la sento di lasciarti sola oggi dopo tutto quello che hai passato…»
«Grazie Patrice, è che…non sono per niente di compagnia…anzi…vorrei nascondermi per la vergogna»
«Non ti devi giustificare con me, se vuoi sfogarti e parlare sai che ci sono, ma se non te la senti, fa niente. Lo capisco.»
«Sono confusa…e ho paura» sospirò «Temo di aver perso Andy per sempre…lui ora mi odia…»
«Non ti odia, ne sono certa. Però anche per lui è stato un duro colpo, è comprensibile la sua reazione. Vedrai che stasera quando tornerà avrete modo di chiarire la situazione»
«Non credo…» rispose Sharon sconsolata.
Continua…
